E’ tornato alla ribalta in questi giorni, grazie al caso di Valerio Merola, il tema dei VIPs che hanno evaso per milioni di euro il fisco italiano, il quale li ha poi accolti a braccia aperte facendo loro pagare somme ben inferiori a quelle che invece sarebbero state dovute allo Stato italiano, con la benedizione concessa grazie al cosiddetto “scudo fiscale”. Da questi eventi scaturiscono perciò i dubbi sul fatto che in Italia la legge e le tasse da pagare siano uguali per tutti: lo Stato italiano sembra infatti essere più manifestamente complice di coloro che si fanno artefici di truffe plurimilionarie (dai VIPs appunto alle società che eludono il fisco “per professione” grazie a complessi raggiri burocratici), rendendosi al contrario aspramente duro e intransigente con i comuni lavoratori (artigiani, commercianti, piccoli e medi imprenditori etc.), agendo anche attraverso le milizie di Equitalia (vedi articolo “Gli strozzini di Equitalia“). In compenso, sul tanto atteso redditometro, balzato agli onori delle cronache dall’inizio di quest’anno, ancora non si sa nulla: si stanno facendo dei test, si sta affinando l’analisi statistica… mentre i topi, fintanto che il gatto non c’è, possono tranquillamente continuare a ballare!!!
Questi i nostri articoli precedenti sull’evasione fiscale:

http://fermareildeclino.it/articolo/monti-la-guerra-fiscale-lo-stato-vero-ladro

Monti, la guerra fiscale, lo Stato vero ladro

Pubblicato: Sab, 18/08/2012 •  da: Oscar Giannino
Mario Monti ha detto che l’evasione fiscale ci pone in uno stato di guerra, devasta l’immagine nazionale all’estero. È una considerazione aspra, per riflettere sulla quale mi aiuto con una pubblicità che oggi mi ha molto colpito. È a pagina intera sul Corriere della sera, è dell’azienda di filati e tessuti di Brunello Cucinelli, marchio che negli ultimi anni si e’ affermato nell’alto di gamma di lane e cachemire associato al pregio di una fattura totalmente made in Italy. La pubblicità propone alcuni modelli che indossano capi Cucinelli, sul lungo ponte che collega Civita di Bagnoregio alla vallata sottostante. “L’essenza dell’etica si realizza nello Stato”declama il claim scelto da Cucinelli. Ma, prima domanda: è così ed è giusto pensarla così? Seconda domanda: a maggior ragione nell’Italia di oggi, è così? Perchè questa è una delle questioni essenziali legate alle parole di Monti sull’evasione. La scelta di Cucinelli mi ha colpito, perchè conoscendo l’imprenditore e il progetto “umano” della sua impresa al quale tiene molto, sono rimasto quasi allibito da tale soprassalto hegeliano. Cucinelli persegue infatti un modello d’impresa-comunità di valori che affonda le sue radici per metà nello spirito olivetano degli ordini ecclesiali impegnati nel lavoro e nelle cose del modo – vedi come ha recuperato il borgo medioevale in cui l’impresa è insediata – e per l’altra metà nello spirito olivettiano, dell’indimenticato Adriano Olivetti che da decenni è simbolo di un fare impresa compenetrato alla condizione di soddisfazione e compartecipazione del lavoratore e dell’intera comunità di stakeholders (anche al costo di mandare l’impresa all’aria, è da sempre la mia critica a chi rimpiange Olivetti come imprenditore “comunitarista”). In altre parole, il modello-Cucinelli mi è sempre sembrato tutt’altra cosa che un inchino allo Stato, espressione realizzata della suprema etica civile, intesa come quella