Le cronache di questi giorni stanno seguendo con grande entusiasmo ed apprensione il caso della piccola Sofia, bimba di tre anni e mezzo malata di leucodistrofia metacromatica, una malattia neurodegenerativa molto grave per la quale non esistono a tutt’oggi delle cure efficaci.

Purtroppo questo è un caso di grave disinformazione ed ignoranza scientifica, poichè la terapia che fa uso di cellule staminali, che tutti invocano a gran voce, NON ha alcuna validazione scientifica, NON è proposta da un team medico esperto, NON dovrebbe essere somministrata  in quanto potrebbe rivelarsi molto pericolosa. Tuttavia, pare che l’opinione di giornalisti e cantanti (Adriano Celentano) valga più di quella dei medici. Una terapia sperimentale esiste, ma si tratta di terapia genica (effettuata presso l’Ospedale San Raffaele di Milano). Le sperimentazioni cliniche hanno naturalmente dei pregi ma anche dei difetti: sono infatti soggette a regole molto severe, inoltre, essendo appunto delle “sperimentazioni”, non possono dare nessuna garanzia di miglioramento sul decorso della malattia.

La scienza procede a piccoli passi e soprattutto non procede per tentativi fatti a casaccio. Per questo in Italia dovremmo imparare a conoscere e rispettare chi fa ricerca in modo serio, impegnandosi e spesso facendo sacrifici (vi faccio presente che in tutti gli istituti che fanno ricerca in Italia, compreso il San Raffaele, spesso lavorano ricercatori precari che guadagnano 1000 euro al mese). Prima di urlare bisognerebbe sempre informarsi, per questo vi sottopongo questo bell’articolo pubblicato su MedBunker.

L.D.

http://medbunker.blogspot.it/2013/03/cure-con-staminali-litalia-dei-pifferai.html?m=1

