Dopo i pasticci combinati con la Grecia, il governo europeo è riuscito a combinare un pasticcio, forse ancora più grande, con il caso di Cipro.

Inizialmente era stato proposto un prelievo forzoso su TUTTI i conti correnti bancari, una cosa assurda per due ordini di motivi:

  1. la misura sarebbe stata profondamente iniqua, poichè sui conti correnti vengono depositati sia stipendi al netto delle tasse (quelli dei lavoratori dipendenti) che stipendi lordi (quelli dei lavoratori autonomi), i quali verserebbero così una quota maggiore!!!
  2. Cipro è uno stato tutto sommato molto piccolo, tanto che per recuperare i 10 mld necessari al salvataggio sarebbero bastati 13 euro per ciascun cittadino europeo.

Con questa bella idea del prelievo forzoso, invece, non hanno fatto altro che creare panico e sfiducia nei mercati, hanno creato un precedente pericoloso per tutta l’area Euro: ci si attende che, all’apertura delle banche, almeno il 10% dei capitali depositati a Cipro vengano trasferiti presso altri istituti bancari, magari tedeschi, oppure extraeuropei. Ad ogni modo, è verosimile che la fuga di capitali possa avvenire anche da altri stati con situazioni economiche a rischio (Spagna, Portogallo ed Italia ovviamente).

La proposta è stata poi rinegoziata, il prelievo forzoso del 20% verrà fatto solo sui conti oltre 100 mila euro ed una parte del denaro verrà finanziata con fondi UE.

Ma il problema è che:

  1. ormai il danno è stato fatto: la fuga di capitali dai conti correnti dei paesi UE a rischio molto probabilmente avverrà comunque, contribuendo a destabilizzare ulteriormente la loro già precaria situazione economica;
  2. è assurdo che per la malgestione degli istituti bancari debbano pagare gli innocenti correntisti: azionisti ed obbligazionisti potrebbero anche in parte contribuire (per il rischio intrinseco all’acquisto appunto di azioni/obbligazioni), ma cosa c’entrano i poveri correntisti?!?

Detto in altre parole: l’Eurofrittata ormai è fatta!!!

Molto interessante la puntata di focus economia del 19 marzo 2013, con l’intervista all’economista francese Jean Paul Fitoussi:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/notizie/focus-economia/2013-03-20/crisi-cipro-fitoussi-questa-094703.php

Crisi Cipro: Fitoussi, questa Europa dà ragione a Grillo

20/03/2013

“Questa Europa dà ragione a Beppe Grillo. Va a finire male. Se vuoi fare la battaglia contro l’evasione fiscale perchè non lo fai solo con i conti esteri?”. Così a Focus Economia l’economista e consigliere del governo francese Jean-Paul Fitoussi, secondo cui in Ue c’è “troppa dottrina e non abbastanza coraggio tra i nostri capi di Governo per dire: basta!” L’economista aggiunge che “il popolo non può più sopportare che si prenda il denaro dei piccoli per darlo alle banche”. Una rabbia alla base di movimenti come Occupy Wall Street, degli Indignados e di Grillo. “Questa decisione non può avere come conseguenza che la fuga di capitali. E’ talmente ovvio che mi chiedo o questi governanti europei sono stupidi, succede, o non vogliono bene all’Europa, o c’è un interesse a fare il male dell’Europa” […] Ma c’è del dolo? C’è un interesse a fare male? Domanda il conduttore Sebastiano Barisoni. “Si certo. Le Banche tedesche si avvantaggerebbero della fuga dei capitali dalla Spagna, dall’ Italia, dal Portogallo oltre che da Cipro e dalla Grecia”.

http://www.repubblica.it/economia/2013/03/26/news/la_bce_bacchetta_dijsselbloem_su_cipro_parole_sbagliate-55374375/

La Bce bacchetta Dijsselbloem e rassicura: su Cipro parole sbagliate, non è un modello

Il neo presidente dell’Eurogruppo aveva definito il meccanismo per salvare Cipro un “modello” per l’Eurozona. Rettifica e strigliata dell’Eurotower per bocca di Coeure: “Ha sbagliato a dire quello che ha detto”. Fitch declassa i due istituti coinvolti nella ristrutturazione. Sarris: “Prelievi sui depositi al 40%”, la Chiesa ortodossa perderà 100 milioni

26 marzo 2013

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http://www.chicago-blog.it/2013/03/26/la-linea-rossa-di-gerardo-coco/#more-14484

