E’ un vero peccato che dei cartoni animati per adulti vengano rovinati per essere trasformati in cartoni per bambini. E’ come se vigesse un tabù in Italia, per il quale i cartoni animati possono essere visti soltanto da una certa fascia di età in giù… ma non è così, nel caso degli anime giapponesi in particolar modo. Spesso si tratta di cartoni realizzati veramente bene e basati su tematiche molto profonde. Il caso degli anime rappresenta un frammento di cultura di cui la censura italiana ci ha privati…

L.D.

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Adattamento e censura degli anime

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
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Storia della censura degli anime in Italia

Non si sa di preciso quando sia iniziata: i primi anime trasmessi in Italia sulle reti private non furono quasi mai censurati, anche quando contenevano scene vagamente erotiche come in Lady Oscar e in Georgie (tuttavia quando in seguito le due serie furono replicate tutte le scene erotiche furono tagliate), mentre sulla televisione pubblica vennero tagliate solo alcune scene ritenute troppo violente nei cartoni robotici e fantascientifici.

Il primo anime ad essere sistematicamente censurato probabilmente fu Alpen Rose, trasmesso in Italia tra il1985 e il 1986, ambientato nella seconda guerra mondiale. Si arrivò anche a tagliare 9-10 minuti a episodio (praticamente quasi la metà dell’episodio originale), per evitare ogni riferimento alla guerra.

Il periodo dalla fine anni ’80 agli anni ’90

In seguito (nella seconda metà degli anni ottanta) si ebbe un diverso tipo di manipolazione degli originali, tentando di eliminare dai cartoni giapponesi ogni riferimento al Giappone e rendendo l’ambientazione della storia più generica: un esempio in tal senso è F – Motori in pista, una serie animata sull’automobilismo: al protagonista fu cambiato il nome in Patrick, la Formula J (campionato automobilistico giapponese) divenne l’europea formula 3000 e se durante la gara appariva un cartellone pubblicitario con lo sponsor giapponese questa scena veniva tagliata. A operare maggiormente su questo tipo di censure era l’allora doppiatore, nonché adattatore di dialoghi italiani, Nicola Bartolini Carrassi (conosciuto anche come Ryan Carrassi). Per lo stesso scopo in molti anime vennero eliminate o coperte le scritte in giapponese.

Un’altra serie degli anni ottanta, È quasi magia Johnny, costituendo uno degli anime più censurati insieme aRossana e Piccoli problemi di cuore, è quello che per primo ha reso macroscopicamente evidente il problema censure agli appassionati (una scena tagliata tratta dal quinto episodio era stata inserita per ultima nel “patchwork” di immagini della video sigla italiana). Oltre a tagliare numerose scene, Mediaset non trasmise due episodi perché ritenuti non adatti ai bambini (in uno dei due episodi Johnny, ipnotizzato dalla sorella, ruba biancheria intima delle ragazze).

Uno dei responsabili della programmazione di Italia 1 in un’intervista attribuisce i “tagli” effettuati a Piccoli problemi di cuore all’esigenza di trasmettere il cartone in orario protetto senza incorrere nelle proteste del Moige. Non indenne da censure anche l’anime Che famiglia è questa Family, dove i dialoghi sono stati modificati appositamente allo scopo di nascondere alcune relazioni bisessuali dei protagonisti.

Negli anni novanta, in cui il ritmo d’importazione delle serie si era ridotto (la RAI si disinteressa quasi del tutto agli anime fino al 2009, mentre Mediaset non ne acquisterà più altri del genere Mecha), anime come Ken il guerriero (trasmesso su reti locali e syndication) e Sailor Moon (trasmesso su reti Mediaset) scatenarono molte polemiche.

Nell’autunno 1996 dei ragazzi lanciarono un enorme sasso da un cavalcavia uccidendo una persona. Nelle perquisizioni condotte nelle case dei colpevoli la polizia rinvenne un poster di X-Files, fumetti di Dylan Dog, e dei manga di Ken il guerriero, ritenuto violento e quindi accusato di aver incitato a simili comportamenti. Numerose trasmissioni furono dedicate all’argomento e un giornalista affermò erroneamente che “Ken è un guerriero che lancia i sassi contro le persone

