Dopo aver criticato la tassa sulle bibite zuccherate che il Ministero della Salute voleva introdurre (vedi gli articoli “Tassa sulle bibite zuccherate: può davvero migliorare la nostra salute?” e “Tassa sulle bibite gassate: positiva per la salute dei cittadini oppure… dei conti dello Stato?!?“), ci occupiamo ora di educazione alimentare. Infatti, è stato firmato un Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (MIUR), il ministro Francesco Profumo e il presidente di Federalimentare Filippo Ferruga Magliani che prevede l’introduzione a livello nazionale, nell’anno scolastico da poco iniziato, dell’iniziativa denominata “Il Gusto fa Scuola” (link: www.ilgustofascuola.it/). Dal sito dell’iniziativa si può leggere: “Nel nuovo Protocollo (questo è il LINK), che rinnova e sostituisce quello precedente di Aprile 2011 e ha durata triennale, viene ribadita la convinzione, condivisa da entrambe le parti [MIUR e Federalimentare], che l’educazione alimentare, abbinata ad un’adeguata attività fisica, rappresenti l’unica via per combattere il sovrappeso e l’obesità e vengono individuati gli strumenti formativi idonei a raggiungere tale obiettivo: a partire dai corsi di formazione per docenti, i tool digitali e tecnologici a supporto della didattica, le convenzioni di alternanza scuola-lavoro, l’impegno nella ricerca tecnologica in campo agroalimentare, fino ad arrivare alle visite didattiche in azienda.” Inizialmente eravamo caduti anche noi nel tranello di considerare positivamente un’iniziativa di educazione alimentare come questa, ma poi abbiamo dovuto ricrederci leggendo l’articolo di scienzainrete di seguito riportato, il quale mette in luce il fatto che, con il conflitto d’interessi dovuto alla partecipazione diretta delle industrie alimentari nella conduzione del progetto, possa esservi una sorta di manipolazione e sabotaggio dei corretti princìpi di educazione alimentare a favore alle industrie alimentari stesse.  Vi proponiamo quindi questo interessante articolo e vi invitiamo a firmare, solo se lo riterrete opportuno, l’appello proposto.

L.D.

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/promozione-di-sana-alimentazione-0#appello

La promozione di una sana alimentazione

[…]

LA STRATEGIA ADOTTATA DALL’INDUSTRIA ALIMENTARE, ANALIZZATA A LIVELLO INTERNAZIONALE

Jeffrey Koplan, ex direttore dei CDC di Atlanta e attualmente direttore del Global Health Institute della Università Emory di Atlanta ha riassunto in un articolo pubblicato da JAMA (Jeffrey P. Koplan, Kelly D. Brownell, Response of the Food and Beverage Industry to the Obesity Threat, JAMA, October 6, 2010—Vol 304, No. 13) le caratteristiche principali delle strategie adottate dall’industria alimentare:

  • acquisire maggiore credibilità attraverso accordi con partner rispettabili della sfera pubblica, con ricercatori e organizzazioni professionali, creando conflitti di interesse e nello stesso tempo offrendo resistenza alle misure di sanità pubblica, negando qualsiasi responsabilità rispetto all’impatto sulla salute dei propri prodotti e dipingendo tutti coloro che si oppongono a loro come critici non obiettivi e ideologici;
  • reinquadrare l’obesità non come problema legato all’alimentazione, ma alla mancanza di attività fisica. A questo proposito Koplan fa notare che il livello di attività fisica raccomandato ha diversi vantaggi per la salute, ma provoca solo un modesto aumento del dispendio energetico. L’attività fisica necessaria per controbilanciare le calorie di una dieta ipercalorica richiederebbe troppo tempo e sarebbe incompatibile con il lavoro, il sonno e le altre attività quotidiane. Per esempio per smaltire le calorie contenute in un pasto completo tipo fast food bisognerebbe correre una maratona. Oppure, per smaltire le 150 calorie che possono essere contenute in una lattina di bevanda zuccherata occorre camminare per almeno 3 km in 60 minuti come osserva Marion Nestlé, professoressa al Dipartimento di Nutrizione alla New York University nel suo ultimo libro (Marion Nestlé, Malden Nesheim, Why Calories Count, Università of California Press, Berkley, 2012, p. 72);
  • sostenere che non esistono cibi cattivi, che quello che conta sia solo l’apporto calorico complessivo e la moderazione da parte degli individui. Esiste invece un ampio consenso tra gli esperti di nutrizione e di sanità pubblica sul fatto che il consumo di certi alimenti deve essere incrementato (frutta e verdura), mentre il consumo di altri fortemente ridotto o evitato (bevande zuccherate e cibi spazzatura). Non tutte le calorie sono uguali: 100 calorie derivati da broccoli hanno un valore nutrizionale diverso rispetto a 100 calorie derivate da patatine o bevande zuccherate. Inoltre, con questa argomentazione, la responsabilità dell’aumento dell’eccesso di peso viene addossata esclusivamente alle singole persone che non si sanno regolare sulle quantità e ai genitori che non sanno educare i propri figli, colpevolizzando le vittime;
  • accusare di paternalismo e anti-liberismo coloro che richiedono interventi governativi per regolamentare le attività industriali;
  • aggiungere vitamine, minerali o fibra a cibi di scarso valore nutrizionale per poi promuovere questi prodotti come salutari; 
  • sostenere una responsabilità sociale attraverso dichiarazioni di autoregolamentazione che vengono sistematicamente disattese e contraddette dai fatti. A tale proposito è chiarissimo il giudizio dello special rapporteur on the right to food, Oliver De Schutter, espresso il 26 dicembre 2011 all’Assemblea generale delle Nazioni Unite: “L’autoregolamentazione dell’industria alimentare si è dimostrata inefficace”.

