Dalla puntata del 6 settembre 2012 di Focus Economia (Radio24):

Intervista ad Alessandro Merli (giornalista de “Il Sole 24 Ore”) sul discorso di Mario Draghi, nel quale si sostiene la disponibilità della BCE ad acquistare titoli di stato senza vincoli. Questi alcuni dei punti da sottolineare:

  • Unanimità dell’approvazione, con l’eccezione della Bundesbank
  • banche popolari e di credito tedesche favorevoli all’acquisto
  • Difesa esplicita di euro ed economia reale
  • Previsione di vincoli imposti verso i paesi da cui si acquisteranno i titoli
  • Possibilità di acquisti sul mercato secondario privi di norme fisse (e quindi impedimenti legati al tempo o al quantitativo)

La mossa permetterà di fare la metà del lavoro per salvare i titoli dei vari Stati, l’altra metà la dovranno fare i governi. Questa mossa di non avere valori fissati a priori ma comunque in modo deciso evita di ripetere la brutta esperienza dei precedenti acquisti verso Grecia, Italia e Spagna, in cui la BCE stessa era piuttosto riluttante: un programma limitato e temporaneo. La scelta di volta in volta degli acquisti è per evitare quanto successo con lo scorso governo Berlusconi, in cui le riforme e le revisioni di spesa si interruppero non appena arrivò il primo aiuto della BCE. Il vantaggio per l’Italia è quello di aver già fatto parecchie riforme, quindi in caso di richiesta di acquisto non incorrerrebbe in maggiori vincoli di quanti non ne abbia già… diversamente da Spagna e Francia, paesi nei quali mancano molte riforme…

 

http://finanzanostop.borse.it/2012/09/14/crisi-europea-bce-acquistera-titoli-di-stato-ma/

CRISI EUROPEA: Bce acquisterà titoli di stato ma…

Scritto il 14 settembre 2012  da Agata Marino
Una decisione della corte tedesca di contribuire al fondo salva stati limitatamente a 190 miliardi ( 700 x 28%), l’Italia contribuirà per 140 mld al fondo, penso che non sia un grande successo, ricordo a tutti che il fondo salva stati e’ già stato speso preventivamente per 500 miliardi di euro, rimangono 200 miliardi, non penso che sia un’ammontare che possa spaventare la speculazione, ricordiamoci tutti che la Bce acquista i titoli sul mercato secondario dopo la richiesta di intervento al fondo e quindi in supporto al fondo. Nessuno ha riflettuto sul fatto che adesso l’Italia dovrà pagare i 140 miliardi di contribuzione al fondo in cinque anni, sono 28 miliardi all’anno dal 2013, dove prende i soldi?

L‘annuncio che la Bce acquisterà titoli di Stato dei paesi in difficoltà, senza limiti di ammontare, è un significativo passo avanti nella soluzione della crisi del debito sovrano dell’area euro. Tuttavia, gli acquisti saranno sì illimitati, ma anche temporanei, perché concentrati solo sui titoli con  scadenza residua non superiore a tre anni. Una scelta che tutela la Bce da possibili perdite dovute a un aggravarsi della crisi. Manda, però, un segnale di sfiducia al mercato e rischia di generare ulteriori vulnerabilità nei debiti degli Stati sovrani.

[…] Immediatamente salutato dai mercati con una decisa riduzione degli spread di Italia e Spagna, l’annuncio non prefigura tuttavia per la Bce un ruolo di prestatore di ultima istanza quale hanno la Federal Reserve o la Bank of England. È stato infatti ribadito che gli acquisti saranno condizionati all’attuazione di un programma di riforme fiscali da concordarsi nell’ambito degli aiuti forniti dai fondi salva Stati (Efsf e costituendo Esm). […]

PERCHÉ I TITOLI A BREVE

[…] Ma quale effetto può avere un intervento concentrato sulle scadenze inferiori ai tre anni? Il credito a breve scadenza ha senz’altro un costo minore per il debitore, ma presenta il rischio di svanire dopo poco tempo. L’effetto positivo di un credito “a tempo” è di incentivare il debitore a operare rapidamente mettendo in atto le riforme richieste. Ma un debito a breve scadenza è rischioso; così come i depositi a vista espongono le banche a una corsa agli sportelli, le scadenze ravvicinate e concentrate aumentano il rischio di default, di una crisi di roll over in cui i creditori, presi dal panico, si rifiutano di rinnovare il debito in scadenza. Ovviamente, quello che conta è la scadenza del debito complessivo e non solo di quello eventualmente acquistato dalla Bce. […]

I RISCHI PER L’ITALIA

Quanto è grande il pericolo per l’Italia che un accorciamento delle scadenze dovuto all’intervento della Bce possa portare a una crisi di liquidità sul debito? Al momento, il rischio è pressoché nullo poiché gli aiuti da parte dell’UE e quindi gli acquisti della Bce non appaiono necessari. Tuttavia, in uno scenario che potrebbe rapidamente deteriorarsi, acquisti di titoli da parte della Bce concentrati sul segmento fino a tre anni costituiscono un’inutile distorsione e introducono un incentivo perverso nelle gestione del debito.

Il motivo per cui l’impatto degli alti tassi d’interesse sul costo del debito italiano è stato finora contenuto, consentendo di resistere alla crisi, si deve alla prudente e corretta gestione del debito da parte del Tesoro italiano che, tra la fine del 2008 a la fine del 2011, ha continuato a emettere titoli a lungo termine pur in presenza di una curva dei tassi d’interesse fortemente inclinata. È difficile immaginare che questa politica possa essere mantenuta in uno scenario in cui l’Italia si trovasse costretta a chiedere aiuti all’UE, e gli acquisti della Bce riducessero ulteriormente i costi del debito a breve, se non altro perché le pressioni politiche per un contenimento della spesa per interessi ai fini del pareggio di bilancio sarebbero irresistibili. […]

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Aggiornamento del 29 gennaio 2015:

http://www.wired.it/attualita/politica/2015/01/26/quantitative-easing/

Cos’è il Quantitative Easing e perchè è così importante per l’Europa

Per il governatore della Bce Mario Draghi il QE è l’arma finale contro l’inflazione e per rilanciare la crescita europea. Ma basterà?

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