Il programma del Movimento 5 stelle: proposta, protesta o semplice vaffanculo?

Carlo Stagnaro – 2 gennaio 2013

[…] L’Agenda Grillo è un elenco di sedici proposte, tratte dal più ampio programma del Movimento 5 stelle. Il principale limite del programma è che fissa una serie di obiettivi senza fornire alcun dettaglio sugli strumenti per raggiungerli. […]

Il programma si compone del M5S di sette aree tematiche. Vediamole nel dettaglio.

Sull’istruzione, il M5S chiede anzitutto l’abolizione della legge Gelmini. […] in assenza di dettagli bisogna ritenere che la volontà sia quella di tornare indietro: cioè a un’organizzazione del sistema educativo che, ancor meno di quella vigente, dia peso e spazio al merito nel determinare gli avanzamenti di carriera. […]

Il secondo argomento è la salute, che viene affrontata in modo assai più sistematico. […] è sui medici che si trovano alcune proposte pesanti: 1) non consentire a medici che lavorano nelle strutture pubbliche di operare nel privato; 2) tetti alle tariffe dei medici nel privato; 3) trasparenza e merito nella selezione dei primari. A parte l’ultimo punto, i primi due rischiano di sortire risultati opposti a quelli desiderati: da un lato si espellono i medici migliori dal settore pubblico, dall’altro li si spedisce direttamente all’estero. Sull’organizzazione del sistema sembra esserci molta ideologia e poco pragmatismo. La pubblicazione delle liste di attesa è odiosa (non necessariamente io desidero che tout le monde sappia quali interventi dovrò subire e quando!), la sostituzione dei direttori generali delle Asl con consigli di amministrazione appare una moltiplicazione di cariche e stipendi senza particolare benefici. Positivi, invece, l’informatizzazione del servizio e la trasparenza delle convenzioni con le strutture private. I suggerimenti sulla ricerca sono né carne né pesce. Surreale la sezione conclusiva, che chiede addirittura la “eliminazione degli inceneritori” (???).

La sezione sull’informazione è un curioso mix di misure estremamente “dirigiste” oppure estremamente “liberiste”. Tra le prime, internet gratis per tutti al primo punto (che però contraddice un punto successivo dove si parla di “allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee”) […]

Per quanto riguarda i trasporti, il M5S compra tutto l’armamentario del populismo più ingenuo: le piste ciclabili (non ho nulla contro le piste ciclabili, per carità), i parcheggi per le biciclette sia nei condonimi sia nelle aree urbane, i mezzi pubblici, la tassazione delle auto che viaggiano con un solo individuo a bordo (oddio, mi ero ripromesso di non commentare la fattibilità delle proposte, ma questa mi sembra davvero grossa!). Oltre a questo la consueta retorica anti-Tav (disclaimer: anch’io sono contrario al finanziamento pubblico alla Tav) e addirittura il divieto alla realizzazione di nuovi parcheggi per le auto nei centri urbani. Si vede che tutti gli attivisti del M5S abitano o vicino al posto di lavoro, o in zone comodamente servite dai mezzi. Fortunati loro.

La quinta sezione è dedicata al rapporto tra Stato e cittadini e, ammetto, è quella che mi convince più di tutte perché, a differenza delle altre, ha una sua coerenza interna. […] L’unico aspetto su cui sono radicalmente contrario è l’abolizione delle Authority: naturalmente bisogna valutare caso per caso, ma poiché qui non si fa distinzione devo dedurne che i grillini sono contrari in sé e per sé alla regolazione indipendente, senza capire che in molti casi questo è l’unico modo di limitare l’influenza della politica e garantire certezza del diritto per gli investimenti.

La parte sull’energia è molto buffa, a partire dalla apparente convinzione che un metro cubo di metano equivalga a un litro di gasolio. C’è molta enfasi sull’efficienza negli edifici, senza apprezzare pienamente le difficoltà oggettive di un paese dove lo stock edilizio è in larga misura molto vecchio (dunque inefficiente). Solita fuffa sulle rinnovabili, priva di qualunque collegamento con la situazione attuale. In particolare, i grillini sembrano non essersi accorti che il sistema elettrico italiano soffre, oggi e nel futuro prevedibile, di overcapacity, quindi l’ultimo dei problemi è accrescere la potenza disponibile. Significativo pure che non vi sia neppure una parola sul fatto che i mercati elettrico e del gas sono stati liberalizzati e che, di conseguenza, la buona regolazione del mercato è la chiave di volta di qualunque intervento si voglia intraprendere.

