I dati che qui riportiamo intendono dimostrare il fatto che in Italia non si guarda al progresso e alla sostenibilità, ma al contrario si continua ad utilizzare l’automobile come modalità di trasporto privilegiata (nel 1997 l’Italia ha guadagnato il primato di paese più motorizzato al mondo: Corriere della Sera “Italia Paese piu’ motorizzato al mondo” –  5 marzo 1998). I politici, dal canto loro, hanno una notevole parte di responsabilità in tutto ciò, poichè anzichè cercare di disincentivare l’utilizzo dell’automobile e promuovere modalità di trasporto alternative e maggiormente sostenibili (vedi articolo “Mobilità INsostenibile: uno dei tanti fattori di arretratezza del nostro Paese“), sanno solo cavalcare l’onda e lucrare sul prezzo dei combustibili, attraverso l’imposizione di IVA ed accise (ricordiamo che siamo il settimo paese al mondo per costo della benzina). Dall’inizio del 2011 ad oggi, le accise sui carburanti in Italia sono così aumentate: per il gasolio da 0,423 a 0,597 euro/litro, per la benzina da 0,564 a 0,708 euro/litro. Ma tanto ai politici cosa interessa, loro nemmeno conoscono il prezzo dei carburanti (vedi articolo “Politici da vergogna: non conoscono il prezzo della benzina!“).

Più che “POLITICI” li potremmo definire dei “POLLITICI“, visto quanto sono bravi nello spennarci sempre e comunque!!!

Per approfondire: nota CERM 2 – 2008 “I PREZZI DEI CARBURANTI TRA FALSI MITI E DECISIONI DI POLICY: L’ITALIA IN UN CONFRONTO INTERNAZIONALE SU DATI EUROSTAT” di F. Pammolli e N.C. Salerno (pdf)

L.D.

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http://www.ecoage.it/automobili-italia.htm

Quante automobili circolano nel nostro paese? La situazione è migliorata o peggiorata dal 1990 ad oggi? Proviamo a rispondere a queste domande leggendo l’ultimo rapporto ACI che fotografa la situazione italiana del 2003.

Nel nostro paese il rapporto tra numero delle automobili e la popolazione è tra i più alti dell’Unione Europea. Nel 2003 si registravano oltre 34 milioni di autovetture. Un dato ben più alto delle 27 milioni automobili circolanti nel 1990.

Chi non trova parcheggio adesso può comprendere anche il perchè.

Le automobili a benzina sono ancora la maggior parte del parco circolante italiano con 25,5 milioni di autoveicoli nonostante la forte crescita delle automobili diesel degli ultimi dieci anni. Il dato diventa ancora più preoccupante considerando l’insieme dei veicoli a motore del parco circolante italiano. Includendo anche gli autocarri, i motocarri, gli autobus e le motrici il numero del parco circolante motorizzato in Italia oltrepassa i 44 milioni di veicoli.

In media ogni 1000 abitanti in Italia esistono 768 veicoli ma la situazione varia da città a città:

Roma 955 veicoli ogni mille abitanti
Torino 850
Firenze 833
Milano 810
Bologna 764
Napoli 764
Palermo 745
Genova 743
Media Italia 768

Il parco veicolare di Roma è cresciuto del 40% dal 1985 al 2003 passando da 1,4 milioni a 1,9 milioni di veicoli. Si arriva quasi ad affermare che per ogni persona nella capitale ci sia un’automobile. Per la precisione, ogni mille abitanti a Roma contiamo 955 veicoli, il dato più alto tra le grandi città italiane.

La situazione in Europa

La situazione è ancora più grave comparando la situazione italiana con quella degli altri paesi. Nel 2001 ogni mille italiani si contavano 710,7 automobili rispetto ad una media europea di sole 591,8 automobili ogni mille abitanti.

Italia 710,7 veicoli ogni mille abitanti
Francia 595,1
Germania 618,2
Gran Bretagna 523,9
Spagna 594,9
Media europea 581,8

Il parco circolante italiano appare pertanto sovradimensionato rispetto agli altri paesi europei. Un dato significativo se si considera il clima più temperato del nostro paese e un’attività industriale ben inferiore rispetto a molti paesi europei. L’inquinamento dell’aria nelle nostre città è un prezzo da pagare per lo sviluppo e per il benessere dei nostri tempi.

http://www.intrage.it/rubriche/consumatori/spendere_informati/benzina/index.shtml

Benzina: accise e tasse, ecco perché il prezzo è alto

Il prezzo della benzina è uno dei temi che più interessa i consumatori. Perché il carburante costa così caro? Il prezzo attuale della benzina si compone di tre parti: il prezzo netto del combustibile, che include anche il guadagno dei gestori della pompa, le accise e l’Iva.