pubblica e decisa dallo Stato. Com’è ovvio, per chi come me si è fortificato negli anni nella convinzione hayekiana, lo Stato per definizione non è affatto l’ente che realizza l’essenza dell’etica. Lo Stato è solo il criticabilissimo e transeunte attore che cristallizza in norme, regolamenti, reti di competenze e autorità pubbliche, amministrative e giudiziali, l’evoluzione di un patto sociale che non è affatto liberamente contratto dai cittadini, sui quali lo Stato esplica la sua sovranità. Le verifiche del fondamento di sovranità delegata avvengono ormai a secoli di distanza, non siamo più ai frequenti rivolgimenti costituzionali delle “Trenta Gloriose”. Ma non voglio tediare nessuno con le mie convinzioni in Teoria di filosofia del diritto. Basti dire che per chi la pensa come me per definizione lo Stato non è, non deve e non può essere quel che sta scritto nella pubblicità Cucinelli. Tanto meno poi quando lo Stato di cui si parla non è lo strumento generale inverante lo spirito della storia di cui parlavano Hegel, gli idealisti e gli organicisti romantici incubatori del nazionalismo successivo. Quando dall’empireo delle idee scendiamo al concreto e parliamo dello Stato italiano di oggi, allora la frase di Cucinelli è ma-ni-fe-sta-men-te falsa, qualunque cosa possiate pensare di Hegel e di Hayek. Lo Stato italiano è ladro di immani risorse e con le sue norme e la sua giurisprudenza asimmetrica pone il suo furto al di sopra delle impugnative e rivalse ordinamentali che dovrebbero essere riservate a noi cittadini che tali non siamo più, stante che siamo regrediti alla condizione di sudditi. E ciò è purtroppo ancor più pazzescamente vero proprio nella materia tributaria di cui parla Monti. Il premier ieri ha evocato la guerra proprio per giustificare le “misure forti” – così le ha chiamate – messe in campo contro gli evasori fiscali. Ma qui non siamo affatto di fronte ad alcune forzature recenti, introdotte perchè gli evasori nella loro pervicacia non abbassano le penne. Lo Stato da decenni ha organizzato la struttura del suo prelievo e della sua spesa in maniera opaca e discrezionale, da sempre non rispetta la Costituzione agli articoli 23 e 53 che disciplinano i fondamenti del fisco, lo Statuto del contribuente, il fondamento costituzionale al diritto a un equo giudizio da parte di un giudice terzo, prassi sconosciuta al contenzioso tributario. Lo Stato fiscale italiano nasce come ladro, non lo diventa per reazione ai cattivi evasori. Tanti evasori totali nei decenni hanno trovato piena giustificazione del loro operato nel comportamento concreto di uno Stato ladro che si voltava dall’altra parte. È probabile che l’imprenditore Cucinelli pensi di svolgere un ruolo da pubblicità-progresso, associando il suo marchio all’inno statalista. Gli faccio i miei auguri. Ma un premier dovrebbe saperlo che solo con un nuovo patto riscritto dalle fondamenta tra Stato e contribuenti, chi sta al comando pubblico potrà forse un domani dare ai contribuenti dei ladri. Perchè al momento chi spoglia di più il Paese è lo Stato, e chi ne è alla testa dovrebbe non dimenticarlo mai. Il contrasto agli evasori avrà altro successo se non ne cambiamo insieme il fondamento, restituendo allo Stato un ruolo meno rapace e asimmetricamente “al di sopra della legge”!
________________________________________
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=134207&sez=NORDEST