11 marzo 2013

Cure con staminali: l’Italia dei pifferai

[…] Esiste una presunta cura che sfrutta le cellule staminali, messa a punto da un certo prof. Vannoni presidente di una fondazione (Stamina Foudation) che si occupa proprio di questo. La sua idea è che le cellule staminali (in particolare quelle di un certo tipo, dette mesenchimali) possano curare diverse malattie, specie quelle neurodegenerative (come le paralisi, le sindromi neurologiche e certe malattie congenite). La “terapia” è somministrata in locali di proprietà dell’azienda sanitaria di Brescia e negli anni sono diverse le persone che ne avrebbero provato le qualità. […]
Le “terapie” erano effettuate presso l’ospedale di Brescia, sfruttando una legge del 2006 che permette la somministrazione di terapie dette “compassionevoli” quando non vi sono altre alternative terapeutiche valide per la malattia da curare.
I dubbi sono sorti non appena ci si è accorti che chi “propagandava” questa cura non aveva mai pubblicato test, esperimenti, lavori clinici o altro sulla sua “idea”. Ancora più preoccupante scoprire che il dott. Vannoni non era un medico con esperienza specifica ma è laureato in lettere (ed insegna all’università di Udine “psicologia della comunicazione”), un professionista quindi del tutto estraneo al mondo della medicina, già impegnato in passato con società che promettevano cure con staminali in giro per l’Europa. Vannoni ha un’attività “scientifica” che parla da sola: 2 pubblicazioni di architettura!
La magistratura dispone quindi delle indagini che passano al vaglio del pm Antonio Guariniello, ma intanto la terapia è somministrata su ordine dei tribunali su diversi pazienti in Italia (con provvedimento d’urgenza).
Si sono mossi così i NAS (Nuclei antisofisticazione dei Carabinieri) e l’AIFA (Agenzia italiana del farmaco), dopo il parere dell’Istituto Superiore di Sanità su questa presunta terapia, per ispezionare l’attività di questo centro, i suoi locali e la gestione delle presunte cure. I risultati dell’ispezione parlano chiaro:
  • l’esistenza di un concreto pericolo per i pazienti a causa delle modalità di conservazione dei campioni di cellule da trapiantare, preservati in modo approssimativo, identificati da etichette scritte a matita e di non chiara interpretazione e quindi facilmente confondibili
  • in uno dei due campioni esaminati sono stati riscontrati inquinanti in grado di determinare rilevanti effetti biologici avversi come il rigetto cellulare e altre reazioni immunologiche
  • il metodo è descritto in modo superficiale e incongruo e prevede trattamenti con prodotti di origine animale vietati per uso clinico. Non sono mai emersi né mai sono stati in precedenza riportati da Stamina studi preclinici effettuati su animali prima di eseguire i trattamenti nei pazienti in clinica
  • le cellule prodotte dopo stimolazione in coltura hanno una irrilevante attività biologica ai fini della rigenerazione nervosa, che scompare dopo 24 ore, e la dose di cellule somministrate è minimale rispetto agli standard di terapie analoghe pubblicati in letteratura. I pazienti che ricevevano le cellule prodotte da Stamina erano trattati in alcuni casi con cellule proprie (autotrapianto), in altri casi con cellule provenienti da donatori esterni (allotrapianto), in altri casi ancora – e ciò ha destato profonda preoccupazione – con cellule provenienti da altri pazienti malati, con la possibile trasmissione di gravi patologie.
Il Board, applicando i principi base dell’etica medica, ritiene che il progetto terapeutico e le condizioni di applicazione della terapia siano assolutamente insufficienti e senza valida documentazione scientifica e medica a supporto riconosciuta. Sottolinea che i rischi biologici connessi alla terapia sono gravi e inaccettabili e che la conduzione della metodologia non solo non ha rispettato le norme di manipolazione e sicurezza, ma anche i più elementari standard di indagine di laboratorio.
[…] Se questi fossero i risultati a carico di qualsiasi farmaco o terapia in commercio sarebbe stato uno scandalo nazionale, si sarebbe parlato di tentativo di strage, truffa pubblica, immondo tentativo di imbrogliare la popolazione. Invece la reazione a tutto questo è stata molto ma molto diversa, realizzando un fenomeno al quale abbiamo già assistito in passato causato dalla disinformazione, dall’ignoranza scientifica e dalla voglia di aiutare a tutti i costi senza comprendere le conseguenze del caso.
Inizia la trasmissione “Le Iene” con un servizio “strappalacrime” che spezzerebbe il cuore a chiunque, soprattutto se genitore. Un bambino affetto da una malattia neurodegenerativa congenita che in pratica non si muove. I genitori disperati vogliono ricorrere a questa cura con le staminali ma il blocco del ministero lo impedisce. “Occorre fare presto!” gridano le Iene,  con tanto di immagini strazianti del bambino e dei genitori che “chiedono giustizia”. I genitori descrivono i piccoli miglioramenti dopo la somministrazione di staminali: si muove un dito prima immobile, lo sguardo sembra più presente, il bambino appare più “vispo”.
La settimana successiva nuovo servizio. Altra bambina (Sofia) affetta da gravissima malattia neurodegenerativa congenita, una situazione incredibilmente drammatica e due genitori che coraggiosamente chiedono anch’essi giustizia “perché ad altri bambini sì ed a nostra figlia no?”. Il conduttore delle Iene prova a chiamare persino il ministro della salute che non parla. Nel frattempo anche i genitori di Sofia raccontano dei piccoli miglioramenti successivi alla prima somministrazione di staminali: ridotti gli episodi di vomito, la bambina deglutisce meglio ed altro. Si muove persino Adriano Celentano, noto cantante italiano, anche lui ce l’ha con Balduzzi ed il ministero, è durissimo nei suoi giudizi: “atto scellerato del pm Guariniello”, “le Iene, quelle vere sono al ministero”, parole pesanti che provengono da una persona, artista sicuramente valido, ma che probabilmente non sa nemmeno cosa siano le staminali, gli risponde il presidente della società europea di terapia genica e responsabile Telethon ma questo non calma la sua incredibile posizione che anzi è confermata in dichiarazioni successive. Ma i media ormai sono coinvolti e dipingono Balduzzi ed il ministero come i “cattivi” che impediscono ad una bambina di proseguire le sue cure e la Stamina Foundation come un ente benefico che ha seguito le regole della scienza. La “rabbia” popolare si fa sempre più esaltata, i social network sono pieni di insulti, minacce e terribili auguri per il ministro della salute, gli immancabili avvoltoi cavalcano la vicenda cercando spazio tra le righe di cronaca: compaiono così antivaccinisti, complottisti che lanciano proclami di sfida al ministero, singoli che minacciano le autorità di azioni violente. Il ministro Balduzzi, ormai sotto pressione mediatica, permette alla famiglia di Sofia di sottoporsi ad altri cicli di staminali ma in centri autorizzati (in Italia ne esistono 13) ed a norma, ma i genitori della bambina si rifiutano, dichiarando che vogliono quella cura, non altre. Così si passa ad un’ulteriore concessione, quella tecnica può essere effettuata dall’equipe del prof. Vannoni ma solo in un laboratorio autorizzato, identificato in quello dell’ospedale Maggiore di Milano. Ma anche questo non sembra calmare l’opinione pubblica sempre più inferocita. Nasce il “metodo Vannoni”, la “cura” che migliora diverse malattie senza averlo mai dimostrato. Una medicina mediatica, una cura “auditel”.In realtà tutto si risolverebbe rispondendo ad una semplice domanda: quella cura funziona o no?
[…] La letteratura scientifica inoltre, non mostra particolari effetti delle cellule staminali (e di quelle che sfrutta Vannoni in particolare) sulle malattie di tipo nervoso, mai trattata né sperimentata su quella che affligge la piccola Sofia. Persino su patologie molto meno gravi e non congenite (come gli ictus cerebrali), l’effetto delle cellule staminali mesenchimali è poco sperimentato e non del tutto chiaro. Non si conosce bene nemmeno il meccanismo per il quale queste cellule dovrebbero assicurare un recupero da certe malattie.
Chi legge dirà: ma possibile stia succedendo tutto questo caos per una presunta cura “inventata” da una persona senza alcuna formazione medica che non ha mai fornito prova delle sue idee? Possibile. Il pm Guariniello che conduce le indagini parla di un Vannoni che spinge i parenti dei pazienti a “non dire niente a nessuno” […] il magistrato: Vannoni sarebbe una persona “animata dall’intento di trarre guadagni da pazienti affetti da patologie senza speranza“, qualcosa insomma che siamo abituati a sentire ogni volta che parliamo di santoni, miracoli, guru e venditori di sogni di ogni specie.
[…] Il rapporto dell’AIFA è altrettanto allarmante: risulta addirittura che il “prodotto finale” ottenuto dalla lavorazione dei prelievi di midollo, non sia nemmeno “identificabile” (in pratica non subisce un’analisi approfondita ed adeguata) come “cellule staminali” e che chi inietta il prodotto non sa nemmeno da cosa sia composto esattamente. […] Bisogna anche ricordare che le “cure” non sono gratuite (come ammette nel sito della sua fondazione lo stesso presidente), si parla di decine di migliaia di euro (dai 20.000 ai 50.000 per l’intero ciclo). Non dimentichiamo neanche che queste “iniezioni” di staminali possono essere pericolose da diversi punti di vista: non solo i rischi immediati derivanti da scorretta somministrazione ma anche quelli “successivi” se le cellule somministrate non fossero controllate secondo le norme più moderne (le cellule possono essere portatrici di malattie anche gravi). Non per niente sono stati segnalati casi di sepsi, infezioni gravi ed anche letali e se leggiamo le condizioni del “laboratorio” descritte dall’ispezione, il dubbio di una sicurezza meno che sufficiente è legittimo. […] Somministrare presunte terapie a persone ammalate non è un gioco né una lotteria, noi italiani, dopo la vicenda Di Bella, dovremmo averlo capito, invece cadiamo sempre nello stesso errore dettato da ignoranza ed obesa ottusità. […]

