Anno 2010 d.C.: decenni fa si pensava che con il XXI° secolo si sarebbe entrati in una nuova era. Moderna, avanzata, futuristica. Quanti film di fantascienza abbiamo visto, realizzati negli anni ’70-’80-’90, ambientati nel futuro, cioè negli anni 2000? Tantissimi! Eppure ad oggi il futuro sembra essere ancora molto molto lontano: sono ancora molti, purtroppo, gli italiani che credono nelle pseudo-scienze, che si affidano quotidianamente agli oroscopi, che chiedono il consulto di un mago anziché di un medico, che si illudono di scoprire il proprio futuro attraverso un mazzo di carte. Siamo un popolo di creduloni? Dati alla mano, direi proprio di si! Il giro d’affari, purtroppo, per questi furbi mascalzoni, è straordinariamente elevato: si parla di 6 miliardi di euro all’anno. Anche lo Stato, purtroppo, si è accorto di questa tendenza e sta approfittando della situazione: lotterie, Lotto, SuperEnalotto e giochini del tipo “gratta e vinci” si sono moltiplicati in questi ultimi anni. A me piace definire questo meccanismo come una “tassa sull’ignoranza“: le probabilità di vincita sono minime ma la gente continua imperterrita a buttar via i propri soldi, con il risultato paradossale, descritto dal premio Nobel per l’economia Daniel Kahneman, che consiste nell’instaurarsi di un vero e proprio circolo vizioso, nel quale più si sta male economicamente e più si gioca per vincere, rendendo ancora più drammatica la situazione delle proprie finanze. Tutto ciò è assolutamente irrazionale, eppure accade, ogni giorno, sotto gli occhi increduli di chi crede nella statistica e che vede in tutto ciò qualcosa di profondamente malsano. Lo stesso discorso vale per il mercato delle scommesse sportive e delle slot machines: girando per la mia città, ho visto proliferare come funghi macchinette mangia-soldi all’interno dei bar nonchè attività tipo “mini-casinò” esclusivamente rivolte al gioco d’azzardo e alle scommesse.

Questa sarebbe una società che si vanta di essere tecnologica e moderna? Ci sono sicuramente molte nuove tecnologie che stanno entrando a far parte sempre più pervasivamente della nostra quotidianità, anche se in modo molto pilotato dal marketing (ad esempio, ritengo patologico ed inspiegabile l’acquisto schizofrenico del nuovo iPhone 5, considerando lo sproporzionato rapporto qualità-prezzo nei confronti del resto del mercato degli smartphone, oltre che il vergognoso fatto che il nuovo melafonino, così tanto lodato, non sia nemmeno dotato del dispositivo NCF per i pagamenti elettronici – guardatevi questo divertente video: “iPhone 5 – La Tavanata Eterna – iPhoneParodia“). Detto in confidenza, a me sembra di vivere in una società pseudo-tecnologia e pseudo-moderna, fatta di tanti sprechi e poca logica, tanti vizi e poca razionalità, tanta magia e poca scienza. Altro che il futuro è già qui: il Medioevo, semmai, è ancora qui!

“Magia: l’arte di convertire la superstizione in moneta sonante”

www.verascienza.com

L.D.

http://www.link2universe.net/2012-10-01/155-000-maghi-in-italia-per-un-giro-daffari-di-6-miliardi-di-euro-allanno/

155.000 Maghi in Italia per un Giro d’Affari di 6 Miliardi di Euro all’Anno!

1 ottobre 2012

Tutti sappiamo che i costi della ricerca scientifica sono spesso molto alti. Specialmente se si parla poi di fare cose estremamente complicate come mandare una sonda spaziale ai confini del Sistema Solare o costruire un gigantesco rover da far atterrare su Marte, oppure un acceleratore di particelle grande 27 km in diametro e con una potenza enorme in grado di arrivare a scoprire le basi delle particelle elementari. Ma se c’è una generazione che può dire davvero di aver visto gli enormi vantaggi di questo tipo di ricerche è la nostra! Da materiali industriali estremamente resistenti e leggeri alle comunicazioni satellitari, ai computer, a internet, alle operazioni avanzate di chirurgia e medicina, etc, mai come adesso è stato lampante quanto progresso può arrivare dalla ricerca. Tuttavia molta gente è comunque scettica e ritiene che si tratti di uno spreco inutile di soldi. Mettiamo però le cose un attimo in prospettiva: da poco è uscito un rapporto dell’Eurispes, che mostra come nel 2010 l’Italia aveva 155.000 maghi astrologi e cartomanti con un giro d’affari intorno a loro di 6 miliardi di euro, al 99% completamente al nero.

“I dati del ‘Telefono Antiplagio’ compaiono nella fotografia dell’Italia scattata dall’Eurispes nel rapporto 2010. Contrariamente alle aspettative, si legge nel capitolo dedicato a ‘Occhio, malocchio…maghi, astrologi e cartomanti d’Italia’, la maggior parte dei fattucchieri si concentra nell’Italia settentrionale (41%), mentre le province con il più alto numero sono Milano, Roma, Napoli, Palermo, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Reggio Calabria e Venezia. Numerosi sono anche gli illeciti risultati dalle denunce: esercizio del mestiere di ciarlatano, evasione fiscale, circonvenzione di incapace, truffa e truffa aggravata, estorsione, esercizio abusivo della professione medica e psicologica, abuso della credulita’ popolare, violazione della privacy e pubblicita’ ingannevole.

