E’ un dato di fatto che i piccoli artigiani e commercianti siano poco competitivi rispetto alla grande distribuzione organizzata (GDO): per questo, in seguito all’apertura a ritmo infestante di centri commerciali sempre più grandi e con un’offerta sempre più vasta e variegata (in genere a discapito della qualità dei prodotti venduti), moltissime piccole attività hanno dovuto chiudere o, se ancora non l’hanno fatto, stanno facendo molta fatica a sopravvivere. La domanda che ci siamo posti è la seguente: il destino di queste piccole attività è irreversibilmente segnato oppure esiste per loro la possibilità di diventare competitive con i giganti della GDO? Dal nostro punto di vista la risposta giusta è proprio la seconda, anche se, per far sì che ciò avvenga, sarebbe necessario introdurre un elemento di rivoluzione, il solo in grado di fare la differenza: il consorzio.

Nelle nostre città ormai le piccole attività commerciali sono una vera e propria “specie” in via di estinzione, poichè si stanno moltiplicando sempre più i negozi di proprietà delle grandi catene di distribuzione. In pratica stiamo perdendo “biodiversità commerciale”: in tutte le città la maggior parte dei negozi sono ormai sempre gli stessi, mentre lo spazio all’iniziativa individuale si sta riducendo sempre di più. Solo chi ha una grande catena alle spalle (come accade anche nel caso delle attività in franchising) riesce a sopravvivere, al contrario per le attività in proprio sta diventando davvero molto molto difficile la sopravvivenza…

Consorzio

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il consorzio in diritto è un istituto giuridico che disciplina un’aggregazione volontaria legalmente riconosciuta che coordina e regola le iniziative comuni per lo svolgimento di determinate attività di impresa, sia da parte di enti privati che di enti pubblici. […]

Il concetto di fondo è banale: l’unione fa la forza. Se tante piccole attività commerciali/artigianali, in particolare nel settore della gastronomia (fornerie, pasticcerie, macellerie, pescherie, fruttivendoli etc.), si organizzassero creando un sistema di distribuzione condiviso e con servizio a domicilio, dal nostro punto di vista sarebbero molto più facilitate e competitive nella vendita dei loro prodotti. Immaginiamo di avere un sito internet nel quale trovare le offerte e i prodotti venduti da una serie di negozi che si trovano in un’area ad esempio di qualche decina di chilometri dalla nostra abitazione e di poter ordinare direttamente da internet quello che ci serve da due o più negozi differenti. Andare con la propria auto in ciascun negozio richiederebbe un certo dispendio, sia in termini di tempo che di carburante, per questo la soluzione che va per la maggiore è in genere quella di recarsi presso un centro commerciale dove poter trovare tutto, risparmiando in entrambi i sensi. Certo che, se avessimo appunto la possibilità di farci portare a casa tutto, pagando una sola consegna, potremmo risparmiare ancora di più: ricevere tutto direttamente a casa, senza perdere tempo e senza nemmeno doverci recare presso un centro commerciale. In più ci sarebbe il guadagno ulteriore della qualità: avere un pane buono e genuino (di certo non come quello “dopato” e di scarsa qualità che ci vendono nei centri commerciali), ma anche carne, pesce, frutta, verdura e quant’altro. Attraverso il medesimo sistema di distribuzione, si potrebbe farsi recapitare a casa qualunque altro prodotto (detergenti, articoli per la casa, accessori d’abbigliamento, ma anche farmaci che non richiedano ricetta etc.), facendo sopravvivere in questo modo le piccole attività commerciali della nostra città. Un ulteriore vantaggio si avrebbe per quanto riguarda i prodotti per i quali è consigliabile il consumo da “freschi”, come i prodotti da forno e la gastronomia: in questi casi verrebbe introdotto il sistema dell’on-demand (su richiesta), il quale consentirebbe la riduzione degli sprechi.