Vedere che ancora oggi, in Italia, dopo Vanna Marchi e tutte le numerose truffe mediche che compaiono sulle pagine dei nostri giornali, si barattano le emozioni con le illusioni è triste e pericoloso, soprattutto per quei bambini e quelle famiglie che qualcuno DICE di voler tutelare.

[…] Vendere la vita e la dignità di un bambino gravemente malato a centri improvvisati che promettono (senza averlo mai provato!) miglioramenti solo immaginati è quanto di peggio possiamo fare nei confronti di chi vogliamo bene.

Celentano, le Iene, il pubblico, sono solo vittime dell’ignoranza, dell’irrazionalità e della disperazione. Vadano a fare un giro nei laboratori che ricercano ogni giorno, tra enormi sacrifici, terapie vere ed efficaci per questi bambini, diano una mano, invece di sbraitare per appoggiare ciarlatanerie e sogni destinati a spezzarsi, approfondiscano queste tematiche, aiutino i ricercatori e solo dopo cerchino di capire chi è davvero la iena e chi la vittima. Dietro quei bambini malati e le loro famiglie c’è un numeroso gruppo di persone serie e preparate che studiano e lavorano (spesso in condizioni precarie) in silenzio per provare a dare una mano senza per questo finire MAI in televisione a fare le vittime di complotto. Sfruttare le emozioni personali per vendere illusioni è il metodo più subdolo e preferito degli imbonitori e coltivarne gli interessi, anche se in buonafede, significa esserne complici. […]

Telethon contro Celentano: “Sofia? La scienza non si improvvisa”

Pubblicato il 7 marzo 2013

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Aggiornamento del 25 marzo 2013:

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/roberta-villa/cure-stabilite-da-giudici-attori-e-cantanti/marzo-2013

Cure stabilite da giudici, attori e cantanti

Roberta Villa – 14 marzo 2013

[…]  Da quando infatti, nel 2007, l’Italia ha recepito la normativa europea che assimila le cure con le staminali ai farmaci, anche queste procedure devono autorizzate sulla base di studi clinici che ne dimostrino sicurezza ed efficacia. Impossibilitata a proseguire la sua attività sul territorio italiano, la Stamina Foundation si trasferì quindi a San Marino, dove la società “no profit” continuò a trattare pazienti provenienti da tutto il Paese, attratti dall’illusione di guarire le loro malattie senza dover partire per la Cina o la Thailandia, tipiche destinazioni di questi drammatici, e in genere deludenti, viaggi dello speranza.

La svolta venne dall’incontro con Marino Andolina, responsabile dei trapianti di midollo all’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste, che portò nel suo ospedale il metodo di Vannoni, attaccandosi alla legge che consente l’uso di “terapie compassionevoli”, sebbene non autorizzate, quando non vi siano altre opzioni terapeutiche ed esistano prove sufficienti, sebbene non definitive, di una loro sicurezza ed efficacia. «Prove che in questo caso, però, non sono mai state presentate» ha commentato Elena Cattaneo, direttore del Centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano.

Nel novembre 2009, quindi, il procuratore di Torino Raffaele Guariniello, che già da anni stava alle calcagna di Vannoni e dei suoi, indagandoli per associazione a delinquere finalizzata alla «truffa e alla somministrazione di prodotti medicinali imperfetti e pericolosi per la salute pubblica» per l’attività svolta a Torino, dispone un’ispezione dei NAS, che interrompono i trattamenti nel centro di Trieste. Nonostante questo intervento, due anni dopo, Stamina Foundation trova di nuovo spazio in una struttura pubblica di eccellenza come gli Spedali Civili di Brescia. Merito, si dice, di un dirigente della sanità della Regione Lombardia, il primo a essere curato nella nuova location.