Gli abusi segnalati all’associazione dal 1994 a oggi sono stati 16.000 e i contatti con il sito sono stati 340.000. E le querele sono sporte solo da 4 cittadini su 100. Sono circa 11 milioni (il 18% della popolazione e un milione in piu’ rispetto alle ultime rilevazioni Eurispes) le persone che si rivolgono a consulti magici: ogni giorno in 33.000 chiedono consulenze ‘magiche’, sortilegi, incantesimi ed esorcismi; l’eta’ media e’ di 44 anni. Le donne rappresentano la maggior fetta della clientela dell’occulto (51%), che riesce comunque ad attirare a se’ anche una percentuale significativa di minori (6%). I titoli di studio maggiormente conseguiti dalle vittime sono la media inferiore (44%) e la licenza elementare (37%). Nonostante la crisi economica, elementi come la salute (22%) e il lavoro (7%) non sembrano rappresentare una priorita’ per chi cerca un consulto magico: sono gli affetti, con il 46%, a rappresentare la maggiore preoccupazione di chi si rivolge a maghi e cartomanti, con uno scarto notevole sulle altre motivazioni.”

Tanto per curiosità, ecco di seguito un’elenco di esperimenti scientifici che gli italiani avrebbero potuto finanziare da soli con questi soldi:

* Curiosity Rover – costo: 1.93 miliardi di euro (l’Italia avrebbe potuto finanziare 3 rover Curiosity in un solo anno)
* New Horizons (sonda che andrà a visitare Plutone per la prima volta!) – costo: 504 milioni di euro (l’Italia avrebbe potuto finanziarne 12 in un solo anno)
* Hubble Space Telescope : costo: 2 miliardi di euro circa (l’Italia avrebbe potuto finanziarne 3 in un solo anno)
* Large Hadron Collider (LHC) : costo: 7.5 miliardi di euro (l’Italia in avrebbe potuto finanziare da sola il progetto in meno di due anni)
* Cassini-Huygens (orbiter intorno a Saturno e le sue lune + un lander sulla superficie di Titano): costo 2.54 miliardi di euro (l’Italia avrebbe potuto finanziarne 2 almeno in un solo anno)
* Solar Dynamics Observatory (il più avanzato telescopio spaziale solare mai lanciato) – costo: 657 milioni di euro (l’Italia avrebbe potuto finanziarne 9 in un solo anno)
* TiME (Titan Mare Explorer, era una missione proposta come “barca” da lanciare nei mari di metano liquido di Titano, cancellata per il costo troppo alto) – costo: 330 milioni di euro (l’Italia poteva finanziarne 18 in un solo anno)
* VISE (Venus In-Situ Explorer, era una missione proposta come lander sulla superficie di Venere, con tanti nuovi strumenti avanzati, cancellata per il costo troppo alto) – costo: 543 milioni di euro (l’Italia poteva finanziarne 9 in un solo anno)
* James Webb Space Telescope (erede di Hubble, sarà il più grande e più potente telescopio spaziale mai costruito! Fu quasi cancellato l’anno scorso per il costo troppo alto) – costo: 6.6 miliardi di euro (L’italia poteva finanziarlo da sola in quasi un anno solo)
* MINOS e CDMS II (esperimenti per la ricerca delle particelle fondamentali della materia oscura) – costo: 23 milioni di euro (L’Italia poteva costruirne 260 in un solo anno)
* SKA (Square Kilometer Array, in costruzione, sarà il più grande radio-telescopio di sempre, con un’area di raccolta di 1 km quadrato)- costo: 1.16 miliardi di euro (l’Italia poteva finanziarne quasi 6 in in un anno solo)
* MESSENGER (prima sonda ad entrare in orbita intorno a Mercurio e a mappare la superficie in alta risoluzione, oltre a confermare la presenza di ghiaccio d’acqua ai poli)- costo: 340 milioni di euro (l’Italia poteva finanziarne 17 in un solo anno)
* Planck (Il più grande e preciso telescopio spaziale per l’osservazione della radiazione cosmica di fondo, risalente a poco dopo il Big Bang)- costo: 543 milioni di euro (l’Italia poteva finanziarne 10 in un solo anno)
* Kepler (telescopio spaziale per la ricerca di esopianeti. Fino ad ora ne ha trovati oltre 2000 candidati) – costo: 387 milioni di euro (l’Italia poteva finanziarne da sola 15 in un anno)
* CHopper (Comet Hopper, era un lander che doveva atterrare sulla superficie di una cometa per poi saltare da una parte all’altra della superficie. Cancellata per il costo alto.) -costo: 330 milioni di euro (l’Italia poteva finanziarne 18 in un solo anno)
* ExoMars (programma europeo che prevede un rover della categoria di Curiosity, munito di una trivella che scenda fino a 2 metri di profondità + un orbiter dedicato + un lander secondario, attualmente è in forse per il costo molto alto) – costo: 1 miliardi di euro circa. (L’Italia da sola potrebbe finanziarne 6 in un solo anno).
* Phobos-Grunt (missione russa che doveva atterrare su Phobos, la più grande luna di Marte, raccogliere campioni e rispedirli verso la Terra. La missione prevedeva anche un orbiter cinese nel prezzo. La missione è fallita per complicazioni) costo: 126 milioni di euro. (L’italia poteva finanziarne circa 47 in un solo anno)
*Uranus Orbiter/Neptune Orbiter (missione proposte come orbiter dedicati all’esplorazione dei giganti gassosi freddi del Sistema Solare, insieme alle loro misteriose lune. Cancellate per mancanza di fondi) – Costo: 1.5 miliari di euro circa. (L’italia poteva da sola finanziarne due per ognuno dei pianeti, in un anno solo)
*JEO (Jupiter Europa Orbiter + lander + orbiter gioviano. La missione prevedeva un orbiter americano dedicato all’esplorazione di Europa, la luna ghiacciata di Giove con un oceano sotto. La Russia contribuiva con un lander sulla sua superficie e la JAXA contribuiva con un orbiter dedicato all’esplorazione della magnetosfera di Giove. Missione cancellata per il costo troppo alto) – Costo: 4 miliardi di euro circa. (L’Italia poteva finanziarla abbondantemente da sola in un anno).
* Missione Umana su Marte – Secondo le stime attuali, una simile impresa dovrebbe costare almeno 77 miliardi di euro. L’Italia potrebbe finanziarla da sola in 12 anni.
* TSSM (Titan Saturn System Mission – doveva essere una missione congiunta tra NASA ed ESA per esplorare ancor più in dettaglio Saturno ed in particolare le sue due lune più eccitanti: Titano ed Encelado. Era previsto un orbiter estremamente avanzato che sarebbe volato attraverso la parte superiore dell’atmosfera di Titano e attraverso i geyser di Encelado. Prevista anche una mongolfiera che voli nelle nuvole di Titano. La missione fu cancellata per il costo troppo alto)- Costo: 1.9 miliardi di euro. (L’Italia da sola poteva finanziarne almeno 3 in un solo anno).
* Solar Probe Plus (Telescopio solare che andrebbe estremamente vicino al Sole, a meno di 5 milioni di km dalla sua superficie, per esplorare in incredibile dettaglio la fotosfera e la corona solare. la missione è continuamente rimandata per via del costo alto) – costo: 853 milioni di euro. (L’Italia potrebbe finanziarne almeno 7 in un solo anno).
* Stazione Spaziale Internazionale (finanziata da USA + Europa + Russia + Canda + Giappone, e inclusi tutti i costi di riparazione, mantenimento e tutti i voli fino ad ora effettuati) costo – circa 116 miliardi di euro (L’Italia poteva finanziarla da sola in 20 anni circa).
* IceCube Neutrino Observatory (Uno dei più complicati ed elaborati esperimenti di astrofisica e fisica delle particelle, si trova al polo sud in Antartica e prevede svariati diversi esperimenti al suo interno per lo studio della materia oscura i raggi cosmici, i raggi gamma delle supernove e una moltitudine di altre sorgenti di particelle estremamente energetiche). costo: 210 milioni di euro (L’Italia potrebbe finanziarne 22 in un solo anno)
*Galileo Satellite Navigation System (si tratta di una vasta rete di satelliti europei molto avanzati che permetteranno di creare un’alternativa molto superiore e più precisa dell’attuale rete GPS americana.) costo: 1.1 miliardi di euro (L’Italia potrebbe finanziarne almeno 5 reti simili in un anno).

