Il Sole 24 Ore ha verificato lo stato di attuazione dei decreti varati dal governo da quando è in carica: il decreto sulla spending review è all’1,9% mentre il decreto semplificazione fiscale è al 19,4% ed il decreto sulle semplificazioni al 4%.

Intervista ad Antonello Cherchi (giornalista del Sole 24 Ore)

Teniamo conto che tra le manovre ce ne sono di molto recenti, per le quali i provvedimenti attuativi sono giustamente ancora a zero. Però anche il Salva Italia (di dicembre 2011) è messo male: per alcuni il tempo è già scaduto ed è attuato al 30%. Monti ha riconosciuto il ritardo promettendo un maggiore impegno. Il provvedimento sulla riforma del lavoro è a zero: quanto successo finora nel mondo del lavoro non è imputabile quindi a tale manovra.

Da cosa dipende questa lentezza? Semplice: dall’eccesso di norme!

Ci sono state 7 manovre corpose e piene di articoli tutte in fila: il legislatore spesso interviene su norme toccate pochi mesi prima. Le norme possono quindi essere pronte al varo e dover fermarsi perchè la nuova manovra va a toccare quella norma (magari per modificarla in un nuovo punto).

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Aggiornamento del 10 maggio 2013:

http://www.corriere.it/editoriali/13_maggio_09/burocrazia-inossidabile_1c2f7c84-b862-11e2-8563-aab5ecf30b92.shtml

CHI DETIENE LE VERE LEVE DEL POTERE

Burocrazia inossidabile

[…] Il monopolio delle informazioni è il vero motivo della potenza della burocrazia. Gestire un ministero è una questione complessa: richiede dimestichezza con il bilancio dello Stato e il diritto amministrativo e soprattutto buoni rapporti con i burocrati che guidano gli altri ministeri e la presidenza del Consiglio. Gli alti dirigenti hanno il monopolio di questa informazione e di questi rapporti, e tutto l’interesse a mantenerlo. Hanno anche l’interesse a rendere il funzionamento dei loro uffici il più opaco e complicato possibile, in modo da essere i soli a poterli far funzionare. E così quando arriva un nuovo ministro, animato dalle migliori intenzioni, a ogni sua proposta la burocrazia oppone ostacoli che appaiono incomprensibili, ma che i dirigenti affermano essere insormontabili. […]

Sono tutti ottimi funzionari dello Stato, ma se non sono riusciti ad arginare la spesa pubblica per quarant’anni saranno davvero le persone più adatte per gestire una spending review ? Non è venuto il momento di affrontare il ricambio della burocrazia? E di farlo per davvero, ponendo un termine alla perenne rotazione da un ministero all’altro, da un ministero a un’autorità indipendente e da questa ancora a un ministero? Non c’è ricambio se si abbassa l’età media dei ministri mentre la struttura sotto di loro resta immutabile. Cambiare i vecchi burocrati è certamente costoso perché un nuovo dirigente ci metterà un po’ a prendere in mano le redini del ministero. Ma è un costo che val la pena pagare. L’alternativa è continuare a non fare nulla.

Francesco Giavazzi – 9 maggio 2013

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Aggiornamento del 23 dicembre 2013:

http://www.lavoce.info/quei-dirigenti-ministeriali-cosi-numerosi-e-iperpagati/

Quei dirigenti ministeriali: così numerosi e iperpagati

20.12.13 – Roberto Perotti

È difficile stabilire la retribuzione di un dirigente ministeriale. Un confronto con una democrazia efficiente può aiutare. I dirigenti di vertice italiani sono pagati tra il 50 e l’80 per cento più di quelli britannici e sono più numerosi. Una differenza indifendibile.

[…]

La conclusione è chiarissima: i dirigenti di vertice italiani sono troppi, e iperpagati. Non esiste alcuna giustificazione per remunerazioni così alte. […]

Qualcosa va fatto, e sostanziale: non basterà bloccare l’ adeguamento all’inflazione, o altri palliativi del genere. La Corte Costituzionale si opporrà, come in passato, perché ha un evidente conflitto di interessi in materia di stipendi d’ oro, ed ha già mostrato di usare una logica economica contorta per bocciare alcuni provvedimenti ragionevolissimi proposti in passato. Si dovrà anche smettere di invocare la nozione di “diritto acquisito”. Qualsiasi cambiamento di legislazione lede qualche “diritto acquisito”: se si aumenta l’ aliquota dell’Imu, si svantaggia chi aveva comprato una casa rispetto a un individuo identico che aveva deciso invece di prendere in affitto. […]

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