L’anno successivo, la psicologa Vera Slepoj sostenne che la quinta serie di Sailor Moon sarebbe stata in grado di compromettere seriamente l’identità sessuale dei bambini. L’accusa della Slepoj era basata sulla segnalazione di alcuni genitori, i cui bambini maschi, appassionati del cartone, giungevano a identificarsi con la protagonista. Successivamente la polemica riguardò anche la presenza delle Sailorstarlights, guerriere che, quando non combattono, sono dei ragazzi in tutto e per tutto. In conseguenza alle polemiche, la serie di Sailor Moon, già riadattata, fu ancor più modificata: in video, con vistosi fermi immagine e rimontaggi delle scene, e ancora di più nei dialoghi, sui quali il responsabile del doppiaggio, Nicola Bartolini Carrassi, operò in modo tanto esteso da stravolgere in diverse occasioni la trama originale. Nella terza serie le guerriere Heles e Milena (Sailor Uranus e Sailor Neptune) formano una coppia omosessuale, ma il loro amore viene completamente censurato da Mediaset, che fa passare le due per semplici amiche. Nell’ultimo episodio della serie, inoltre, Sailor Moon, coinvolta in una battaglia particolarmente violenta, si mostra alla fine in video completamente nuda: sebbene tale nudo fosse inteso come simbolico e coerente con il senso della storia, e non presentasse caratteri sessuali visibili (di fatto si trattava di un nudo simile a quello di molte bambole), venne giudicato «inaccettabile» e quindi censurato dagli adattatori.

Un’altra serie che subì pesanti censure fu Slayers a cominciare dal titolo stesso, cambiato da Mediaset in Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina. Vennero eliminati i cognomi dei personaggi (originale: Lina Inverse, Mediaset: Rina) e cambiati anche alcuni nomi (per esempio: Gourry Gabriev divenne Guido). Furono eliminati i nomi degli incantesi sostituiti da “Via!” o “Vai!” e stravolte completamente le formule (come quella del Drag Slave che invocava il demone Shabranigdu). Gli ultimi tre episodi della seconda serie vennero fusi in uno solo con oltre 40 minuti di taglio delle scene, inoltre le mestruazioni che impedivano a Lina Inverse di lanciare gli incantesimi divennero nella versione Mediaset una non meglio specificata “malattia”. L’anime fu rieditato in edizione integrale per il mercato home-video dalla Shin Vision, con un nuovo doppiaggio in cui furono ripristinati il titolo, i nomi, gli incantesimi originali.

Con la trasmissione di anime come Card Captor Sakura dal 27 settembre 1999 sembra essere terminata la censura dei riferimenti alla lingua e alla cultura giapponese, a parte l’acquisto dagli Stati Uniti di serie dove tale pratica era già stata applicata, come Yu-Gi-Oh!, Pokémon e Shaman King (vedi 4Kids Entertainment).

Il periodo MOIGE e ADAM Italia

Nel 2000 scoppiò il caso Dragon Ball: una madre sfogliando un numero di Dragon Ball comprato dal figlio lesse la parte in cui Bulma fa vedere le mutandine al maestro Muten ignara del fatto che Goku gliele aveva tolte la sera prima e, considerandola non adatta ai bambini, si rivolse all’associazione Cittadinanzattiva, che presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti dell’editore Star Comics. La scena incriminata fu accusata di favorire la pedofilia perché leggendo quella scena un bambino avrebbe potuto pensare che mostrare le mutandine a un vecchio fosse una cosa normale. Malgrado ciò, la vicenda si è sgonfiata in poco tempo senza alcuna conseguenza, se non che nelle due ristampe successive la Star Comics, per evitare ulteriori polemiche e azioni legali, ha deciso di censurare la scena incriminata, e nella pagina iniziale di tutti i manga pubblicati dalla casa editrice è stata inserita un’avvertenza (tuttora presente) in cui si specificava che tutti i personaggi, sebbene siano soltanto delle rappresentazioni grafiche, sono maggiorenni, nonostante Goku stesso, protagonista della serie, fosse ancora un bambino.

Anche l’anime Ranma ½ ha subito alcune censure, tranne su MTV che ha trasmesso tutte le puntate integralmente ed in fascia protetta.

