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Libro “Il miracolo scippato – le quattro occasioni sprecate della scienza italiana negli anni sessanta” di Marco Pivato

Da La Stampa, 02/02/2011, pag. 26
Così l’Italia distrusse gli incubatori dello sviluppo
Roberto Fabbri

Immaginate un’Italia dove i ricercatori vengono a studiare dall’estero, dove si formano i Nobel del futuro e dove, nella culla dell’informatica che vende a caro prezzo i suoi segreti alle aziende della Silicon Valley, il governo ha lanciato il Belpaese sul podio delle potenze elettronucleari del mondo. Non è fantastoria, ma l’Italia di 50 anni fa, prima che un vero e proprio sabotaggio interrompesse il suo corso virtuoso.

Nel 1961 muore Mario Tchou, l’ingegnere Olivetti che a Ivrea, negli Anni 50, ha messo a punto «Elea 9003», il primo computer commerciale, a transistor, della storia. Il 9 novembre è diretto a Ivrea per presentare ai vertici dell’azienda il progetto di un nuovo computer. Ma all’altezza di Santhià, in provincia di Vercelli, l’auto si schianta. Qualcuno sostiene che dietro ci sia la mano di un killer: un collega, Franco Filippazzi, riporta che l’ambasciata cinese ha preso contatti con l’ingegnere per avviare ricerche nel campo dei calcolatori. «In piena Guerra Fredda i calcolatori sono “tecnologia sensibile”», spiega il consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri e addetto scientifico dell’ambasciata Italiana a Pechino, Giuseppe Rao. Se i computer sono stati gli 007 della Seconda guerra mondiale, all’inizio degli Anni 60 i tentativi della Cina di acquisire i saperi di una «tecnologia sensibile» sono l’argomento di chi sostiene la tesi dell’attentato a Tchou. Di fatto, nel 1964, scomparso anche Adriano Olivetti, l’azienda vende la Divisione elettronica all’americana General Electric, secondo quanto riporta Rao da un colloquio con l’ex tesoriere Olivetti Mario Caglieris, «su pressioni degli Usa».

Due anni prima era morto il presidente dell’Eni Enrico Mattei, che, dando scacco alle maggiori compagnie petrolifere mondiali, aveva rotto il monopolio delle fonti di idrocarburi per fare fronte ai rapidi consumi dell’Italia del boom. Ma il sogno dell’ingegnere che ha conquistato un posto in Medio Oriente e in Africa, sfidando la cortina di ferro e gli occhi di Nato e Dc, s’infrange con il suo aereo nella campagna di Bascapé in quello che lo storico Nico Perrone considera un attentato, citando la sentenza della procura di Pavia, dove si legge che «l’indagine tecnica permette di ritenere inequivocabilmente provato che l’aereo è precipitato a seguito di un’esplosione all’interno del velivolo». Sottolinea Perrone: «L’impegno civile di Mattei ha comunque permesso all’Italia, negli Anni 70, di entrare nelle potenze del G6».

Il miracolo tecnologico è definitivamente «scippato» tra il 1964 e il 1965 anche per cause interne, quando, dopo l’avvio delle prime centrali, il pioniere del progetto nucleare italiano e segretario del Comitato nazionale per l’energia nucleare, Felice Ippolito, dopo aver fatto dell’Italia il terzo produttore di energia atomica dietro a Usa e Gran Bretagna, viene incastrato in quello che Indro Montanelli definirà «un processo politico»: «Costui – scrive il 14 luglio 1964 – forse è colpevole. Ma meno, infinitamente, meno di quanto lo sia questo sgangheratissimo Stato». In effetti la nazionalizzazione dell’energia elettrica ha creato molti nemici al segretario, in primis le industrie elettroproduttrici private, confluite nel neonato Enel, istituito nel 1962, e che bisticciano sulla spartizione dei fondi.