Ma anche qui ben presto arrivano i controlli, che mettono di nuovo in evidenza tutte le ombre di questa vicenda. […]

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/autori-vari/staminali-lettera-aperta-al-ministro-della-salute/marzo-2013

Staminali, lettera aperta al Ministro della Salute

[…] È triste assistere alla diffusione in Italia e in Europa di pratiche finora confinate a regioni del mondo nelle quali debole è la democrazia come la vigilanza sull’esercizio della medicina e sul commercio di farmaci. È infine obbligatorio rimarcare che il trasferimento a strutture sanitarie, riconosciute come tali, di pratiche «terapeutiche» solo presunte o immaginarie viola l’interesse generale della comunità civile e offende, in Italia e fuori, l’immagine del servizio sanitario nazionale e la credibilità del suo Governo, incapace di opporre a campagne mediatiche poco decorose e a interessi diversi, le ragioni autentiche della ragione, dell’umanità, e della medicina. […]

15 marzo, 2013

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Aggiornamento del 16 aprile 2013:

http://www.ansa.it/web/notizie/specializzati/saluteebenessere/2013/04/10/Nobel-Yamanaka-preoccupato-si-Italia-Stamina-da-Senato-dl_8532569.html

Nobel Yamanaka preoccupato su si’ Italia a Stamina, sì da Senato a dl

11 aprile 2013

[…]  c’e’ ”preoccupazione per il fatto che trattamenti basati sulle cellule staminali non sperimentati in modo adeguato siano immessi sul mercato”. Lo dice il Nobel Shinya Yamanaka sul sito della Societa’ Internazionale per la ricerca sulle cellule staminali (Isscr), riferendosi al si’ del governo italiano a ”terapie non provate”. […]

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Aggiornamento del 18 aprile 2013:

Per farvi meglio rendere conto della miserabile figura che stiamo facendo con il caso Stamina…

http://oggiscienza.wordpress.com/2013/04/17/nature-sul-caso-stamina/

Nature sul caso Stamina

Pubblicato da Federica Sgorbissa – 17 aprile 2013

[…] La posizione di Nature è durissima. […] Secondo Nature (e secondo molti scienziati) “è sbagliato sfruttare la disperazione dei disabili e dei malati terminali e suscitare false speranze di facili soluzioni” ed “è anche sbagliato provare a usare questi pazienti come cavie sperimentali, bypassando gli enti regolatori”. […] La cosiddetta terapia Stamina infatti non è una terapia, nel senso che non esiste alcuna pubblicazione scientifica che ne attesti la sicurezza e l’efficacia, nessuna. Significa che non è stata testata né in vitro, né sugli animali, tantomeno sugli esseri umani (il normale iter richiesto per qualsiasi terapia che vada sul mercato nel nostro Paese e nella stragrande maggioranza del mondo civilizzato). Questo implica che il nostro Governo sta di fatto avallando l’uso dei pazienti come cavie per quello che allo stato delle cose è niente di più che pura alchimia (come lo ha definito Elena Cattaneo). È giusto o no? Come reagireste se in base alla pressione di una qualche porzione dell’opinione pubblica venisse messo in commercio un farmaco non testato e senza garanzie di sicurezza? […] Nature accusa il Vaticano di “ingenuità scientifica” quando accoglie con entusiasmo ed esalta la ricerca sulle staminali adulte semplicemente perché “non coinvolge gli embrioni”, quando la gran parte di coloro che operano in questo campo ben sanno quanto maggiori siano i limiti di questa metodologia rispetto a quella delle staminali embrionali. La stoccata affonda ancora di più quando si sottolinea una certa ipocrisia etica: ci si preoccupa degli embrioni ma lo stesso rigore etico non viene applicato verso i pazienti, o familiari, ai quali si offrono false speranze di guarigione o miglioramento da condizioni disperate. […] Uno dei temi della vicenda Stamina è infatti la compassione verso i pazienti e la famiglie, un senso comune di protezione verso questi individui sfortunati. Ma proprio queste famiglie disperate sono individui più vulnerabili della media, facilmente raggirabili da santoni che offrono soluzioni senza prove, magari chiedendo forti somme di denaro in cambio. Non è un dovere della cosa pubblica proteggere ancor di più i cittadini che si trovano in una condizione di particolare debolezza? […] Il messaggio di Nature è chiaro: che il Parlamento italiano prima di prendere una decisione finale sul “decreto Balduzzi” chieda l’opinione di una commissione indipendente di esperti. La deregulation dei trattamenti porterebbe l’Italia del tutto al di fuori degli standard di qualità e sicurezza europei e americani.

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Aggiornamento del 22 maggio 2013:

http://cattaneo-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/16/i-troppi-interrogativi-sul-caso-stamina/

I troppi interrogativi sul caso Stamina

16 maggio 2013 – di Marco Cattaneo

 […] E tuttavia ieri Davide Vannoni ha rivendicato i risultati del metodo, che a suo dire nessuno si sarebbe preso la briga di valutare, e ha detto che i protocolli Stamina «sono su internet in inglese visibili a tutti, basta digitare su Google “Davide Vannoni Patents”». Ha omesso di ricordare che si tratta di domande di brevetto, e non di brevetti, e soprattutto si guarda dal riconoscere l’esito delle domande.

Allo stato delle cose, si direbbe, il metodo Stamina non esiste. Non c’è chiarezza né negli aspetti biologici né nelle procedure utilizzate né nella pratica adottata né nei risultati. Strano no? […]

Come andrà a finire lo vedremo tra poco più di 18 mesi, se come previsto dal documento approvato ieri in commissione la sperimentazione partirà a luglio. E soprattutto se la Stamina metterà a disposizione dell’Aifa per la sperimentazione i sospirati protocolli, nel rispetto delle regole della comunità scientifica mondiale.