La linea rossa

di Gerardo Coco

[…] Dal bail out al bail in

L’attivo delle banche si è dunque trasformato in un buco nero che sta assorbendo ciò che è rimasto della ricchezza esistente. Dopo l’episodio di Cipro risulta chiaro che le banche non rappresentano più i guardiani del risparmio ma sono state candidate a diventare dei sostituti di imposta tenuti a operare una ritenuta sui risparmi dei depositanti a valere sui debiti di cui, nonostante non li abbiano assunti in proprio, devono considerarsi titolari a tutti gli effetti. Questa è la morale della storia. Essendo infatti sempre più difficili i bail out, cioè i salvataggi con iniezioni di liquidità inflazionista, si dovrà ricorrerà ai bail in, cioè alla capitalizzazione forzata delle banche espropriando i soldi dei risparmiatori, anche se pensionati. E’ opportuno infatti ricordare che due mesi fa il governo spagnolo ha utilizzato i fondi di previdenza sociale per acquistarsi il debito. Era il primo campanello d’allarme. Dopo Cipro è lecito chiedersi: quale sarà il prossimo paese? Quando i sistemi bancari diventano insolventi, lo diventano anche le nazioni e ai loro governi, messi con le spalle al muro, non resta che espropriare i beni dei cittadini. Non esistono assicurazioni contro i furti di stato e da oggi vale il principio in base al quale si possono tenere i risparmi in banca fino a quando i governi non ne avranno bisogno per coprire le loro perdite e quelle del sistema bancario che li tiene in vita. Cipro ha colpito per la forma aggressiva, diretta e brutale con cui l’espropriazione è avvenuta. Ma è opportuno ricordare che la confisca avviene già da anni in modo indiretto e silenzioso perché i risparmi vengono falcidiati da una continua inflazione che i governi cercano di mascherare. L’euro in dieci anni ha subito una perdita di valore del 50% che equivale a una tassa di oltre il 10% all’anno. Ma equivale anche ad una riduzione del valore del debito che viene pagata, appunto, con i soldi dei cittadini. In un ambiente economico dominato da debiti, tassi reali negativi e governi bancarottieri, i redditi della classe media non hanno scampo. Ma anche qui c’è una linea rossa da non superare. […] Un’altra scossa come quella di Cipro aprirebbe una linea di faglia che sprofonderebbe l’eurozona in un baratro. Oggi, solo la fiducia sorregge il valore di una moneta e quando viene sovvertito l’ordine giuridico basato sulla tutela dei diritti di proprietà viene meno anche l’ordine monetario di cui è emanazione. Riflettano bene i banchieri centrali e i governi: anche loro stiano attenti a non superare la linea rossa oltre la quale inizia la sovversione dell’ordine sociale.

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Aggiornamento del 14 luglio 2014:

https://it.finance.yahoo.com/notizie/italiani-attenzione-prelievo-forzoso-sui-060000852.html

Italiani, attenzione al prelievo forzoso sui conti correnti

Scritto da Fabrizio Zampieri | Trend Online – 14/07/2014

Oramai è ufficiale, anche il Fondo Monetario Internazionale ha dato il benestare per un prelievo forzoso nei conti correnti dei cittadini per i Paesi dell’area Euro in difficoltà e con la necessità di ripianare parte del debito pubblico. In pratica i tagli sul debito verrebbero pagati dai cittadini, dai Fondi Pensione, dal risparmio gestito e dalle Assicurazioni. Ed i Paesi europei a rischio sono diversi: Italia in primis, Portogallo, Grecia, Cipro, Slovenia, Francia, Spagna….
E’ pronto quindi il progetto di un prelievo di almeno il 10% sui conti correnti con giacenze sopra i 100.000 eur. Per farvi capire meglio, quello che successe a Cipro l’anno scorso seppure con aliquote di prelievo ben superiori. Il Fondo Monetario insite in una “tassa sul debito” generalizzata, per un importo del 10% per ogni famiglia dell’Eurozona, anche su quelle famiglie che dispongono solo di modesti risparmi.
Si parla anche di un prelievo di minore entità ma applicato a tutte le tipologie di conti e per qualsiasi giacenza, soluzione di minore applicabilità dal momento che il Partito Democratico e l’alleanza di sinistra sarebbero più propensi a colpire i risparmi medio-alti; ma sappiamo pure che le decisioni e le misure di questo tipo non vengono decisi dai Governi locali ma vengono spesso imposte da altre entità […] Inoltre la data fissata per il fatidico salasso potrebbe più vicina di quel che si pensi, addirittura in autunno 2014 o primavera del prossimo anno.
Non dimentichiamo che in Italia ci fu un precedente simile, infatti nel 1992 l’allora Presidente del Consiglio Giuliano Amato approvò un decreto legge da 30mila miliardi di lire in cui si stabiliva tra le altre cose il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari di tutti i cittadini italiani. La decisione era giustificata da un «interesse di straordinario rilievo» e dalla necessità di risanare «una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica». E in un weekend, a banche chiuse, senza la possibilità di recarsi agli sportelli a prelevare i propri risparmi, fu applicata agli italiani, indiscriminatamente, una sovrattassa sui c/c.

