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Legge Mancia: 150mln da destinare ai terremotati

8 giugno 2012
Anche per quest’anno, è stata approvata la Legge Mancia. Quella Legge, nata nel Governo Berlusconi 2004, che destina una cascata di milioni ad ogni singolo Parlamentare, che può utilizzare questo denaro come meglio crede.
Solitamente, come si può immaginare, è denaro che viene utilizzato per scopi elettorali. Così, c’è chi “dona” nuove piazze, rotatorie (…) ristrutturazioni di Chiese e Parrocchie, aiuti agli Enti INUTILI.Oltretutto, quest’anno hanno appena approvato anche l’AUMENTO di questa somma, che è passata da 50 mln a 150 mln. Approvazione – ovvio – all’unanimità.E SE PER UNA VOLTA, INVECE DI CONTINUARE A RUBARE DICENDO POI CHE “C’E’ LA CRISI” QUESTO DENARO VENISSE DIGNITOSAMENTE DONATO AI TERREMOTATI?

ED ANCORA: E SE QUESTA LEGGE ASSURDA VENISSE TOTALMENTE CANCELLATA?

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A loro scade il mandato, a me scade il contratto di lavoro: in pratica è la stessa cosa, la differenza è che loro si prendono una “buonuscita” anche piuttosto consistente, nonostante i lauti stipendi che ricevono quando sono in carica, io invece (che rispecchio la situazione comune di molti dipendenti precari d’Italia, ovverossia contratto a progetto da 1000 euro al mese) non prendo un bel nulla, nè buonuscita nè TFR… e questi sono i politici che dovrebbero pensare a noi? Già, con una bella faccia tosta e un bel pelo sullo stomaco…
L.D.

Agli onorevoli anche la liquidazione esentasse

La “buonuscita” degli italiani 

è tassata al 27%. Quella dei parlamentari no.

10/08/2011 – CARLO BERTINI

Mentre la crisi brucia e gli italiani tremano per le loro pensioni, gli onorevoli col doppio lavoro possono cominciare a preoccuparsi delle ricche liquidazioni che li attendono a fine mandato. Eh sì perché pochi sanno che tutti i parlamentari, oltre al vitalizio, quando escono dalle Camere prendono pure una corposa buonuscita, formalmente detta «Assegno per il reinserimento nella vita lavorativa». […]

Detto questo, tutti gli onorevoli non solo prendono ogni mese un lauto stipendio di circa 14 mila euro netti, con aerei, treni e autostrade gratis; non solo a 65 anni incassano un vitalizio che va dai 2.500 ai 7.500 euro lordi, che dovrebbe essere sostituito da un sistema effettivamente contributivo analogo a quello di tutti i lavoratori (vedi l’articolo “La “casta” non si smentisce mai – parte 2: la difesa delle pensioni d’oro“). Ma quando escono dal Parlamento, ricevono pure una buonuscita, accantonata grazie ai contributi mensili defalcati dalla busta paga, ma che non ha uguali in Europa: dopo cinque anni sullo scranno, 46.814 euro, dopo 15 anni oltre 140 mila euro. E c’è un particolare non indifferente, inserito tra parentesi in uno studio commissionato dalla Camera sui trattamenti economici dei parlamentari in Europa: gli euro della liquidazione sono tutti esentasse, tecnicamente detti «importi non imponibili». E già, mentre le liquidazioni degli italiani sono sempre tassate (dal 23 al 27%), quelle dei deputati sono esentasse. […]

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1 commento on La “casta” non si smentisce mai – parte 8: legge Mancia e “buonuscita” esentasse

  1. giovanni ha detto:

    Ancora pochi giorni è tutti questi giochini li facciamo finire.