Questa è solo una minima lista per darvi un’idea vaga di quanto possono costare le missioni e gli esperimenti scientifici più complicati. Potrei continuare molto a lungo tra esperimenti cancellati proposti o intrapresi. Tenete in mente che non si tratta di soldi rubati a qualche altro progetto utile o ad altre agenzie. Non parliamo dei “soliti” soldi spesi per finanziare l’esercito, ma stiamo parlando di 6 miliardi di euro buttati via in superstizioni e inganni da parte di MAGHI, ASTROLOGI e CARTOMANTI !! E per di più sono soldi che non vengono neanche mai tassati.

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http://staibene.libero.it/psiche_e_sesso/articoli/single_news/article/italiani_popolo_di_creduloni/?refresh_cens

Italiani, popolo di… creduloni

02/03/2012

Boom di ricorso a maghi, superstizione e giochi d’azzardo. Colpa della crisi e dell’anno bisestile

Non bastava la crisi economica. Ora c’è anche l’anno bisestile. La conseguenza? Sempre più italiani si affidano alla sorte: intesa come lotterie e superstizioni, ma anche occultismo, maghi e fattucchiere varie. “Se qualche anno fa erano una minoranza, oggi almeno tre italiani su dieci sono possibili prede di occultisti, maghi e giochi d’azzardo“. La stima arriva da Stefano Pallanti, direttore dell’Istituto di neuroscienze di Firenze.

Una visione magica della realtà
Tutta colpa della mentalità magica“, dice Pallanti, “una visione della realtà che accomuna persone diverse, dal manager alla casalinga, e che dilaga in tempo di crisi. La stessa mentalità che ci fa credere ai portafortuna, ai sogni e che, talvolta, ci fa vincere al Lotto“. Chi cade nelle trappole dei falsi maghi e delle superstizioni “non è stupido o necessariamente affetto da disturbi psicologici. Piuttosto ha una visione magica della realtà. Una caratteristica che rende facilmente succubi di altri, depositari di un presunto potere. Anche di una forma di potere misteriosa e pericolosa”.

La trappola
Una trappola particolarmente potente nelle fasi di crisi economica, “come hanno evidenziato gli studi di Daniel Kahneman, lo psicologo vincitore del Premio Nobel per l’economia nel 2002. Kahneman ha dimostrato che più la crisi peggiora, più c’è la tendenza al ragionamento irrazionale e ad assumere le credenze come vere.

Questo spiega il successo di fenomeni come il gioco d’azzardo e le slot machine. Inoltre sono proprio le stesse persone che, in una fase economica di serenità, tendono ad acquistare polizze assicurative, a giocarsi lo stipendio in tempo di crisi”. Chi è “aggrappato alla visione magica del mondo rischia, infatti, più degli altri di affidarsi a presunti esperti per risolvere i suoi problemi”.