In questa sperimentazione l’Italia investirà 3 milioni di euro di denaro pubblico. Se gli esiti saranno positivi, il metodo Stamina diventerà uno standard in grado di salvare molte vite umane. E Davide Vannoni e colleghi avranno i riconoscimenti che meritano. Ma va anche messo nel conto che la sperimentazione fallisca. E in tal caso dovremo trarne molte, severe lezioni. A cominciare da chi ha fatto di questa storia un altro, deplorevole caso mediatico.

http://www.repubblica.it/salute/medicina/2013/05/22/news/senato_approva_legge_staminali-59361736/

Staminali, anche il Senato approva: il decreto Balduzzi diventa legge

Via libera anche da palazzo Madama con due soli voti contrari: sì alle sperimentazioni del Metodo Stamina per 18 mesi in strutture pubbliche controllate e sotto il controllo dell’Iss e dell’Aifa. […]

22 maggio 2013

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Aggiornamento del 5 luglio 2013:

http://oggiscienza.wordpress.com/2013/07/03/stamina-figure-falsificate/

Stamina: figure falsificate

Federica Sgorbissa – 3 luglio 2013

POLITICA – La rivista scientifica Nature, fra le più autorevoli al mondo, accusa Davide Vannoni e il suo team di aver imbrogliato sulle figure usate nella richiesta di brevetto presentata sul famigerato metodo Stamina, negli Stati Uniti. […]

Come se non bastasse lo Stato italiano dopo l’approvazione del decreto Balduzzi sta chiedendo a Vannoni di fornire i dettagli dell protocollo sperimentale in modo da poter iniziare la sperimentazione, ma il filosofo ha già per tre volte rimandato, adducendo scuse varie e accuse di complottismi, come se per lui non valessero le regole che valgono per tutti. Una storia sempre più brutta, che rischia non solo di buttare all’aria 3 milioni di finanziamento pubblico, ma di gettare una pesante eredità sulla sanità pubblica nel nostro Paese.

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Aggiornamento del 25 marzo 2013:

Le cure vere, seppur a livello ancora sperimentale, esistono, basta saperle riconoscere e distinguere dalle finte cure escogitate da chi imbroglia, cercando di far soldi sulla pelle di persone gravemente malate. Non sarebbe stato meglio dare quei 3 MILIONI DI FINANZIAMENTO PUBBLICO al “dream team” di Naldini piuttosto che al “tricky team” di Vannoni?!? Questo è il prezzo che si paga quando non si sanno le cose o comunque quando si fa demagogia: si buttano via letteralmente tanti tanti soldi, che si sarebbero potuti utilizzare per ulteriori sperimentazioni sulle terapie vere e con maggiori possibilità di successo, come appunto quella presso il Tiget del team di ricerca del Dr. Naldini!

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-07-11/virus-aids-inattivato-cura-150837.shtml?uuid=AbatFJDI

Il virus dell’Aids (inattivato) cura due gravi malattie genetiche

di Francesca Cerati – 11 luglio 2013

Per la prima volta nel mondo la terapia genica ha dato prova di funzionare in due gravi malattie genetiche: la leucodistrofia metacromatica e la sindrome di Wiskott-Aldrich. Un successo tutto italiano, raggiunto dall’équipe di Luigi Naldini, direttore dell’Istituto San Raffaele Telethon per la terapia genica (Tiget) di Milano. […] Alla base di entrambe le malattie c’è un difetto genetico che si traduce nella carenza di una proteina fondamentale per l’organismo fin dai primi anni di vita. Nel caso della leucodistrofia metacromatica – la grave malattia neurodegenerativa di cui è affetta Sofia, la bimba diventata simbolo della battaglia a favore del discusso metodo Stamina -, è il sistema nervoso a essere colpito […]

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Aggiornamento del 12 settembre 2013:

Il comitato scientifico nominato dal ministero della Salute ha, naturalmente, bocciato il metodo Stamina: e adesso cosa se ne farà dei 3 milioni di euro stanziati, si continuerà lo stesso con la sperimentazione oppure no? Staremo a vedere…

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-09-11/comitato-scientifico-boccia-metodo-191127.shtml?uuid=Abh2WkVI

Il comitato boccia il metodo Stamina: «Nessuna consistenza scientifica»

11 settembre 2013

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Aggiornamento dell’11 ottobre 2013:

Finalmente questa storia è finita:

http://www.lescienze.it/news/2013/10/10/news/sperimentazione_stamina_bocciatura_ministero-1843011/

Il Ministero boccia la sperimentazione del metodo Stamina

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha deciso di bocciare la sperimentazione della presunta terapia a base di cellule staminali mesenchimali proposta dalla fondazione Stamina di Davide Vannoni. Il ministro ha recepito il parere negativo dell’apposita commissione scientifica e dell’Avvocatura di Stato

10 ottobre 2013

Libro “Staminalia” di Armando Massarenti

Commissioni che finanziano i propri membri, bioeticisti che sognano la “morale unica”, politiche della ricerca dettate dal Vaticano. Staminalia racconta la storia di come un dibattito filosofico, morale e scientifico male impostato abbia finito per determinare a valanga scelte sbagliate, irrazionali, dannose. Questo accade in Italia, ma il libro è anche un resoconto appassionato e puntuale di un intero ambito cruciale ed entusiasmante della ricerca, da cui è lecito aspettarsi la rivoluzione medica del XXI secolo e che proprio per questo ha scatenato ovunque rivalità e lotte di potere basate su false contrapposizioni: come quella tra la ricerca sulle staminali embrionali, considerata inutile oltre che immorale da Bush e dal Vaticano, e le staminali adulte, cellule “etiche” che farebbero “miracoli”. Peccato che il miracolismo in medicina si riveli sempre crudele verso i pazienti, che speranzosi si fanno curare prima che la ricerca abbia fatto i passi necessari. Così in nome della “sacralità dell’embrione”, fondata su tesi filosofiche fragilissime, si sono moltiplicate le sofferenze umane nel mondo e ci si è inventati persino una “via italiana per la ricerca sulle staminali” (che avrebbe caratteristiche di superiore eticità perché concentrata solo sulle staminali adulte e non su quelle embrionali derivate dalla blastocisti, da alcuni considerata persona). Un caso esemplare di come non si deve, e non si può, condurre la ricerca scientifica in un paese moderno.

