http://espresso.repubblica.it/dettaglio/wow-il-partito-dei-carini/2182464

Wow, il partito dei carini

di Marco Damilano – 1 giugno 2012

Montezemolo vuole stare dietro le quinte. Per lanciare sul palcoscenico della politica dozzine di volti nuovi. E una donna come candidato premier. Obiettivo: fare il pieno di voti con una specie di ‘grillismo chic’.

Si riunirono per la prima volta, tra gli stucchi e gli arazzi di palazzo Colonna, il 7 ottobre 2009 […]. A distanza di tre anni il think tank di Luca Cordero di Montezemolo non è più (solo) il circolo degli amici dei quartieri alti divisi tra il Natale a Cortina e l’estate a Sabaudia. Il Partito dei Carini, crudelmente sbeffeggiato da Maurizio Crozza, ha fatto proseliti. “Ci sono mille nomi. Selezionati in questi mesi con colloqui, incontri, individuati con un criterio: avere qualcosa a che fare con il cambiamento. Mille potenziali candidati pronti a rinunciare alle loro attività, a cambiare la loro vita e a entrare in politica quando sarà il momento“, si esaltano nel quartier generale del presidente della Ferrari […]

“Noi siamo liberali in economia, ma nelle istituzioni siamo estremisti democratici” […]  L’uomo incaricato di mettere su i circoli di Italia Futura è il quarantacinquenne Federico Vecchioni, già presidente di Confagricoltura, con una rete capillare di iscritti in tutta Italia. E’ lui a raccogliere le adesioni. Sono 3 mila i gruppi modello meet up e 50 mila gli aderenti. A coordinarli c’è un direttivo nazionale, con un altro manager ex Confindustria e ex Ferrari, Simone Perillo, e Giacomo D’Arrigo, rappresentante degli amministratori under 35 dell’Anci.

http://www.giornalettismo.com/archives/352348/italia-futura-uomini-del-passato/

Italia Futura, uomini del passato

07/06/2012 – di Andrea Mollica

Il movimento di Luca Cordero di Montezemolo si candiderà alle prossime politiche, ma i suoi mille appaiono reduci di un tempo politico ormai conclusosi

[…] Il trionfo di Berlusconi nel 2008 ha ritardato probabilmente l’ingresso in politica di Montezemolo, che ha provato in questi anni a crearsi una fitta rete di uomini con i quali conquistare uno spazio al sole nell’agone partitico italiano. Il dado è comunque tratto, visto che da alcuni mesi campeggia sul sito di Italia Futura una sorta di annuncio del programma politico dell’associazione in vista delle prossime elezioni politiche. Cantiere Italia 2013, così si chiama l’appello, propone l’apertura di un nuovo spazio liberale e democratico per impedire che “il nostro paese si trovi privo di un’offerta politica che scommetta sul potenziale degli italiani e sulla liberazione delle loro energie”. I pochi obiettivi enunciati da Italia Futura per costruire questo fronte liberaldemocratico sono una riduzione delle tasse sui produttori, una riforma del welfare che incoraggi la mobilità sociale, una riduzione dei compiti dello Stato ed una rivendicazione degli effetti positivi della globalizzazione. […]

