Il Movimento 5 Stelle vorrebbe applicare la democrazia diretta, quindi, semplicemente, senza idee nè progetti aspira a modificare il sistema governativo di questo paese. Come la penso? A me questa sembra solo la folle idea di un pazzo, che vuole illudere i cittadini che si possa fare una cosa che non può essere fatta. Ma dove si è mai vista una cosa del genere? Non so, in qualche film forse, o in qualche serie tv o cartone animato? In qualche episodio di Topolino *? A me sembra davvero assurdo: la politica di uno Stato è una cosa seria, ma soprattutto è una cosa complessa, non è un gioco in cui chiunque possa mettere delle crocette a caso. Servono delle strategie vere, ben progettate di medio-lungo periodo: per l’energia, per la ricerca, per l’istruzione, per il welfare, per tutto quanto. Serve una conoscenza approfondita delle condizioni attuali e precedenti, servono delle pianificazioni e delle previsioni sul futuro. Servono idee e soluzioni che possano essere portate avanti ed avere ricadute efficaci nel medio-lungo periodo, ben pensate e ragionate: chi lo può fare se non delle persone dotate delle competenze necessarie? E chi, tra noi cittadini, si può sentire in grado di emettere giudizi su argomenti tanto complessi? Io no, se devo essere sincera! Un altro problema è questo: tutti vorremmo il posto fisso, pagare poche tasse, andare in pensione presto, che ci sia la pace nel mondo eccetera eccetera. Ma il mondo di oggi è piuttosto complicato, non possiamo sopravvivere con qualche consultazione popolare e la banale demagogia di Grillo (“il M5S supporta e appoggia le istanze dei movimenti con obiettivi comuni, come è avvenuto per il no al nucleare, l’acqua pubblica, il No Tav e il No Gronda, eccetera”).

Ve le volete togliere o no quelle fette di salame che avete sugli occhi? Andatevi a leggere il programma “10 interventi per la crescita” elaborato dai 7 promotori (economisti veri e qualificati) di “Fermareildeclino” (con tutti gli approfondimenti, mi raccomando), tanto per avere una vaga idea su quel che sarebbe necessario fare per togliere questo Paese dalla critica situazione economico-finanziaria in cui si trova: chi di voi è in grado di comprenderlo appieno e di giudicare se si tratta di proposte giuste o sbagliate? Io, personalmente, preferisco che le mie sorti vadano in mano a persone competenti che sanno come trattare certi argomenti (che NON SONO di sicuro i politici che abbiamo mantenuto fin’ora e che stiamo continuando a mantenere), piuttosto che a dei cittadini che mai si sono preoccupati di sapere cosa stesse facendo la politica con i loro soldi! E’ anche per questo che ci siamo ridotti così male e che la classe politica di oggi è quella che è: è soltanto la classe politica che ci meritiamo, perchè mai abbiamo saputo protestare per dei motivi validi e fondati, mai abbiamo fatto valere le nostre ragioni in quanto cittadini tartassati e vessati dallo Stato. Ha ragione Oscar Giannino, quando dice che siamo dei “sudditi” dello Stato italiano (vedi l’articolo “Le tasse sono come i farmaci: dose troppo alte possono uccidere…“), e, se ora votiamo Grillo con le sue surreali ed infondate idee di “democrazia diretta”, dimostriamo anche di essere degli ingenui pecoroni che si fanno abbindolare dal primo furfante di passaggio. A me questa cosa ricorda molto il famoso episodio del Gatto e la Volpe che imbrogliano il povero Pinocchio, facendogli credere che sotterrando le monete nel Campo dei Miracoli crescerà un albero colmo di zecchini d’oro…

Se dovesse MALAUGURATAMENTE vincere Grillo alle prossime elezioni politiche lo sapete cosa succederà, molto verosimilmente? Che l’Europa ci darà una bella pedata nel sedere, e allora si che saranno cavoli amari per tutti !!!! 

Vedi l’articolo “Perchè dobbiamo uscire dalla crisi ma NON dall’euro?

ITALIANI “GRILLOFILI”: SVEGLIAAAAA!!!!!!