Negli ultimi anni si aggiungono alla liste delle censure One Piece e Naruto. Nel primo anime vengono tagliate scene di violenza e sbiadito il colore del sangue, in alcuni casi i dialoghi. In Naruto le scene di sangue sono state tagliate già a partire dal primo episodio, in altri episodi si è ricorso all’oscuramento dell’immagine oppure allo sbiadimento del colore del sangue (diventato nero ed opaco). Alcuni dialoghi sono stati rivisitati mentre alcune parole sono state edulcorate con termini più infantili: “idiota” (nell’originale baka, che vuol dire anche ‘scemo’) è stato sostituito da “testa quadra” quando è riferito a Naruto, e termini come “uccidere”,“ammazzare” e “morire”, sebbene vengano pronunciati, sono stati spesso rimpiazzati con sinonimi come“togliere di mezzo”“eliminare”“fare fuori” o “perdere la vita”. Inoltre nella serie si discute molto dell’umanità dei ninja, ma questo aspetto è stato reso meno evidente nell’edizione italiana, rendendoli meno umani e più “supereroi”.

Dal luglio 1997 esiste un’associazione che si batte contro la censura negli anime: l’ADAM Italia (Associazione Difesa Anime e Manga), attiva soprattutto in internet, mantiene contatti con esperti del settore fumettistico o dell’animazione come il giornalista Luca Raffaelli, i Kappa Boys ed anche il doppiatore/direttore di doppiaggio Fabrizio Mazzotta.

Negli ultimi anni, salvo la parentesi dei Pokémon, dei 3 Dragon Ball, Naruto e One Piece, le emittenti sembrano accontentare i loro fan trasmettendo anime non censurati la sera. Basti citare la trasmissione su Mediaset in notturna di quattro episodi di Occhi di gatto, dei film Capitan Harlock – L’Arcadia della mia giovinezza e Nadia e il mistero di Fuzzy nella maratona Notte Manga (17 ottobre 1999), quella di Berserk, di un paio di film di Lupin III in prima serata (Tra cui Un diamante per sempre, trasmesso con sigla italiana della prima serie su Italia 1 giovedì 6 settembre 2007 con il 9,37% di share), un film di Detective Conan (sabato 5 marzo 2005, con sigla italiana), alcuni episodi di Dragon Ball e dei film Cowboy Bebop: il film e Tokyo Godfathers alle 2.30 circa del mattino (8 ottobre 2006), e Steamboy (15 ottobre 2008, 3.35 am). La Yamato Video risulta essere tra gli sponsor del PA2, un fantomatico progetto per la messa in onda degli anime in fascia serale, da un’idea del succitato Nicola Bartolini Carrassi. MTV seguì la scia, trasmettendo in orario non protetto, previo avviso al pubblico (sempre presente in tutti i programmi con contenuti a rischio), iniziando dalla trasmissione di Cowboy Bebop e, successivamente, dei vari Evangelion, Inuyasha, Ranma ½, Trigun senza censure. Tuttavia, proprio l’emittente musicale non ha potuto mandare in onda l’episodio conclusivo di Excel Saga, caratterizzato soprattutto da scene parodistiche del genere hentai.

Per quel che riguarda la RAI, dopo anni di allontanamento dalle produzioni giapponesi (dopo azioni come la rinuncia alla messa in onda delle repliche di serie come Goldrake nei periodi in cui deteneva ancora i diritti, a favore delle produzioni Disney o quella delle co-produzioni con studio giapponesi come Il fiuto di Sherlock Holmes) furono varie messe in onda di Akira su Rai 3 in orario notturno, di alcuni film di Dragon Ball, nel 2000-2001, su Rai 2 e dei film dello Studio Ghibli Il castello errante di Howl il 29 dicembre 2008 su Rai 3, I racconti di Terramare il 18 dicembre 2009 alle 23.25 su Raidue e Ponyo sulla scogliera alle 1:55 del 16 ottobre 2011. A partire dal 24 settembre 2009, il canale gratuito sul digitale terrestre Rai 4 ha iniziato a trasmettere, con Code Geass e Sfondamento dei cieli Gurren Lagann, anime senza censura in seconda serata e successivamente anche alla domenica mattina; finora sono stati mandati in onda, tra gli altri, Eureka Seven,Soul Eater, NANA, Lovely Complex, La malinconia di Haruhi Suzumiya, Toradora, Special A, Tokyo Magnitude 8.0, Welcome to the NHK, Ergo Proxy, Puella Magi Madoka Magica, Ano Hana, Planetes, Mawaru-Penguindrum, Noein e Dennou Coil.