[…] Nel 2013 Italia Futura sarà in campo, ma è già possibile sin da ora capire chi saranno i suoi uomini. Il nome più caldo in questi giorni è quello di Irene Tinagli, giovane accademica, che si era avvicinata alla politica con il Partito Democratico in epoca veltroniana. La Tinagli era stata nominata nella Direzione Nazionale del Pd, ma era uscita pochi mesi in modo polemico, scrivendo una lettera aperta all’allora segretario Veltroni. In questi giorni si è parlato di Irene Tinagli come possibile candidato premier di Italia Futura. Giovane, donna, con un curriculum piuttosto prestigioso, e soprattutto capace di mascherare il probabile flop di Montezemolo. […] accanto ad Irene Tenagli siedono altre persone che provengono dalla comune esperienza piddina. Sono i delusi di Veltroni, le persone che si sono allontanate dal nuovo partito quando si sono accorte che il Pd non sarebbe mai diventata la forza ispirata alla Terza via dei Clinton o dei Blair. In primis c’è Nicola Rossi, ex economista dalemiano uscito negli anni scorsi dal Pd, dopo essere stato eletto per tre volte in Parlamento prima nelle file dei Ds, e poi nelle liste dell’Ulivo e degli stessi democratici. Il senatore Rossi è diventato anche presidente dell’Istituto Bruno Leoni […]. Altri economisti di area fu democratica sono Giancarlo Bruno, dirigente del World Economic Forum, il centro studi che organizza il meeting di Davos, Marco Simoni e Raoul Minetti, che militarono nella sfortunata esperienza dei Mille, piccola corrente iperveltroniana, accanto a Pippo Civati, Luca Sofri e Mario Adinolfi. Il responsabile nazionale dei giovani di Montezemolo è il milanese Luca De Vecchi, in passato attivo nella Sinistra giovanile lombarda e meneghina […]. In Italia Futura hanno trovato rifugio anche alcuni esponenti democristiani del Pd, come Andrea Causin o Giovanni Susta. Il padrino dei delusi della sinistra è però lo stesso direttore di Italia Futura, Andrea Romano, che in passato è stato molto vicino a D’Alema e diventò presidente dell’Istituto Gramsci. […] Insieme ad Andrea Romano anche Carlo Calenda rappresenta al meglio questa sorta di incrocio tra passata militanza politica a sinistra, per quanto moderata, ed esperienze professionali legati all’associazionismo industriale, che in tutti i paesi del mondo è legato, anche in modo strutturale come accade negli Usa o in Germania, ai partiti di destra. Calenda ha lavorato in Ferrari, ed è stato direttore dell’area Affari Internazionali della stessa Confindustria, quando alla guida c’era ovviamente Luca Cordero di Montezemolo. Durante questo tragitto professionale Calenda ha militato anche nei Democratici di Sinistra, anche se ne è uscito da molto tempo. Ora Calenda lavora per il gruppo Interporto Campano di Gianni Punzo, uno degli imprenditori più legati al presidente della Ferrari, tanto che lo ha affiancato nel consorzio NTV che ha lanciato il treno ad alta velocità Italo. Altro profilo di collegamento tra Confindustria e centrosinistra è quello di Maria Paola Merloni, deputata prima della Margherita e poi del Pd, ed ex esponente della sezione regionale delle Marche dell’associazione degli imprenditori italiani. Incarico svolto ovviamente in epoca montezemoliana. Un altro esponente di Italia Futura che proviene dall’associazionismo imprenditoriale è Federico Vecchioni, che è stato presidente di Confagricultura e della Camera di Commercio di Grosseto. Vecchioni è l’uomo incaricato di organizzare Italia Futura, mettendo in piedi circoli territoriali che finora sono senza collegamento, visto che esistono solo come strutture territoriali sovraordinate le sezioni regionali. […] Italia Futura si distingue per la presenza di alcuni accademici e giornalisti, si potrebbero chiamare anche intellettuali, piuttosto noti nel circuito mediatico. Angelo Mellone è sicuramente un nome che spicca, sopratutto per la sua storia chiaramente di destra, piuttosto in contraddizione con la provenienza di molti quadri montezemoliani. Michele Ainis è forse il nome più prestigioso, vista la sua fama accademica e lo spazio mediatico conquistato a forza di editoriali sui grandi giornali della stampa nazionale, come il Corriere della Sera o l’Espresso. Nel comitato direttivo di Italia Futura siedono alcuni accademici come Mauro Bussani, Stefano Micelli ed Ennio Cascetta, mentre poco dopo la sua fondazione uscì piuttosto polemicamente dal think tank Vittorio Emanuele Parsi, professore di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica di Milano. Un altro nome uscito da Italia Futura e noto nell’ambiente mediatico è sicuramente Giulia Innocenzi. La giornalista legata a Michele Santoro è stata attiva nella fase di lancio di Italia Futura, sua quarta tappa politica dopo An, Radicali e Pd. […] Sergio Scalpelli […] un ex migliorista Pci, transitato nel Psi di Craxi, assessore a Milano nella giunta Albertini, poi diventato manager di Fastweb.

[…] Per esseri soci sostenitori del think tank che sarà un partito bisogna versare una quota di mille euro, al fine di sostenere le spesi più pesanti come l’affitto delle future sedi. […]

http://www.giornalettismo.com/archives/586167/il-coordinatore-di-montezemolo-accusato-di-truffa/

Il coordinatore di Montezemolo accusato di truffa

07/11/2012

Federico Vecchioni nei guai per il fotovoltaico

Secondo l’accusa, Vecchioni ha ottenuto un finanziamento europeo per il parco eolico e la realizzazione dell’impianto è stata affidata ad un’altra società, denominata “Il Ceppo”, di cui lo stesso imprenditore è socio ma che fa capo alla moglie Elisabetta Pasinato. Anche la Pasinato è finita nell’inchiesta insieme a un altro amministratore della società, Giovanni Bonini. “Il Ceppo”, secondo i magistrati inquirenti, non avrebbe potuto utilizzare i contributi europei che erano stati concessi a Vecchioni. La truffa, secondo i pm di Grosseto è stata compiuta ai danni del Gse (Gestore Servizi Eletrici) che ha acquistato da “Il Ceppo” energia elettrica per un valore commerciale di alcuni milioni di euro.

Il processo inizierà il 28 gennaio.

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