Il pericolo per i più giovani
Secondo alcuni studi, ricorda comunque Pallanti, la presenza di disturbi psicologici rende più suscettibili a questa mentalità. “E in particolare vedo una situazione allarmante per quanto riguarda i giovanissimi. Se per i bambini magie, favole e credenze sono diffuse e naturali, normalmente con l’adolescenza si sviluppala la fase della razionalità, della revisione critica. Ebbene, oggi gli aspetti logico-matematici che sono l’antidoto a forme di irrazionalità sono più deboli. Non a caso i bambini e gli adolescenti hanno meno competenza matematiche“.
Lo testimonia il dato della discalculia: “Per gli esperti questo problema dovrebbe coinvolgere 4 teenager su mille, mentre i dati recenti dei media parlano di un 20% di ragazzini. Insomma, stiamo allevando una generazione di soggetti che più facilmente cadranno nelle spire dell’irrazionale, complice la comunicazione oggi tutta visiva, e forse il metodo con cui si insegna la logica e la matematica, che evidentemente non funziona. Ebbene, sono convinto che questa sia una delle priorità del Paese“.

L’illusione del cervello
Ma il pensiero magico non è solo un problema dei più piccoli. “Tutti noi”, precisa Pallanti, “entriamo e usciamo da questa dimensione: lo facciamo, ad esempio, quando ci sentiamo perseguitati dal brutto tempo o ci sembra di scegliere sempre la fila più lenta. Ma poi torniamo alla ragione. Mentre ci sono persone più vulnerabili, che andrebbero difese”. Il guaio, inoltre, è che il nostro cervello, la parte razionale, non è tarato per tenerci lontani da simili problemi: “Come esistono le illusioni ottiche, esistono le illusioni del cervello. Ma in questo caso le vittime sono meno inclini a rendersene conto. Di fronte a una realtà difficile ma concreta, il nostro cervello ci predispone a una realtà alternativa, illusoria, ma migliore per noi. In cui, almeno all’inizio, sembra esistere una via d’uscita ai problemi”.

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http://www.eurispes.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2475:la-fiscalita-delle-newslot-quadro-europeo-e-ipotesi-di-modifica-del-modello-di-imposizione-italiano&catid=40:comunicati-stampa&Itemid=135

La fiscalità delle NewSlot: quadro europeo e ipotesi di modifica del modello di imposizione italiano

Presentata a Roma, presso la Sala Conferenze di Iter Legis, la ricerca La fiscalità delle NewSlot: quadro europeo e ipotesi di modifica del modello di imposizione italiano, realizzata dall’Eurispes e dallaFondazione Unigioco. Di seguito una sintesi dei principali contenuti della ricerca […]

L’industria del gioco in Italia

La raccolta dei giochi: 309 miliardi di euro in otto anni. Il comparto dei giochi pubblici e delle scommesse sportive si è ormai affermato come settore trainante del sistema Paese. L’intero comparto ha visto aumentare i volumi di raccolta ad un tasso medio annuo del 23% tra il 2003 e il 2009 (da 15,4 a 54,3 miliardi di euro) e del 13% nel 2010, raggiungendo la cifra record di 61,4 miliardi di euro (+296% rispetto al 2003). In otto anni, tra il 2003 e il 2010, la raccolta è stata complessivamente di 309 miliardi di euro. La raccolta del primo trimestre del 2011 è stata pari a 18 miliardi di euro, con un incremento del 17,65% rispetto allo stesso periodo del 2010. I giochi più “generosi” sono sempre le New Slot, che nei tre mesi hanno raccolto 7,7 miliardi di euro, seguite dalle Lotterie (soprattutto i Gratta e Vinci) con 2,7 miliardi e dalle Videolottery (quasi 2,2 miliardi di euro). Gli apparecchi da intrattenimento, quindi, da soli, hanno incassato nel primo trimestre 9,9 miliardi di euro, il 55% dell’intera raccolta del comparto giochi.

La costante crescita di questo settore economico è attribuibile ad un effetto di compensazione tra dinamiche di segmento di gioco notevolmente differenziate tra loro. Il comparto degli apparecchi da intrattenimento ha registrato la migliore performance del settore, con un incremento costante del volume di raccolta su base annua (32 miliardi di euro nel 2010, 7 volte superiore rispetto al 2004), cui ha corrisposto un incremento notevole dell’incidenza di questo segmento di gioco sul totale della raccolta (dal 2,4% del 2003, al 52,1% del 2010). Trend positivo di raccolta anche per lotterie, trainate dai Gratta e vinci (da 282.000 a 9,4 miliardi di euro), SuperEnalotto (da 2 a 3,5 miliardi di euro) e giochi a base sportiva (da 1,6 a 4,5 miliardi di euro). Gli altri segmenti di gioco risultano, viceversa, in tendenziale diminuzione: la raccolta del Lotto, che nel 2004 aveva registrato la cifra record di 11,6 miliardi di euro, è scesa a 5,2 miliardi di euro nel 2010 (con un’incidenza dell’8,5% sulla raccolta complessiva, contro il 44,8% del 2003); la raccolta del Bingo, in crescita del 39,6% tra il 2003 e il 2006, ha registrato una flessione di circa 240 milioni di euro nel triennio successivo (con un’incidenza del 2,8% sulla raccolta 2009, contro l’8,1% del 2003), per poi tornare ad aumentare nel 2010 (1,9 miliardi di euro di raccolta, 3,2% del totale) per effetto di una dimuzione della pressione fiscale.

