http://www.repubblica.it/economia/2012/03/30/news/energia_elettrica_e_gas_ad_aprile_5_8_e_1_8_-32477004/

Energia elettrica e gas: in due mesi + 9,8% e +1,8 %

L’aumento deciso dall’Autorità per l’energia. L’incremento dei prezzi per la corrente elettrica potrebbe essere poi di quasi il 10 % complessivo a maggio, con l’aggiornamento dovuto agli incentivi per le fonti rinnovabili

[…]  “E’ una nuova stangata – spiega Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – Da inizio anno il rincaro complessivo è di 103 euro (54 euro per il gas, 49 euro per l’energia elettrica)”. “Da inizio anno,  il gas è aumentato prima del 2,7% e poi dell’1,8%, per un rincaro complessivo di 54 euro, la luce ha subito aumenti del 4,9% e del 5,8%, comportando maggiori spese per 49 euro annuali per le tasche delle famiglie. Inoltre è previsto un ulteriore aumento del 4% sulla luce da maggio, come onere per l’energia rinnovabile. E’ urgente abbassare le accise, i cittadini vogliono tornare a vivere in un Paese normale. Invitiamo inoltre il Governo e l’Authority a concentrarsi su un nuovo piano energia, basato maggiormente sulle fonti rinnovabili, affinché il nostro Paese diventi sempre meno dipendente dal petrolio” ha concluso Pileri. Dal canto suo, la Federconsumatori “dice basta agli aumenti trainati dalla speculazione sulle materie prime e dall’inerzia del governo. Non è più tollerabile – si legge in una nota diffusa a commento degli aumenti di luce e gas annunciati dall’autorità – l’assenza di iniziative del governo per bloccare il continuo aumento della spesa delle famiglie per rifornirsi di beni essenziali ed irrinunciabili come l’elettricità e il gas”. Aumenti a cui, prosegue Federconsumatori, “andranno aggiunti, da maggio, ulteriori +18 euro a famiglia per l’elettricità. Occorre fare una sana pulizia delle bollette depurandole di tutti gli oneri, contributi e tasse che hanno un discutibile legame con i beni acquistati. Si deve ricominciare da subito riducendo l’aliquota iva al 10% per il metano ed al 5% per l’elettricità cioè ai livelli con cui vengono tassati in Inghilterra che, come ci viene sempre ricordato, è il paese modello per le liberalizzazioni nel settore energetico”. Per effetto dei rincari la spesa per trasporti, combustibili ed energia elettrica delle famiglie italiane ha superato il 19% ed ha sorpassato nel 2012 quella per gli alimentari e le bevande”. Lo segnala la Coldiretti nel commentare gli effetti dell’aumento delle bollette. “L’aumento della spesa energetica in un momento di crisi ha un doppio effetto negativo – sottolinea la Coldiretti – perchè riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese particolarmente rilevanti per l’agroalimentare”.

30 marzo 2012

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http://economiaefinanza.blogosfere.it/2012/06/aumento-luce-e-gas-2012-a-luglio-15-energia-2-gas.html

Aumento luce e gas 2012: a luglio +1,5% energia, +2% gas

Dal primo luglio terzo aumento consecutivo per le bollette energetiche. Il Codacons chiede un intervento al Governo.
21 Giugno 2012 – di Alessandro Pignatelli
Bollette che scottano. Non è una nuova pellicola, semmai un vecchio refrain italiano. Da luglio, infatti, scatteranno gli aumenti su luce e gas. per rendere sempre più soffocante l’estate alle famiglie del Belpaese. Nomisma Energia ha stimato nell’1,5% il “+” per quanto riguarda l’energia; ancora più caro il gas, con un aumento del 2%. Lo ha detto il presidente Davide Tabarelli, parlando ai microfoni dell’Economia in Tasca – Gr Rai. A cosa sarà dovuto questo aumento? “Ai prezzi delle materie prime che nei mesi scorsi sono saliti”. Sarà l’Autorità dell’Energia, ora, a dover approvare gli aumenti. Tabarelli però è ottimista per il futuro: Da ottobre potremo vedere qualche riduzione. Il calo delle quotazioni del petrolio porterà a un calo delle tariffe nel quarto trimestre sul gas“. Quello di luglio rischia dunque di essere il terzo aumento consecutivo nell’anno solare 2012. Il Codacons chiede un intervento deciso da parte del Governo: In Italia le bollette luce e gas sono le più care d’Europa – spiega il presidente Carlo Rienzi – Solo lo scorso anno gli utenti hanno dovuto subire rincari dell’11,2% per il gas e dell’8,5% per l’elettricità, contro una media europea dell’11% per il gas e del 6,3% per la luce. Peggio ancora nel 2012: a causa degli aumenti tariffari delle bollette energetiche, una famiglia media si ritrova oggi a pagare circa 103 euro in più rispetto allo scorso anno, esclusi i prossimi rincari che verranno decisi dell’Autorità per l’EnergiaIl Governo deve intervenire a sostegno delle famiglie perché luce e gas, essendo  beni primari di cui ci cittadini non possono fare a meno, non possono subire rincari continui e di tale entità“.
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Peso rinnovabili in bolletta, un disegno di legge “per fare chiarezza”