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Aggiornamento del 21 dicembre 2013:

http://www.freddynietzsche.com/2013/12/05/un-pensiero-per-quando-stamina-si-sgonfiera-e-voi-farete-finta-di-niente/

Un pensiero per quando STAMINA si sgonfierà, e voi farete finta di niente

5 dicembre 2013

L’Italia è un paese in cui, per naturale disposizione del popolo, oltre che per una pratica quotidiana che va avanti da parecchi decenni, nessuna affermazione ha valore nel tempo. Nessun fenomeno da noi viene percepito come sostanziale, nessuna norma sembra una barriera di cui prendere atto; nessuna alluvione impone di piantumare la collina; nessun terremoto pretende cemento migliore e progetti antisismici. Quasi tutto nel nostro paese sembra transitorio, temporaneo, a scadenza: si può aspettare che passi, o al lmite spingere un po’, e vedrai che il problema sparirà.

Per questo motivo non mi sono stupito molto del fatto che il cosiddetto “metodo STAMINA” oggi abbia riguadagnato la possibilità di attirare fiducia e denaro. Amarezza sì, ma stupore vero non ne ho provato.

Ciclicamente compaiono delle sedicenti cure miracolose che risolvono tutti i problemi, non danno effetti collaterali, prendono il toro della malattia e della morte per le corna, lo sconfiggono con l’arma segreta, vincono facile una battaglia snervante che spesso si perde. Poi succede che passa qualche mese e – guarda un po’ – non era vero niente. Mai. Tutto quello che ci salva la vita quotidianamente è fatto di fatica, dubbi, controlli incrociati, tempo, denaro, frustrazioni e sconfitte. Ogni cura rivoluzionaria è passata attraverso la scienza, le diffidenze della comunità, delle commissioni, dei ministeri, dei governo. La scienza non è un sistema perfetto perché è opera dell’uomo. La natura non sa niente: le basta essere quello che è, e del resto se ne frega.

La figura del cavaliere indomito e disperato ci piace tanto, e la storia delle letteratura e del cinema ne è piena zeppa. Il fatto che il cavaliere guidi, la barba folta e ispida dei santoni, una crociata dei pezzenti contro il potere e i professoroni ci inebria ancora di più. E per alcuni di quelli che si fanno prendere da questo caso esiste forse della buona fede, nell’ignoranza, più che il narcisismo paraculo di schierarsi dalla parte dei poveri malati bistrattati. Non chiedono tanto, questi testimonial, e si dicono anche stupiti di come non si riesca a capire che una sforzo minimo farebbe contenti tutti: vorrebbe solo poter provare. Ecco. Il punto è questo: provare.

La scienza fa quotidianamente questo da alcuni millenni: è la disciplina che per eccellenza prova, sbaglia, riprova infinite volte. Questo processo di continui tentativi, errori, modifiche, riprove, controprove, affinamenti, ulteriori errori è esattamente il metodo scientifico. E il metodo scientifico, che hanno formalizzato dei signori in Francia qualche secolo fa, non si basa sulla speranza e sulla preghiera. È per questo che è diverso. Prima del metodo scientifico si davano i bambini malati in braccio ai re, perché il fulgore delle loro vesti dorate guarisse i piccoli pazienti emaciati dal male. Dopo il metodo scientifico i bambini hanno cominciato a guarire. Non tutti, non sempre, ma spesso sì.

Provare con il metodo STAMINA significa dare mezzi, che non sono infiniti, a qualcuno di completamente esterno alla comunità scientifica, che non ha alcun credito presso qualsivoglia ente, istituto, rivista o policlinico. Sono speranze, impegno e soldi sprecati. E sono soldi, impegno e speranze che vengono distolti dalla strada lunga, difficile, lenta, costosa e frustrante della ricerca vera. Far capire all’opinione pubblica, oltre che ai malati gravi e alle loro famiglie disperate, che la strada è così tortuosa, e non è uno scivolo matto, spettinato e avventuroso, è una cosa molto molto difficile e dolorosa. I passi avanti sono lenti. Fare cinque passi indietro in un giorno è una cosa facilissima, invece. È successo oggi.

Quando il cosiddetto “metodo STAMINA” si rivelerà quello che è, come diversi sieri e cure miracolose simili in passato, torneremo alla scienza. In quel momento – tra non più di sei mesi – vorrei sinceramente sentire Davide Parenti (autore delle Iene), Giulio Golia (presentatore delle Iene) e Rosario Fiorello chiedere scusa. Vorrei sentirli chiedere scusa per avere sostenuto con forza e spirito partigiano il cosiddetto “metodo STAMINA”. Non basterà la buona fede, non si potrà dire: «Abbiamo provato. Purtroppo le nostre speranze non sono bastate». Dovranno dire che hanno sbagliato, hanno sbagliato di grosso, sono stati irresponsabili e populisti. Dovranno chiedere scusa e usare la propria immagine per sostenere la scienza, quella noiosa col camice nei laboratori e nelle corsie, quella che lavora per conto di milioni di medici e infermieri e pazienti che lottano quotidianamente contro le malattie. Fare finta di niente non sarà ammesso.