Il “peso” dell’industria del gioco sull’economia italiana. Un primo parametro per valutare quale sia il “peso” dell’industria dei giochi pubblici e delle scommesse sportive sull’economia italiana è dato dal rapporto tra la raccolta complessiva generata ogni anno dai diversi comparti del settore e il Prodotto interno lordo, entrambi espressi in valori nominali. Un rapporto cresciuto costantemente tra il 2003 e il 2010, con un’incidenza della raccolta sul Pil triplicata: dall’1,16% del 2003 al 3,86% del 2010. […]

Un secondo parametro è rappresentato dal numero di imprese attive nei diversi comparti del settore che al 2009, stando ai dati Unioncamere, si attestano a 2.758 unità. Nel Sud (1.342 unità, 48,7% del totale delle imprese attive), rispetto al Centro (608 unità d’impresa, 22% del totale) e, soprattutto, al Nord-Ovest e Nord-Est (rispettivamente 17,9% e 11,4% del totale) si trova la maggiore concentrazione di imprese che operano nel settore. […] Il trend di crescita del numero di imprese attive nella gestione di apparecchi da intrattenimento o attività connesse a lotto, lotterie, scommesse, etc. viene confermato dai dati al primo trimestre 2010 (2.815, +2% rispetto a fine 2009), contro una riduzione del numero complessivo di imprese italiane dello 0,6%.

La rete di distribuzione: caratteristiche e performance economica. L’industria dei giochi ha registrato il costante sviluppo della rete commerciale di vendita dei singoli prodotti di gioco, che attualmente può contare su: oltre 90.000 punti vendita Lottomatica, il 72% dei quali è anche in grado di offrire servizi diversi dalla raccolta delle giocate quali, ad esempio, servizi di ricarica di telefonia mobile e fissa, pagamento del bollo auto ed alcuni servizi Inps; oltre 6.000 punti di raccolta scommesse Snai; 33.000 punti raccolta Sisal, composti essenzialmente da edicole, bar e rivendite di tabacchi, nei quali oltre alle scommesse possono essere effettuate, a titolo di esempio, operazioni di pagamento di vario genere, acquisto di biglietti e trasferimento di denaro; circa 220 sale Bingo; 4 casinò; 44 ippodromi; circa 250.000 NewSlot attive in oltre 100.000 punti vendita (bar, alberghi, sale giochi, etc.). […] I dati inerenti le caratteristiche strutturali/occupazionali e le performance dei gestori di apparecchi da intrattenimento che consentono vincite in denaro (desunti dagli studi di settore realizzati dal Sose nel 2006 e nel 2009 sulle imprese che operano nella gestione di apparecchi da gioco, sale giochi e biliardi), mostrano anch’essi segnali di sviluppo della rete commerciale di vendita dei singoli prodotti di gioco, in particolare per quel che attiene gli apparecchi da intrattenimento che prevedono vincite in denaro:

  • numero medio apparecchi di cui all’art.110, comma 6, Tulps. Tra il 2006 e il 2009 il numero medio di apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro installati presso gli esercizi pubblici risulta in costante crescita, in particolare nel caso di aziende di grandi dimensioni che gestiscono apparecchi presso terzi (media apparecchi da 163 a 263, +61%) e altri gestori presso terzi (da 32 a 46, +43%);
  • numero medio addetti. Le aziende di grandi dimensioni che gestiscono apparecchi presso terzi occupano un più alto numero medio di addetti, anch’esso in crescita (6 nel 2006, 9 nel 2009), mentre gli altri gestori presso terzi e i gestori presso esercizi propri occupano mediamente 2 addetti;
  • superficie media (magazzini, uffici, depositi). Nel 2006, le aziende di grandi dimensioni che gestivano apparecchi presso terzi disponevano mediamente di 400 mq tra magazzini e uffici, contro gli 80 mq degli altri gestori presso terzi e i 170 mq dei gestori presso esercizi propri.
  • Nel 2009, la superficie media delle aziende di grandi dimensioni è cresciuta del 60% rispetto al 2006 (da 400 a 641 mq) e quella degli altri gestori presso terzi del 15% (da 80 a 92 mq);
  • % ricavi da apparecchi di cui all’art.110, comma 6, Tulps. Nel 2009, il contributo economico degli apparecchi con vincite in denaro, in termini di incidenza media sui ricavi complessivi delle aziende del settore, è compreso tra il 48% riscontrato nelle sale giochi (51% nel 2006) e l’81% degli altri gestori presso terzi (76% nel 2006), valore quest’ultimo di poco superiore a quello delle aziende di grandi dimensioni che gestiscono apparecchi da intrattenimento con vincite in denaro presso terzi (77% dei ricavi, in linea con il 2006).

L’analisi del quadro europeo della fiscalità dei giochi pubblici e, nello specifico, del comparto degli apparecchi da intrattenimento, rivela, anzitutto, l’assenza di una regolamentazione omogenea a livello comunitario, fermo restando l’applicazione dei princìpi generali di libera circolazione di merci, imprese, persone e capitali previsti nei Trattati fondanti dell’Unione europea.

La disciplina normativa della fiscalità dei giochi pubblici e delle scommesse sportive rimane, quindi, di esclusiva competenza dei singoli Stati membri, ai quali è attribuita piena autonomia in merito alla regolamentazione dei diversi aspetti ad essa attinenti (valore della tassazione, esenzione, base imponibile, maturazione, periodo impositivo, modalità e tempi di riscossione). […]

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http://pillolescientifiche.blogspot.it/2010/06/i-giochi-dazzardo-sono-onesti.html

I giochi d’azzardo sono onesti?