Quasi contemporaneamente viene emarginato l’ex direttore dell’Istituto superiore di Sanità, Domenico Marotta, che, dopo averlo rinnovato al punto da attrarre Nobel come Bovet e Chain, è vittima di una campagna stampa orchestrata dai detrattori. Saranno loro, alla vigilia della campagna elettorale che porterà alla caduta del primo governo Moro, a gonfiare gli illeciti amministrativi dell’Istituto per screditare il ministro della Sanità Angelo Jervolino. Una vicenda che sulla rivista «Nature» viene ripresa e commentata come «una vendetta politica». E’ questo l’ultimo disastro: quattro straordinari «incubatori» di un modello di sviluppo basato sulla ricerca scientifica vengono distrutti e le ferite le portiamo addosso ancora oggi: lo racconta «Il miracolo scippato», il libro-inchiesta di Marco Pivato, edito da Donzelli. Una storia che è anche un giallo e una sconfitta dalla quale l’Italia non si è mai più ripresa.

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SINOSSI

Agli inizi degli anni sessanta, l’Italia vantava alcuni poli di eccellenza scientifico-tecnologici che il mondo le invidiava in quattro settori strategici: informatico, petrolifero, nucleare, medico. Oggi, in pieno terzo millennio, è il fanalino di coda tra i paesi più sviluppati proprio per scarsità d’innovazione e ricerca. Perché?

Un libro inchiesta ricostruisce per la prima volta la storia di quattro casi emblematici del modello di sviluppo avviato e smantellato in quegli anni a tempo di record, evidenziando il filo rosso che li lega e che spiega perché ciascuna di quelle esperienze è fallita. Il caso Olivetti, il caso Mattei, il caso Ippolito e il caso Marotta, vale a dire nascita e morte della rivoluzione informatica che ha portato alla progettazione del primo pc e dei primi microprocessori del mondo; inizio e fine dell’autonomia energetica del paese, oltre che della competizione col monopolio angloamericano del petrolio; soppressione del Cnen, che ci aveva portato al terzo posto per produzione di energia elettrica di origine nucleare; decapitazione dell’Istituto superiore di sanità, che fece dell’Italia uno dei primi tre produttori di penicillina grazie anche all’invenzione del microscopio elettronico. Quattro incubatrici di un modello di sviluppo economico e sociale basato sulla ricerca scientifica, gettate alle ortiche tra le faide politiche interne e le pressioni e i sabotaggi internazionali in piena guerra fredda. Attraverso la cronaca, la stampa, la letteratura, e una serie di interviste a testimoni diretti e a esperti, il libro offre un angolo visuale tutto nuovo da cui guardare alle radici del declino attuale.

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Libro “L’Italia intelligente – Adriano Buzzati-Traverso e il Laboratorio internazionale di genetica e biofisica (1962-69)” di Francesco Cassata

Nella primavera del 1962, a Napoli, il Laboratorio internazionale di genetica e biofisica (Ligb) iniziava le proprie attività. La costituzione del laboratorio rappresentava il coronamento di una battaglia decennale condotta dal suo fondatore, Adriano Buzzati-Traverso – fratello dello scrittore Dino – per rinnovare e modernizzare l’organizzazione della ricerca scientifica in Italia. In pochi anni, il Ligb raggiunse fama di livello internazionale, candidandosi a possibile sede del futuro laboratorio europeo di biologia molecolare. Ma qualcosa andò storto. Nel 1969, infatti, quando era ormai alle porte un accordo internazionale con l’Università di Berkeley per la costituzione a Napoli della prima scuola di dottorato in biologia molecolare in Italia, il Laboratorio venne travolto da una profonda crisi, che vide significativamente affiancati, contro il comune avversario, da un lato alcuni settori dell’università e del Cnr, ostili all’esperimento di Buzzati fin dagli esordi, e dall’altro una compagine di tecnici, ricercatori e borsisti, pronti a occupare il laboratorio e a scagliarsi contro la direzione, etichettando la biologia molecolare come «scienza borghese», «americana» e «reazionaria». Attraverso una ricerca basata su un’ampia e inedita base documentaria, Francesco Cassata racconta un caso esemplare che ha molto da dire all’Italia di oggi. Le vicende politico-istituzionali e la storia della scienza si intrecciano, portando alla luce una serie di questioni tra loro connesse: la nascita, nell’Europa della guerra fredda, dell’egemonia statunitense in campo scientifico; la cooperazione scientifica internazionale; la crisi del sistema universitario e l’organizzazione della ricerca nel nostro paese. Questioni nate nell’Italia del boom, un’Italia che, da quel momento in poi, troppo spesso ha sprecato il talento e il genio dei suoi cervelli, perdendo competitività e smettendo di scommettere sul proprio futuro.

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