Chi ha vinto le elezioni? Nessuno. Chi le ha perse? L’Italia.

Eh si, perchè lo scenario più catastrofico che avremmo potuto immaginare e che tutti gli economisti, prima delle elezioni, descrivevano come la peggior situazione che avrebbe potuto verificarsi, si è effettivamente concretizzato (anche grazie ad una legge elettorale che ha accentuato ancora di più la totale ingovernabilità di questo paese): in pratica siamo riusciti ad ottenere un pari merito tra la coalizione di sinistra, quella di destra e quell’oggetto strano chiamato M5S che, come una pallina impazzita su un tavolo da biliardo, contribuisce a destabilizzare ancor più la già precaria situazione. Risultato? Ora si che siamo in un bel pasticcio: se fin’ora non è riuscita la Grecia a far crollare l’Eurozona, potremmo forse riuscirci noi…

Questo disastro, questa Caporetto moderna, ci è parso piuttosto prevedibile. Tant’è che, alcuni mesi fa, quando ancora Berlusconi annunciò di non volersi più ricandidare, pubblicammo questo articolo:

ELEZIONI 2013: una proposta di PRESELEZIONE dei partiti

Allora, giunti a questo punto, con lo sconcertante risultato elettorale che troverete riassunto qui di seguito (solo per i primi 3 partiti), cosa ci può rimanere da fare? La decisione spetterà immagino al Presidente della Repubblica Napolitano, tuttavia, alla luce del fatto che i soli tre schieramenti/leader che dal mio punto di vista sarebbero stati degni e capaci di governarci, sono stati esclusi o non sono stati sufficientemente votati (“FARE per fermare il declino”, Mario Monti e Matteo Renzi), le due uniche soluzioni che io riesco ad immaginare (anche se nessuna delle due verrà mai applicata) sono le seguenti:

1) cambiare la legge elettorale ed andare a rivotare tra 6 mesi, mantenendo nel frattempo un governo tecnico incaricato di continuare la spending review iniziata con Monti e di mantenere in ordine i conti dello Stato. Nel mio stato ideale dovrebbe però esserci una clausola, forse poco democratica ma potenzialmente molto efficace: ai cittadini dovrebbe essere effettuato un test di ammissione al seggio elettorale, nel quale si dovrebbe chiedere ad esempio di rispondere a tre semplici domande riguardanti i concetti fondamentali dell’attualità economica (debito pubblico, PIL, spread etc). E’ una democrazia perversa, dal mio punto di vista, quella che estende il voto a tutti indistintamente: va bene il suffragio universale, ma a condizione che l’elettore sappia non solo leggere e scrivere ma anche capire il significato di ciò per cui è chiamato ad esprimere il proprio voto!!! E’ assurdo, dal mio personale punto di vista, il fatto che siano ammesse al voto persone che, quando si parla di questi temi, non hanno la minima idea di che cosa si stia parlando. Il fenomeno è particolarmente grave in quanto mi sembra che molto spesso si tratti anche di persone LAUREATE!!!

2) fare una sintesi dei programmi elettorali di tutti e 6 i maggiori schieramenti e prendere da essi le migliori proposte, quelle meglio pensate e progettate, quelle che potrebbero fare la differenza. Ad esempio “FARE per fermare il declino” per quanto riguarda i temi della finanza pubblica e della giustizia, Pd sulla sanità, M5S sui tagli ai costi della politica, Pdl sulla riduzione delle tasse, Scelta Civica per la lotta all’evasione fiscale, Rivoluzione Civile per la lotta alle mafie etc. Collaborazione e suddivisione dei compiti. Questa sarebbe davvero la soluzione ideale: in una situazione delicata e difficile come quella attuale (in cui mettere tutto nelle mani di un unico partito potrebbe oltretutto diventare pericoloso), una sorta di “esagoverno” con Camera e Senato equamente suddivisi tra le 6 principali forze politiche potrebbe non essere un’idea troppo balzana. Basta lotte tra una maggioranza ed una minoranza previamente schierate e votate a farsi la guerra, ma una leale e civile collaborazione non più tra “candidati” ma semplicemente tra “persone”, le quali, ragionando razionalmente e per il bene del paese, sarebbero chiamate a risolvere i problemi e fare le riforme di cui l’Italia ha bisogno per continuare a detenere la propria posizione economica e restare ancorata ai paesi più sviluppati, anzichè continuare a retrocedere e perdere terreno come sta invece avvenendo da diversi anni a questa parte.