Un altro servizio che sarebbe, dal nostro punto di vista, davvero molto utile, riguarda le spedizioni. Quando si fa un viaggio si vorrebbero portare a casa dei souvenir, magari di natura enogastronomica. Ma se si fa il viaggio in aereo diventa molto problematico mettere delle bottiglie di vino, liquore o altri prodotti in valigia, sia per problemi di peso che di eventuale rottura dei recipienti in vetro. Le soluzioni sono due: o acquistare i prodotti nei negozi duty free dell’aeroporto (cosa che a me personalmente non piace fare, perché non posso acquistare i prodotti dove voglio io) oppure ordinarli e farseli spedire a casa. Il problema è che, se vogliamo acquistare prodotti in più negozi diversi, dobbiamo pagare anche più spedizioni! Perché allora, anche in questo caso, non si creano dei consorzi di spedizione che raccolgano gli ordini dai vari negozi e che permettano così di pagare una sola spedizione? Penso che anche i turisti stranieri ne sarebbero ben felici, considerando la ben nota ed eccellente qualità dei nostri prodotti di enogastronomia…

Queste sono solo delle idee, nate in risposta a delle esigenze che ci sembrano non essere adeguatamente corrisposte dagli attuali sistemi di vendita… i consorzi, dal nostro punto di vista, potrebbero davvero dare molte opportunità in più (come nel caso di “reteimpreseitalia“)…

L.D.

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www.reteimpreseitalia.it

 

Il Manifesto delle Imprese del Territorio

Il futuro del Paese è inscindibilmente legato alle piccole e medie imprese ed all’impresa diffusa, chiave di volta della sua competitività, struttura portante dell’economia reale e dei processi di sviluppo territoriale, luogo di integrazione e costruzione delle appartenenze.

Costruire le condizioni che consentano a queste imprese di esprimere compiutamente le loro potenzialità è una responsabilità condivisa: delle istituzioni e della politica, delle forze economiche e sociali. Una responsabilità che avvertiamo anzitutto come nostra: di chi pone al centro della propria missione di rappresentanza la relazione stretta tra imprese e territori.

Le imprese piccole e medie, l’impresa diffusa trovano nel mercato le ragioni più profonde del loro essere. Sono frutto di investimenti e di iniziativa privata, senza aiuti e sussidi, senza mercati protetti, senza monopoli e rendite di posizione. Sanno coniugare competizione ed efficienza insieme a prossimità e coesione sociale. Compongono un mondo che innova, produce ricchezza e occupazione, alimenta la connettività del tessuto sociale, accresce il patrimonio di saperi, di capacità, di operosità, di mestieri e di professionalità che appartiene alla storia del Paese. Esprimono valore sociale e sono insostituibile occasione di trasmissione e diffusione dei valori del lavoro, dell’inclusione, della solidarietà.

Hanno mostrato di sapersi misurare con i nuovi scenari competitivi. Hanno compiuto la transizione dal lavorare per produrre al produrre per competere. Hanno salde radici nel territorio e sanno esplorare il mondo. Sono le imprese che nascono dal territorio e lo disegnano. Fanno il made in Italy e lo valorizzano nel mercato globale. Si sono aperte alla contaminazione tra la produzione e il mondo dei servizi, dell’artigianato, del commercio, delle reti, del turismo. Agiscono in rete, si uniscono per competere, fanno squadra. Significano modernità e sistema-Paese. Significano futuro.

Si sono fatte portatrici di un nuovo modo di fare impresa non solo sul piano dello sviluppo economico, ma anche su quello della dinamica sociale, consolidando nel tempo il fondamentale impegno alle personali virtù del rischio, del lavoro duro e del merito.

Hanno retto l’urto della grande crisi, sviluppando percorsi differenziati e flessibili di risposta.

Sono di fronte al futuro ed ambiscono a costruirlo. Partecipano al mutamento dei codici di riferimento internazionali e nazionali, degli scenari con cui confrontarsi, fatti di rischi e opportunità. Sanno che sviluppo e crescita non sono assicurati in partenza, ma dipendono dalla qualità e forza delle scelte messe in campo, da nuove visioni, nuove prospettive, nuove modalità di azione. E da nuove forme di rappresentanza.

