Da un’intervista di Simone Spezia al prof Marco Fortis (economista) a Focus Economia di lunedì 23 luglio
La speculazione ce l’ha con l’euro, non con l’italia. E l’incertezza della politica europea ha contribuito ad aggravare il problema. Oltrettutto spostare (inspiegabilmente) in avanti la data di applicazione del piano antispread da una ulteriore incertezza sulla comprensione del meccanismo antispread. Si sa solo che non sarà automatico, ma che quando entrerà in funzione comporterà dei limiti di autonomia per lo stato aiutato.

Prof. Fortis
L’export italiano manifatturiero cresce: a dimostrazione che siamo più simili alla germania di qualunque stato europeo. Il dato da un ugual numero di merci esportate,ma di maggiore valore. Il risultato è che a maggio abbiamo 1mld in più nelle uscite che nelle entrate. L’italia è uno dei 5 stati nel G20 ad avere questo bilancio positivo. La competizione è quindi alla pari con i tedeschi sul valore finale del prodotto… il tutto nonostante lo svantaggio nell’ambiente italiano che hanno le nostre aziende rispetto a quelle tedesche… vien da chiedersi come siamo riusciti a fare in modo che l’economia finanziaria stia così rovinando l’economia reale…
Da ricordare che non si considera come export l’Olanda, in quanto dato basato su merce in transito e Francia sul cui export pesa enormemente l’agricoltura.
I settori:
Abbigliamento: 1i
Cuoio/Calzature: 1i
Tessile: 1i
Meccanica non elettronica: 1i
Manufatturiera di base: 2i
Manufatturiera diversificata: 2i
Alimenti: 6i
anche i trasporti (veicoli di terra esclusi)
In 10 anni abbiamo misurato la bontà di uno stato con un pericolosissimo indice: la crescita del PIL. Il risultato? chi abbiamo tuttora nei primi posti? Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda… e ultime Germania e Italia. E che dire dell’indice Debito Pubblico/PIL che non considera il debito privato? E’ proprio sulle mancanze che hanno questi indici anno avuto abbiamo visto cadere gli stati che tanto li lodavano… Indici inesatti che finiscono per premiare atleti dopati.
E’ tempo che l’Italia tiri fuori le unghie per difendere i propri risparmi nei confronti di stati che non hanno le sue capacità ma che riescono ugalmente a tenerla schiacciata come una cenerentola… Se cenerentola eravamo nel dopoguerra, ora non lo siamo più. E’ ora di misurare con indici più corretti che ci diano i meriti che abbiamo. Il metro anglosassone, che finora ha applicato questi indici, da agli stati che lo applicano quel vantaggio determinato più dalla egemonia economica che su quella reale… e sta dimostrando quanto sia fortemente errato.

Vedi anche gli articoli “Perchè l’Italia è così importante per l’economia europea?” e “Il PIL e i suoi nipoti: il problema degli indicatori economici“.

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