Spesso il dinamismo delle aziende dipende dalle capacità del’accoppiata proprietà-management di essere dinamici ed innovativi. Nella puntata del 20 settembre di Focus Economia,  Barisoni si intervista Roberto Lanzi proprio su cosa determina la reattività delle aziende. Ne emerge un quadro in cui i giovani sono l’elemento chiave della ripresa… elemento che in Italia viene ovviamente trascurato.
Intervista con Roberto Lanzi, manager che gestisce il gruppo giapponese Sanrio (che comprende il famoso marchio Hello Kitty) a livello mondo (Giappone escluso).
Nell’ultimo anno anche la Cina si è fermata e solo poche eccezioni come l’Indonesia fanno da contraltare… ma il mondo ha calato i ritmi di consumo, non li ha fermati. Lanzi si permette di dare un consiglio ai manager, soprattutto a quelli dei servizi dove c’è lentezza nell’innovazione.
Il più grande problema è nell’immobilità del Management: tutti me compreso (54 anni) stiamo invecchiando e non capiamo i meccanismi che stanno muovendo il mondo. E’ una guerra mondiale dove non ci sono vincitori, vinti o contendenti. Il mondo è cambiato: niente più supertelevisori ovunque o cambiare auto continuamente o sempre l’ultimo i-phone. Cominciamo infatti ad avere non tanto una neopovertà nell’impossibilità di acquistare, ma un vero e proprio disinteresse che si può definire una neosobrietà: non c’è più l’emozione dell’avere o acquistare. Negli anni 80-90 c’erano spesso molti bisogni indotti. Facciamo molta fatica a capire le nuove evoluzioni. Lavorano bene i manager giovani che arrivano da condizioni particolari e hanno una visione out of the box, fuori dalle 5 P insegnate in America. Il mondo non è fermo ed il business ha tanti casi di innovazione, ma molti fanno fatica a cambiare. Oggi va scelto dove innovare e dove tagliare piuttosto che affannarsi a tenere il proprio tenore di vita consumistico…
C’è un connubio che deve essere presente se l’azienda vuole innovare: devono essere aperti al lasciar fare sia la proprietà che il management. Poi c’è difficoltà nel portare giovani in azienda: la gente va in pensione dopo e pochi giovani danno vitalità all’azienda. Il parco mentale dell’azienda non si rinnova. Il mondo consuma meno, non è fermo e bisogna saperne interpretare le dinamiche.
Un grande trand è il low cost, abbassando i prezzi grazie al franchising o alle vendite online. Coniugando prezzo e qualità si ottengono risultati.
La creatività è un altro punto di forza: siamo fermi da tanti anni senza creatività, convinti che si possa andare avanti per sempre. Anche la ricerca delle tendenze: la televisione non guida più nulla! Siamo abituati ad una precedente situazione in cui si va in tv a vendere il prodotto ed invece oggi non funziona più così. La televisione non interessa, è frazionata (600 canali), la guardano poche persone e le aziende non sanno dove metter gli investimenti per far conoscere il proprio prodotto. Questo è destabilizzante in quanto non essendoci giovani manca il concetto di blogging, di pubblicità virale, di social network…
Bisogna guardare verso il mondo, non verso noi stessi. Bisogna affrontare il mondo.

 

N.B. Mi permetto di aggiungere una cosa: non è che gli “anziani”, o meglio coloro che sono “meno giovani”, non servano più a nulla. E’ vero che, in generale, sono effettivamente meno portati alla creatività rispetto ai giovani, tuttavia loro dovrebbero rivestire un altro, non meno importante, ruolo: dovrebbero trasmettere quanto più possibile il loro know-how ai giovani, per far sì che essi possano integrarsi prima e meglio nel mercato del lavoro, ma anche capire le reali necessità ed i possibili sviluppi del’economia di mercato.

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