N.B.

Per attirare capitali esteri dobbiamo sostanzialmente fare 3 cose:

1) alleggerire la burocrazia

2) rendere più rapida ed efficiente la giustizia

3) abbassare le tasse

Contemporaneamente è fondamentale ridurre la spesa pubblica: il paradigma ora è cambiato, non conta più quanto si spende ma come si spende. In altre parole, il nostro Stato, quasi soffocato da un debito pubblico elevatissimo, non potrà più permettersi di sperperare soldi pubblici. Bisognerà fare dei tagli, spendere meno soldi ma spenderli meglio. Questa è la scelta coraggiosa ma indispensabile che qualunque governo dovrà fare per poter salvare i nostri conti pubblici.

L.D.

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http://elezioni.interno.it/camera/scrutini/20130224/C000000000.htm

Italia in complesso

Elettori: 46.905.154 – Votanti: 35.271.541  75,19 % – Sezioni pervenute: DefinitivoDato aggiornato al 28/02/2013 – 14:24

LEADER LISTE VOTI % SEGGI
PIER LUIGI BERSANI
PARTITO DEMOCRATICO 8.644.523 25,42 292
SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’ 1.089.409 3,20 37
CENTRO DEMOCRATICO 167.072 0,49 6
SVP 146.804 0,43 5
Totale coalizione 10.047.808 29,55 340
SILVIO BERLUSCONI
IL POPOLO DELLA LIBERTA’ 7.332.972 21,56 97
LEGA NORD 1.390.014 4,08 18
FRATELLI D’ITALIA 665.830 1,95 9
LA DESTRA 219.769 0,64
GRANDE SUD – MPA 148.552 0,43
MIR – MODERATI IN RIVOLUZIONE 81.984 0,24
PARTITO PENSIONATI 54.854 0,16
INTESA POPOLARE 25.632 0,07
LIBERI PER UNA ITALIA EQUA 3.243 0,00
Totale coalizione 9.922.850 29,18 124
GIUSEPPE PIERO GRILLO
MOVIMENTO 5 STELLE BEPPEGRILLO.IT 8.689.458 25,55 108

 

 

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http://giovannidepaola.nova100.ilsole24ore.com/2013/02/beppe-grillo-rende-litalia-ingovernabile-titola-le-soir-belgio-leuropa-inciampa-su-berlusconi.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter&utm_campaign=Feed%3A+Nova100+%28Nova100%29

26 FEBBRAIO 2013

Le elezioni italiane sui principali giornali europei

Qui una raccolta di titoli e prime pagine dei principali giornali europei.

 

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Per sdrammatizzare e ridere un po’, consiglio di vedere il bel film “Viva la libertà”:

http://www.comingsoon.it/News_Articoli/Recensioni/Page/?Key=20288

E’ tutt’altro che facile mantenere la giusta leggerezza quando si parla di cose pesanti come la crisi di un’intera classe politica e del paese che questa dovrebbe rappresentare. Si rischia, in questo momento storico, di cedere alla retorica e alla recriminazione o peggio ancora di cadere nella farsa e nel grottesco, registri che finirebbero per rendere meno significativo l’assunto di partenza. E con leggerezza non intendiamo superficialità, ma uno sguardo acuto, ironico, capace di penetrare nel cuore profondo delle cose e di trovare un terreno comune su cui sia possibile tornare a comunicare e, forse, costruire qualcosa di diverso.

