Dalla puntata del 28 settembre di Focus Economia (Radio24):

L’intervista al fondatore di Technogym, realizzata nella puntata, pone l’accento su come le nostre aziende debbano tornare a pensare al mercato estero come fonte di redditività, proprio come veniva fatto negli anni del boom economico. La crisi non va pensata più come un periodo temporaneo, ma come una nuova realtà con la quale è necessario confrontarsi ed adattarsi.

Intervista a Nerio Alessandri, fondatore di Technogym, la società, che tutti quanti conosciamo, impegnata nella realizzazione di attrezzature per il wellness e per la riabilitazione, in grado di esportare i propri prodotti in tutto il mondo (ben il 90% del suo fatturato proviene infatti dall’estero).

Technogym presenta il suo Wellness Village: 17 ettari, 65 mila metri quadri coperti. Non si tratta soltanto di una fabbrica, ma anche di un luogo di formazione ed educazione: è stata creata quella che si può definire come un”università” incentrata sul wellness), all’interno della quale è possibile vivere il wellness nell’architettura, nel design, nella qualità dell’ambiente di lavoro, nella ristorazione, nel parco.

“La nostra esperienza è un prodotto da esportare in tutto il mondo, fatto di contenuti, device, applicazioni, software. Abbiamo creato app per una comunità di sportivi wellness, abbiamo messo in comunicazione le assicurazioni con i centri sportivi e medici. Un network del wellness. Lo scopo di questo stabilimento è sviluppare prodotti wellness per il futuro.”

Quello che stiamo vivendo non è un transitorio periodo di crisi, ma è quella che sarà la nuova normalità per gli anni a venire: bisogna puntare verso i paesi emergenti cambiando agende, priorità, focalizzazioni. Bisogna guardare allo sviluppo delle tecnologie in quei paesi in termini di ricerca e sviluppo. Bisogna tornare “affamati” come negli anni ’60, con la volontà e l’orgoglio di creare lavoro rischiando. Meglio affrontare tutto come una sfida credendo nelle proprie opportunità, perchè il mondo è molto grande.

[…] Fare impresa in Italia è come correre su un tapis-roulant con uno zaino pieno di pietre. Conosciamo i problemi legati alla giustizia, alla burocrazia, alla tassazione eccetera. Alla luce di tutto ciò, ciascuno di noi dovrebbe avere il coraggio di assumersi personalmente le proprie responsabilità. Bisogna smettere di pensare al piccolo e bello: le imprese devono crescere per poter sviluppare economie di scala ed avere la possibilità di lavorare a livello internazionale.

La valorizzazione dei collaboratori è essenziale: essere attenti a come far emergere i migliori dovrebbe essere un obiettivo primario per il management, soprattutto per i giovani, ai quali vanno trasmessi i propri sogni e le proprie passioni…

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Aggiornamento del 23 febbraio 2015:

Libro “Nati per muoverci – Storia di Technogym. Da un garage alla Wellness Economy”

Ci sono storie che rincuorano, che spronano a credere di più nei propri sogni e nelle forze del nostro Paese. Nerio Alessandri è un uomo che si è fatto da solo. A 22 anni, nel 1983, lascia il posto fisso e fonda una start-up di attrezzi per palestra che progetta e costruisce nel garage di casa. Oggi la sua Technogym dà lavoro a 2000 persone, ed è conosciuta in tutto il mondo per la qualità e l’innovazione dei suoi prodotti, tanto che Alessandri è stato paragonato allo Steve Jobs del wellness.
La sua è la storia di un successo creato dal nulla. Storia di intuizioni tecnologiche, che gli hanno fatto anticipare sempre le tendenze; storia di grandi collaborazioni nel mondo dello sport – da Milan, Inter e Juventus, a Senna e Schumacher, fino a diventare il fornitore ufficiale delle ultime sei Olimpiadi, incluse quelle di Rio 2016. Storia di incontri costruttivi – da Bill Gates a Bill Clinton.
La sua più grande intuizione è il Wellness, uno stile di vita basato su regolare attività fisica, sana alimentazione e approccio mentale positivo. Per promuoverlo, nel 2003 in Romagna ha contribuito a far nascere la Wellness Valley, il primo distretto della Qualità della vita che coinvolge pubblico e privato per valorizzare il patrimonio sociale, intellettuale, culturale e naturale del territorio. All’estero collabora con la Fondazione Clinton negli Usa, grandi corporation, istituzioni sportive internazionali (come alle Olimpiadi di Londra 2012) per sensibilizzare l’opinione pubblica contro i rischi della vita sedentaria. Rischi seri, che possono compromettere la produttività e i bilanci sanitari di Paesi avanzati se non invertiamo la rotta nei prossimi anni. Alcuni Stati lo hanno già capito, al World Economic Forum di Davos se ne parla da alcuni anni, il futuro sarà sempre più aperto alla Wellness Economy.

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