Tratto da una intervista a Donato Masciandaro dell’università Bocconi di Simone Spezia a focus economia del 24 luglio
Una intervista che tocca i tre punti che abbiamo riassunto nel titolo e che mostra come in Italia riusciamo benissimo a sfruttare una situazione internazionale sfavorevole per peggiorare ancora di più la nostra posizione.

Una piccola introduzione su quanto non sappiamo far valere i nostri diritti

Com’è che la piccola procura di Trani sta trovando e scoperchiando informazioni che nei paesi anglosassoni non hanno ancora tirato fuori? Qualcuno ha visto qualche inchiesta contro le agenzie di rating? Dovremmo abbandonare questo complesso di inferiorità che ci portiamo sempre appresso…. In fin dei conti il fondo antispread lo paghiamo noi per il 18%…

La deresponsabilizzazione dei nostri politici nella gestione del denaro pubblico
La truffa sui derivati venduti dalle banche al comune di milano, che non voleva investire in rischi ma si è fatto irretire fidandosi del consiglio delle banche, è un indice di una impsotazione errata del bene pubblico italiano. E’ come chiedere all’oste se il suo vino è buono. L’intervento delle corti in un mercato implica che le regole che lo governano non sono adeguate. Milano non è infatti l’eccezione, ma piuttosto la regola.
La gravità sta infatti nel fatto che i soldi del comune appartengono ai cittadini… possibile che il comune si fidi così beotamente dei propri interlocutori senza un minimo di consulenza di chi sia nel settore? In tanti comuni si sono fatti investimenti ignorando i rischi del mercato e fidandosi unicamente del consiglio delle banche… Come se il gestore del bene pubblico non si senta responsabile di quel bene. Come se perdendo quel denaro ci si senta giustificati con la propria ignoranza nel settore e scaricando la colpa sulle banche… intanto però i soldi nostri che gli avevamo affidato non ci sono più…

La stampa e la politica nei confronti del caso libor.

Immaginate cosa succederebbe se sapessimo che in italia le principali banche sono colluse in un imbroglio che permette loro di alterare dati finanziari su cui sono determinati i tassi di interessi di prestiti e usura, e che la banca italiana sia a consoscenza di questa situazione da 2-3 anni…
Cosa accadrebbe?
L’APCALISSE.
… in Gran bretagna e stati uniti cosa è successo?
IL NULLA
e il bello è che questo che hanno davanti è solo la punta dell’iceberg… un’omertà tra stampa e politica a dir poco vergognosa su un tema di interesse di TUTTI i cittadini anglosassoni. E’ nell’interesse di tutti gli inglesi e americani capire… invece loro hanno creato il loro solito rituale fatto di commissioni etc…
E che dire di quell’aborto di legge che hanno creato sulla regolamentazione finanziaria?
A noi vengono a dettare legge e fare la lezione… loro invece?
dov’è il fondo monetario?
dov’è il Financial Stability Forum?
e la banca di regolamentazione internazionali?
e il Direttore del Fondo Monetario che prima di essere nominato non diceva nulla e appena in carica dice che le banche europee non vanno bene?
E timothy geithner, che ci ha avvisato già nel 2008 del problema… cosa ha fatto in 4 anni per risolverlo?
E la legge in america per separare le banche di affari da quelle commerciali? Le banche dovrebbero investire e rischiare in speculazioni e derivati solamente i soldi degli azionisti, non quelli dei risparmiatori…. quelli sono per gli investimenti “più sicuri”… I democratici non ce l’hanno fatta, e se dovessero salire i repubblicani… chi toccherà wall street?

 

Lo strapotere delle agenzia di rating
Impressionante la dichiarazione di Draghi al procuratore di Trani:
Il conflitto tra analisti e uffici di rating è tale che gli azionisti delle agenzie vendono prodotti che le agenzie stesse valutano.

Le agenzie giustificano i propri giudizi come opinioni, ma se non devono giustificarle a mercati e tribunali, non avremo sbagliato noi a dare loro importanza considerando i gravi errori che hanno dimostrato nel passato ed il loro forte conflitto di interesse?

Perchè non farne uno europeo come ha fatto al Cina? Gli americani sembrano parecchio compiacenti e avvantaggiati da come le società li stanno giudicando…

La colpa maggiore sta nel legislatore europeo: una volta
1) non c’era peso del rating per regolamentare il mercato
2) pagava l’investitore e non l’azienda giudicata.

Ora l’europa sta creando un certificato di qualità dell’opinione emessa dalle agenzie con una impennata della burocrazia a tutto vantaggio delle agenzie di rating..

Per la legge la qualità dell’investimento dipende dal rating, rating che viene pagato da chi fa fare l’investimento….

In termini scolastici è come se lo studente pagasse per farsi giudicare e che in base a questo voto dipenda il suo futuro lavorativo….

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