Abbiamo parlato molto di precarietà e disoccupazione (vedi i relativi tags), anche questo è un tema che ci sta molto a cuore. Abbiamo scovato due interessanti libri che propongono analisi ed approfondimenti proprio su questa tematica, che di seguito vi proponiamo.

L.D.

http://www.ilibridiemil.it/index.php?main_page=product_book_info&products_id=552

Mappe della precarietà – vol. I

Spazi, rappresentazioni, esperienze e critica delle politiche del lavoro che cambia

a cura di: Annalisa Murgia e Emiliana Armano 

Non un libro, ma una proposta di riflessione collettiva. Mappe della precarietà è pensato come un progetto aperto e in divenire, composto dalle storie e dalle esperienze che vorranno ulteriormente implementarlo.
Un progetto editoriale che vuole proporre un’analisi critica delle forme di produzione e delle politiche del lavoro contemporanee, mirata soprattutto a comprendere ed elaborare nuove pratiche di azione dei soggetti di fronte alla precarietà. 
La condizione precaria, infatti, non offre solo uno sguardo su un segmento del mondo del lavoro o un particolare gruppo di soggetti, ma è un osservatorio privilegiato dell’intero mondo sociale. Perché la precarietà è multidimensionale e polisemica e attraversa in maniera peculiare la società odierna, nella molteplicità dei suoi contesti.
Al centro di questo primo volume è innanzitutto l’analisi dei rapporti tra precarizzazione del lavoro e forme del capitalismo contemporaneo, disuguaglianze sociali e trasformazioni degli spazi urbani, fino ai processi di domesticazione del lavoro.
Mutamenti in atto che accompagnano le nuove articolazioni delle esperienze e delle rappresentazioni dei soggetti, che prendono parola per definire la propria condizione di precarietà e per raccontare in qual modo cercano di sottrarvisi. Mappe della precarietà, dunque, che non si limitano a cartografare l’esistente, ma vorrebbero contribuire a lacerare la rappresentazione dominante dell’“ideologia neoliberista della flessibilità”, evidenziando nessi critici e immaginando traiettorie possibili di trasformazione.

Mappe della precarietà – vol. II

Knowledge workers, creatività, saperi e dispositivi di soggettivazione

a cura di: Emiliana Armano e Annalisa Murgia 


Le “industrie creative” – non tanto come insieme di ambiti produttivi, quanto come modalità di relazionarsi al lavoro e all’attività – sono al centro del discorso dominante che incoraggia tutte le componenti sociali a sviluppare abilità pro-attive e creative. Tra retoriche di womenomics e auto-attivazione delle risorse, tra professionalità e meritocrazia, i soggetti sono chiamati a immedesimarsi e auto-posizionarsi in un campo di intenti e aspirazioni interiorizzato che costituisce l’identità precaria dell’essere umano neoliberale. Soggetti che esperiscono la precarietà negli interstizi di dispositivi omologanti di misurazione/valutazione/formattazione, che connettono mondi diversi del lavoro della conoscenza quali la finanza, l’informatica, la formazione e la ricerca, le attività comunicative e artistiche.

Q
uesto secondo volume del progetto editoriale Mappe della precarietà offre un insieme di contributi incentrati su tali cruciali questioni, a partire da casi empirici che descrivono condizioni di lavoro precario della conoscenza, alla luce delle rappresentazioni dei soggetti stessi. Tale orizzonte problematico, assunto come piano di analisi, costituisce l’apporto più importante dei testi presentati in questo lavoro collettaneo che esplorano ambiti contigui e esperienze confrontabili. Gli articoli, di taglio teorico o empirico – in inglese e in italiano – puntano innanzitutto a dar voce al punto di vista dei soggetti, alle pratiche di contro-soggettivazione, nelle molteplici esperienze di precarietà dei saperi.

Alcuni nostri articoli precedenti: “Il lato peggiore della crisi: giovani che non sanno più sognare“, “Come si sta evolvendo il mercato del lavoro in Italia e quali sono le prospettive future?“, ““Che monotonia il posto fisso”: un Monti malinterpretato scatena le polemiche“.

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POESIA “IL PRECARIO” (pdf)

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