Dalla puntata del 13 settembre di Focus Economia di S. Barisoni

La corte costituzionale tedesca da un suo massimo di versamento pari a 190mld (il 27% del totale di 700mld totali). Non sono soldi già dati ma messi a disposizione (l’Italia è terza con 18% con 125mld). Ma c’è un problema: quando un paese chiede aiuto al fondo non versa la sua quota… se lo chiede la Spagna, mancheranno i soldi al fondo? No, perchè non verrebbero impegnati tutti i mld disponibili, ma solo quelli chiesti dalla Spagna. La cifra chiesta dalla Spagna sarebbe poi molto inferiore. In realtà però il capitale versato è 80 mld, gli altri sono garanzie. Tutte le condizioni chieste dalla Germania sono in realtà già state imposte dal parlamento europeo, così questo vertice si è risolto con una accettazione di fatto di una situazione attualmente consolidata. Il fondo ESM (European Stability Mechanism) dovrebbe essere operativo ad ottobre.
Da quel momento, un paese che richiede fondi deve negoziare un memorandum dove si impegna a rispettare una serie di regole. Dato l’impegno preso finora da Spagna e Italia, non si sa quanto si possa chiedere di più a questi stati nel caso di una richiesta di aiuti, dato il rischio di avvitamento nel caso di eccessivo rigore…
Se la Spagna chiede per prima gli aiuti, dovrebbero teoricamente esserci abbastanza soldi anche per l’Italia, soprattutto se i mercati continueranno ad assecondare l’andamento attuale spingendo in basso gli interessi di questi due stati.
La BCE (una volta fatto l’accordo stato – ESM) avrà massima autonomia.
Il presidente Barroso ha espresso l’obiettivo di puntare ad una unione politica europea: una federazione di stati la cui presidenza possa già essere votata direttamente dai cittadini europei nel 2014. Se i singoli stati vorranno politicamente unirsi ed essere più competitivi a livello globale. Il rischio è quello di rimanere indietro non rispettando i tempi.
Ci sono già alcuni risparmi importanti ottenuti dal controllo della spesa per la macchina europea.
Una bella bacchettata di Barroso verso i capi di stato (che davanti al proprio paese smentiscono quanto accordato negli incontri europei del giorno prima) accompagna un’altra osservazione in cui dichiara che l’UE non deve giustificarsi per il suo modello sociale.

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Puntata del 21 agosto di focus economia di Sebastiano Barisoni:

Intervista ad Alberto Alesina (professore all’Università di Harvard e alla Bocconi):

“Chiedere aiuti a Bruxelles non è una vergogna: anche l’Italia dovrebbe chiederli.”
I paesi in difficoltà dovrebbero chiederli, in particolare l’Italia per aiutare l’esecutivo post-Monti.
Ma politicamente non verrebbero meno gli sforzi attuati finora e soprattutto correre il rischio che con il pensiero che si possa comunque sforare dagli attuali vincoli crei in Italia un eccessivo permissivismo?
Le garanzie di crescita e rigore che dovremmo dare sarebbero di controllo ed incentivo. Chiaramente se arrivassero i soldi a pioggia e senza vincoli, il prossimo governo tornerebbe a spendere come faceva prima… Però non si crede che sia uno scenario plausibile.
La sensazione è che il vantaggio economico che la Germania ha dalla situazione attuale non sia considerata come positiva dai tedeschi.
Ma la Germania ha questi attuali vantaggi perchè in 10 anni ha fatto investimenti che gli altri non hanno fatto.
La Merkel è la componente più moderata in Germania. Ad ogni incontro la sensazione è che tedeschi ed italiani ritengano di aver perso.
Le dichiarazioni di Draghi e Bundesbank sono fuori luogo: un banchiere dovrebbe parlare solo ad accordo avvenuto.

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