[…] L’Edizione 2012 del Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano e il relativo Focus su porti, aeroporti e interporti è il primo prodotto che viene pubblicato dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, voluto fortemente da tutte le componenti del sistema, e quindi con un forte concorso anche volontaristico, in attesa che il legislatore prenda atto di tale volontà, dell’efficacia e della qualità dei risultati così ottenuti, normalizzando e regolando definitivamente l’esperienza e la realtà funzionale ed operativa così consolidatesi a tutto vantaggio del nostro Paese e del suo stare in Europa. È, ad un tempo, la fine di un percorso e l’inizio di uno nuovo che coinvolgerà tutti gli altri prodotti di reporting in campo ambientale. Si vuole, così, fornire un quadro oggettivo ed evolutivo della situazione ambientale del nostro Paese, sempre più adeguata a soddisfare le esigenze di solide basi conoscitive per meglio programmare le politiche ambientali per la tutela ed uno sviluppo sostenibile del territorio e per offrire una informazione sul reale livello di qualità dell’ambiente in cui viviamo. […]

Il difficile momento di crisi economica che sta investendo il nostro Paese e l’Europa rende ancor più necessario un supporto di dati, ricerche ed analisi utili per riorientare le politiche pubbliche e renderle sempre più coerenti con i bisogni concreti dei territori. Le città possono fare moltissimo nell’invertire il senso di marcia delle politiche globali e rappresentano un fattore strategico per la crescita e la competitività del Paese, per permettere di conseguire una qualità diffusa del vivere delle collettività. Un esempio fra tutti, la riduzione delle emissioni climalteranti: le città sono uno dei soggetti “chiave” nella riduzione della CO2, visti i consumi di energia registrati nelle aree urbane nei settori edilizia e trasporti. Secondo le stime condotte a livello mondiale circa due terzi della domanda finale di energia è collegata ai “consumi urbani” e fino al 70% delle emissioni è generato nelle città. Lo stile di vita delle città è quindi evidentemente parte della soluzione. La volontà delle città, in particolare quelle italiane, ad impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici è per altro testimoniata da un’iniziativa come quella del Patto dei Sindaci che vede oltre 2000 comuni italiani impegnati nella redazione di piani per la riduzione delle emissioni di CO2.

I dati contenuti in questa ultima edizione del Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano ci riferiscono, nonostante i limiti imposti dall’attuale momento congiunturale, un costante impegno a livello locale verso scelte orientate alla sostenibilità, seppur con differenze a livello territoriale. Ad esempio, sul fronte della mobilità si è registrato nell’ultimo quinquennio analizzato in molti comuni una diminuzione del numero di auto private in circolazione con un aumento dell’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico; complessivamente diminuisce la produzione dei rifiuti ed aumenta il valore della raccolta differenziata; il trend dei consumi di acqua per uso domestico è in generale calo nelle 51 città analizzate.

Certamente il lavoro da svolgere è ancora molto, in particolare se si riflette su quanto i fenomeni atmosferici sempre più estremi evidenzino, qualora ce ne fosse il bisogno, la necessità di una gigantesca opera di riqualificazione del territorio, di risanamento ambientale, che possa anche prevenire i guasti provocati da una scarsa cultura di attenzione alla qualità nella crescita urbana. La sfida è quindi sulla qualità delle scelte per fare sempre più delle nostre città luoghi nei quali ambiente e sviluppo possano coniugarsi. […]

Rapporto ISPRA Edizione 2012: “Qualità dell’ambiente urbano” (pdf)

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http://oggiscienza.wordpress.com/2012/10/18/litalia-dal-suolo-fragile/

L’Italia dal suolo fragile

Pubblicato da Laura Pulici su 18 ottobre 2012

Ogni autunno con l’arrivo delle prime piogge intense le strade delle città rischiano di trasformarsi in un percorso a ostacoli, caratterizzato da buche, voragini e sprofondamenti del terreno. […] Tra le città con il terreno “più fragile” ci sono Roma con 1.832 eventi registrati, seguita da Napoli (234) e Cagliari (67). I fattori responsabili di queste buche e voragini sono diversi, dall’esistenza di una rete di cavità sotterrane fino alle insufficienze del sistema di smaltimento fognario e delle acque di superficie.
Se in condizioni naturali, il suolo è in grado di trattenere l’acqua piovana e regolarne lo scorrimento in superficie, i processi di urbanizzazione hanno minato questa capacità. Il terreno, una volta impermeabilizzato per costruire case, cantieri o discariche, perde la sua funzionalità, favorendo fenomeni erosivi e il trasporto dei sedimenti. […]

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Aggiornamento del 5 novembre 2013:

Rapporto ISPRA Edizione 2013: “Qualità dell’ambiente urbano” (pdf)

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