Vedi anche l’articolo “Beppe Grillo: l’incantatore di ingenui

* con tutto il rispetto per “Topolino”, giornale per bambini che dovrebbe essere letto anche dagli adulti per tutto ciò che sa insegnare… non sto per niente scherzando…

L.D.

http://www.beppegrillo.it/2012/11/grillo_for_dummies.html

Grillo for dummies

[…] Il M5S vuole sostituire il Sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco.

[…] E come Euro: la decisione di rimanere nell’euro spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo. [vedi gli articoli “Alberto Bagnai: quale potrebbe essere il costo pro-capite dell’uscita dell’Italia dall’euro?” e “Perchè dobbiamo uscire dalla crisi ma NON dall’euro?“]

[…] P come Primarie: nel M5S non ci saranno primarie (non si votano leader o leaderini) per le elezioni politiche, ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato. Il loro compito sarà l’attuazione del Programma elettorale in stretta collaborazione attraverso la Rete con gli iscritti.

[…] T come Televisione: non sono “vietate” interviste di eletti del M5S trasmesse in televisione per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. E’ fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come è il caso delle reti RAI, delle reti Mediaset e de La7.

http://www.mentecritica.net/della-democrazia-diretta-e-altre-stupidate/informazione/democrazia-e-diritti/ilbuonpeppe/30410/

Della democrazia diretta e altre stupidate

martedì 16 ottobre, 2012
di ILBUONPEPPE

[…] Ipotizziamo che un movimento (per carità, non chiamatelo “partito”) si presenti alle elezioni con un programma di un solo punto: “Applicare la democrazia diretta”. Chiaro, coerente e sufficiente ad affrontare qualsiasi questione si dovesse presentare. Sull’Euro come sulla lunghezza della coda dei cani (sì, il Parlamento si occupa anche di questo) si chiederà ai cittadini cosa pensano, e il rappresentante che è stato eletto voterà conformemente alla maggioranza di chi, di volta in volta, si esprime partecipando alla consultazione; anche se lui non è d’accordo, ovviamente. Estremamente democratico, non c’è dubbio.

Semplice? Per niente, ma proviamo ad andare oltre.

Tralasciamo il fatto che i rappresentanti politici non contano più una cippa, che per certi versi potrebbe perfino essere un bene. Tralasciamo anche il fatto che lo stesso Parlamento non serve più e potrebbe essere sostituito da un gruppetto di impiegati occupati a gestire le consultazioni popolari, verificarne i risultati e tradurli in legge. Tralasciamo i problemi di sicurezza e tecnici di un simile sistema, in un paese dove molte zone ancora non hanno l’ADSL. Facciamo pure finta che tutti i cittadini possano essere adeguatamente informati sugli argomenti e che siano in grado di esprimere il proprio voto con strumenti (la matita copiativa e la scheda di carta sono ovviamente improponibili) che in molti casi non hanno mai visto in vita loro.

[…] Paradossalmente la democrazia diretta fa a meno di quello che fino a ieri consideravamo il momento più alto della partecipazione democratica. Non serve più, perché in realtà il tutto si trasforma in un’elezione continua, non più sulle persone ma sugli argomenti. Bello? Brutto? Non lo so.

[…] Il nodo da sciogliere è quello di selezionare l’elettorato: alle singole consultazioni parteciperanno solo gli aderenti al movimento o chiunque potrà dire la sua?
Se la scelta fosse quella di aprire la consultazione a tutti, soluzione indiscutibilmente molto democratica, il risultato sarebbe una partecipazione di persone di qualsiasi orientamento, inclusi gli aderenti alle altre forze politiche. In linea teorica quindi, potendo partecipare l’intera cittadinanza, si avrebbe l’effetto “campione statistico”. Un gruppo di persone vota e prende una decisione; e poiché il gruppo non è selezionato a monte, il risultato corrisponderà, con le dovute approssimazioni, a quello che si sarebbe ottenuto facendo votare l’intera popolazione.

