Siamo alle solite: uno butta via soldi che tanto non verranno scalati dal suo conto corrente, e, invece di domandare scusa e cercare di rimediare, pretende di aver pure ragione. In merito alle camere d’albergo prenotate da Fini per la sua scorta, c’è molta opacità e differenti opinioni su chi debba decidere le misure per la protezione del presidente della Repubblica, del presidente della Camera e del primo ministro del Governo. Certo che basterebbe avere un po’ di accortezza, un po’ di buon senso e un po’ di rispetto per noi contribuenti:

  • se Fini avesse ritenuto eccessive queste misure di sicurezza, penso che avrebbe potuto benissimo rinunciarvi;
  • se Fini si fosse sentito così in pericolo da aver bisogno della scorta, avrebbe almeno potuto prenotare un minor numero di camere (non una a testa, anche perchè i nove uomini della scorta non sarebbero mai stati tutti quanti contemporaneamente presenti) e soprattutto per il numero di notti effettive (non per tutto il periodo estivo, quando le notti trascorse in quell’albergo sono state solo una ventina, per fortuna).

Certo che questa gente sembra proprio vivere nel paese dei balocchi… e noi intanto paghiamo…

N.B. Anche Calderoli ha sempre approfittato della scorta a spese nostre: 8 uomini di guardia costantemente presenti per la sicurezza della sua villa di Mozzo… signor Calderoli, ma comprare un bel sistema di allarme (e far così girare anche l’economia) no vero?!? Infine, a quanto pare, sono molti i politici che se ne vanno in giro sempre “accompagnati”… sarebbe interessante capire il perché, visto che non siamo più negli anni di piombo e che di attentati ai politici non se ne vedono più da anni… poverini, magari soffrono di solitudine?!?

L.D.

http://www.liberoquotidiano.it/news/1068382/Libero_chiede_a_Fini_chi_paga_per_la_scorta__lui_ci_querela.html

Libero chiede a Fini chi paga per la scorta, lui ci querela

12/08/2012

Gianfranco Fini querela Libero. Sialza il polverone dopo l’articolo di sabato a firma Barbara Romano, in cui abbiamo sottolineato come il presidente della Camera abbia prenotato nove stanze di albergo ad Orbetello destinate alla sua scorta, per una spesa complessiva di 80 mila euro. Chi paga? E’ stata la nostra domanda. Ed è la domanda che si pone ora anche il Viminale, in via ufficiale, con il ministro degli Interni Anna Maria Cancellieri che ha chiesto una “approfondita relazione” al capo della polizia “sulle modalità di sicurezza predisposte” per Fini.

Lo scandalo balneare A destare particolare scandalo nella vicenda è il fatto che le camere d’albergo sono state prenotate per tutto il periodo estivo, dal 1 luglio al 15 settembre e che sia stata prenotata una camera per ogni uomo della scorta, quando plausibilmente i nove agenti incaricati della sicurezza del presidente della Camera non saranno mai tutti presenti contemporaneamente a Orbetello. Inoltre finora il presidente della Camera non ha trascorso più di una ventina di notti al mare con la famiglia, quindi le camere pagate per gli agenti di scorta sono rimaste deserte (e la spesa del contribuente inutile) finora per una trentina di notti. Dalla casa di Montecarlo girata al cognato alle immersioni in acque protette, questo non è certo l’unico scandalo balneare che riguarda Fini. E c’è da supporre che se l’avventura politica di Gianfry continuerà, non sarà neanche l’ultimo.

La replica di Fini – A fronte di tutto questo la tattica di Fini è sempre la stessa (già sperimentata nella vicenda della casa di Montecarlo lasciata in eredità da una militante ad An e poi finita nella disponibilità di Giancarlo Tulliani, cognato di Fini e quindi svenduta plausibilmente al medesimo Tulliani attraverso una serie di società off shore con sede nei Caraibi): fare spallucce e fingere che non vi sia nulla di strano. […]

http://www.asca.it/news-Camera__polemica_su_scorta_di_Fini__Della_Vedova__lui_non_c_entra_nulla-1186877-POL.html

Camera: polemica su scorta di Fini. Della Vedova, lui non c’entra nulla

13 Agosto 2012 – 10:28

(ASCA) – Roma, 13 ago – ”E’ un attacco alla polizia e alle istituzioni. Fini non c’entra nulla. Gli agenti che tutelano la terza carica dello Stato cosa dovrebbero fare? Dormire in auto”. Cosi’, intervistato dal quotidiano ”La Repubblica”, il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della Vedova, interviene sulle polemiche scatenate dalla denuncia di ”Libero” sulle nove stanze d’albergo prenotate a Orbetello per la scorta del presidente della Camera, Gianfranco Fini, per un costo di 80 mila euro.

Il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, ha chiesto ieri al Capo della Polizia un’approfondita relazione sulle modalita’ del dispositivo di sicurezza predisposto e Fini ha annunciato di aver dato ”mandato, a tutela della mia onorabilita’, di adire le vie legali nei confronti di Libero” spiegando che ”le modalita’ per garantire la sicurezza della mia persona in ragione della carica istituzionale ricoperta sono decise autonomamente dai competenti organismi del ministero degli Interni, anche in base a norme di legge. Dal giorno in cui sono stato eletto Presidente della Camera ad oggi non ho mai chiesto, ne’ tanto meno ho mai usufruito di servizi diversi, e men che meno privilegiati e di favore, rispetto a quelli decisi in base alle loro valutazioni dagli uffici della Polizia di Stato a cio’ preposti”.