È giusto ricordare che per adattare la serie UFO Robot Goldrake alla sensibilità del pubblico occidentale, non furono, all’epoca della prima messa in onda, trasmessi due episodi. In particolare, nell’episodio 59, Actarus era costretto al fuoco su truppe di Vega composte di bambini.

Esistono alcuni casi in cui l’anime è stato messo in onda prima in versione originale, poi in versione adattata. Uno di questi è I Cavalieri dello zodiaco, che, pur comprato da Fininvest, fu trasmesso tra fine anni ottanta e inizio anni novanta da circuiti di TV locali come Odeon Tv e Italia 7 senza tagli. Dal 2000, Mediaset torna a trasmetterlo, ma in versione molto adattata. Infine, con le successive repliche del 2008 e la nuova serie Hades, la serie è stata ulteriormente censurata: tutte le scene con riferimenti al sangue sono state sbiadite e inoltre, nella sigla, è stato offuscato il rivolo di sangue che cola dalla fronte di un personaggio.

In Dragon Ball, che fu uno dei cartoni di punta di Junior Tv: dopo un primo adattamento, l’arrivo a Mediaset comportò una serie ancora più lunga di censure, alcune delle quali l’eliminazione dei caratteri katakana (uno dei tre alfabeti nipponici) nelle sette sfere della sigla iniziale. Nella replica di Dragon Ball Z andata in onda nel 2011-2012 due episodi (79, “La rabbia di Gohan” e 80, “L’arrivo di Junior”) sono stati interamente censurati per la prima volta su richiesta del MOIGE (Movimento Italiano Genitori), poiché considerate troppo cruente. Altro caso sono la prima e la seconda serie di Lupin III, inizialmente trasmesse in versione integrale sulle reti regionali, quindi censurate sia a livello di dialoghi che nella parte video.

Un altro caso di censura è Hunter × Hunter, che ha avuto due adattamenti. Shin Vision si è occupata anche della post-produzione video per la messa in onda televisiva, a cui ha apportato (sulle scene più violente) dei tagli, rallentamenti, filtri colorati per attenuare il colore del sangue e modifiche, fino ad eliminare particolari dei fotogrammi originali, e i dialoghi sono stati ridoppiati e modificati (assassino diventa mercenarioucciderediventa eliminare). Mediaset, però, ha trasmesso erroneamente la versione non censurata della serie, arrivando fino al famoso episodio “Sasso × Forbici × Cuore” in cui Killua strappa dal petto del suo sfidante il cuore, disintegrandolo. Dopo la messa in onda di questo episodio (“grazie” anche alle numerose telefonate di protesta) Mediaset si accorse di aver mandato in onda i master integrali e non quelli preparati appositamente per la trasmissione televisiva: sospende quindi la serie animata dal primo pomeriggio (complici anche gli ascolti non molto incoraggianti) programmandola al sabato/domenica mattina, con episodi in forma censurata. Italia 1, in un secondo momento, ha replicato i primi 32 episodi andati in onda (in modo da trasmettere i rimanenti in prima visione) di nuovo al primo pomeriggio, ma in forma edulcorata (l’episodio incriminato ha quindi cambiato titolo: “Sasso × Forbici × Carta”). Al cambio di casa di doppiaggio per gli OAV della serie (da Shin Vision a Merak Film), le censure video sono notevolmente diminuite.

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Cartoni animati censurati, le scene tagliate

La censura nei cartoni animati, purtroppo, è un argomento sempre attuale.

Da più di venti anni in Italia si tende infatti a censurare, tagliare e stravolgere migliaia di cartoni. Gli anime (i cartoni animati giapponesi) sono, ovviamente, quelli più bersagliati. Nomi completamente cambiati (nomi giapponesi trasformati in Marco, Giorgio, Stefano, oppure “americanizzati” in Mark e Tom), scene tagliate (magari giudicate inadatte per i piccoli), storie manipolate per rendere tutto adatto ai più giovani. 

Sono tantissimi i nomi illustri finiti sotto la mannaia della censura. Sailor Moon, Orange Road, Naruto, Il mistero della pietra azzurra, Georgie, Candy Candy, Lady Oscar, Ken il guerriero, Devilman, Dragon Ball, ed ovviamente Griffin e Simpson, solo per fare qualche nome.

Vediamo insieme i video di famosi anime censurati.

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