30 giugno 2010

Tutti, chi più o chi meno, almeno una volta hanno tentato la fortuna, nella speranza di fare il colpaccio, chiudere con il lavoro e trasferirsi nella agognata isoletta tropicale. E tra casinò, lotterie e grattini vari oggigiorno ce n’è davvero per tutti i gusti (e le tasche…); ma siamo proprio sicuri che questi giochi siano onesti, ovvero, la vincita che andrei ad incassare è quella giusta o mi dovrei aspettare qualcosa in più?
Prima di proseguire la discussione ci tengo a sottolineare che il termine onestà, in questo articolo, è inteso in senso matematico e statistico, mai in quello giuridico o morale.
Dunque, dal punto di vista statistico, il premio deve essere collegato alla probabilità di vincita: se tale probabilità è dell’1%, allora, in caso di vittoria, dovrei ricevere cento volte la somma puntata. Prendiamo l’esempio dei dadi: la possibilità di indovinare un numero in un lancio è di 1 su 6. Ne consegue che, se avessi puntato 1€, in caso di vittoria ne dovrei ricevere 6. Sempre con il dado, se puntassi ad un numero pari (o dispari) le possibilità sarebbero di 3 su 6, pertanto, in caso di vittoria, dovrei ricevere il doppio della puntata. Nella realtà questo non può accadere, in quanto verrebbe meno il guadagno da parte del banco, che sia lo stato o il proprietario del casinò. Prendiamo ancora il dado: dato che la probabilità di vincita è di 1 su 6, mi posso aspettare che ogni 6 lanci ci sia una vittoria (attenzione, non è corretto, dico questo per semplificare, questo esempio è vero in media per un numero molto grande di lanci!). Se così fosse, sempre con puntate di 1€, dopo sei lanci il banco avrebbe ricevuto 6€ ma ne dovrebbe ridare indietro 6 per la vincita, con un guadagno pari a zero. Ecco quindi che il banco non può essere “onesto”, ma deve pagare una quota minore rispetto a quanto ci si aspetterebbe dalla statistica. Ma a quanto ammonta questa “trattenuta”? Passiamo in rassegna i principali giochi d’azzardo.
  • Roulette: limitandoci a ragionare sull’uscita di un numero secco, la probabilità è di 1 su 37, ma verremmo pagati 36 volte la puntata, con una perdita del 2,7%.
  • Lotto: per quanto riguarda l’estratto, a fronte di una probabilità di 1 su 18, lo stato ci riconosce 11 volte la posta. Clamoroso il caso della cinquina, in cui lo Stato paga 6 milioni di volte la posta invece che 43.949.268 volte; in pratica, al vincitore viene riconosciuto soltanto poco meno del 14% di quello che gli spetterebbe, il resto se lo intasca lo Stato!
  • Lotteria: questa tipologia di gioco è, a mio avviso, uno dei più disonesti, a livello teorico, in quanto la vincita è stabilita in partenza e non è proporzionale al numero di tagliandi venduti. La probabilità che vinca proprio il mio biglietto cambia, se invece di vendere 1000 biglietti se ne vendono 1 milione. Mediamente, il guadagno dello stato è di poco superiore al 60%.
  • Superenalotto: il calcolo della perdita è un po’ più complicato, in quanto il montepremi cresce ad ogni estrazione. Comunque, la probabilità di azzeccare la fortunata sestina è di 1 su poco più di 622 milioni; se ne deduce che, dato che il costo della giocata è di 50 cent., per essere equo dovrebbe pagare almeno 311 milioni di € ad ogni estrazione. Le vincite che hanno superato i 100 milioni di euro si contano invece sulle dita delle mani. Comunque con il superenalotto lo Stato ha un guadagno complessivo del 66%.
Alcune considerazioni personali: indipendentemente dalla maggiore o minore equità del gioco, farne una professione (nel senso di farla diventare una fonte di reddito) è piuttosto sconveniente, dato che le possibilità di vincita rimangono molto basse. Pertanto, l’approccio che dovrebbe guidare chi gioca è quello di investire pochi soldi sperando in un colpo di fortuna piuttosto che un approccio pseudo-scientifico, fatto di sistemi anche piuttosto onerosi, che non alzano sufficientemente le probabilità di vincita.
I casinò invece, demonizzati nell’immaginario collettivo, come luoghi di perdizione e di sperpero di denaro, si rivelano essere quelli più onesti dal punto di vista matematico; gran parte delle altre forme di gioco, specie quelle pubblicizzate dallo Stato, sembrano essere più una forma edulcorata di tasse (Agostino Depretis e Giuseppe Garibaldi la definivano “tassa sull’ignoranza”).
Un’ultima riflessione: nell’anno 2009 sono stati spesi in media 890 € a testa per il gioco d’azzardo. Pensate a questa cifra moltiplicata per 20 o 30 anni: che il metodo di vittoria più sicuro sia proprio il non giocare?

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Aggiornamento del 17 dicembre 2012:

medbunker.blogspot.it

Questo sito ha lo scopo di divulgare le scoperte e le conoscenze scientifiche soprattutto in campo medico. La missione principale dalla nascita del sito è quella di approfondire le pseudomedicine (conosciute anche come “medicine alternative”) e la pseudoscienza spiegandone i principi e le basi analizzandone la credibilità, anche dal punto di vista storico e sociale ma prima di tutto da quello scientifico. Ogni riferimento o affermazione è supportato da riferimenti bibliografici, letteratura scientifica, testi medici. In questo sito quindi, il lettore in cerca di informazioni veritiere e fondate scientificamente, troverà i riferimenti per approfondire anche personalmente le affermazioni che legge. Scopo fondamentale del sito è diffondere la cultura scientifica, la capacità critica e le basi della medicina. […]

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Aggiornamento dell’ 8 gennaio 2013:

Dedicato ai “melofili“:

http://www.itespresso.it/la-tecnologia-nfc-sbarca-alle-poste-italiane-72168.html

La tecnologia NFC sbarca alle Poste Italiane

Il 17 ottobre 2012 di Redazione 1

Gli uffici postali e negozi saranno abilitati a ricevere pagamenti wireless, senza contatto, via tecnologia NFC (Near field communication), una tecnologia che sta diventando comune sui dispositivi Android e Windows Phone 8 (invece Apple non l’ha voluta implementare sul nuovo iPhone 5). Poste Italiane lancerà sul mercato il sistema di pagamento contactless tramite tecnologia Nfc, per fare acquisti nei negozi predisposti e per fare shopping via smartphone. La tecnologia Nfc sbarcherà negli uffici postali e sarà disponibile sui palmari dei postini, per pagare bollettini, raccomandate o pacchi direttamente via cellulare. […]

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Aggiornamento del 9 gennaio 2013:

CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SULLA MATEMATICA DEL GIOCO D’AZZARDO:

www.fateilnostrogioco.it

Win For Life, Slot machine, Superenalotto, Roulette, Gratta e vinci, Lotto, Poker, Black-Jack, Bingo, Scommesse sportive, tutti ne abbiamo sentito parlare al bar o in televisione ma non tutti sanno che nel 2009 gli Italiani hanno speso in gioco d’azzardo 54,4 miliardi di euro (il 14,4% in più del 2008) e 61 miliardi nel 2010 (circa 1.000 per Italiano, neonati inclusi).
La crescita selvaggia del volume di gioco proposto dallo Stato Italiano ha creato negli ultimi anni un danno sociale tra le classi meno abbienti: prendendo le mosse da questa considerazione, il nostro progetto si propone di usare la matematica come strumento per creare maggiore consapevolezza in un campo in cui molto si gioca sull’ignoranza delle leggi che governano il caso.

http://oggiscienza.wordpress.com/2013/01/09/fate-il-vostro-gioco/

Gioco d’azzardo, istruzioni per l’uso

Pubblicato da silviagerola su 9 gennaio 2013

[…] Il progetto di Canova e Rizzuto si rivolge ad adulti e giovani ma gli effetti non sono gli stessi. Spiega Canova “Non è possibile cambiare le convinzioni di un adulto, mentre per i ragazzi tra i 15 e i 18 anni possiamo ancora sperare di cambiare la coscienza e la visione sul gioco d’azzardo”.

Il messaggio lanciato dai due esperti non è “non giocare”, ma permettere a una persona che vuole farlo di operare scelte consapevoli. Per questo motivo nei loro incontri cercano di fare luce su alcuni pregiudizi tipici del gioco come quello dei numeri ritardatari o introducono il concetto di guadagno del banco. Informazione e prevenzione vanno di pari passo e i partecipanti alla conferenza-spettacolo scoprono a loro volta quanto sia probabile perdere, “vengono fatti giocare ai giochi ufficiali proposti dallo Stato Italiano, secondo i regolamenti ufficiali e quindi realizzano che si perde”.

[…] I due scienziati concordano nell’affermare che un altro strumento utile alla prevenzione del gioco potrebbe essere il software GRSystem ideato dal Prof. Matteo Temporin dell’Università Cattolica di Brescia e presentato a Roma in occasione del convegno della Fondazione Unigioco il sei dicembre. Il software, se installato sulle slotmachine, è in grado di determinare quando un giocatore si comporta in maniera patologica ed eventualmente interrompere le sue azioni dando informazioni sullo stato di gioco, per esempio ricordandogli quanto ha già perso. “Sarà compito dei Monopoli di Stato, della politica, del Governo decidere cosa fare dell’informazione dopo aver individuato un giocatore malato” spiega Rizzuto.

Canova e Rizzuto continueranno a portare la conferenza-spettacolo “Fate il nostro gioco” con date in tutta Italia per promuovere un gioco informato e consapevole.

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Aggiornamento del 7 ottobre 2013:

Dopo aver sentito ieri la splendida conferenza del prof. Franco Brezzi al festival di BergamoScienza, abbiamo trovato questo articolo scritto dal professore qualche annetto fa, che parla appunto di quella che lui chiama appunto “tassa sull’ignoranza della matematica”, una tassa che naturalmente i matematici NON PAGANO!!!

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/tassa-sulla-stupidita

La tassa sulla stupidità

Tra le varie notizie ferragostane non posso non notare (da matematico qual sono) le informazioni sulla continua crescita del montepremi del Superenalotto, sul conseguente aumento del numero delle giocate e sul crescente numero di stranieri che vengono in Italia appositamente per giocare. Anche perché, sulla spiaggia, il parere del matematico in proposito viene richiesto spesso. Dal punto di vista strettamente matematico, la risposta  è semplicissima: il comportamento che ottimizza lo stato futuro del nostro portafoglio è non giocare. Prendendo un esempio più elementare,  immaginate di giocare a testa o croce con queste regole. Se esce testa guadagnate quaranta centesimi, se esce croce perdete un Euro.  Proponendo questo gioco a una qualunque persona sana di mente vi sentireste apostrofare malamente.

Se però riusciste a proporre qualcosa di ugualmente svantaggioso (per il giocatore) ma meno evidente, allora potreste anche guadagnare dei bei soldini. Ma non a caso praticamente tutti i governi di tutti gli stati del pianeta vi proibiscono di farlo; oppure, se ve lo permettono, vi chiedono di spartire i guadagni (con tasse, tangenti e quant’altro).