Evasione fiscale, i 7.000 conti all’estero della lista Falciani: c’è anche la Sandrelli

Nell’elenco anche personaggi “vip” come lo stilista Valentino, il gioielliere Bulgari e la signora Briatore: Elisabetta Gregoraci

di Valentina Errante e Cristiana Mangani

VENEZIA (12 gennaio) – Settemila nomi di italiani, settemila presunti correntisti esteri e altrettanti presunti evasori, finiti nell’elenco della “Lista Falciani”. Sono quelli chiesti dalla Guardia di finanza ai magistrati francesi nel maggio dello scorso anno e consegnati, inizialmente, alla sola procura di Torino.

Su questi nomi hanno lavorato l’Agenzia delle entrate e le stesse Fiamme Gialle, e nei giorni scorsi l’elenco è arrivato sul tavolo del pm Paolo Ielo, che ha il compito di indagare per la parte riguardante la Capitale. Trentacinque i nomi sotto la lente di ingrandimento. Farebbero parte di quel lungo elenco che l’ex dipendente della divisione svizzera di Hsbc, Hervè Falciani, ha sottratto alla banca dove lavorava e ha consegnato alle autorità francesi.

Ci sono attrici come Stefania e Amanda Sandrelli, stilisti come Valentino GaravaniSandro FerroneRenato BalestraElisabetta Gregoraci signora Briatore, il gioielliere Gianni Bulgari e la Bulgari international, Camilla Crociani, Fabrizia Aragona Pignatelli, Francesco D’Ovidio Lefevre. E ancora, Bolaffi, il famoso orologiaio romano Pietro Hausmann, Eleonora Sermoneta, Telespazio, Roberto D’Antona e Mario Salabè, ingegnere e fratello dell’architetto Adolfo, finiti al centro di un’inchiesta sui fondi neri del Sisde. L’elenco continua con Gabriella e Giorgio Greco e con Gianfranco Graziadei, professore di diritto della Banca e della borsa alla Luiss di Roma, che avrebbe agito per conto di alcuni suoi clienti, in qualità di procuratore, per ottenere lo “scudo” e far rientrare il denaro in Italia. La lista consegnata al magistrato comprende, poi, i nomi di Cesare Pambianchi e Carlo Mazzieri, titolari di un famoso studio commercialistico nella capitale. La maggior parte di loro nega assolutamente di aver mai avuto a che fare con la banca inglese, e molti di questi quasi certamente potrebbero aver già “sanato” la posizione, usufruendo dello “scudo”.

L’elenco fa parte della lista sottratta dall’ex dipendente Hervé Falciani alla divisione svizzera di Hsbc. A maggio dello scorso anno le Fiamme gialle sono entrate in possesso del faldone a Parigi e lo hanno riportato in Italia. I nominativi dei presunti evasori italiani sono stati consegnatia dal procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier, al ministro della Giustizia francese, e lì presi in consegna dagli uomini della Guardia di finanza. A confermarlo è stato lo stesso magistrato d’Oltralpe: «Abbiamo avuto l’ordine di elaborare l’elenco dei nomi italiani dalla lista, che contiene migliaia di nominativi – ha spiegato – Abbiamo proceduto a estrarre i nominativi e li abbiamo consegnati alle autorità». […] L’apertura dell’inchiesta a Nizza deriva dalla convinzione che diverse persone che risiedono nella regione, abbiano aperto conti nella banca di Ginevra per riciclare denaro sporco. […]

12 Gennaio 2011

http://www.oggi.it/attualita/personaggi/2010/06/29/zucchero-calciatori-e-imprenditori-la-lista-dei-nomi-su-cui-indaga-la-finanza-per-evasione-fiscale-tutte-le-foto/

Zucchero, calciatori e imprenditori: la lista dei nomi su cui indaga la Finanza per evasione fiscale. Tutte le foto

Circa un miliardo di euro, questa la somma che 1.200 italiani (se non di più), avrebbero fatto transitare negli ultimi quattro anni e mezzo sulle banche di San Marino. Tra questi ci sarebbero il cantante Zucchero, personaggi del mondo del calcio, la sciatrice Denise Karbon e tanti imprenditori. Ecco la lista completa.

LA LISTA DEI NOMI – La lista dei presunti evasori fiscali è arrivata nelle mani delle Fiamme Gialle in seguito a una serie di perquisizioni autorizzate dai giudici di San Marino nella Repubblica del Titano. Ne emergono innanzitutto i nomi di alcune istituzioni finanziarie come la ex Smi Bank, la fiduciaria Anphora, Iti Finanziaria e Iti Leasing, che sarebbero riconducibili al conte Enrico Maria Pasquini, la cui moglie Clara Nasi è imparentata con la famiglia Agnelli.

INDUSTRIALI E CALCIATORI – Nelle perquisizioni sono affiorati anche nomi noti: dal cantante «Zucchero» Fornaciari agli imprenditori Antonio e Marcello Berloni (mobili per cucine), Adolfo Guzzini (articoli per la casa), Giancarlo Morbidelli (fondatore di una casa motociclistica), Sante Levoni (salumi). Altri nomi vengono dal mondo del calcio: Igor Campedelli, presidente del Cesena, Lorenzo Marronaro, Angelo Palombo (Sampdoria). E poi Valter Mainetti, che ha acquistato immobili a New York e Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispe. […]
Aggiornato al 07 luglio 2010
http://www.corriere.it/cronache/11_ottobre_05/lista-falciani-evasori-italiani-distruggere-ferrarella_01c29268-ef1a-11e0-a7cb-38398ded3a54.shtml

«Distruggere la lista Falciani» – Salvi settemila evasori italiani

Il giudice: elenco sottratto illegalmente, è inutilizzabile

MILANO – È stata «illecita l’acquisizione del corpo di reato», e perciò il giudice assolve l’imputato di evasione fiscale e ordina al pm di distruggere l’unico documento che fondava l’incriminazione: la lista Falciani , cioè l’elenco di 80.000 correntisti della banca HSBC, sottratto alla filiale di Ginevra dall’ex dipendente informatico Hervé Falciani e finito in mano alla magistratura francese.