IL GUSTO FA SCUOLA, UN CASO ESEMPLIFICATIVO

Ci si potrebbe chiedere se le critiche relative al ruolo dell’industria alimentare non siano in verità solo ipotesi teoriche a sostegno di un processo alle intenzioni.

Vediamo quindi in concreto come si presenta l’iniziativa Il Gusto fa Scuola visitando il sito internet appositamente creato da Federalimentare in collaborazione con MIUR e l’Istituto Nazionale per la Ricerca su Alimenti e Nutrizione (INRAN), www.ilgustofascuola.it

Per la descrizione dei contenuti ci basiamo sullo stato del sito al 27 agosto 2012. È necessario fare questa precisazione perché i contenuti del sito sono stati modificati nelle ultime settimane di luglio, poco dopo che è cominciata a circolare tra esperti del settore una lettera aperta al Ministro dell’istruzione, che riportava alcuni tra i messaggi più scioccanti contenuti nel sito, in particolare quelli riferiti alle bevande alcoliche. Questo nesso temporale non implica necessariamente un nesso causale, ma tutti gli elementi criticati nella lettera aperta sono stati corretti. Tuttavia è rimasta inalterata la sostanza e la filosofia di fondo che ispira l’intera iniziativa.

Il sito è suddiviso in tre aree: insegnanti, famiglie e ragazzi. All’interno dell’area “ragazzi” è compresa la sezione “Palestra fai da te” con descrizioni di alcuni esercizi di ginnastica, senza specificare quante calorie si bruciano svolgendo queste attività, il che conferma la tendenza dell’industria alimentare a spostare l’attenzione, dall’alimentazione all’attività fisica, come strategia principale per contrastare il sovrappeso. In un’altra sezione, denominata “Conosci ciò che mangi”, vengono riproposte le linee guida INRAN per una sana alimentazione italiana, che risalgono al 2003 e sono rivolte alla popolazione generale e non in modo specifico a bambini e ragazzi. Così, all’interno di cibi e bevande da ritenere normali per uno studente della scuola d’obbligo si trovano anche le bevande alcoliche, specificando “se sì, solo in quantità controllata”, normalizzando quindi un comportamento altamente pericoloso e controindicato per bambini e ragazzi. Solo chi si addentra all’interno del capitolo apprende che “nell’infanzia e nell’adolescenza occorre del tutto evitare l’uso di bevande alcoliche”. Ma allora perché inserirle in un sito rivolto a bambini e ragazzi?

Maggiori informazioni sui diversi cibi si trovano anche nella sezione dedicata alle famiglie: “Per sapere di più”. Anche qui, relativamente alle bevande alcoliche, si trovano informazioni normalizzanti e promozionali contraddette dal relativo capitolo delle linee guida INRAN, producendo il tipico mix in cui risulta difficile distinguere le informazioni scientifiche dalla pubblicità. Per sapere qualcosa di più sui prodotti dolciari il navigatore viene dirottato direttamente sul sito dell’Associazione delle industrie italiane del dolce e della pasta, che ovviamente non contiene informazioni sui rischi per la salute associati al consumo di questi prodotti. Per Il Gusto fa Scuola, i salumi sono pieni di vitamine e sali minerali, contengono meno sale e grassi rispetto al passato e sono quindi “un alimento sano e in linea con le tendenze nutrizionali più moderne”. Nella parte della modalità e occasioni di consumo si trovano molti consigli sulla preparazione, su come dovrebbe essere affettato e con quali altri alimenti può essere abbinato, l’abbinamento con il vino, presente in una versione precedente, del sito è stato tolto, ma mancano informazioni sulla frequenza di consumo, che dovrebbe essere solo occasionale. Lo stesso approccio viene seguito anche nella sezione degli “Snack salati” che vengono descritti come alimenti fornitori di “energia, ma anche di gusto, piacere ed allegria (…) adatti a tutti i palati e a tutte le esigenze”.

