Dalla conferenza stampa di Giorgio Squinzi di inizio agosto:

“Siamo europeisti e crediamo negli Stati Uniti d’Europa, basati su un euro solido e su politiche comuni. I singoli stati dovrebbero rassegnarsi a rinunciare a parte della loro sovranità nazionale, poichè la competizione economica non è più tra stati ma tra macroaree geografiche.

E’ necessario attuare 5 punti fondamentali:
– una BCE con poteri veri e poteri
– il coordinamento delle politiche di welfare
– il coordinamento delle politiche fiscali
– il coordinamento delle politiche infrastrutturali
– il coordinamento delle politiche energetiche

Per quanto riguarda l’Italia in particolare, dobbiamo poi porci come obiettivi il risanamento statale, la crescita e lo snellimento della burocrazia centrale, continuando con la spending review e dismettendo gli assets pubblici. Visto che sono decenni che in Italia questi punti non vengono presi in considerazione, con governi che navigano a vista tra un mandato e l’altro senza politiche di lungo termine, ci auguriamo che sia giunto finalmente il momento in cui potremo attuarli anche qui. E’ proprio a causa di queste incertezze che, a partire dagli anni ’70, abbiamo accumulato il nostro debito esagerato“.

Dichiarazione del Presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana), Giuseppe Mussari:
“La situazione europea è migliore rispetto a quella di molte altre situazioni mondiali, ma stiamo pagando i nostri egoismi nazionali a caro prezzo e la politica non sta aiutando questa unificazione.”

 

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