Tratto da una intervista a Morya Longo (Sole 24 Ore) di Simone Spezia a Focus Economia del 24 luglio 2012:

Ci son regioni in Spagna che sono in crisi e devono chiedere aiuto al tesoro spagnolo.
C’è Tensione sui titoli a breve italiani e lo spread su questi titoli è superiore a quelli a lungo termine. Il problema sta proprio in questo: un investimento a breve che rende meno di uno a lungo termine indica che l’incertezza sul futuro non cambia sia che si parli di 3 mesi che di 10 anni… indice di massima incertezza sul nostro futuro. In passato è successo a novembre, con il cambio di governo Berlusconi-Monti.
I mercati han paura verso le regioni e lo stato spagnolo, e la domanda di acquisto titoli spagnoli dall’estero è crollata. Il crollo è stato compensato proprio da quelle banche che ora non sanno più come finanziarsi.
In più gli spagnoli sono più poveri rispetto agli italiani e non comprano molto i loro titoli (i bonos). Chi li compra allora?
I fondi salvastati non hanno soldi (si stima solo 15 mld che equivalgono all’acquisto di una settimana di bonos) e la situazione perdura da 2 anni in cui molto si parla e poco si fa.
Come può intervenire la BCE? Il primo mandato della BCE è quello di stabilizzare l’inflazione nell’eurozona (intorno al 2%) e ci sono segnali che indicano che l’inflazione è in calo. Quindi per evitare la deflazione la BCE potrebbe stampare moneta.
Problema: i mercati stanno testando la volontà politica degli europei. L’Europa potrebbe salvarsi in ogni momento facendo una serie di operazioni che  darebbero quella fiducia nel breve che permetterebbe di mettere poi a posto i problemi strutturali. Purtroppo però si continua a parlare senza arrivare ad una conclusione concordata.
Non si vede la direzione che si vuole intraprendere politicamente con i suoi singoli stati. La BCE e lo scudo antispread sono soluzioni temporanee che a regime non andrebbero usate.
Però dovremmo andare verso una unificazione fiscale perdendo il controllo del singolo stato ed andando verso il sogno di molti che sono gli Stati Uniti d’Europa. Fare tutte quelle riforme strutturali necessarie, cambiando sia l’architettura europea che del singolo stato.
Pensiamo all’Italia: come possiamo far arrivare dall’estero aziende ed investimenti se abbiamo tassazione alle stelle, burocrazia lenta, giustizia con tempi medi di 10 anni per una causa, 87° posto nella classifica mondiale sulla facilità a fare impresa?

Giusto lo scudo per qualche mese, ma bisogna pensare anche alle riforme strutturali…

I casi particolari di alcuni stati europei

  • L’Irlanda dopo il salvataggio è riuscita a riportare la tassazione sulle aziende al 12%
  • La Francia ha dei rendimenti dei titoli bassi pur avendo un debito e un deficit alti e non avendo applicato alcuna austerity… questo grazie al fatto che i mercati non la percepiscono come una nazione in difficoltà
  • Il Belgio ha più export che import, il che attrae investimenti dall’estero
  • L’Italia è in una condizione costante rispetto agli altri stati: già prima era indebitata, ma non si è indebitata molto di più. L’incremento di debito è stato molto maggiore negli altri stati che nel nostro.

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