1) Prezzo del combustibile

Comprende il costo internazionale del prodotto e il guadagno dei petrolieri e dei gestori della pompa. L’andamento dei prezzi è nel lungo periodo collegabile ai rincari del prezzo del petrolio greggio, ma nel breve periodo è determinante soprattutto la propensione (“costo di opportunità“) del consumatore; quest’ultimo è il motivo per cui paradossalmente il prezzo sale quando la domanda cala (durante l’estate) e scende quando la domanda cresce (durante l’inverno). Altre voci minori del costo logistico sono il costo del trasporto del combustibile, il trasporto su gomma e le tariffe autostradali.

2) Accise

L‘accisa è un tipo di imposta sui consumi, che si distingue dall’Iva per il fatto di essere proporzionale non al valore, ma alla quantità (per la benzina, ad esempio, un tot fisso al litro). Oltre ai carburanti, viene applicata al gas, all’energia elettrica, agli alcolici e ai tabacchi. Le accise pesano per più di un terzo e sono composte in buona parte da imposte di scopo, introdotte dai vari governi per raggiungere determinati obiettivi. Ma nonostante molti di questi problemi siano ormai risolti o del tutto superati, le accise a loro collegate rimangono. Ecco cosa paghiamo, in questo momento, tra le altre cose, ogni volta che acquistiamo un litro di benzina:

  • 0,001 euro per la guerra di Abissinia del 1935;
  • 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956;
  • 0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963;
  • 0,005 euro per l’alluvione di Firenze del 1966;
  • 0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968;
  • 0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976;
  • 0,039 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980;
  • 0,106 euro per la missione in Libano del 1983;
  • 0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996;
  • 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;
  • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
  • 0,040 euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011.

Il tutto per un totale di 0,26 euro, a cui si sommano alle altre accise. Il dato ufficiale del Ministero dello Sviluppo Economico, riferito al mese di dicembre 2011, riporta per le accise gli importi che seguono:

  • Benzina senza piombo: 0,704 Euro
  • Gasolio auto: 0,593 Euro
  • GPL auto: 0,147 Euro
  • Gasolio riscaldamento: 0,403 Euro

Con la Manovra economica del 2011 (d.l. 98/2011) sono state inoltre confermate anche le accise introdotte nel 2011 e con la “Manovra Salva Italia” (d.l. n. 201/2011) sono arrivati nuovi rincari sulle accise. Anche nel 2012 sono state introdotte addizionali regionali sulle accise in 6 diverse regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio).

3) Iva

L’Iva si applica, nella misura del 20 per cento, sia alla componente industriale che all’accisa. Se prendiamo a riferimento i due principali carburanti, la componente fiscale pesa per oltre la metà del prezzo alla pompa per la benzina senza piombo (circa 53 per cento) e poco meno della metà per il gasolio auto (46 per cento circa).

http://www.finanzautile.org/benzina-nuovi-record-ecco-lelenco-delle-vergognose-accise-sui-carburanti.htm

Benzina: nuovi record. Ecco l’elenco delle vergognose accise sui carburanti

[…] Il prezzo complessivo è composto da varie voci: dal costo del prodotto raffinato, il trasporto primario, il costo di stoccaggio, le varie spese di ufficio e punto vendita, fino al margine per il gestore. Sembrerebbero molte, ma tutte queste voci – che contemplano spese e guadagni per divesi soggetti – ammontano solo al 30% del costo del carburante. La vera “vergogna” arriva dalle famose accise che pesano per il 52% sul costo totale. […]

Pensate, la prima fù introdotta da Mussolini nel lontano 1935 – 1,90 lire al litro sulla benzina per finanziare la guerra di conquista dell’Abissinia. Poi nel corso degli anni ogni Governo ha deciso di imporre “balzelli” per ogni emergenza: dalla crisi di Suez (1956), al disastro del Vajont (1963), fino alle guerre in Libano e Bosnia.