Il grande studioso italiano Bruno de Finetti (uno dei padri fondatori del moderno Calcolo delle probabilità) chiamava il gioco del Lotto Tassa sulla stupidità. Questo forse è uno dei motivi per cui gli uomini di scienza (che in generale vivono di stipendi bassini, e spagazzano tutte le tasse fino all’ultimo centesimino) non fanno troppa propaganda a queste cose. Ci si dice: perché dovremmo spingere per l’abolizione dell’unica tassa che possiamo evitare di pagare? E certo ci viene da sorridere vedendo interviste televisive con giocatori italiani che protestano vivacemente perché i tedeschi vogliono pagare anch’essi la nostra tassa sulla stupidità. 

Naturalmente, la matematica non è tutto. Se pagando un Euro vi comprate il diritto a sognare per qualche giorno di diventare supermilionari, allora potreste comunque dire di aver fatto un buon acquisto: il valore commerciale del diritto a sognare è difficile da stabilire, e la matematica non è certo lo strumento adeguato per farlo.  

Quindi, cari giocatori, BUONA FORTUNA!

Franco Brezzi – 16 agosto, 2009

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Aggiornamento del 3 marzo 2014:

Libro: “Illusioni, afrodisiaci e cure miracolose. Le mille balle sulla salute… e non solo” di Giorgio Dobrilla

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/elisa-buson/illusioni-afrodisiaci-e-cure-miracolose/febbraio-2014

Cerchiamo di non fare la fine del pesce che abbocca a tutto. Specialmente nelle acque vorticose e sempre più torbide della salute, non tutto ciò che ci viene agitato davanti agli occhi è cosa buona da ingoiare: false credenze, bufale e vere e proprie truffe sono sempre in agguato. Certo, bisogna fare uno sforzo per non farsi trascinare dalla corrente e non agire d’istinto, ma la posta in gioco è alta. Dobbiamo aguzzare la vista per riconoscere l’amo che si cela dietro “miracolose” cure anticancro, fantasiose diete dimagranti e rimedi “alternativi”.
A fare un po’ di luce ci pensa il gastroenterologo e divulgatore scientifico Giorgio Dobrilla con il suo libro “Illusioni, afrodisiaci e cure miracolose. Le mille balle sulla salute… e non solo”. Un vero e proprio corso di auto-difesa per proteggersi dai falsi miti e dai truffatori che sguazzano nel paludoso mondo della pseudo-medicina.

Ogni tanto qualcuno di loro riaffiora a galla per prendere una boccata d’aria, proponendo al mondo una cura miracolosa e infallibile. L’identikit era già stato tracciato negli anni Sessanta dall’American Cancer Society, come ci ricorda lo stesso Dobrilla: si tratta in genere di personaggi ai margini del mondo della ricerca, che si rivolgono a giornali e televisioni invece che alla comunità scientifica, che si autoproclamano dei perseguitati, accusando gli oppositori di essere complici delle multinazionali del farmaco e minacciando di portare all’estero le loro scoperte. (Questa definizione non vi fa venire in mente un volto noto delle cronache di questi ultimi mesi?)

Per difenderci ci vuole metodo, il metodo scientifico: servono numeri, prove, dimostrazioni convincenti e riproducibili dell’efficacia di terapie e rimedi. Non basta il passaparola, il classico “ho sentito dire…”, “ho letto da qualche parte che…”. Giorgio Dobrilla ce lo ricorda insistentemente nella prima parte del libro, in cui raccoglie e commenta alcuni esempi di “bufale”, come lui stesso le definisce ironicamente. Si comincia smontando le ingenuità e le credenze più banali, come quella secondo cui tutti i prodotti naturali sarebbero per definizione anche innocui, per arrivare a svelare il business che cavalca i nostri bisogni e le nostre paure più ancestrali, come quelle che riguardano l’invecchiamento, la sessualità e l’infertilità. Si passa quindi a scandagliare il mondo dell’alimentazione, una vera prateria su cui pascolano miriadi di “bufale” scientifiche, e poi alle strane idee che circolano sul concetto di malattia e sulla figura stessa del medico. Dobrilla rivela tutto il suo scetticismo per molte pratiche che finiscono sotto il nome di medicina alternativa (dall’omeopatia alla pranoterapia passando per i fiori di Bach), ma non risparmia qualche bordata anche alla medicina tradizionale, che spesso rimane impigliata nella ragnatela di chi propone rimedi privi di efficacia, come quelli per favorire la digestione e proteggere il fegato. Un’attenzione particolare viene dedicata ad un tema di grande attualità come quello delle terapie a base di cellule staminali: “la drammaticità delle patologie – scrive Dobrilla – la carenza di cure efficaci, l’informazione del tutto approssimativa circa le cellule staminali hanno spinto molti genitori a credere che esse avrebbero potuto essere la soluzione sperata e a combattere pertanto con ogni arma per ottenere questo trattamento”. Proprio da questa miscela esplosiva è nato il caso Stamina, che viene ripercorso tra lo sconcerto degli scienziati, l’impaccio delle istituzioni e il comportamento altalenante dei media.

Nella seconda parte del libro, invece, l’autore ci presenta la sua “squadra antitruffa”, composta da personaggi di spicco (medici, scienziati, farmacologi, giornalisti, esperti in tema di falsi invalidi e avvocati) a cui passa la palla per tirare i rigori finali di questa partita contro l’anti-scienza. Una volta sul dischetto, ciascuno racconta le “balle” più singolari che ha incontrato lungo il proprio cammino professionale. Un tiro dopo l’altro, si susseguono così brevi pillole di saggezza che ci mettono in guardia sui temi più disparati, dalla disinformazione sui farmaci alla cattiva informazione propinata dai media, fino agli illusionisti che millantano poteri paranormali o che vendono diete dimagranti e antitumorali come fossero batterie di pentole.

Elisa Buson 25 febbraio, 2014

 

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