Rete Imprese Italia è la nuova rappresentanza delle piccole e medie imprese, dell’impresa diffusa, del popolo del fare impresa. Rete Imprese Italia nasce per dare voce comune e identità, visibilità, capacità di rappresentanza e rappresentazione a questo mondo. Rete Imprese Italia nasce per superare le logiche di rito della concertazione e per riequilibrare e ricomporre la rappresentanza delle imprese in un quadro che concretamente ne valorizzi l’apporto ai processi evolutivi del sistema-Paese. Rete Imprese Italia è un nuovo soggetto per l’interlocuzione con le istituzioni, la politica, le forze sociali.

L’Italia ha bisogno di una rotta, di una bussola, di un obiettivo, di un punto da cui partire, da cui ripartire. Le imprese, e quelle legate al territorio in modo particolare, sono soggetti capaci di dare all’Italia vitalità collettiva, innovazione continuata, efficienza ed internazionalizzazione.

Per questo, Rete Imprese Italia ha un’ambizione: modernizzare la rappresentanza delle imprese per modernizzare l’economia e la società italiana. E’ una nostra responsabilità. E’ un’opportunità per il Paese.

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 Aggiornamento dell’11 luglio 2013:

D’estate, nelle nostre piccole e grandi città, vengono spesso organizzati molti eventi serali. Nella mia città, ad esempio, tutti i giovedì sera del mese di luglio i negozi rimangono aperti fino a mezzanotte e ci sono bancarelle lungo i corsi principali del centro. E’ un’iniziativa che ha sempre grandissimo successo, tanto che il centro diviene quasi impraticabile e soffocante da tanta è la folla che vi si riversa!! Anche se, per i poveri commercianti, non sembra andare granchè bene: la gente esce per passeggiare, mangiarsi un gelato, guardare le vetrine e, per lo più, chiacchierare, solo pochi ne approfittano per fare acquisti.

Così, mentre passeggiavo e mi godevo una di queste serate (una serata caratterizzata tra l’altro da una temperatura molto mite e gradevole), ho pensato: ma perchè d’estate non tengono aperti i negozi tutte le sere? I negozianti del centro si lamentano perchè ormai, soprattutto nei caldi mesi estivi e nei gelidi mesi invernali, la gente fa sempre più spesso shopping nelle gallerie dei centri commerciali, piacevolmente climatizzate d’estate e riscaldate d’inverno. Così è la vita: si tende sempre a prediligere le condizioni di maggior comfort. Però anche i negozi del centro potrebbero darsi un po’ più da fare: non potrebbero, ad esempio, aprire i loro negozi in orari differenti dai centri commerciali e quando le condizioni climatiche possono esser loro più favorevoli? Nelle sere d’estate appunto e, d’inverno, nella fascia oraria leggermente più calda (12 – 14). Questo permetterebbe loro anche di attirare la clientela che, per orari di lavoro incompatibili, non può recarsi nei negozi durante la settimana, ma lo può fare solamente il sabato. Sarebbe ora di liberalizzare questo mercato ingessato: al di là dell’oceano queste cose sono già una realtà!!!

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 Aggiornamento del 7 novembre 2013:

Finalmente qualcosa si muove:

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-10-16/tacati-start-up-l-e-commerce-bottegai-apre-milano-173130.shtml?uuid=ABN5a4W

Tacatì, la start up per l’e-commerce dei bottegai apre a Milano

Gianni Rusconi – 17 ottobre 2013

[…] Il Web come collante fra i piccoli produttori locali, i bottegai e i consumatori avvezzi agli acquisti online. Questa in estrema sintesi è la filosofia che sta alla base di Tacatì, il cui vantaggio (per gli operatori) è sostanzialmente quello di poter vendere in Rete con un investimento di tempo e risorse alquanto ridotto, di poter contare su un network di punti consegna e di un supporto continuativo alla logistica e al completamento della gamma dei prodotti […]

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