Il ministro Cancellieri, aggiunge Della Vedova, ”fa bene a sgomberare il campo dalla ambiguita’. Ma la malafede in chi ha sollevato il caso e’ palese. Tutti sappiamo che modalita’ e organizzazione della sicurezza del presidente della Camera, del Senato, dell’ex presidente del Consiglio vengono decisi dagli organi di polizia. Le cariche istituzionali sono soggetti passivi, com’e’ giusto che sia”. […]

red/map

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1068395/Nove-stanze-per-la-scorta–Fini-da-la-colpa-al-Viminale–Ma-sui-body-guard-decide-lui-.html

Nove stanze per la scorta Fini dà la colpa al Viminale Ma sui body guard decide lui

13/08/2012

[…] Chi decide sulla scorta

Il quotidiano Repubblica riporta alcune indiscrezioni che, di fatto, smontano la linea difensiva di Gianfranco Fini […] Repubblica spiega che la sicurezza di di Napolitano, Schifani e Fini e Monti sono stabilite dalla legge “di massima sicurezza”, quella che spetta al procuratore nazionale antimafia. Ma le modalità delle protezione sono organizzate dall’ispettorato della Camera, un ufficio alle dipendenze del Viminale che tuttavia decide in piena autonomia su come difendere il presidente. Repubblica scrive: “La protezione di primo livello prevede scorte numerose in quanto, quando la persona da proteggere si sposta, i bodyguard delle forze dell’ordine sono obbligati a effettuare sopralluoghi preventivi.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/sfruttare-quelle-camere-gi-pagate-tutta-stagione-i-bodyguard-830421.html

Fini e l’ultimo giallo nell’hotel di Orbetello: le famiglie degli agenti nelle stanze prenotate

Per sfruttare quelle camere già pagate per tutta la stagione i bodyguard avrebbero invitato in vacanza anche i parenti
Diana Alfieri – 19/08/2012
[…] Solo rumors, appunto, che però ipotizzano un utilizzo se possibile ancor meno ortodosso per le stanze di quel tre stelle nel centro storico, che sarebbero state occupate, nell’arco dei due mesi di «lavoro vacanziero» delle ultime cinque estati, non soltanto dai bodyguard. Ma anche dai familiari degli uomini della scorta di Fini. […] per sfruttare meglio le belle stanze già pagate (80 euro a notte l’una) che spesso restano desolatamente vuote, qualcuno dei «turnisti» avrebbe cominciato a invitare figli, mogli e parenti nell’hotel, conciliando il proprio lavoro con una villeggiatura in compagnia dei propri cari. […] c’è anche un altro piccolo giallo, che riguarda sempre la logistica della scorta di Gianfry, per l’autunno-inverno. Negli ultimi anni, è capitato che Fini e i suoi «Tullianos» frequentassero la villa di Ansedonia anche per qualche fine settimana «fuori stagione», soli o con amici. […] E se invece anche le gite fuori stagione comportano prenotazioni alberghiere per i suoi angeli custodi, lo spreco di pubblico denaro per la scorta del presidente della Camera sarebbe destinato fatalmente a lievitare a cifre superiori anche ai 220mila euro stimati finora.

Tolta scorta di 8 agenti fissi alla villa di Calderoli

19 agosto 2012

Da lunedì scorso è stato tolto il presidio fisso di otto uomini delle forze dell’ordine dalla villa di Roberto Calderoli, sui colli di Mozzo, in provincia di Bergamo. Il servizio vedeva impegnati ogni giorno otto uomini tra carabinieri, poliziotti e finanzieri, che dovevano restare di guardia davanti alla villa anche quando l’ex ministro leghista non era presente. Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/WlQ1c

DENUNCIA DEL SAPPEEx ministri in giro con la scorta anche in vacanza

Redazione – 19/08/2012
[…] Nell’occhio del ciclone finiscono il diessino Piero Fassino che è stato visto con la scorta in giro a Genova, la senatrice Pdl Elisabetta Alberti Casellati andata con la scorta a vedere un concerto diretto dal figlio e Giacomo Caliedo (Pdl) ex sottosegretario alla Giustizia che con la scorta è andato a visitare la festa del suo partito a Chiavari. «Intanto alle auto della polizia manca anche la benzina – tuona Martinelli – altro che sacrifici e tagli! È un pessimo esempio».
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Aggiornamento del 19 ottobre 2012:

Ma perchè vergognarsi, bisogna andare avanti a testa alta ed essere orgogliosi di ciò che si è fatto!!! Bravo Fini!!!

Fini: “Non mi dimetto, vado avanti a testa alta”

19 ottobre 2012

[…] «Nell’ambito della mia vita privata quanto scritto dall’Espresso suscita in me profonda amarezza per comportamenti che non condivido. Ma questo è un aspetto tutto e solo personale. Non ho mai mentito o nascosto qualcosa agli italiani e per questo -assicura il leader di Fli- continuerò il mio impegno politico a testa alta». […]

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