Ma se il voto dei rappresentanti di questa forza politica viene determinato in questo modo, esso rappresenta l’espressione dell’intera popolazione, e quindi risulta neutro, cioè irrilevante. E’ come se dopo aver calcolato la media di una serie di numeri, aggiungo alla serie il valore della media stessa e poi ricalcolo; il risultato non cambia.
Se invece si consente il voto ai soli aderenti, il voto sarà effettivamente l’espressione del loro pensiero. Ma in questo caso il problema è a monte: chi vota per un movimento con la democrazia diretta come unico punto programmatico?
Un programma simile non è evidentemente in grado di selezionare un insieme più o meno omogeneo di persone che condividono principi, idee e progetti; raccoglierà quindi consensi un po’ ovunque, a prescindere dalla collocazione politica di ciascuno. Il risultato sarà, ancora una volta, un campione variegato, le cui idee politiche corrisponderanno nella media con quelle dell’intera popolazione. Succederà cioè la stessa cosa del caso precedente, solo con un campione più piccolo. Il risultato, in entrambi i casi, è la sostanziale irrilevanza di una simile forza politica. […]

www.movimento4stelle.it

M4S: L’occhio critico del movimento 5 stelle

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Aggiornamento del 21 novembre 2012:

http://guidovetere.nova100.ilsole24ore.com/2012/11/argomentazione-di-massa.html

L’argomentazione di massa

4 novembre 2012 – di Guido Vetere

Più di due miliardi di persone hanno accesso a blog e reti sociali, dove possono postare verbosi articoli o laconici status update ed essere letti, in linea di principio e talvolta di fatto, da un’immensa platea planetaria. Ogni minuto vengono emessi 100.000 Twitt e condivisi poco meno di 700.000 contenuti su Facebook (fonte). Si tratta per lo più di cose irrilevanti, ma se solo l’1% di questa massa informativa quotidianamente emessa dalla blogosfera veicolasse una proposizione (cioè una frase che può essere vera o falsa) degna di essere tenuta seriamente in conto, avremmo più di dieci milioni di affermazioni propugnate o confutate ogni giorno sul Web.

[…] Sappiamo che logica e dialettica, cioè le basi della corretta argomentazione, facevano parte del trivium, ed erano competenze fondamentali della “classe dirigente” dall’antichità fino all’età moderna. Poi venne l’empirismo delle scienze fisiche e naturali, e la centralità di quei saperi un po’ metafisici (semplifico) ne uscì molto ridimensionata. Oggi, nelle nostre scuole, ciò che resta del trivium è praticamente tutto negli “insiemini” con cui si dilettano i pargoletti delle elementari. […]

Non so come sia la situazione negli altri Paesi, ma in Italia credo che l’incompetenza logico-dialettica si possa vedere ad occhio nudo, toccar con mano, gustare al palato, fiutare nell’aria, udire in sottofondo. Senza insistere sul fatto che la disarticolazione della logica pubblica faccia parte integrante di qualunque programma demagogico-manipolatorio del tipo di quelli che abbiamo anche recentemente esperito, c’è da prendere atto che certi nostri “caratteri nazionali” non sembrano affatto favorire la buona condotta dei dibattiti collettivi.

Scriveva Leopardi che L’Italia è una terra incapace di costruire una convivenza civile, una sana dialettica; un paese dominato dal cinismo, incapace di rispettare e di esser rispettato; un agglomerato di singoli individui ognuno sprofondato nel proprio orizzonte privato, particolare; e dove l’opinione pubblica, la società civile, stenta a trovare la propria maturità, la propria autonomia“. E’ il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani del 1824, ma sembra una fotografia della blogosfera italiana.

[…] Il deficit di attenzione con cui, per forza di cose, accogliamo le proposizioni che piovono copiose dal Web, ha tutta l’aria di favorire il “pensiero veloce”, quello cioè che, spiega Kahneman,  ci porta a giudicare secondo modelli prestabiliti, pregiudizi, inclinazioni personali, influenze del contesto, a scapito del ragionamento paziente e del senso critico. […] Il rischio di trovarsi sotto un diluvio di balle prese per buone è molto concreto.