Spostare dalla bolletta alla fiscalità generale i prelievi per il vecchio nucleare, gli incentivi agli inceneritori e altri oneri “impropri”. Lo chiede un disegno di legge per riformare la struttura delle bollette energetiche presentato oggi dai senatori Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.
02 aprile 2012

Via dalle bollette 4 miliardi di oneri “impropri”, dai contributi per l’incenerimento dei rifiuti alle spese per il vecchio nucleare, ai sussidi alle acciaierie. Questi soldi andrebbero invece presi dalla fiscalità generale. È questo il punto centrale del disegno di legge per riformare la struttura delle bollette energetiche presentato oggi dai senatori Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

“Un disegno di legge per mettere verità e trasparenza nel dibattito di questi giorni sui costi dell’energia, per dire con chiarezza che incentivare le rinnovabili è un investimento sul futuro che in pochi anni ha già prodotto enormi benefici ambientali ed economici, e che invece 4 miliardi di costi nelle attuali bollette riguardano eredità del passato e vanno sostenuti con altri mezzi”, dichiarano i due senatori Ecodem.

“Oggi – continuano – le famiglie e le imprese pagano circa 4 miliardi per la messa in sicurezza dei siti nucleari, come sussidi alle acciaierie, per regimi tariffari speciali alle Ferrovie. Questi costi vanno tolti dalle bollette e sostenuti con la fiscalità generale perché non hanno nulla a che fare con il finanziamento di un sistema energetico moderno ed efficiente. Del resto è anche incomprensibile perché sull’incentivazione alle fonti rinnovabili pesi l’imposizione dell’Iva, quando non si tratta di un acquisto di beni o servizi, per i quali è prevista l’imposta sul valore aggiunto, ma è appunto un sistema incentivante. I soldi spesi per incentivare lo sviluppo delle fonti rinnovabili sono un investimento prezioso, che secondo uno studio recente dell’Università Bocconi rappresenta uno dei pochi settori di crescita dell’economia reale, e che sta portando al nostro Paese benefici economici, ben superiori ai costi, quantificabili in quasi 80 miliardi di euro in 20 anni”
 
“Il Governo agisca su questo tema con saggezza e lungimiranza, come raccomandato dallo stesso ministro dell’ambiente Clini. Ci auguriamo che anche il ministro Passera guardi con attenzione all’importanza dell’innovazione energetica, fronte decisivo perché l’Italia torni a conoscere uno sviluppo forte e duraturo. In qualità di ministro dei Trasporti – concludono i senatori del Pd –  potrebbe trovare fondi importanti, facendo per esempio economia sulla montagna di soldi pubblici che ogni anno lo Stato distribuisce all’autotrasporto, comparto assai meno strategico e incomparabilmente meno sostenibile di quello dell’energia pulita.”

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http://qualenergia.it/articoli/20120329-quei-79-miliardi-che-le-rinnovabili-ci-farebbero-guadagnare

Quei 76 miliardi che le rinnovabili ci farebbero guadagnare

Facendo una stima costi-benefici, le fonti pulite da qui al 2030 farebbero guadagnare al ‘sistema Paese’ circa 76 miliardi di € tra maggiore occupazione, risparmio di combustibili e altre voci. Lo mostra uno studio dell’Osservatorio internazionale sull’industria e la finanza delle rinnovabili.
29 marzo 2012

Le rinnovabili non sono un peso per il Sistema-Paese, come in questi ultimi tempi in molti sembrano sostenere. Anzi, possono rendere molto: i benefici netti delle rinnovabili stimati al 2030 ammontano a 76 miliardi di euro, distribuiti fra maggiore occupazione, mancato import di combustibili fossili, export netto dell’industria e riduzione del prezzo di picco dell’energia. Se dal 2008 al 2011 si sono piantati i semi del nuovo sistema energetico, infatti, ora si iniziano a raccogliere i frutti. Frutti che sono piuttosto consistenti, spiega uno studio condotto dall’Osservatorio internazionale sull’industria e la finanza delle rinnovabili presieduto da Andrea Gilardoni, dell’Università Bocconi, e realizzato con il supporto di Anev, Aper ed Enel Green Power (LINK).

