Questo articolo è volto alla sensibilizzazione su un altra tematica importante per migliorare, con un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, l’efficienza energetica delle nostre abitazioni: un buon isolamento delle nostre case dall’ambiente esterno consentirebbe a noi di risparmiare, per tutta la vita, sui costi di riscaldamento e raffrescamento, quindi sulle bollette, e permetterebbe anche al nostro Stato/sistema-Paese di rendersi più autonomo dall’estero per l’importazione di gas ed energia elettrica. Proponiamo quindi la campagna di Legambiente sull’efficienza energetica in edilizia “TUTTI IN CLASSE A”, da cui abbiamo tratto i seguenti spunti:

  1. “[…] gli edifici sono oggi responsabili di una grossa fetta dei consumi energetici italiani. Secondo le stime del Ministero dello Sviluppo economico, complessivamente il peso degli usi civili rappresenta circa il 50% dei consumi elettrici e il 33% di quelli energetici totali, rendendosi quindi responsabile di un buona parte di gas climalteranti. Diventa dunque importantissimo intervenire nel settore edilizio se si vuole invertire questa situazione e ridurre le emissioni di CO2. […]”
  2. “[…] Attraverso la chiave dell’energia è possibile riqualificare gli edifici in cui viviamo e lavoriamo per renderli oltre che meno energivori anche più belli, ospitali, salubri. E’ una opportunità che va colta fino in fondo, per creare lavoro e puntare proprio in un campo come quello del risparmio energetico e dell’innovazione tecnologica, ad alto tasso di occupazione e con importanti possibilità di ricerca applicata. Ma questa direzione di cambiamento responsabilizza tutti, dalla pubblica amministrazione agli imprenditori edili, dai progettisti ai cittadini. […] In questi anni infatti, sono stati costruiti centinaia di edifici in Classe A ed è dimostrato che l’incidenza sul costo di costruzione rispetto a un edificio tradizionale varia dal 5 al 10%. Considerando che, mediamente, in Italia il costo di costruzione viaggia intorno ai 1.000 Euro a metro quadro si evince come abbia una bassissima incidenza sul prezzo finale dell’edificio e ciò dimostra l’assurdità dei prezzi delle abitazioni. E a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che questa strada convenga è anche la maggiore appetibilità sul mercato che hanno queste abitazioni. E per questo ha senso denunciare i troppi edifici che continuano a essere progettati e costruiti male. […]”
  3. “[…] Poter scegliere abitazioni energeticamente sostenibili, non vuol dire solo risparmiare combustibili fossili per soddisfare i nostri bisogni energetici, vuol dire dare un impulso nuovo e decisivo al mercato edile, vuol dire spingere i costruttori a seguire quei criteri che oggi permetterebbero alle famiglie italiane migliori investimenti, vuol dire contribuire in maniera importante alla lotta contro i cambiamenti climatici e migliorare la propria qualità di vita oltre ad ottenere importanti risparmi in bolletta. Il nostro obiettivo è quello di far crescere l’informazione sul tema, informare sulle possibilità di realizzare edifici di Classe A e di recuperare e riqualificare tanti edifici degradati e energivori. Vogliamo, infatti, spingere perché nel settore edilizio e nelle città italiane si avvii una stagione di cambiamento e di innovazione profonda, per migliorare la qualità degli edifici e la vivibilità. […]”

Documento completo “TUTTI IN CLASSE A” (pdf)

L.D.

http://qualenergia.it/articoli/20090508-l-edificio-che-verra-1

L’edificio che verrà

Il futuro dell’edilizia è ad emissioni zero, almeno secondo le norme che si stanno introducendo in vari paesi. Una sfida stimolante che il mondo delle costruzioni pare pronto a intraprendere. Se ne è parlato a NextBuilding, il convegno d’apertura di GreenBuilding, a Verona.

Stabili costruiti studiando accuratamente il microclima in cui vengono realizzati, che non hanno bisogno di climatizzazione, che sfruttano la circolazione naturale dell’aria per il raffrescamento e la luce del sole per l’illuminazione degli interni e che producono almeno tanta energia quanta ne consumano: dovranno essere così gli edifici che si costruiranno se vogliamo raggiungere gli obiettivi che abbiamo di fronte in quanto ad efficienza, uso delle rinnovabili e riduzione delle emissioni. […]

Se l’edilizia esistente, un vero e proprio colabrodo dal punto di vista dell’efficienza energetica, è paragonabile ad giacimento energetico nascosto, pari a tutte le risorse italiane di gas naturale, la nuova edilizia – ha spiegato Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club e Presidente di Exalto nell’introdurre l’incontro – è sul punto di spiccare un balzo in avanti verso la sostenibilità, guidata anche da nuove illuminate politiche introdotte a livello di Unione Europea ma anche a livello di singoli governi”.
L’esempio più avanzato è quello inglese: in Gran Bretagna dal 2016 tutti i nuovi edifici residenziali (e dal 2019 quelli commerciali) dovranno essere a emissioni zero. Il 31 marzo scorso la Commissione Industria del Parlamento Europeo ha dato indicazione che dopo il 2019 si prescriva che tutti i nuovi edifici siano “carbon neutral”. Ora altri paesi si apprestano a seguire l’esempio inglese. L’edilizia dunque è a un punto di svolta epocale.