Ma vediamo di capire meglio la dinamica degli eventi e soprattutto le motivazioni che porteranno a tale nefasta azione nei confronti dei correntisti italiani.
In Italia, l’attuale Presidente del Consiglio, Renzi, come hanno fatto i suoi predecessori nel recente passato, continua ad affermare che il nostro Paese è in fase di ripresa, che la congiuntura negativa cesserà presto e soprattutto che l’Europa e le altre Istituzioni internazionali non detteranno le regole di governance al nostro Governo. Chi ne sa un po’ di economia e che segue i mercati, e chi soprattutto non si beve così facilmente le fregnacce che ci propinano i principali media, sa benissimo che tali affermazioni costituiscono solamente proclami di tipo propagandistico, spesso nemmeno supportati dai numeri, e che dietro queste parole c’è parecchio “fumo”.

Nonostante la “ripresina” in atto, stando alle parole dei nostri esponenti politici e di pseudo economisti al loro servizio, credo sia giusto soffermarsi sull’analisi di alcuni indicatori economici che ci dicono tutt’altro:

– il tasso di disoccupazione (ultimo dato Istat di maggio 2014) è salito al tasso record del 12,6% (+0,5% su base annua) mentre i disoccupati tra i giovani, fascia 15-24 anni, sono il 43%, in crescita di 4,2 punti percentuali su base annua;
– le stime sul Prodotto Interno Lordo sono state riviste bruscamente al ribasso, da un +0,7 a un + 0,3% per il 2014. E pensare che il dato ufficiale fornito dal Governo per il 2014 è di un incremento del +0,8%… (speriamo il Ministro Padoan si accinga presto a smentire tali notizie fantasiose e prive di fondamento per raccontare agli italiani come stanno veramente le cose);

  • altra notevole delusione giunge dagli ultimi dati Istat sulla Produzione industriale, infatti a maggio 2014 l’indice in termini tendenziali è sceso dell’1,8% rispetto al mese precedente e su base annua non ha rispettato le aspettative degli economisti (+0,1%);
  • i consumi delle famiglie continuano a registrare netti cali (-2,5% nel 2013 rispetto al 2012, dati Istat luglio 2014) a dimostrazione che il trend continua a rimanere negativo;
  • e che dire del debito pubblico?;

nonostante l’austerity e la spending review imposte ai cittadini (ma non certo ai politici, ai governanti e alle principali cariche pubbliche e statali), nonostante il continuo incremento del numero delle tasse, nonostante le riforme sempre annunciate ma mai attuate, il debito pubblico continua ad aumentare ed ha raggiunto il livello stratosferico di oltre 2.100 miliardi di euro (132,6% del Pil). Ma il nostro Ministro Padoan, in un discorso al termine della riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, ha affermato che il nostro debito pubblico è assolutamente sostenibile oltre ad essere uno dei più sostenibili tra i Paesi dell’UE. Il problema è capire cosa significa il termine “sostenibile”, forse voleva dire, tra le righe, che il nostro deficit pubblico sarà sostenuto (=ripagato) dai cittadini italiani… […]

A dare ulteriore peso a queste dichiarazioni, è intervenuta anche la Bundesbank la quale, oltre ad aver aderito al progetto del Fmi, ha aggiunto che: «nella situazione eccezionale di un imminente fallimento di uno Stato, un prelievo di capitale una tantum potrebbe rivelarsi un taglio più conveniente rispetto a qualsiasi altra opzione», naturalmente nel caso in cui aumenti delle tasse o altre drastiche limitazioni della spesa pubblica non fossero sufficienti a ripianare i debiti.
Queste notizie sono trapelate solo su alcune testate giornalistiche proprio nel periodo dei Mondiali di calcio quando l’opinione pubblica era presa da ben altre faccende… Inoltre, tale tematiche non vengono mai seriamente poste in risalto né mai spiegate alla gente comune perché si ritengono argomentazioni troppo tecniche e di poco conto, a volte anche noiose; ma sono proprio queste notizie e questi avvenimenti che potrebbero cambiare la vita di ognuno di noi, purtroppo in peggio. […]

 

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