L’ELENCO

Guerra in Abissinia del 1935 (1,90 lire)

La crisi di Suez del 1956 (14 lire)

Il disastro del Vajont del 1963 (10 lire)

Alluvione di Firenze del 1966 (10 lire)

Terremoto del Belice del 1968 (10 lire)

Terremoto del Friuli del 1976 (99 lire)

Terremoto in Irpinia del 1980 (75 lire)

Missione in Libano del 1983 (205 lire)

Missione in Bosnia del 1996 (22 lire)

Rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004 (0,020 euro, ossia 39 lire)

Decreto Legge 34/11 per il finanziamento della manutenzione e la conservazione dei beni culturali, di enti ed istituzioni culturali (0,0073 Euro)

0,040 Euro per far fronte all’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011, ai sensi della Legge 225/92

0,0089 per far fronte all’alluvione in Liguria ed in Toscana del novembre 2011

0,112 Euro sul diesel e 0,082 Euro per la benzina in seguito al Decreto Legge 6 dicembre 2011 n. 201 «Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici» del governo Monti.

MA non finisce qui: perché come spesso accade in Italia – abbiamo una tassa sulla tassa. Su questi 25 centesimi di euro infatti, sommati alla vera e propria imposta di fabbricazione (definita per decreti ministeriali), viene aggiunta pure l’Iva del 20%.

Ma quanto guadagna lo Stato?: i conti sono facili, ogni centesimo di aumento sul carburante comporta un maggiore introito di circa 20 milioni di euro al mese per le casse dello Stato. Secondo i dati dell’Unione petrolifera nel 2007, le entrate fiscali alimentate dai prodotti petroliferi sono state superiori ai 35 miliardi (24,7 derivanti dalle accise e 10,5 dall’Iva).

08 / 03 / 2011

“Palermo si muove in auto. Brulica di auto. Una fiumana che tappezza le vie della città e si muove lenta, venefica, intontita, alla perenne ricerca di un parcheggio”

Palermo, Borgo Vecchio – 2007

“Sarà una vera impresa, infatti, combattere la mania del palermitano puro per la sua auto. Se ne serve anche per brevissimi spostamenti, ha la fissazione di parcheggiarla a un metro di distanza dal luogo di destinazione […] con la conseguenza che in città trovare parcheggio è più difficile che vincere al superenalotto. Se ci aggiungi il fatto che, nonostante il reddito pro-capite fra i più bassi d’Italia, in città ci sono quasi più auto che cittadini, capirai che ti occorre adeguarti alla realtà […]”

Dal libro “Palermo – Manuale di sopravvivenza” di Valentina Gebbia

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Aggiornamento del 12 dicembre 2012:

http://www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Trafficopoli-il-gioco-del-traffico-a-emissioni-zero-Vademecum-per-l-39-homo-urbanis

TRAFFICOPOLI: IL GIOCO DEL TRAFFICO A EMISSIONI ZERO + VADEMECUM PER L’HOMO URBANIS

Il traffico urbano, per come viene vissuto da tutti, e purtroppo malamente gestito da pochi, è una fonte di stress senza pari, che attanaglia quotidianamente pendolari, mamme, bambini, anziani, pedoni, automobilisti e cittadini che abitano nei pressi delle arterie principali di scorrimento. TRAFFICOPOLI è un gioco per ragazzi e adulti che vogliono scoprire insieme come muoversi in città senza inquinare. In abbinamento c’è anche il libro, un Vademecum per l’homo urbanis, grazie al quale sarà possibile trasferire il gioco nella realtà…

Un libro e un gioco per un traffico più armonicoIl gioco è una simulazione molto fedele di una città possibile, con un traffico sostenibile e pulito. I mezzi che circolano a Trafficopoli sono tutti ecologici e non inquinano. Oltre che ad essere rispettosi dell’ambiente, i conducenti di questi veicoli a emissione zero sono anche rispettosi dei pedoni, dei ciclisti e di chi si affaccia alla finestra per prendere un po’ d’aria. […]Giocare con il traffico

Applicando i consigli del Vademecum e divertendosi con un gioco spassoso ed istruttivo, l’homo urbanis potrà finalmente guarire dall’oppressione del traffico e riconsiderare ogni spostamento in chiave ludica. Tutto ciò che generalmente viene definito come “utopia” può essere raggiunto solo attivando quella parte di noi che, invece di subire i problemi, rimuove gli ostacoli e il grigiume dello smog. Basterà spolverare quella patina di pigrizia che ricopre la nostra volontà e attivarsi per trasformare la mobilità, ribaltando l’equazione: traffico = smog = stress.

Divertente per i bambini e irresistibile per gli adulti, il gioco coinvolge l’intera famiglia: delle semplici carte catturano l’attenzione di persone mature che tornano bambini e di bambini che giocano a fare i grandi. Si potranno così scoprire che le alternative alle automobili e ai motorini inquinanti e assordanti sono davvero tante! […] Vince chi riesce a elaborare la migliore strategia sfruttando il tempo e la pazienza a propria disposizione.

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