Con la lista Falciani al macero per sentenza, vanno in fumo anche le aspettative del Fisco italiano di recuperare montagne di denaro dai 7 mila evasori italiani finiti negli ultimi mesi nel mirino penale della magistratura e tributario dell’Agenzia delle Entrate sulla base proprio di quell’elenco: trafugato, ma lecitamente trasmesso per rogatoria nel giugno 2010 dalla Procura di Nizza alla Procura di Torino di Giancarlo Caselli, quindi inoltrato ai comandi regionali della Guardia di Finanza, e infine girato alle varie Procure competenti per territorio. […]

 Luigi Ferrarella – 5 ottobre 2011

________________________________________

http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-06-15/frenata-redditometro-094520.shtml?uuid=Ab2xbbsF

Frenata per il redditometro

di Marco Bellinazzo – 15 giugno 2012

MILANO – Da tre anni è il convitato di pietra del sistema fiscale italiano. Il “nuovo” redditometro, a dispetto dei ripetuti annunci dell’amministrazione finanziaria, con ogni probabilità, non vedrà la luce neanche in questa stagione dichiarativa. L’ultima deadline era stata fissata a fine giugno in vista della scadenza del 730 e dei versamenti di Unico. Ma l’agenzia delle Entrate non dovrebbe fare in tempo a rendere disponibile il software che, nelle intenzioni del legislatore, avrebbe dovuto rappresentare lo strumento principe della compliance, permettendo ai contribuenti di conoscere in anticipo il livello “congruo” di reddito da denunciare in base a una serie di indici […]

________________________________________

Aggiornamento del 27 agosto 2013:

Il redditometro alla fine è partito, ma i risultati non sono stati granchè soddisfacenti: nel 2012 infatti su 730 milioni di euro attesi ne sono stati incassati solamente una trentina (nemmeno il 4%!!!). A questo punto fanno “ridere” tre cose:

  1. la nuova stima di 800 milioni che si vorrebbero incassare nel 2013;
  2. il ridicolo populismo della finta lotta all’evasione fiscale, fatta andando a punire ingiustamente ed ingiustificatamente delle piccole attività artigianali e commerciali, che più di tanto alla fin fine non riescono ad evadere (anche perchè periodicamente e puntualmente soggette ai legittimi controlli da parte della GdF);
  3. il terrorismo di chi taccia il redditometro come una perdita della privacy dei conti correnti e delle spese dei cittadini. Ho sentito molte volte persone lamentarsi del fatto che un povero cittadino che, con tanti sacrifici, è riuscito a fare alcune spese importanti debba sentirsi messo in pericolo dall’arrivo del redditometro. Se siete onesti e siete in regola con il fisco non avrete nulla da temere, ben venga il redditometro se permetterà allo Stato di recuperare il denaro sottratto dalla malavita e da coloro che io definisco “evasori seriali”!!!

L.D.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-17/redditometro-solo-milioni-084637.shtml?uuid=AblsatNI

Il redditometro incassa solo 30 milioni contro i 708 previsti

di Marco Mobili e Giovanni Parente – 17 agosto 2013

http://www.olbianova.it/notizies/item/evade-1-euro-e-50-deve-chiudere-tre-giorni

Storia all’italiana: evade 1 euro e 50, deve chiudere tre giorni

25 Ago 2013 – di Mauro Orrù

Per tre giorni sarà costretta a chiudere la sua gelateria per una sanzione di evasione fiscale di € 1,50: un euro e cinquanta centesimi! Mica tre giorni qualsiasi, magari in bassa stagione. No, le fiamme gialle di Bergamo, dove risulta residente la proprietaria, ha decretato lo stop con i sigilli per Venerdì 30, Sabato 31 Agosto e Domenica 1 Settembre. […] Negli ultimi 5 anni ha collezionato ben 4 verbali per evasione fiscale. In tutto questo periodo non ha emesso due scontrini da 1 euro, uno da 6,50 e uno da 1 euro e cinquanta. Per una evasione totale della faraonica cifra di € 1,50 di Iva (10%). […] La cosa divertente, se non fosse ridicola, in barba a qualsiasi legge economica del profitto, sta nel fatto che lo Stato in questo modo, per sanzionare un mancato versamento Iva di € 1,50, ne perderà almeno € 500 di euro, in quanto non incasserà l’iva per il mancato introito del fine settimana della gelateria previsto in circa 6 mila euro. […] “Già è stata una pessima stagione – aggiunge la proprietaria – stiamo in piedi malgrado le perdite che si sommano ogni mese che passa. Beninteso, non voglio nessun regalo e sono pronta a pagare il mio debito ma spostatemi anche solo di 15 giorni la chiusura forzata. Chiudendo tutto questo fine settimana perderemo l’incasso che avrebbe bilanciato le perdite subite!”

