Con un welfare pubblico già piuttosto povero e disagiato (vedi gli articoli “Welfare all’italiana: siamo il paese più anti-famiglia d’Europa!” e “Lavoro e Welfare in Italia: chi sta pagando per la crisi“), il governo Monti ha ora pensato bene di rendere le cose difficili anche al Terzo Settore, che in buona parte si sostituisce e fa da complemento ai servizi di tipo pubblico, sempre più scadenti. La filastrocca dunque si ripete: le tasse sono sempre le stesse e sono sempre troppo alte, mentre i servizi piano piano si stanno riducendo. Le priorità, per chi è al Governo, dovrebbero essere diverse: si dovrebbero tagliare prima i privilegi e le risorse laddove sono eccessive, e solo in seguito tagliare ciò di cui concretamente necessitano i cittadini. Quando mai accadrà che qualcuno, in quella realtà parallela e così lontana dal mondo reale che si definisce con il nome di “politica”, si renderà conto delle difficoltà e dei disagi, sempre più crescenti, che noi cittadini stiamo vivendo?!?

L.D.

Terzo settore

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Il terzo settore è quel complesso di istituzioni che all’interno del sistema economico si collocano tra lo Stato e il mercato, ma non sono riconducibili né all’uno né all’altro; sono cioè soggetti organizzativi di natura privata ma volti alla produzione di beni e servizi a destinazione pubblica o collettiva (cooperative sociali, associazioni di promozione sociale, associazioni di volontariato, Organizzazioni non governative, ONLUS, ecc.).

Il terzo settore (TS) si differenzia dal Primo, lo Stato, che eroga beni e servizi pubblici, e dal Secondo, il mercato o settore forprofit, che produce beni privati, e va a colmare quell’area tra Stato e Mercato nella quale si offrono servizi, si scambiano beni relazionali, si forniscono risposte a bisogni personali o a categorie deboli secondo approcci che non sono originariamente connotati dagli strumenti tipici del mercato, né da puro assistenzialismo. Nel terzo settore vi sono numerosi soggetti attivi come formazioni sociali intermedie. […]

http://www.forumterzosettore.it/index.php?action=news&cat=1&id=1049

15/10/2012

LEGGE DI STABILITA’: NUOVO PESANTE ATTACCO AL TERZO SETTORE

COMUNICATO STAMPA DEL FORUM TERZO SETTORE

Roma 15 ottobre 2012

Dalle prime anticipazioni, il nuovo provvedimento del Governo, che muove dall’esigenza di pareggiare le finanze pubbliche, rappresenta un ulteriore e insensato attacco a tutto il terzo settore con ricadute gravissime per  la vita dei cittadini più deboli.” Così Andrea Olivero, portavoce del Forum del Terzo Settore, fortemente preoccupato per le misure contenute nella bozza del testo di Legge di Stabilità 2013.

Tre in particolare gli aspetti preoccupanti – secondo il Forum – che avranno pesantissime ricadute sul non profit italiano: l’aumento dell’Iva per le cooperative sociali che passa dal 4% al 10%, la riduzione delle  detrazioni fiscali e la tassazione delle indennità risarcitorie.

Aumentare l’Iva di 6 punti percentuali sulle cooperative di tipo “A”, quelle che si occupano di infanzia, anziani, assistenza domiciliari, disabilità, tossicodipendenza, significa impedire la prosecuzione delle loro attività e minare profondamente il welfare della sussidiarietà, quello che coinvolge le organizzazioni del privato sociale anche nella realizzazione dei servizi essenziali che le istituzioni pubbliche non sono più in grado di erogare. A fronte di un gettito finanziario di entità assai modesta, il provvedimento porterà ad una ulteriore riduzione dei servizi sociali, costi più elevati, meno posti di lavoro e una crescita del sommerso.

L’abbassamento del tetto massimo per le detrazioni a 3.000 euro all’anno a partire da subito, e quindi con effetti retroattivi già dal 1 gennaio 2012, da un lato rompe il patto di fiducia tra Stato e cittadini, dall’altro riduce l’entità della riduzione dell’Irpef.

Sale inoltre da 129 a 250 euro la franchigia per le erogazioni liberali a favore delle Onlus, con l’effetto di disincentivare le donazioni proprio in un momento in cui ce ne sarebbe maggiore bisogno, proprio per finanziare le attività sociali così colpite dai provvedimenti governativi. La stragrande maggioranza delle donazioni nel nostro paese sono infatti di entità modesta, al di sotto della nuova soglia della franchigia.

Gravissima anche la misura secondo la quale tutte le indennità risarcitorie, assegni di invalidità, indennità di accompagnamento, etc. diventerebbero imponibili ai fini IRPEF per chi ha redditi che superano i 15mila euro. Una situazione paradossale che vedrebbe lo Stato concedere un aiuto, per poi tassarlo.

“Ci troviamo di fronte  – conclude il Portavoce – ad una iniziativa che colpisce ancora una volta le fasce più deboli di cittadini e tutte le attività sociali in spregio al principio di equità più volte proclamato. Di fronte alla numerose manovre finanziarie che si sono succedute, ci siamo più volte domandati qual è l’obiettivo di questo Governo. Abbiamo ascoltato, alla Conferenza del Volontariato de L’Aquila, il Ministro Fornero sull’importanza delle attività di volontariato nella crisi del nostro sistema di welfare: i provvedimenti varati ieri sembrano andare nella direzione diametralmente opposta. Dobbiamo prendere atto che si vuole demolire quel poco che rimane del nostro welfare e stroncare le organizzazioni sociali  che tanto stanno facendo per il Paese? Chiediamo al Governo di fare retromarcia.”

 

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