Infine, sull’economia credo sia corretto definire il programma grillino come una variazione sul tema del consumerismo. L’idea di fondo è che sia necessario introdurre una pesante regolamentazione di tutto, dal divieto delle “scatole cinesi” in borsa all’abolizione delle “cariche multiple” nei consigli di amministrazione fino alla “introduzione di reale rappresentanza dei piccoli azionisti” e “impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)”. Propositi, in realtà, confusi, che magari nascondono qualche problema reale ma che vi danno una risposta sgangherata. Alcune proposte sono viziate dalla totale non conoscenza dei settori coinvolti: cosa vuol dire “abolire i monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, Eni, Enel, Mediaset, Ferrovie dello Stato”? Alcune di queste aziende godono di posizioni quasi-monopolistiche perché le norme impediscono la concorrenza: non c’è da abolire nulla, occorre liberalizzare; altre rafforzano la propria posizione dominante grazie all’azionariato pubblico: non c’è da abolire, occorre privatizzare; altre ancora svolgono business che hanno natura di monopolio tecnico: non c’è da abolire, occorre buona regolazione (ma i grillini vogliono pure abolire i regolatori indipendenti, ohibò!)Inoltre, se venissero “aboliti i monopoli”, non avrebbe più senso “l’allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi europei”, perché – con l’eccezione dei monopoli tecnici – non avremmo più tariffe ma prezzi (peraltro, il differenziale con l’Europa spesso è dovuto proprio all’assenza di concorrenza). Sulla finanza pubblica, i grillini non distinguono stock e flussi: propongono di ridurre il debito pubblico (uno stock) con “il taglio degli sprechi e con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai servizi senza bisogno di intermediari”. L’ultima parte non mi è del tutto chiara, ma la riduzione degli sprechi è un intervento sul flusso di spese, che può servire ad abbattere il debito se e solo se viene creato un sistematico avanzo di bilancio: magari è quello che vuole il M5S, ma non lo dice. La proposta più bizzarra: “disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia)” (???). La proposta più pericolosa: l’abolizione della legge Biagi e con essa, presumibilmente, il ritorno a un mercato del lavoro rigido e inadeguato.

Per fare una sintesi conclusiva, il programma del M5S è un oggetto strano. Al di là della genericità delle proposte – che, in fondo, non differenzia Beppe Grillo da quasi tutti gli altri – si trova qui un curioso mix di proposte assennate, discutibili e del tutto impossibili. Quello che colpisce è l’assenza di coerenza con cui vengono affiancate le une alle altre, al punto che, talvolta, non si contraddicono solo nello spirito ma anche nella lettera. Se il programma è una proxy per il modo in cui i grillini condurranno la loro attività parlamentare, il M5S è l’equivalente politico di una roulette russa, dove in maniera del tutto casuale possono emergere posizioni estremamente positive o altre del tutto assurde.

http://news.panorama.it/politica/elezioni-2013/beppe-grillo-programma

Il programma di Grillo? Costa 85 miliardi

Panorama, in edicola dal 21 febbraio, ha fatto i conti in tasca alle proposte economiche del movimento 5 Stelle. E sarebbe un disastro

20 febbraio 2013

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Aggiornamento dell’1 marzo 2013:

http://www.wallstreetitalia.com/wsi_mobile/articolo_mobile.aspx?art_id=1512218

Elezioni/ Squinzi: Con cura Grillo l’industria sarebbe finita

di TMNews – 28/02/2013 – Milano
Milano, 28 feb. (TMNews) – “Se applicassimo il programma di Grillo, l’industria italiana sarebbe finita. Diventeremmo un paese tra l’agreste e il bucolico. Grillo vuole bloccare le infrastrutture, noi pensiamo che si debba colmare un grave ritardo infrastrutturale”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica, è il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. […]

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Aggiornamento del 14 marzo 2013:

Sulla scia delle Freakonomics, ecco qui le “Grillonomics”, cioè le bufale economiche spacciate come soluzioni virtuose da Grillo e dal M5S. Con le “Grillonomics” non si auspica un ritorno alla crescita economica per poter uscire dalla crisi, ma si tende invece inequivocabilmente alla “decrescita”, che è sinonimo di “recessione” e che implica un maggior impoverimento per l’Italia e per tutti noi. Noi dobbiamo crescere, riducendo al massimo gli sprechi (al contrario di quanto fatto fin’ora), ma comunque crescere. Alla fine di quest’anno anch’io, come molti altri giovani dai 20 ai 40, rischierò di rimanere disoccupata, nonostante una laurea specialistica in ambito scientifico (che mi è  costata parecchi sacrifici) e 4 anni di esperienza lavorativa (nei quali ho messo tutto l’impegno che ho potuto). Dall’inizio del 2013 ad oggi ho inviato almeno un centinaio di curriculum vitae, tra candidature spontanee e risposte ad annunci di lavoro, ma fin’ora nulla. Tutti noi abbiamo diritto ad un lavoro, perciò Grillo può anche tenersi la sua  decrescita, perchè io (come immagino tutti coloro che sono disoccupati o rischiano di esserlo) voglio continuare a lavorare e, attraverso il lavoro, potermi costruire una famiglia, essere indipendente e potermi permettere anche quel poco che mi potrò permettere con 1000 euro al mese, ma non vorrei mai rimanere disoccupata!! Parla bene Grillo, lui che va in giro su una Ferrari e fa la bella vita, ma chi pensa a noi cittadini che stiamo portando la crisi sulle nostre spalle? Mi spiace solo per tutti coloro che ci sono cascati e che, pur desiderosi di esprimere la propria protesta e il proprio rifiuto nei confronti della solita vecchia politica, lo hanno votato. Sarebbe stato meglio, io credo, lasciare semplicemente la scheda bianca o non andare nemmeno a votare…

L.D.

http://www.chicago-blog.it/2013/03/08/grillonomics-la-gaia-decrescita/

Grillonomics: la Gaia decrescita

Luciano Capone – 8 marzo 2013

[…] Per avvalorare la credibilità della propria ricetta Grillo ha più volte dichiarato che «il piano economico l’ha scritto il Nobel per l’economia Stiglitz», ma l’economista americano ha fatto sapere che è una bufala, non sa nemmeno cosa sia il M5S. Poi Grillo ha precisato che lo ha realizzato uno che conosce Stiglitz, Mauro Gallegati, in collaborazione con Jean-Paul Fitoussi, ma anche l’economista francese ha preso le distanze: «Non conosco Grillo e non sono il suo consigliere». […] nessuno sa quanto costino le promesse elettorali del M5S. Proviamo a fare un po’ di conti.

La proposta che ha fatto raccogliere più voti, specialmente al sud, è il “reddito di cittadinanza”: un sussidio universale da circa 1000 euro mensili. Parliamo di una cifra astronomica, oltre 200 miliardi di euro, circa un quarto della spesa pubblica complessiva. […] Altri 30 miliardi circa è la copertura da trovare per l’abolizione dell’Irap […] Grillo ha teso la mano anche alle famiglie, garantendo l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, altri 4 miliardi, e ai lavoratori dipendenti, promettendo la riduzione del lavoro a 30 ore settimanali. […] Il Movimento 5 Stelle non ha dimenticato il pubblico impiego, ai cui destinare circa 15 miliardi di tagli previsti dai governi precedenti, e i cittadini vicini alla pensione: si lavora meno e si va in pensione prima, a 60 anni. Altri 7 miliardi l’anno. Ci sono poi tanti altri capitoli di spesa sotto le voci “incentivazioni” (che ricorre una decina di volte) […]

Ciliegina sulla torta è il referendum sull’Euro: i risparmiatori correrebbero agli sportelli per ritirare i depositi prima di mettere la scheda nell’urna, facendo collassare il sistema bancario ancora prima degli exit poll.

Sicuramente Grillo non sarà in grado di mantenere tutte le promesse, ma basteranno pochi provvedimenti per garantire la realizzazione del cuore del programma del M5S: la decrescita.

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Aggiornamento del 15 marzo 2013:

http://odiolacasta.blogspot.it/2013/03/fuori-montecitorio-giovani-protestano.html?m=1

15 marzo 2013

Fuori Montecitorio, giovani protestano “38,7% di disoccupati: siamo noi la maggioranza”