Beppe Grillo è davvero un nuovo Giuda nella giungla della politica italiana: dice che i suoi parlamentari e consiglieri regionali rinunceranno ai rimborsi elettorali, quando in realtà non è assolutamente vero.

Per quanto riguarda il finanziamento pubblico ai partiti, sotto forma di rimborso elettorale dopo l’abolizione ufficiale del 1993 (vedi articolo “Rimborsi ai partiti – parte 1: la dimostrazione della malafede di chi ci governa!“), Grillo dice di volerli abolire. Il problema è che, dietro questa promessa demagogica, si nasconde un grave pericolo, ovvero la forte limitazione della potenziale libertà di qualunque cittadino di fondare un partito. L’attuale meccanismo dei rimborsi post-voto è assolutamente sbagliato ed i fondi stanziati sono indubbiamente eccessivi, ma abolirli significherebbe impedire a chi non ha sufficiente disponibilità economica di fare una propria campagna elettorale. I fondi devono essere inoltre dati, dal mio punto di vista, prima delle elezioni anzichè dopo, proprio allo scopo di finanziare la campagna elettorale. Beppe Grillo dice che la campagna elettorale del M5S è stata effettuata senza fondi pubblici ma soltanto grazie alle donazioni, peccato che il Sig. Grillo non sia proprio un poveraccio, dunque è molto alta la probabilità che abbia pagato molte spese di tasca sua.

Vogliamo prendere ad esempio gli Stati Uniti? Da loro non esiste il finanziamento ai partiti, peccato che le campagne elettorali vengano finanziate, con un piccolo problema di conflitto d’interessi, dagli istituti bancari.

La conclusione quindi è che, se non vogliamo che la politica diventi prerogativa di persone facoltose o terreno di caccia per le banche, ci conviene, secondo il mio modesto parere, continuare a finanziare la politica, possibilmente migliorandone la trasparenza e riducendone l’entità.

L.D.

http://odiolacasta.blogspot.it/2012/11/grande-bluff-grillo-concede-ai-deputati.html?m=1

Che bluff! Grillo concede ai deputati 5 stelle stipendio, rimborsi e vitalizi! PROTESTIAMO!!

3 NOVEMBRE 2012

Il “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” stilato da Beppe Grillo è una vera porcata: PRATICAMENTE I DEPUTATI ELETTI NELLE LISTE DEL MOVIMENTO 5 STELLE POTRANNO USUFRUIRE DI TUTTI I PRIVILEGI DI CUI GODONO I DEPUTATI DELLA CASTA: STIPENDI, RIMBORSI, VITALIZI….
Cosa cambia rispetto al trattamento economico dei parlamentari attualmente in carica (che potete consultare QUI)?  NULLA, DOVRANNO SEMPLICEMENTE RINUNCIARE A 2500 EURO AL MESE.  
Infatti, il codice di comportamento prevede (il testo integrale è sul blog di Beppe Grillo a questo LINK):

L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo.

QUINDI, RICAPITOLANDO:
Diaria mensile3.503,11 euro mensili netti.
Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato: 3.690 euro mensili netti.
Spese di trasporto e spese di viaggio3.323,70 euro trimestrali netti
Spese telefoniche: 3.098,74 euro annui netti per le spese telefoniche.
Assegno vitalizio: i deputati conseguono il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età.

Indennità parlamentare: 5.246,54 euro netti mensili (importo lordo 10.435,00 euro)

[Grillo prevede dunque il taglio solo su questa voce, di circa 2500 euro netti]

E QUESTA SAREBBE LA GRANDE NOVITA’ ??? 
E QUESTA SAREBBE LA RIVOLUZIONE?? 
[…]
s.t.
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Aggiornamento dell’8 marzo 2013:

Non è vero che il Movimento 5 Stelle rinunci ai rimborsi elettorali: non ne ha proprio diritto