Invitiamo il lettore a scoprire da sé altri esempi di informazione parziale e fuorviante, dal punto di vista della salute, contenuti nel sito, ma vogliamo aggiungere ancora una citazione a proposito delle bevande zuccherate, visto che dalla comunità scientifica internazionale sono state individuate da tempo come tra i maggiori responsabili dell’aumento dell’obesità infantile (National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion Division of Nutrition and Physical Activity (September 2006) Does Drinking Beverages with Added Sugars Increase the Risk of Overweight? Research to Practice Series, No. 3., che ne Il Gusto fa Scuola sono classificate come “bevande analcoliche”, che “possono contribuire a soddisfare il fabbisogno quotidiano di liquidi. Un’idratazione adeguata è fondamentale per il mantenimento della temperatura dell’organismo e per un corretto svolgimento delle funzioni fisiologiche del nostro corpo e del nostro cervello”. Le informazioni più generali sono paradigmatiche dell’intera filosofia dell’iniziativa: “Non è infatti il loro consumo (o quello dello zucchero che contengono) di per sé, ma piuttosto il suo eccesso, ad essere uno dei meccanismi che possono concorrere al sovrappeso ed all’obesità. Un’adeguata attività fisica, tra l’altro, può permettere di inserire queste bevande nella propria alimentazione – se lo si desidera – facilitando, al tempo stesso, il mantenimento di un corretto equilibrio tra le entrate e le uscite energetiche. La scelta quindi non sembra essere tra il consumare o il non consumare queste bevande, ma piuttosto quella di adottare nei loro confronti un atteggiamento di scelta responsabile.”

Tra le attività di educazione alimentare che vengono proposte agli insegnanti si trovano iniziative quali un corso di Formazione sui salumi e i vini DOP e IGP e “Pubblicitario per un giorno”, iniziativa nella quale i ragazzi devono “ideare una campagna pubblicitaria che comunicasse (sic!) la qualità dei salumi DOP e IGP”, “Il laboratorio di Augusto”, nel quale un attore travestitosi da AuGusto – salumiere, cantastorie e animatore – “guida i ragazzi in un itinerario tra i grandi salumi italiani” e altre campagne che affrontano il noto problema dello scarso consumo di merendine e dolci da parte dei bambini: “Una merendina al giorno…”; “Biscotti. E scatta il gusto.”; “Il gelato dal tuo lato.”; “Le merendine, sicuro di conoscerle?”. A cura dell’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane.

[…]

Un appello a smascherare l’ambiguità di questa iniziativa e a contrastarla

Lanciamo infine un appello indirizzato a diversi destinatari:

  • al Ministro della salute affinché difenda la salute di bambini e ragazzi messa in pericolo da questa iniziativa e, in qualità di promotore del programma governativo Guadagnare Salute – rendere facili le scelte salutari, prenda le distanze dal programma Il Gusto fa scuola che contraddice i principi della promozione della salute sanciti dalla carta di Ottawa, e continui sulla strada annunciata per un aumento del prezzo delle bevande zuccherate attraverso la tassazione, come già avviene in altri Paesi europei;
  • al Ministro dell’istruzione, dell’università e ricerca affinché chiarisca per quali motivi il MIUR preferisce rivolgersi all’industria alimentare per una campagna di educazione alimentare nelle scuole pubbliche italiane, piuttosto che agli esperti di nutrizione indipendenti presenti al ministero della Salute, nei suoi organi  tecnico scientifici e nel sistema sanitario;
  • ai ricercatori dell’INRAN e delle Università e di altri enti di ricerca pubblici affinché non danneggino la loro reputazione prestando il loro buon nome ad operazioni di marketing che, dal punto di vista della difesa del diritto alla salute, rappresentano notoriamente parte del problema e non della soluzione;
  • agli insegnanti e al mondo della scuola in generale affinché, esercitando lo spirito critico, evitino di farsi ignaro veicolo di interessi commerciali;
  • ai decisori e amministratori politici e sanitari a livello nazionale, regionale e locale affinché prestino più attenzione a possibili misure di controllo delle attività commerciali, soprattutto a favore della tutela dei minori, limitando le collaborazioni con l’industria al miglioramento della qualità nutrizionale degli alimenti;
  • ai colleghi che sono coinvolti nel monitoraggio e nella promozione della salute a livello regionale e locale affinché, pur continuando nel lavoro fondamentale nei sistemi di monitoraggio e nei progetti finalizzati alla modifica dei comportamenti individuali, considerino le strategie di marketing aziendali come una parte dei determinanti sociali della salute da monitorare e su cui intervenire e dare informazione ai cittadini per incrementare la sovranità e il controllo che possono esercitare sui propri destini;
  • ai cittadini affinché rimangano vigili e critici prendendo iniziative di difesa di quello che è un diritto fondamentale sancito dalle Nazioni Unite e dalla Costituzione italiana: vivere in un ambiente sano e sostenibile nel quale raggiungere il più alto standard di salute possibile.

4 settembre, 2012

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