http://www.linkiesta.it/evasione-elusione-fiscale

Contro l’evasione servono meno tasse e più contribuenti

Sergio Paleologo – 22 agosto 2013
[…] Prendendo per buone alcune statistiche secondo le quali l’evasione italiana si aggira sui 180 miliardi di euro annui, vale la pena notare che almeno 80 riguarderebbero le attività delle criminalità organizzata. Circa 34 miliardi toccherebbero il lavoro nero (di cui abbiamo detto sopra), una trentina le società di capitali e gli autonomi. Lasciando alle grandi aziende un potenziale evasivo di 38 miliardi all’anno. […]

La lotta all’evasione, come l’attività investigativa, dovrebbe essere condotta secondo due capisaldi silenziosi. Uno, taglio delle tasse. Due, statistica in grado di analizzare i flussi di denaro. […]

________________________________________

Aggiornamento dell’1 agosto 2014:

http://www.lintraprendente.it/2014/07/di-norme-demenziali-e-rassegnazione-alla-schiavitu/

Di norme demenziali e rassegnazione alla schiavitù

di Leonardo Facco

L’Italia è sempre più frequentemente teatro di vicende allucinanti, tipo questa: “Offre un gelato a una cara amica e la finanza lo multa per circa 300 euro. «É un amico di vecchia data – si è giustificata la donna – volevo pagare ma non ha voluto nulla». Ma non c’è stato niente da fare. La giustificazione non è bastata. La legge prevede di battere lo scontrino anche se si tratta di un omaggio»”. Il fatto, accaduto una settimana fa a Varazze, è solo l’ennesimo, tra tanti più o meno simili.

Dunque, se abitassimo un paese di uomini e donne liberi, ci sarebbe poco da commentare: una norma che vieta al titolare di regalare un cono gelato ad un’amica (senza incorrere nel rischio di essere massaggiati dalle Fiamme Gialle), apostroferemmo il fatto come roba da manicomio criminale. Ma nel paese dei Napolitano’s, in cui tutti si lamentano e si dichiarano rivoluzionari (con tastiera davanti e pantofole indosso), val la pena conoscere anche il punto di vista del titolare dell’attività sanzionata, prima di trarre conclusioni. Eccolo: “Sì, la legge prevede di battere lo scontrino anche se si tratta di un omaggio” ha spiegato alla stampa. “A testimonianza della mia buona fede – ha ribadito – ci sono comunque le oltre 300 ricevute che avevo già battuto nelle ore precedenti. La mia è stata una svista. La multa mi deve essere ancora recapitata, ma mi è stato detto che supererà i 300 euro”. […]

Quest’idea per cui di fronte al satrapo – e chi ti tassa espropriando il 70% di quello che produci è solo un satrapo – sia doveroso abbassare la testa e mostrare la propria mortificazione è la morte della civiltà. Significa aver imboccato la strada della schiavitù. Scriveva Ludwig von Mises ne L’Azione Umana – oltre 70 anni fa – che “una volta che le forze della rassegnazione prendono il sopravvento, l’uomo muore”. Lo ribadisco per l’ennesima volta: un gregge di pecore sta bene solo se viene tosato a puntino! Se “gli schiavi sono governati dagli uomini”, insegnava Bruno Leoni, un uomo coraggioso preferirebbe esserlo da regole condivise e di buon senso. In Italia, più che altrove, “le catene degli uomini sono fatte con le carte dei ministeri” e con le pistole delle Fiamme Gialle. Da qui la lezione lasciataci da Howard Zinn: “Storicamente, le cose più terribili, tra cui la schiavitù, non sono il risultato della disobbedienza, ma dell’obbedienza”.

Post Scriptum: per la cronaca, a rendere l’episodio “ancora più emblematico” si è aggiunta la presenza di un gruppo di venditori extracomunitari che, nello stesso momento in cui veniva “bacchettato” il gelataio, passavano a pochi metri di distanza carichi di merce “per la vendita – scrive il giornale che ha riportato la notizia – abusiva”.

________________________________________

Aggiornamento del 13 febbraio 2015:

http://www.huffingtonpost.it/2015/02/13/tutti-nomi-lista-falciani_n_6675930.html

Lista Falciani, tutti i nomi (e i perché) degli italiani con il conto in Svizzera nello scandalo Swissleaks 

Tags: , ,