06 marzo, 2013

Bella idea far campagna elettorale sbandierando di aver rinunciato ad un diritto di cui non si può beneficiare, ai sensi delle leggi vigenti.
Gli esponenti del Movimento 5 Stelle, quando si vantano di voler rinunciare ai rimborsi elettorali, raccontano una mezza bufala: in realtà non ne hanno proprio diritto, non avendo uno statuto. Cosa di cui peraltro vanno fieri, ritenendo in questo modo di differenziarsi dagli altri partiti.
Ricapitoliamo:
1) Non è vero che i consiglieri regionali grillini si sono tagliati lo stipendio. Non possono farlo. Semplicemente, lasciano a disposizione di un “conto progetto” la parte eccedente i 2.500 euro mensili. Questi soldi vengono utilizzati, come abbiamo visto, per pagare le spese legali ai No Tav, oppure per acquistare maschere anti-gas e borse di canapa, rimborsare i pranzi dei componenti dello staff del gruppo consiliare, ed anche per il “Restitution day”, che in realtà serve a finanziare “progetti a 5 Stelle”, ossia amici e amici degli amici. Insomma, tutt’altro che una “restituzione al territorio”.
2) Non è vero che il Movimento 5 Stelle rinuncia ai soldi pubblici. I gruppi consiliari, in Piemonte, Emilia Romagna e Sicilia, usufruiscono dei contributi relativi. In teoria per le spese di cancelleria, in pratica per pagare gli stipendi agli staffisti e finanziare volantini, cartoline e iniziative No Tav nonché il giornaletto di partito.
3) Non è vero che i parlamentari grillini hanno rinunciato a benefit e diaria. Si sono decurtati solo una parte dell’indennità, seguendo però la stessa logica dei consiglieri regionali.
4) Non è vero, infine, che il Movimento 5 Stelle rinuncia ai rimborsi elettorali. Come detto, non ne ha diritto, in virtù della Legge n.96 del 6 luglio 2012, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2012, recante “norme in materia della riduzione dei contributi pubblici in favore dei partiti e movimenti politici, nonché misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei medesimi. Delega al governo per l’adozione di un testo unico delle leggi concernenti il finanziamento dei partiti e dei movimenti politici e per l’armonizzazione del regime relativo alle detrazioni fiscali”. […]

di Riccardo Ghezzi © 2013 Qelsi
M5S, campagna finanziata con le donazioni. Ma poca trasparenza sulle voci di spesa
di ANNALISA CUZZOCREA – 31 gennaio 2013
[…] Abbiamo provato a chiedere alla Casaleggio Associati. Abbiamo contattato una persona dello staff che insieme a Filippo Pittarello (la mente dei post su Internet) e Davide Casaleggio (il figlio di Gianroberto) fa parte della cerchia ristretta del comico. Sono quelli che hanno le password per gestire il blog. I registi del movimento a livello nazionale. Non ci hanno risposto a domande semplici come “Quanto costa il viaggio di Beppe? Chi lo paga? Sta anticipando qualcosa di tasca propria? Lo fa la Casaleggio Associati? Quando saranno pubblicate tutte le spese, come annuncia il sito? Quanto pensate di spendere? Per la vostra esperienza, il fund raising è sufficiente?”. Silenzio. Il che non è esattamente in linea con un movimento che fa della trasparenza la sua parola d’ordine. E che solo due settimane fa, con un post, chiedeva a Mario Monti e agli altri candidati come stavano finanziando la loro campagna. Quali banche anticipano loro i soldi. A quali condizioni. […]
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Aggiornamento del 4 aprile 2013:

http://odiolacasta.blogspot.it/2013/04/lo-stipendio-parlamentare-dei-grillini.html?m=1

Lo stipendio parlamentare dei grillini? Non 12.788, ma 13.559 euro

3 aprile 2013

[…] Morale: “l’erogazione deve avvenire per spese attestate e non superare il tetto massimo di euro 8.559,24 al mese”. Che sommati ai 5.000 euro lordi dell’indennità parlamentare riformata, fanno appunto 13.559,24. Cioè 771,24 euro in più di quelli che avevamo calcolati (12.778 euro) nel nostro precedente articolo e che tanti insulti ci è costato.

Primo Di Nicola

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