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Greendiesel da rifiuti organici: sperimentazione a Verbania

Conclusa la prima fase dello studio, commissionato da Vco Trasporti, riguardante la produzione di ‘greendiesel’ da rifiuti organici raccolti nel Verbano Cusio Ossola. Obiettivo: poterlo utilizzare nel rifornimento degli automezzi dell’azienda di trasporto pubblico locale. Primo nel suo genere in Italia, questo studio mette in evidenza i vantaggi economici derivanti dalla riduzione dei costi di acquisto di carburante e di quelli relativi allo smaltimento rifiuti, con positive ripercussioni sul piano ambientale in sintonia con le linee guida dettate dall’agenda dell’Unione Europea.

[…] Questo progetto rappresenta il primo caso nazionale in cui un’azienda di trasporti pubblici si pone il problema di risolvere aspetti ambientali integrando componenti diverse del territorio: trasporti e gestione rifiuti, consentendo al Verbano Cusio Ossola di diventare il ‘laboratorio’ di un’interessante sperimentazione in chiave di sostenibilità.[…] l’Unione Europea spinge verso l’utilizzo di biocarburanti in sostituzione di carburanti derivati dal petrolio, senza tuttavia un consumo da parte delle ‘coltivazioni energetiche’ di suolo adibito a colture alimentari e in più contribuendo a risolvere il problema legato allo smaltimento di scarti che produciamo – e continuiamo a produrre – tutti i giorni. Il progetto di VCO Trasporti prevede l’ottenimento di questo biocarburante in due passaggi: dai rifiuti organici a bio-olio e da bio-olio, attraverso un processo di raffinazione, in ‘greendiesel’.

A oggi è stata completata la prima fase, testando la possibilità di giungere attraverso una pirolisi veloce (che in assenza di ossigeno ‘scalda’ la frazione organica dei rifiuti fino a una temperatura di circa 600-700° C) a un bio-olio che possiede un elevato potere calorifico e – come testato dal laboratorio verbanese NisLabVCO – una composizione chimica che si conferma idonea alla successiva fase di raffinazione.

A favore dell’applicazione pratica della ricerca depongono anche le valutazioni ricavate dall’analisi costi-benifici, che dimostrano come – anche ipotizzando condizioni di massima cautela – questo rapporto risulti decisamente favorevole. I vantaggi si concretizzerebbero – oltre che nel contributo all’abbattimento delle emissioni di CO2 in atmosfera – nella riduzione dei costi di acquisto di carburante con le ovvie ripercussioni positive sul bilancio della Società. Va inoltro tenuto conto che il costo del carburante sarebbe indipendente dal fluttuare del prezzo del petrolio, perché ‘ancorato’ alla disponibilità a costo zero di una ‘materia prima’ quale il rifiuto organico. Un altro aspetto positivo su cui insistere risulta infatti essere l’utilizzo in termini energetici dei rifiuti organici, frazione che in termini quantitativi dovrebbe aumentare con il costante incremento della raccolta differenziata. Questo loro impiego contribuirebbe a limitare problemi e costi inerenti allo smaltimento, che oggi avviene con il conferimento (ricorrendo al trasporto su gomma) a impianti specializzati con una spesa che si riflette sulle tariffe pagate dagli utenti del servizio.

Vedi anche l’articolo “Azienda italiana prima al mondo nella produzione di biocarburanti da fonti non alimentari

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