In questo articolo si parla di Social Media marketing, ovverossia una sorta di marketing personalizzato, che permetterebbe di ottimizzare le risorse delle imprese oltre che di far sentire più coccolati i clienti… due piccioni con una fava quindi! Qui abbiamo dovuto tagliare la maggior parte dell’articolo per esigenze di copyright, vi consigliamo quindi di collegarvi direttamente al link riportato, che vi offrirà anche molti esempi concreti di quanto trattato nell’articolo.

Buona lettura!

L.D.

http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2012/08/i-dieci-processi-da-sviluppare-in-chiave-social-secondo-mckinsey.html

I dieci processi da sviluppare in chiave social secondo McKinsey

Il tesoro nascosto della social organization

di Marco Minghetti & The Living Mutants Society

16 AGOSTO 2012

[…] The Social Economy: Unlocking Value and Productivity through Social Technology, secondo il quale  c’è un tesoro nascosto nelle «Tecnologie Sociali» (cioè i «prodotti e servizi che consentono le interazioni sociali nel regno del digitale»). […]

Sviluppo del prodotto

1) Co-generazione. Come aveva già dimostrato Dan Tapscott in Wikinomics, le aziende possono migliorare efficacia ed efficenza nello sviluppo dei prodotti creando community aperte non solo ai propri ricercatori del reparto R&D, ma a tutti coloro che hanno competenza ed esperienza sul tema. […]

Operations e distribuzione

2) Previsione della domanda. Sulla base delle informazioni condivise sui social network da parte dei clienti o del personale che lavora nella rete di distribuzione, ad esempio i commessi dei negozi al dettaglio, i fornitori sono in grado di rispondere alle variazioni molto localizzate della domanda in breve periodo e con costi ridotti. […] tracciare queste conversazioni è utile non solo per capire in che modo siamo visti dai nostri stessi clienti ma anche quali strade possiamo prendere per andare nella direzione condivisa. Questo significa trasformarsi in un social business, in una social enterprise. […]

3) Distribuzione. Si possono utilizzare le piattaforme sociali per operazioni di terziarizzazione. […]

Marketing e vendite

4) Ricerche di mercato. Le Tecnologie Sociali possono essere utilizzate per ottenere approfondimenti sui prodotti e sui marchi; raccogliere opinioni sui concorrenti e le percezioni dei segmenti di mercato. Indicazioni che possono essere utilizzate come input per la produzione, per il design, per le campagne pubblicitarie, per stabilire il prezzo o per le attività di sviluppo del prodotto. Ma, oltre a ascoltare passivamente e analizzare le interazioni sociali, le aziende possono impegnarsi direttamente con i clienti nei forum e nelle comunità online, chiedendo feedback direttamente ai membri. […]

5) Interazioni con i clienti. Grazie alle Tecnologie Sociali è possibile interagire con i propri clienti a costi molto bassi e con messaggi dai contenuti mirati: promozioni per i compleanni, per eventi personali speciali, per alcuni clienti e mercati maggiormente interessanti, per periodi dell’anno specifici quali le festività. Inoltre, possono essere utilizzate per costruire comunità di clienti, che comunicano tra loro […] i trend di sviluppo indicano che il social media marketing si sta orientando verso un approccio non più monocanale (la Tv, il blog, il forum) bensì multicanale, cross e transmediale. […]

Il caso HP

6) Contatti commerciali. I consumatori che utilizzano i social media spesso condividono notizie sulla propria vita: un matrimonio, la nascita di un bambino, un nuovo lavoro. Quindi diventa facile per gli agenti di vendita preparare delle offerte ad hoc, per esempio nel servizio assicurativo, e presentarla ai propri amici/conoscenti all’interno delle reti sociali. Più in generale,  quanto più si è attivi sui social media tanto più si moltiplicano i contatti utili per il business, la cosiddetta lead generation. […]

7) Social Commerce. Le Tecnologie Sociali possono facilitare le transazioni, per esempio, suggerendo prodotti che sono stati acquistati da membri di gruppi sociali online degli shopper. […]

Customer service

8) Customer care. Una piattaforma sociale può agire come un canale dedicato per il servizio clienti. […] Attraverso le Tecnologie Sociali le aziende hanno poi modo di ascoltare i problemi dei propri clienti anche durante le loro conversazioni, identificando così i problemi e anticipando il loro agire prima che possano danneggiare le vendite o la reputazione di un prodotto. […]

