Non illudetevi, la crisi non finirà magicamente con l’arrivo del nuovo anno… si prospettano tempi duri per tutti, per questo è importante che il prossimo governo che verrà eletto sia costituito da persone coscienti, che sappiano gestire con consapevolezza, intelligenza, decisione e delicatezza sia il problema della crisi economica che gli innumerevoli problemi strutturali che riguardano specificamente il nostro Paese. Ci stiamo giocando tutto sul filo di un rasoio, non possiamo permetterci di sbagliare. L’elezione del prossimo governo spetta a noi, perciò cerchiamo di non farci “infinocchiare” per l’ennesima volta (vedi l’articolo “ELEZIONI 2013: una proposta di PRESELEZIONE dei partiti“)!.

L.D.

http://www.istat.it/it/archivio/73832

Le prospettive per l’economia italiana

Per l’anno 2012 si prevede una riduzione del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari al 2,3%, mentre per il 2013, nonostante l’attenuazione degli impulsi sfavorevoli ed un moderato recupero dell’attività economica nel secondo semestre, la variazione media annua resterebbe leggermente negativa (-0,5%).

La domanda estera netta risulterebbe, in entrambi gli anni, la principale fonte di sostegno alla crescita, con un contributo rispettivamente pari a 2,8 e a 0,5 punti percentuali nei due anni considerati, mentre il contributo della domanda interna al netto delle scorte è previsto rimanere negativo sia nel 2012 (-3,6 punti percentuali) sia nel 2013 (-0,9 punti percentuali) .

La spesa privata per consumi registrerebbe nell’anno in corso una contrazione del 3,2%. Nel 2013, la spesa dei consumatori risulterebbe ancora in calo (-0,7%), a seguito delle persistenti difficoltà sul mercato del lavoro e della debolezza dei redditi nominali.

Gli investimenti fissi lordi diminuirebbero del 7,2% nel 2012, per effetto di una forte riduzione da parte delle imprese e delle amministrazioni pubbliche. Nel 2013, le prospettive di una ripresa del ciclo produttivo e il graduale miglioramento delle condizioni di accesso al credito porterebbero ad un rallentamento della caduta (-0,9%).

La maggiore partecipazione al mercato del lavoro osservata a partire dalla fine del 2011 è alla base del rilevante incremento del tasso di disoccupazione previsto per quest’anno (10,6%). Nel 2013 il tasso di disoccupazione continuerebbe a salire (11,4%) a causa del contrarsi dell’occupazione, fenomeno cui si dovrebbe accompagnare un aumento dell’incidenza della disoccupazione di lunga durata.

Il rallentamento del commercio mondiale e il possibile riacutizzarsi delle tensioni sui mercati finanziari costituiscono i principali fattori di rischio al ribasso per queste previsioni.

Qui potete trovare il testo integrale del documento redatto dall’Istat “LE PROSPETTIVE PER L’ECONOMIA ITALIANA NEL 2012-2013” (pdf)

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Aggiornamento del 27 novembre 2012:

http://www.lastampa.it/2012/11/27/economia/ocse-peggiora-il-quadro-dell-italia-potrebbe-servire-una-nuova-manovra-31ZEmEs8tDl6RvHxr50AKO/pagina.html

27/11/2012 – LE CONSEGUENZE DELLA CRISI

L’Ocse vede nero sull’Italia. Grilli: “Avanti con le riforme”

PARIGI

Peggiorano le previsioni dell’Ocse sul Pil dell’Italia. Secondo il nuovo outlook, l’economia del paese nel 2013 calerà dell’1%, contro la flessione dello 0,4% stimata in precedenza. Per il 2013 il governo ha previsto invece una contrazione del Pil pari ad appena lo 0,2%. L’Ocse ha inoltre rivisto al ribasso le stime per il 2012, con il Pil che è ora previsto in calo del 2,2%, contro la flessione dell’1,7% stimata lo scorso maggio.

Alla luce delle previsioni dell’Ocse, che ha stimato un rapporto deficit/Pil al 2,9% nel 2013, l’Italia potrebbe avere bisogno di nuove misure nel 2014 per rispettare l’obiettivo di una riduzione del debito al 119,9% del Pil nel 2015. Preoccupa anche il dato sulla disoccupazione, stimata al 10,6% nel 2012 e destinata a salire all’11,4% nel 2013 e all’11,8% nel 2014. […]

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Aggiornamento del 29 novembre 2012:

http://www.simplybiz.net/index.php?option=com_content&view=article&id=5614:banca-ditalia-redditi-in-costante-calo-dal-2008-questanno-contrazione-superiore-al-25-peggio-che-nel-2009&catid=43:authority

Banca d’Italia: redditi in costante calo dal 2008. Quest’anno contrazione superiore al 2,5%, peggio che nel 2009

Paolo Tosatti – 27 novembre 2012

È il quinto calo annuale consecutivo quello che i redditi delle famiglie italiane stanno sperimentando nel corso del 2012, con una contrazione superiore al meno 2,5% registrato in occasione della recessione del 2009. Lo ha rivelato Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia, intervenendo a un convegno Abi-Assofin sul credito. Rossi ha sottolineato che tra il 2008  e il 2011 il reddito reale si era già contratto del 5% e che nel terzo trimestre di quest’anno la dinamica dei prestiti ai nuclei familiari è diventata negativa, con un calo dell’1% rispetto all’anno passato. […]

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Aggiornamento del 28 dicembre 2012:

Già nel 2012 non è che sia andata molto bene per quanto riguarda gli aumenti di prezzi e bollette (vedi articolo “Italia senza pietà: aumentate tasse e bollette a dispetto della crisi“), ma nel 2013 pare che andrà ancora peggio. Il problema, in realtà, non sono tanto i prezzi che aumentano, quanto gli stipendi che rimangono invariati, il che ha come conseguenze la progressiva erosione del nostro potere d’acquisto e della nostra possibilità di accumulare risparmi nel tempo. 

L.D.

http://www.finanzautile.org/economia-domestica-pioggia-di-rincari-nel-2013-stangata-da-1500-euro-a-famiglia.htm

Economia domestica: pioggia di rincari nel 2013. Stangata da 1.500 euro a famiglia

[…] Le stime sono di Adusbef e Federconsumatori che rilevano come tra alimentari, biglietti dei treni, rc auto, bollette, bolli e servizi postali e bancari, pedaggi, tariffa rifiuti e ricadute dell’Imu gli aumenti saranno ”insostenibili” per la maggioranza delle famiglie. […]

27 / 12 / 2012

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