Perché altrimenti – dico a voi e a tutti quelli che faranno come voi – è facile. Molto facile. Tanto i malati non siete voi, i medici non siete voi, le speranze, i soldi e la fatica quotidiana non sono le vostre.

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Aggiornamento del 12 giugno 2014:

http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=274693

“Stamina. Una storia sbagliata”: l’ebook gratuito del CICAP

La vicenda del metodo Stamina, un presunto trattamento medico che non ha mai dimostrato di funzionare, ma che in molti hanno finito per considerare salvavita, non è facile da riassumere e raccontare. Ci prova Beatrice Mautino, biotecnologa e science writer, nel volume “Stamina. Una storia sbagliata”, che il CICAP oggi pubblica e diffonde gratuitamente come ebook. 

Quella di Stamina, secondo il CICAP, è una storia sbagliata, una storia che non sarebbe mai dovuta cominciare e che, come tutte le storie sbagliate, finirà male o, peggio, non finirà mai, andando ad alimentare quel sottobosco di discorsi da bar pieni di complottismi e giustizia spicciola. Tuttavia, la domanda da farsi è un’altra: possiamo imparare qualcosa da Stamina? Noi pensiamo di sì e in questo ebook, che si avvale dell’introduzione di Sergio Della Sala, Direttore di Human Cognitive Neuroscience, Università di Edimburgo, UK, oltre che Presidente del CICAP, e di Roberto Cubelli, del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive, Università di Trento, oltre che Presidente AIP (Associazione Italiana di Psicologia), proveremo a spiegarvi perché. 

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Aggiornamento del 24 giugno 2014:

http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=8270

UN SECONDO TRIBUNALE IMPONE IL TRATTAMENTO DI STAMINA

[…] Il tribunale di Venezia ha stabilito di effettuare il metodo di Vannoni su un paziente. Venezia quindi si allinea alla decisione del Tribunale di Pesaro, che è già sotto indagine da parte del Procuratore della Corte di Cassazione per questa ordinanza. […] Si continua quindi a discutere di quanto sia corretto che un giudice obblighi dei medici a somministrare un trattamento ritenuto potenzialmente pericoloso. Ed in effetti nel precedente caso di Pesaro tutti i medici della struttura dello Spedale di Brescia si erano dati non disponibili per l’esecuzione del metodo Stamina […] Anche il sindacato dei dirigenti medici protesta: “nessuno può autorizzare né imporre procedure scientificamente non validate, o addirittura minacciare persecuzioni giudiziarie contro chi non si adegua alle più o meno ‘forti’ pressioni in tal senso”. Inoltre i medici criticano anche “il silenzio degli organismi di autogoverno della magistratura sulla correttezza di un percorso che ha portato al disconoscimento di qualunque regola sull’erogazione delle cure sanitarie, facendo leva sulle disperate, e comprensibili sul piano umano, aspettative di pazienti e familiari, la cui strumentalizzazione non può certo rendere giustificabile la sottrazione alla scienza e alla coscienza dei medici di ogni competenza professionale in favore di una malintesa ‘libertà di essere curati'”. 

Redazione MolecularLab.it – 24/06/2014 

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Aggiornamento del 9 luglio 2014:

http://www.scienzainrete.it/acquasporca

Da #chiarezzasustamina nasce “Acqua sporca”

È disponibile qui e sulle principali librerie online l’e-book scritto da Antonino Michienzi e Roberta Villa e finanziato nei mesi scorsi attraverso il crowdfunding patrocinato da Scienzainrete e intitolato alla memoria di Romeo Bassoli.

[…] Il nostro lavoro intende completare quel che è già stato pubblicato, con un taglio “narrativo” che lo rende diverso dagli altri saggi e dalle inchieste giornalistiche finora uscite sull’argomento. Speriamo in questo modo di facilitarne la lettura per un pubblico più vasto, permettendo a un maggior numero di persone di capire cosa è successo, e perché.

Il racconto della storia italiana, con tutte le sue peculiarità che hanno svelato le molte debolezze del nostro sistema, si intreccia nel libro con altre che a livello internazionale hanno messo in discussione, negli ultimi anni, la regolamentazione delle terapie avanzate. È questo, a nostro parere, il vero punto cruciale della questione, quel che ha attirato tanta attenzione sul caso, distinguendolo da tanti altri. Un’altra sostanziale differenza è stata l’abilità di Davide Vannoni, esperto di marketing e di comunicazione, nel manipolare l’opinione pubblica, anche grazie al supporto di giornalisti e personaggi noti. Non è ancora del tutto svanito, quindi, il rischio che le forti emozioni suscitate da questo martellamento mediatico possano condizionare una seria e serena riflessione sui temi della ricerca in questo campo, molto delicati e difficili da comprendere ai non addetti ai lavori. 

Il caso ha intorbidito le acque di questa vicenda. Solo il tempo permetterà di affrontarla nuovamente con lucidità. Serve davvero rivedere l’impianto delle norme che ostacolano l’iter per la sperimentazione e l’approvazione di nuove cure basate sulle cellule staminali o la terapia genica? Lo si può fare senza comprometterne affidabilità e sicurezza?