Con questo ovviamente non intendo suggerire che si debba tornare all’aristocrazia del pensiero, o che si debba restaurare un senso di autorità intellettuale che ormai è consegnato alla storia. Dico invece che bisogna tornare a studiare logica nelle scuole di ogni ordine e grado. Chiamatela pure neoscolastica e copritemi di insulti personali, ma la mia idea è questa.

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Aggiornamento del 22 novembre 2012:

http://www.linkiesta.it/coluche-beppe-grillo

Da Coluche a Grillo, quando il buffone va in politica

Paolo Stefanini – 8 maggio 2012

Coluche era il comico più famoso di Francia. Alle presidenziali del 1981 annunciò la sua candidatura. I sondaggi lo videro balzare al 16%. La politica si spaventò, e molto, dalla destra ai comunisti. I servizi segreti scandagliarono il suo passato. Fu pedinato e minacciato. Il suo braccio destro fu ucciso. Si ritirò. Ma con i suoi eccessi aveva rotto un tabù: i profani potevano intrufolarsi nel recinto sacro della politica. E il sociologo Bourdieu disse: «È la cosa più importante successa in Francia dopo la Dichiarazione dei diritti dell’uomo».

«Mi rivolgo a quelli che hanno votato trent’anni a sinistra per niente. Perché, purtroppo, la sinistra non ha fatto nulla. Sono uno di quelli che avevano riposto molte speranze nella sinistra… Parlo anche a coloro che hanno votato la destra trent’anni per niente. Mi sapete citare una promessa mantenuta? Per trent’anni hanno votato per persone competenti e intelligenti che li prendevano per imbecilli. Oggi io propongo loro di votare per un imbecille. Per me. Di solito, votavano per niente. Scegliendo Coluche voteranno per uno che non è niente, se non un astensionista di professione». […]

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Aggiornamento del 28 novembre 2012:

C’è chi propone un altro tipo di democrazia, trattasi più realisticamente di una “democrazia partecipativa”: non si tratterebbe in questo caso di utilizzare fantasiosamente ed illusoriamente il web, ma di istituire sul territorio dei gruppi di persone con un ruolo attivo nella selezione dei candidati all’interno di un partito. Questa idea, proposta e messa in atto in occasione delle elezioni politiche 2013 dal neonato partito di “FARE per Fermare il declino”, mi sembra molto più concreta e fattibile rispetto all’ingannevole modello grillino. E’ giusto che candidati non vengano scelti da chi fa parte del partito, ma che vengono scelti direttamente dai cittadini. Tuttavia c’è modo e modo, nello specifico quindi:

  • democrazia diretta (al limite dell’utopia) del M5S

  • elezioni primarie del Pd

  • comitati territoriali in “FARE per fermare il declino”

Dal nostro punto di vista, per quanto riguarda gli ultimi due casi, entrambi plausibili e pregevoli nelle loro intenzioni, c’è una sottile ma non indifferente differenza: nel primo caso (Pd) il voto viene espresso singolarmente per volontà di ciascun cittadino, mentre nel secondo caso (FARE) viene prevista la creazione di gruppi di persone che, confrontando le proprie opinioni, dovranno selezionare all’unanimità i migliori candidati. In pratica non si tratta di una votazione singola ma di gruppo, che richiede un ruolo attivo e che implica una maggiore responsabilità da parte di coloro che costituiscono il comitato.

Purtroppo in Italia il dibattito politico ha perso forza e vigore, ha perso importanza: nessuno parla mai di politica, si preferisce parlare di calcio, auto, moda, dieta, sport e interessi vari. Dovremmo invece, dal nostro modesto punto di vista, cominciare anche ad appassionarci e dibattere di argomenti inerenti alla politica, perchè questo è il primo passo per poter comprendere quando la politica lavora bene e quando lavora male. La politica in Italia ha da sempre combinato di tutto e di più, in negativo naturalmente, conducendoci nelle attuali perigliose e drammatiche condizioni economiche: tutto questo perchè gli abbiamo sempre lasciato fare ciò che volevano!! Oggi sembra di risvegliarsi da un brutto sogno: giorno dopo giorno veniamo a scoprire tutto ciò che la politica ha combinato di soppiatto in questi anni, ci stupiamo, ci domandiamo ma come abbiano fatto… ma dovremmo anche domandarci come abbiamo fatto noi a non accorgerci prima di tutto ciò…

L.D. 