Utilizzi interni all’impresa

9) Collaborazione e comunicazione. […] le Tecnologie Sociali hanno un notevole potenziale per migliorare le performance organizzative, semplificando le comunicazioni e migliorando la collaborazione (sia all’interno dell’impresa sia con l’esterno). Strumenti sociali possono essere utilizzati per facilitare la collaborazione e la co-creazione, ridurre il tempo speso in inutili incontri di persona, sviluppare best pratices […] Strumenti sociali possono essere utilizzati per gestire i processi di induction dei nuovi assunti e la creazione di team composti da personale interno, clienti e fornitori […] facilitano la comunicazione e la collaborazione tra persone che lavorano in luoghi molto distanti fra loro […]

10) Employer Branding e Recruitment. […]  i social media forniscono una finestra sul mercato del lavoro utilissima per determinare quali sono le competenze disponibili e scoprire le competenze specifiche dei candidati. […]

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Aggiornamento del 23 novembre 2012:

http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2012/11/hr-20-il-caso-hera.html

HR 2.0? Il caso Hera

20 NOVEMBRE 2012 – di Marco Minghetti & The Living Mutants Society

La situazione dell’Employer Brandig online in Italia

Una social media strategy per la Direzione Risorse Umane è possibile? Per rispondere a questa domanda  ho pubblicato una serie di post, partendo dall’osservazione che nel 2010 solo il 6% delle aziende (americane) usava i social media per il reclutamento. Oggi, questa percentuale è passata all’89%. Per un motivo molto semplice: le persone di maggiore talento, competenza, creatività e capacità di innovazione sono molto attive sui social media e sono più attratte da quelle realtà che mostrano di possedere modelli culturali e operativi coerenti con il mondo 2.0. […]

Purtroppo anche le aziende più avvertite si fermano qui, all’Employer Branding vissuto più come una sorta di propaggine di un social media marketing spesso arruffone e solo retorico, che come parte di una vera strategia  globale di HR 2.0. Se poi guardiamo alla situazione italiana, il quadro è addirittura catastrofico. E’ stata pubblicata pochi giorni fa la seconda edizione della ricerca Employer Branding Online Awards Italy 100, che ha valutato come le maggiori società in Italia utilizzano il sito corporate per attrarre e fidelizzare i migliori talenti. […]

L’Italia – scrivono i ricercatori – fallisce la sfida dell’employer branding online: mentre chi cerca lavoro non si accontenta più soltanto di visitare i siti corporate delle società, ma vuole interagire attraverso i social media e trovare informazioni in mobilità, le aziende italiane continuano ad offrire soltanto le informazioni di base rispetto a carriera e inserimento in azienda, faticando a rinnovarsi nei modi di comunicare con i migliori talenti sul mercato del lavoro.

È una situazione senza alcun progresso rispetto a quella mappata dal primo studio di due anni fa. La maggior parte delle società italiane non sfruttano le potenzialità dei canali digitali per comunicare il proprio valore come datori di lavoro presso i dipendenti attuali e soprattutto potenziali. Soltanto una manciata di esse riescono ad essere competitive in tutti gli aspetti valutati dall’analisi, inserendosi a testa alta in uno scenario europeo, pur nella generale assenza di chiare strategie legate allo sfruttamento dei social media.

Gruppo Hera vince con 79,25 punti su 100 seguita da Telecom Italia (72) e Eni (57,25); a livello europeo è Allianz a spuntarla, ma la competizione è molto più livellata verso l’alto.

Soltanto le prime 8 società in classifica ottengono più di 50 punti sui 100 disponibili, punteggio che contraddistingue un sito di buon livello. La media italiana è di soli 28 punti, contro i 31 della prima edizione della ricerca, risalente al 2010. […]

 Il caso Hera

Ancora più interessante appare dunque il caso di Hera, tra le principali multiutility italiane che opera in servizi fondamentali a garantire lo sviluppo del territorio e delle comunità servite. […] Ho dunque intervistato Giancarlo Campri – Direttore Centrale Personale e Organizzazione, nel quadro della rassegna di case history che testimoniano come anche in Italia una funzione HR 2.0 sia possibile. […]

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