Anniversario dell’Unità d’Italia

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

L’anniversario dell’Unità d’Italia viene fatto coincidere con il 17 marzo, ricordando la promulgazione della legge n. 4671 del Regno di Sardegna con la quale il 17 marzo 1861, in seguito alla seduta del 14 marzo dello stesso anno della Camera dei deputati nella quale fu approvato il progetto di legge del Senato del 26 febbraio 1861, Vittorio Emanuele II proclamò ufficialmente la nascita del Regno d’Italia, assumendone il titolo di re per sé e per i suoi successori.

La ricorrenza è stata solennemente festeggiata nel 1911, nel 1961 e nel 2011. […]

Simboli patri italiani

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Diversi sono i simboli patrii italiani, che identificano la Repubblica Italiana, il Regno d’Italia o più semplicemente l’ideale italiano durante il Risorgimento. Essi sono:
  • la bandiera d’Italia, ossia il tricolore verde, bianco e rosso, così come disposto dall’art. 12 dellaCostituzione della Repubblica Italiana;
  • l’emblema della Repubblica Italiana, ossia il sigillo impresso in tutti gli atti statali;
  • lo stendardo presidenziale italiano, ossia lo stendardo che rappresenta la Presidenza della Repubblica;
  • la coccarda italiana tricolore, ossia il nastro tricolore ripiegato su se stesso mediante plissé;
  • Il Canto degli Italiani, ossia l’inno nazionale italiano, presente in tutte le manifestazioni pubbliche;
  • la festa della Repubblica Italiana, ossia il 2 giugno di ogni anno, data del referendum che decretò la nascita della Repubblica Italiana, nel 1946;
  • il Vittoriano, ossia un complesso monumentale dedicato al fondatore della Patria, Vittorio Emanuele II.

Vi sono poi degli ulteriori segni o emblemi dell’Italia che, pur non essendo definiti normativamente, fanno parte dell’identità italiana o non sono più utilizzati poiché sostituiti:

  • l’Italia turrita, ossia la personificazione dell’Italia, quale donna con una corona a forma di torre;
  • l’azzurro, quale colore nazionale;
  • il corbezzolo, la pianta nazionale, vista da Pascoli come una prefigurazione del tricolore;
  • la lira italiana, ossia la moneta che sino al 28 febbraio 2002 aveva corso legale in Italia, poi sostituita dall’euro;
  • la Stella d’Italia, il simbolo identitario più antico della terra italiana.

[…]

_____________________________________________________________

In realtà, allo stato attuale delle cose, mi verrebbe onestamente da dire: ma quale unità d’Italia, ma quali festeggiamenti!!! Qui non c’è nessuna Italia unita e non c’è un bel niente a festeggiare: al di là dei sentimenti di odio tra cittadini del nord e cittadini del sud, non c’è alcun senso di appartenenza e di orgoglio nazionale. Su dai basta essere ipocriti: ci piace sentirci italiani solo quando c’è la nazionale di calcio…

L.D.

Libro “Separati in patria. Nord contro Sud: perché l’Italia è sempre più divisa” di Giovanni Floris

Spesa sociale al Nord, sprechi sanitari al Sud.
Lega al Nord, Pd al centro, Pdl al Sud.
Partite Iva al Nord, lavoro nero al Sud.
Dai servizi alle infrastrutture, dalla politica all’istruzione
la secessione d’Italia è già in atto.
Come fermarla ?

Chi minaccia (o promette) secessioni può risparmiarsi la fatica: l’Italia è già spaccata. Almeno in due. Nord e Sud sono mondi diversissimi, che a volte si odiano, quasi sempre non si capiscono e di sicuro non sembrano appartenere allo stesso Paese. E se si può sorridere di striscioni e cori da stadio come “Garibaldi, perché?”, i numeri delle impari opportunità sono serissimi: il reddito medio in Val d’Aosta supera i 18.000 euro, in Basilicata non arriva agli 11.000. La Lombardia ha circa 27.000 posti nei suoi asili nido, il Molise poco più di 200. Un processo in appello può durare 369 giorni a Bolzano, 2185 a Reggio Calabria, dove però alcune procure sono sotto organico fino a un devastante 100 per cento. E così via in altri campi: istruzione, amministrazione pubblica, lavoro, persino lo sport. Non stupisce che in un anno 120.000 cittadini siano emigrati da un’Italia all’altra: è uno stato di emergenza. La classe politica lo sa? Certo, ma proviene quasi esclusivamente dal Nord, visto che al Sud sembrano non fidarsi più dei politici meridionali.
In questo libro, Giovanni Floris ci accompagna alla scoperta della penisola che crediamo di conoscere, analizzando le realtà sconcertanti, i dati preoccupanti, le curiosità e gli scandali di una nazione la cui unica gestione unitaria efficiente a volte sembra quella del crimine organizzato. L’Italia che sogna il federalismo e pratica l’evasione, l’Italia che chiede la meritocrazia e cerca le scorciatoie, l’Italia che si sente diversa da sé ma che a se stessa è uguale da 150 anni. E che ha la possibilità di una riscossa, legata a un salto di volontà: rimettere in moto una politica pigra e affrontare riforme coraggiose. L’inno nazionale che cantiamo è stato adottato in via provvisoria nel 1946. Forse è ora di rendere definitiva, e soprattutto operativa, l’unità d’Italia.

_____________________________________________________________

Tags: , , ,