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Aggiornamento del 19 dicembre 2012:

DUE BEGLI AUTOGOL DI GRILLO:

http://odiolacasta.blogspot.it/2012/12/grillo-caccia-i-dissidenti-e-manda-in.html?m=1

Grillo manda in parlamento imbroglioni, portaborse e parenti. Addio Beppe: che peccato, ci avevo creduto!

12 DICEMBRE 2012

Le parlamentarie sono state un vero disastro, uno spartiacque. Il disastro non è certo per il dato quantitativo: il problema non è che alle votazioni hanno partecipato meno della metà degli elettori di Tabacci o della Puppato.
Il problema vero è qualitativo.
1) Con questa consultazione on-line vengono mandati in parlamento le persone che hanno mentito, ingannato, violando il regolamento stesso, come nel caso del capolista della Campania Roberto Fico, che ha dichiarato di essere residente in Campania all’atto materiale della sua candidatura (requisito richiesto dal regolamento per le parlamentarie), quando invece non lo era (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/28931522/post/89474892/)
2) Con questa consultazione on-line vengono mandati in parlamento i parenti, come nel caso della capolista alla circoscrizione estero-Europa, Yvonne De Rosa, fidanzata del già citato Roberto Fico, iscritta al Movimento 5 Stelle il 14 novembre, giusto in tempo per poter essere candidata (la sorella del capogruppo alla Regione Sicilia è anche lei candidata in una posizione blindata nella circoscrizione Sicilia, ma almeno lei un minimo di attivismo nel movimento negli ultimi anni l’ha fatto) (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/member/68741012/)
3) Con questa consultazione on-line vengono mandati in parlamento non uno ma tre portaborse (Laura Castelli, Marco Scibona, Ivan Della Valle), cioè funzionari dell “apparato” a carico del gruppo consiliare del  Movimento 5 Stelle della Regione Piemonte, malgrado all’atto della loro nomina fu deciso la loro incandidabilità fino al termine del mandato per impedire di sfruttare la loro posizione per fini personali ed elettoralistici (vedi votazione numero 18: http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=41&t=281)
Non mi venite a raccontare che si tratta di persone scelte liberamente attraverso le elezioni: quando avanzano  imbroglioni, parenti e portaborse, dietro ci sono sempre i vari Mario Busuito (sul caso smascherato dell’ex sindacalista della UIL beccato a rastrellare fotocopie per iscrivere persone  al movimento 5 stelle basta digitare su google il suo nome) che si infiltrano nel movimento con il loro pacchetti di tessere (cioè – in questo caso – fotocopie di carte di identità attraverso le quali creare un centinaio di account) per alterare facilmente l’esito del voto, visto i numeri striminziti.
[…] Bastava poco: un post con il quale dichiaravi l’incandidabilità di questi tizi – come di altri che qui ho lasciato perdere, ma che la trasparenza della rete ne ha messo in evidenza -, ripulendo le liste di questi e altri personaggi inquietanti, coprendo i buchi neri. […] Addio Grillo. Per quel che mi riguarda continuerò a diffamare – malgrado le querele – e schifare i vari Casini, Bersani, Berlusconi, Monti e tutti i membri della Casta. Indipendentemente se sul loro simbolo ci sarà scritto PDL, PD, UDC, LEGA, SEL o M5S.

Giovanni Favia e Federica Salsi espulsi dal Movimento 5 Stelle per aver contestato l’operato di Grillo

Il leader lo aveva minacciato ieri, oggi è passato alle vie di fatto. Dopo aver consigliato ai dissidenti di “levarsi dalle palle”, infatti, Beppe Grillo ha scelto la strada dell’epurazione, cacciando dal Movimento 5 Stelle Giovanni Favia e Federica Salsi.