Non sorprende che a firmare Viva la libertà sia un intellettuale siciliano come Roberto Andò, amico e allievo di Leonardo Sciascia, Francesco Rosi e Harold Pinter, in possesso di quella chiarezza dello sguardo e quella meravigliosa semplicità che nascono solo dalla più rigorosa disciplina teatrale.

Dal suo stesso romanzo “Il trono vuoto”, Andò trae insieme ad Angelo Pasquini un film dal titolo semplice e programmatico, che lascia allo spettatore dopo la visione un senso quasi euforico di liberazione, e che con la sua dimensione favolistica (“Il vestito nuovo dell’Imperatore” è il riferimento più immediato) e il ricorso al classico éscamotage dello scambio di persona – che a sua volta apre al tema del doppio e dell’identità – riesce a toccarci il cuore usando le parole che vorremmo sentir pronunciare da altri “pulpiti”.

Viva la libertà non è un pamphlet politico, ma un’opera complessa e stratificata sotto un’apparente semplicità che ne è la forza principale: si ride molto col personaggio di Giovanni Ernani, il filosofo “matto” che usa uno pseudonimo non a caso verdiano, e che torna al nocciolo della questione ridando forza al linguaggio della politica. Lo fa togliendola dal suo astratto e rarefatto universo e la riporta al centro della vita umana, esaltandone la forza poetica (Brecht) e la potenza viscerale e facendo appello al senso di responsabilità di ognuno di noi.

Ha fatto bene Andò a condizionare la realizzazione di questo film alla presenza di Toni Servillo, che supera se stesso nel doppio ruolo dei due gemelli: Giovanni Ernani, un po’ idiot savant e un po’ Arlecchino, e Enrico Oliveri, segretario del partito d’opposizione più importante del paese, che se la squaglia a Parigi, ricercando il senso della sua vita in casa dell’amore di gioventù, per sottrarsi al proprio fallimento di uomo e di politico. In un film di rara coerenza narrativa, senza nodi irrisolti, Andò riesce anche nell’impresa di regalarci un finale ambiguo, che ci porta a interrogarci sulle maschere che ci piace indossare sul palcoscenico della vita.

Si ride, ci si commuove e ci si riconosce in questa straordinaria commedia degli equivoci, interpretata da un cast in stato di grazia dove, ad affiancare il mattatore Servillo – di cui rischiamo seriamente di innamorarci – ci sono Valerio Mastandrea nei panni del braccio destro dell’onorevole, Michela Cescon (la moglie) e Valeria Bruni Tedeschi (l’amore francese). A loro si aggiungono le belle apparizioni di Gianrico Tedeschi, Massimo De Francovich e Andrea Renzi (nel divertente ruolo di un riconoscibile clone di Massimo D’Alema). Bello è il parallelo tra cinema e politica come arti della finzione e toccante il filmato di un Federico Fellini indignato e impegnato, che pochi ricordano.

Anche se Viva la libertà racconta una storia impossibile, il cinema ancora una volta compie la sua magia e per un’ora e mezzo ci dà esattamente quello di cui sentiamo il bisogno: una boccata d’aria pura e di saggia follia che spazzi via l’atmosfera claustrofobica e fumosa che si respira nelle stanze del potere e riapra la strada alla verità e alla speranza.

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Aggiornamento dell’1 marzo 2013:

Per ritornare invece all’amara realtà…

http://odiolacasta.blogspot.it/2013/02/senza-seggio-consolati-dai-maxi.html?m=1

Senza seggio, «consolati» dai maxi-vitalizi: i 200 privilegiati con doppia razione

28 FEBBRAIO 2013

http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/28/the-economist-copertina-su-berlusconi-e-grillo-entrino-clown/516136/

The Economist, la copertina su Berlusconi e Grillo: “Entrino i clown”

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 28 febbraio 2013

Per dissuadere infine i votanti di Pd, Pdl e M5S dall’esser convinti di aver fatto una buona scelta… queste le nostre personali opinioni:

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