Il titolo “Acqua sporca” non evoca solo il fatto che ancora oggi è poco chiaro che cosa si inietta nel circolo sanguigno e nel sistema nervoso centrale dei pazienti che si sottopongono al cosiddetto “metodo Stamina”. Ci si riferisce anche alla mancanza di trasparenza di chi sfrutta la poca lucidità delle famiglie e dei malati accecati da diagnosi senza speranza, alla confusione legislativa in cui ogni giudice può arrivare a conclusioni disparate, fino a imporre quel che un collega vieta, all’intrecciarsi di rapporti personali, politici, professionali che hanno segnato tutta questa vicenda. Insieme a quest’acqua sporca bisogna però stare attenti a non buttar via anche il bambino, cioè le promesse che vengono dalle terapie a base di cellule, e in particolare di cellule staminali. I risultati promettenti ottenuti in questi anni, anche in questo campo, da chi fa ricerca con serietà, scrupolo e senso di responsabilità, dimostrano che le regole non bloccano il progresso. Anzi, proprio gli eventi degli ultimi anni, con tutto il loro costo economico e soprattutto umano, dimostrano che la strada di una regolamentazione severa resta quella giusta.

Il libro è dedicato a Romeo Bassoli, giornalista scientifico, maestro di tanti altri giornalisti e grande narratore delle cose di scienza, morto il 16 ottobre 2013.

Come un romanzo
C’era proprio bisogno di un libro su Stamina? Non è già stato detto tutto? Forse no, Roberta Villa e Antonino Michienzi ci hanno provato con un bellissimo libro “Acqua Sporca: cosa rischiamo di buttar via insieme al caso Stamina”. Che è anche una storia, e come tutte le storie parte da lontano. E’ una storia di leggi violate, speranze mal riposte,  intrecci e colpi di scena fatte di “case history” cioè  storie di ammalati, troppo spesso bambini. C’è garbo e sensibilità  in questa storia che parte da fatti che quasi sempre superano la finzione. Di questo libro i non addetti ai lavori che vogliano davvero capire non possono farne a meno, ma serve a tutti: ammalati, medici, chi sta nei comitati etici e a tutti gli altri. Come si fa a spiegare alla gente che le cellule per leucodistrofia metacromatica (la malattia di Sofia) non servono e possono anche far male? Come fa la gente e gli ammalati a farsi un’idea se il Ministro Balduzzi vuole che si sperimenti qualcosa che non si può sperimentare? E poi i giudici contro AIFA e Ministero della Salute e la Procura di Torino contro Stamina? E ancora le Iene con Sofia che dopo la cura torna a vedere e deglutisce e prima no Gli argomenti degli scienziati sembrano logici. “Ma se la mamma dice che Sofia con le cellule sta meglio…”. Certi giorni questi malati stanno meglio anche senza fare nulla. E tante volte i miglioramenti, le mamme; li vedono col cuore, e questo aiuta. Ma come spiegarlo alla gente? E ancora “gli scienziati sono divisi” scrivono i giornali in casi così . E’ vero? No, di solito sono due o tre dalla parte dei cialtroni e migliaia dall’altra parte. Ma per la gente non fa differenza, anche perché nessuno glielo spiega. Forse per far capire questo e tanto d’altro alla gente serviva davvero una storia. Che ha il pregio di essere intrigante come un romanzo (si legge tutta d’un fiato) ma col rigore di una ricerca scientifica. 

Giuseppe Remuzzi  – 
8 luglio 2014 

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Aggiornamento del 2 agosto 2014:

http://www.lastampa.it/2014/07/25/cultura/opinioni/editoriali/i-giudici-non-tutelino-i-ciarlatani-xaRIltqv2dFFCReVL5HG5K/pagina.html

“Magistrati, ascoltate la scienza”

ELENA CATTANEO, GILBERTO CORBELLINI – 25/07/2014

[…] Chiariamo, quindi, bene la questione: non sono gli scienziati a dover dimostrare che cellule eventualmente contenute in una brodaglia irresponsabilmente iniettata a bambini indifesi, alla presenza di genitori incapaci di tutelarli, non si trasformano in neuroni. Sono i fautori dell’inesistente procedimento Stamina a dover provare ciò che dicono, cioè che esiste un metodo per far sì che da cellule presunte mesenchimali (quelle di Stamina) che fanno osso, si possano invece ottenere neuroni e che tale procedimento è sicuro e utile. In qualsiasi paese civile queste prove devono essere prodotte prima di «usare» i malati come cavie. Altrimenti ti arrestano immediatamente. In teoria anche in Italia. Ma nell’applicare anche queste leggi, pare che i giudici non ci sentano. E nemmeno il Ministro della Giustizia vuol scendere da ragionamenti di principio sullo stato di diritto, che non c’entrano nulla, pur di «difendere» i giudici che prescrivono i trattamenti Stamina. […]

Come una serie tv americana

L’affaire Stamina sembra il brutto copione di qualche puntata di «Law and Order» o «Dr. House», cioè di una qualunque di queste serie americane dove in 50 minuti si cerca di far capire al pubblico, quindi semplificando fino all’inverosimile, la logica dei sistemi penali o della medicina. Purtroppo, però, non è fiction. Alcuni «bambini cavia» sono sottoposti all’infusione di una brodaglia sconosciuta e pericolosa, oltre a soldi pubblici buttati. Ovviamente ci auguriamo che l’intruglio Stamina non aggiunga sofferenza a sofferenza. Anche perché non sarebbe chiaro a chi attribuirne la responsabilità. Ma una cosa è certa: quello che Stamina rappresenta e che viene permesso è uno spettacolo avvilente e disgustoso.  

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