Occorre ripensare il modo di costruire”, ha spiegato Thomas Herzog, architetto di fama e preside della Facoltà di Architettura di Monaco. […] Un caso per tutti è Soka Bau, il progetto che Herzog ha illustrato: un complesso (di proprietà del fondo pensione degli edili tedeschi) con una superficie di 70mila metri quadri nel Wisenbaden che consuma circa 80 kWh a metro quadro, mentre la media nazionale è di circa tre volte più elevata. Qui Herzog ha potuto mettere in pratica i principi della sua architettura “ri-pensata”, organicista, flessibile, integrata il più possibile con l’ambiente che la ospita. Innumerevoli le innovazioni messe in campo: dal sistema di ventilazione naturale a quello di illuminazione che con un sistema di specchi sfrutta la luce del sole, fino alla sperimentazione di un tipo di vetro che diventa schermante con l’aumentare della temperatura, mentre lascia passare la luce quando è freddo.

La nuova architettura che punta a realizzare edifici sempre più efficienti dal punto di vista energetico è oggi settore che coinvolge moltissimi campi della ricerca e i suoi benefici non si fermano certo alla riduzione delle emissioni: costruire in modo intelligente stimola creatività nuove, valorizza saperi innovativi, fa bene a chi compera le case e a chi le realizza.
L’esempio citato da Silvestrini è quello di Casa Clima, in Alto-Adige. All’inizio questa esperienza si guardava con sospetto per via dei maggiori costi di costruzione, ma in seguito le abitazioni con i requisiti Casa Clima, classificate in tre categorie di efficienza, hanno avuto un notevole riscontro tanto che la domanda si andava concentrando soprattutto nelle due classi più efficienti. “E’ così che oggi nella provincia di Bolzano si è deciso di costruire solo case di classe A e B”, ricorda Silvestrini. Inoltre, va detto che le ditte edili e artigiane altoatesine hanno potuto sviluppare professionalità e prodotti che oggi stanno esportando nel resto d’Italia e in Europa.

Per Federico Butera, professore Politecnico di Milanosi deve puntare ad un modello di edilizia a emissione zero entro il 2019. Come sarà l’edificio a emissioni zero? Cosa dovrà cambiare? “Abbiamo dieci anni per ripensare il modello architettonico e il linguaggio dell’architettura”, ha detto Butera, aggiungendo che si tratta di “un processo che coinvolge gli aspetti culturali, estetici, progettuali e formativi. Ma la grande sfida si gioca sull’innovazione tecnologica”.

Per approfondire: efficienzaenergetica.acs.enea.it/

Vedi anche i seguenti articoli:

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Aggiornamento dell’11 gennaio 2013:

Un metodo per tagliare senza ridurre i servizi

Una vasta operazione di taratura di termostati, ventilatori e pompe, e altri piccoli interventi, potrebbe far risparmiare centinaia di milioni nella pubblica amministrazione. Abbastanza per creare un tesoretto da reinvestire e risparmiare cifre ancora più rilevanti. Così si possono fare tagli chirurgici nella PA. Ma c’è da mettere mano alle Esco. […]

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Aggiornamento del 5 marzo 2013:

http://oggiscienza.wordpress.com/2013/03/04/efficienza-energetica-la-pagella-dellitalia/

Efficienza energetica: la pagella dell’Italia

Pubblicato da Laura Pulici su 4 marzo 2013

[…] se allarghiamo l’analisi agli ultimi 20 anni, il quadro che emerge non è del tutto positivo. Come ha evidenziato il Wwf, dalle tabelle dell’Enea è evidente che dal 1990 il livello di efficienza energetica in Italia è diminuito in tutti i settori, soprattutto per l’adozione di provvedimenti poco coerenti e a volte contraddittori tra loro.
Oggi, per non disperdere i risultati raggiunti è sempre più necessario, secondo l’Enea, incrementare la riqualificazione energetica edilizia estendendo il meccanismo delle detrazioni fiscali, introdurre sistemi di trasporto intelligenti e sviluppare le smart grid, rendendo più flessibile l’uso della rete elettrica.

http://www.enea.it/it/produzione-scientifica/edizioni-enea/2013/rapporto-annuale-efficienza-energetica-2011

Rapporto Annuale Efficienza Energetica 2011

[…] Il Rapporto è articolato nei seguenti capitoli:

  • Domanda di energia
  • Consumi finali
  • Intensità energetica
  • Efficienza energetica per settore
  • Le reti energetiche del futuro
  • L’industria e i servizi per l’efficienza e il risparmio di energetico
  • L’efficienza energetica e il mercato immobiliare
  • Strumenti di finanziamento privati dei programmi/ progetti di EE
  • Analisi del raggiungimento degli obiettivi indicativi nazionali di risparmio energetico
  • Valutazione del risparmio energetico effettivamente attribuibile ai programmi di EE
  • Valutazione energetica e socio-economica dei principali strumenti nazionali per il miglioramento dell’efficienza energetica
  • Efficienza energetica e risparmi ottenuti a livello regionale

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