Dispiace dirlo, ma quando il governo (e nello specifico Grilli) ha presentato il famoso piano con lo scambio iva-irpef, quello che ha dato più dispiacere è stata l’assenza di limpidezza nella manovra. L’arroccarsi su teorie che davano per paritarie le quote di svantaggi e vantaggi è stata una triste messa in scena per nascondere una palese verità che potevamo benissimo accettare: nuove tasse. Tra l’altro erano abbastanza leggere rispetto alle altre, ma l’ostinazione con cui Grilli ha difeso la parità dell’intervento ha dato fastidio…

Dalla puntata del 12 ottobre di Focus Economia (Radio 24):

“Uno scontro Irpef vs IVA che includeva persino la retroattività (con deroga allo statuto del contribuente). Non si può dire che ci sia un pareggio quando, in base ai conti fatti dalla principale testata economica del paese, risulta che tutte le categorie sociali hanno un incremento delle spese sull’anno in corso (si parla di cifre fino ad un massimo di 250 euro/anno per le famiglie più abbienti a partire dal 2014). Se fosse stata presentata con maggiore obbiettività, probabilmente il paese avrebbe meglio accettato la manovra. Invece sembra di essere presi in giro.
Un discorso similare si è presentato quando hanno proposto il restringimento delle agevolazioni di chi presta servizio a persone disabili: ancora una volta si va a colpire sui più deboli (vedi l’articolo “Il coraggio dei politici… nel risparmiare sull’assistenza ai disabili!“).

Il governo deve essere trasparente: ancora una volta si preleva ulteriore gettito per le casse pubbliche, il tutto mentre, al contrario, nessuna tassazione e nessuna retroattività viene applicata al mondo istituzionale e politico.”

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