Democrazia 2.0. “A Federica Salsi e Giovanni Favia è ritirato l’utilizzo del logo del MoVimento 5 Stelle. Li prego di astenersi per il futuro a qualificare la loro azione politica con riferimento al M5S o alla mia figura. Gli auguro di continuare la loro brillante attività di consiglieri”, firmato Beppe Grillo, Poche righe per dire addio alle due voci più stonate all’interno del mondo dei grillini. Giovanni Favia, quello dei fuori onda in cui accusava Grillo e Casaleggio di gestire in maniera personalistica il partito, e Federica Salsi, che a Ballarò non nascose i problemi e i dubbi che aleggiavano all’interno dell’M5S. Accuse cui Grillo aveva fatto buon viso a cattivo gioco, fino a oggi.

[…] proprio l’accusa di scarsa democrazia aveva scatenato ieri la rabbia di Grillo, che sul suo blog non aveva fatto giri di parole, “consigliando” ai dissidenti di “levarsi dalle palle”. E, oggi, la cacciata di Favia e Salsi. […] Ma Favia e Salsi non sono i primi esponenti del Movimento 5 Stelle a essere stati mandati via. […] Nelle scorse settimane era già successo a Fabrizio Biolè e ad altri di vedersi negato l’utilizzo del nome Movimento 5 Stelle. Una lotta tutta interna e tutta politica in vista delle prossime elezioni. I grillini devono scegliere chi mandare a Roma e Beppe Grillo non vuole correre rischi. Candidati sicuri, allineati e controllabili. Quindi niente spazio per i Favia e le Salsi nel Movimento 5 Stelle. Non più.

[…] Non piace il nuovo corso di Beppe Grillo ai suoi fan sul web. […] Si passa dall’ironia, con chi paragona Grillo a un bambino che porta via il pallone quando il gioco non gli piace più e chi parla di “Movimento 3 Stelle”, a chi, invece, paragona Grillo a Benito Mussolini e teme una deriva “fascista” del Movimento. […]

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Aggiornamento del 20 febbraio 2013:

http://odiolacasta.blogspot.it/2013/02/beppe-grillo-le-domande-di-sky-cui-non.html?m=1

Beppe Grillo, le domande di Sky a cui non ha voluto rispondere

18 febbraio 2013

La Stampa di Torino pubblica le domande di Sky a cui Beppe Grillo avrebbe dovuto rispondere ieri. […] Qualsiasi risposta avrebbe comportato la perdita di potenziali elettori, perchè dover pubblicamente prendere posizione in maniera precisa  su qualsiasi questione inevitabilmente comporta di scontentare qualcuno. Per fase un esempio: se tu dici che sei a favore dell’IMU sulla prima casa, rischi di scontentare qualcuno, così come se dici che sei contrario all’IMU sulla casa. Grillo può tranquillamente evitare domande, continuando con i suoi mono-loghi: una volta eletti, i suoi capigruppo invece saranno costretti a dire si o no per ogni questione e proposta legislativa. E solo allora si potrà misurare la maturità del movimento 5 stelle. […]

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Aggiornamento del 3 maggio 2013:

Il grillino Paolo Becchi se la prende con il fatto che abbiamo messo un banchiere come Ministro dell’Economia: e chi avremmo dovuto mettere secondo lui? Un fiorista? Un elettricista? Magari un ingegnere? Con tutto il rispetto per queste come per tutte le altre professionalità, ma chi potrebbe essere più adatto di un laureato in materie economiche (che sia un banchiere o meno mi sembra indifferente), per ricoprire la carica di Ministro dell’Economia?!?

L.D.

http://www.ilmondo.it/top10/2013-05-02/becchi-banchiere-all-economia-ecco-perch-gente-prende-fucili_190863.shtml

Becchi: un banchiere all’Economia? Ecco perchè gente prende fucili

2 maggio 2013

Roma, 2 mag. Un altro banchiere all’Economia? “Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci”. Lo ha detto Paolo Becchi, professore all’Università di Genova vicino al Movimento 5 Stelle, a ‘La Zanzara’ su Radio 24. […] “Siamo governati ancora dalla Merkel con le banche e i banchieri come l’attuale ministro dell’Economia. Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia“. […]

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