Una buona notizia, finalmente! Il Governo Monti ha varato nuove norme per la tutela del territorio ed il contenimento del consumo di suolo (per comprendere meglio la tematica in oggetto, vi consigliamo di cercare nel nostro archivio gli articoli precedenti “Allarme cemento parte 1 – 2 – 3):

http://www.altalex.com/index.php?idnot=58864

Consiglio dei ministri: cod. proc. amministrativo, Autorizzazione Unica Ambientale

Consiglio dei Ministri, comunicato 14.09.2012 n° 45
[…] Il Consiglio si è pronunciato sulle seguenti materie:

A. Valorizzazione delle aree agricole e contenimento del consumo del suolo;

B. Autorizzazione Unica Ambientale;

C. Ratifica ed esecuzione accordi internazionali;

D. Recepimento normativa comunitaria;

E. Deleghe in materia sanitaria e di sicurezza alimentare;

F. Codice del processo amministrativo;

G. Proroga scioglimento Consiglio comunale di Corigliano Calabro;

H. Leggi regionali;

I. Nomine.

A. VALORIZZAZIONE DELLE AREE AGRICOLE E CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO

[…] In Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera. Dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. La perdita di superficie agricola – e la conseguente riduzione della produzione – impedisce al Paese di soddisfare completamente il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall’estero.

Il provvedimento mira anzitutto a garantire l’equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate. Ha inoltre l’obiettivo di promuovere l’attività agricola che si svolge (o si potrebbe) svolgere su di essi, contribuendo alla salvaguardia del territorio. Il mantenimento dell’attività agricola infatti consente di poter gestire il territorio e contribuisce a diminuire il rischio di dissesti idrogeologici.

Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:

  1. Vengono identificati come “terreni agricoli” tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola;
  2. Si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell’estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d’uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell’assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate;
  3. Si prevede il divieto di cambiare la destinazione d’uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell’ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo, l’intervento mira a evitare che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell’attività agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione;
  4. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l’attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti.
  5. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole al fine di identificare i Comuni interessati, i cui strumenti urbanistici adottati non prevedono l’ampliamento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite determinato dalle Regioni, che possono chiedere di essere inseriti.
  6. Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità – consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria – e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell’Ente locale.
  7. Si abroga inoltre la norma che prevede che una percentuale dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal Testo Unico in materia edilizia sia utilizzata per il finanziamento delle spese correnti dell’ente locale. Il fine è quello di disincentivare l’attività edificatoria sul territorio.

[…]

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VIDEO:

2A+P/A, Angelo Grasso, TSPOON – 5 minuti di recupero – 2012

5 minuti di recupero.
Un’occasione per ripensare la crescita urbana

Oggi l’Italia è chiamata ad affrontare una grande sfida: ripensare lo sviluppo e la crescita urbana. Il video indaga attraverso l’analisi e la rielaborazione di dati strategici, il fenomeno del consumo di suolo e le possibili strategie per il suo contenimento.

La ricerca è stata commissionata dal Padiglione Italiano della 13a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia ed esposta nella sezione Re-Made in Italy.

Video di:
2A+P/A (Gianfranco Bombaci e Matteo Costanzo), Angelo Grasso, TSPOON (Nina Artioli, Alessandra Glorialanza, Eliana Saracino)

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Aggiornamento del 6 febbraio 2013:

http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/9613-consumo-di-suolo-ispra

Consumo di suolo, Ispra: ogni anno perdiamo un’area vasta quanto Milano e Firenze

 Francesca Mancuso

[…] Secondo l’analisi dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, negli ultimi anni il consumo di suolo in Italia è salito ad una media di 8 metri quadrati al secondo, un crescendo che non conosce battute d’arresto fin dal 1956. […] Il Bel Paese è ormai passato dagli 8.000 km quadrati di consumo di suolo del 1956 agli oltre 20.500 del 2010. […]

consumo ispra1

L’analisi dell’Ispra ha considerato il periodo che va dal 1956 al 2010, realizzando la più significativa collezione di dati a livello nazionale che ricostruisce l’andamento del consumo di suolo in Italia. Lo studio ha analizzato i valori relativi alla quota di superficie “consumata”, incluse le aree edificate, le coperture del suolo artificiali (cave, discariche e cantieri) e tutte le aree impermeabilizzate, non necessariamente urbane (infrastrutture). Sono state escluse, invece, le aree urbane non coperte da cemento e non impermeabilizzate. […]

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Aggiornamento del 6 novembre 2014:

http://www.toscana-notizie.it/-/urbanistica-legge-di-svolta-toscana-prima-regione-che-tutela-il-territorio-agricolo-contro-il-consumo-di-suolo

Urbanistica, legge di svolta: Toscana prima regione che tutela il territorio agricolo contro il consumo di suolo

29 ottobre 2014 – Redazione

FIRENZE –  “Una legge di profonda svolta, e non scontata, che mette la Toscana all’avanguardia nelle politiche del governo del territorio. Con questa legge la Toscana potrà andare a testa alta nel dibattito nazionale e essere di esempio”.

Lo ha detto in Consiglio il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sulla nuova legge – appena approvata – sul governo del territorio, che riforma le legge urbanistica del 2005, facendo leva sul freno al consumo di nuovo suolo, sulla riqualificazione dell’esistente nei terreni urbanizzati, sulla tutela del territorio agricolo da trasformazioni non agricole, e sulla pianificazione di area vasta.

“Con l’approvazione di questa legge lungimirante, che consentirà alla Toscana uno sviluppo di qualità, diamo dignità e forza alle istituzioni. La Toscana ce la fa ad andare oltre gli interessi particolari e afferma un punto di vista più alto. Nel tutelare il territorio per le prossime generazioni, sembra quasi ispirarsi a una idea di politica come ‘arte del rimedio’ secondo la formulazione di Machiavelli”.

Rossi ha voluto togliersi anche un sassolino dalle scarpe. “Da oggi i cambiamenti di coltura si potranno fare senza licenza. E lo sottolineo soprattutto ai sindaci del Chianti che tante polemiche hanno fatto sul piano del paesaggio. Non piace a nessuno essere identificato come nemico dell’agricoltura, tanto più che oggi presentiamo una legge che il territorio agricolo lo tutela”.

Anche l’assessore Anna Marson ha insistito sul fatto che “questa nuova legge pone la Toscana come innovatrice rispetto a un dibattito nazionale che vede più proposte di norme per contrastare il consumo di suolo. Una innovazione intesa come riforma delle regole che avvicina la Toscana alle più avanzate normative europee”.

“Il lavoro che ha portato all’approvazione di questa legge è stato lungo e dialettico – ha detto ancora l’assessore – e ha visto l’impegno di molte persone. In questo percorso ci sono state modifiche che non hanno però inficiato l’impostazione iniziale, e sono orgogliosa che alcuni principi e dispositivi siano divenuti, come e’ emerso da molti degli interventi in aula, patrimonio comune”.

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