Come si vede dai numeri, riassunti nella tabella, e ricavati proiettando fino al 2030 i benefici che sono stati effettivamente prodotti negli ultimi 3 anni, si arriva alla creazione di 130mila i posti di lavoro che renderebbe 46 miliardi di euro, sono poi 22 i miliardi di euro di ricavi dalle esportazioni legate al settore, un risparmio di importazione di 29 miliardi di combustibili fossili e infine vanno contabilizzati altri 13 miliardi che le rinnovabili farebbero risparmiare grazie all’effetto che hanno di ridurre il prezzo di picco dell’energia.

L’analisi tiene conto anche di una serie di errori compiuti finora: peso eccessivo degli oneri autorizzativi, inefficace controllo sugli incentivi, normativa incostante. E delle circostanze attuali oggettive: crisi economica, sovrapproduzione del sistema elettrico, difficoltà di adattamento della rete al nuovo assetto della generazione distribuita dell’energia.

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http://www.youreporternews.it/2012/tasse-una-stangata-da-8-miliardi-per-aggiustare-i-conti-dello-stato/

Tasse, una stangata da 8 miliardi per aggiustare i conti dello Stato

ROMA – Ben 7,9 miliardi in più di tasse, sono stati sborsati dai contribuenti italiani nel periodo gennaio-giugno 2012, rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. Il governo Monti nella sua fase iniziale ha fatto aumentare la pressione fiscale del 4.3%. Ogni contribuente ha versato quotidianamente nelle casse dello Stato, in questo periodo, 17,34 euro, secondo i dati diffusi da Repubblica (sopra: immagini servizio UniRomaTv sull’Imu, giugno 2012). L’esecutivo ha potuto incrementare il gettito fiscale soprattutto attraverso il canale delle imposte su patrimonio e reddito, l’Imu, i giochi, Lotto, Gratta&Vinci ecc. e i carburanti. Le entrate fiscali sono aumentate nei primi 6 mesi del 2012, per effetto dell’incremento delle accise sulla benzina. Per mesi lo scorso inverno, la notizia in prima pagina su tutti i giornali, sono state le rivolte dei trasportatori, gli scioperi e i blocchi per l’incremento della spesa per i carburanti, che ha messo in ginocchio consumatori e imprese. Quasi 11 miliardi di euro sono andati al Tesoro, tra gennaio e giugno 2012, rispetto al primo semestre del 2011. Gli aumenti, spiega Repubblica, decisi per stanziare fondi da destinare ai terremotati dell’Emilia, hanno più che compensato la riduzione della domanda che ha colpito il settore. Ma è il ritorno della tassa sulla prima casa, l’Imu, che ha fruttato all’erario un extra-gettito di 3,9 miliardi, in linea con le aspettative, mentre i giochi, che contribuiscono come al solito ad aggiustare i conti pubblici, nel 2012 hanno conosciuto un lieve calo: -7% il Lotto, dopo anni di costante crescita. Buone notizie arrivano sul fronte della lotta all’evasione fiscale. Nei primi 6 mesi lo Stato ha recuperato 150 milioni di euro di arretrati. Una quota certo irrisoria rispetto ai 120-130 miliardi stimati, di contributi non versati ogni anno nel nostro paese. Ma è comunque un primo risultato raggiunto in questo campo. Rendono bene anche le sigarette, anche se rallenta nel tempo, secondo le statistiche la domanda di tabacco. E’ l’incremento delle accise a compensare le minori vendite, così l’erario ottiene dal fumo, più di quanto non accumuli con l’Imu. Tutto fa pensare che siamo un paese di “viziosi”, per fortuna il fisco risparmia gli alcolici. Del resto non andrebbe a vantaggio della produzione, vini e grappe sono una delle specialità in cui gli italiani si distinguono anche all’estero.

9 agosto 2012

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Aggiornamento del 1 ottobre 2012: 

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Economia/Nuovi-aumenti-per-le-bollette-a-ottobre-rincari-per-gas-e-luce_313741800048.html

Nuovi aumenti per le bollette, a ottobre rincari per gas e luce

 28 settembre 2012

Dal primo ottobre nuovo aumento della bolletta del gas e della luce. Secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’energia, per le famiglie e i piccoli consumatori serviti in tutela, il gas aumenterà dell’1,1% e l’elettricità dell’1,4%. Lo rende noto l’Authority per l’Energia precisando che la maggiore spesa su base annua sarà rispettivamente di 14 euro per il gas e di 7,6 euro per l’energia elettrica.

[…] per il gas, occorre sottolineare che l’applicazione del nuovo metodo di aggiornamento della ‘quota energia’ (Qe), approvato a giugno dall’Autorita’, ha consentito di evitare, alla vigilia dei piu’ alti consumi autunnali, un aumento che sarebbe stato dell’1,7% (pari ad una maggiore spesa complessiva di 21 euro; l’esborso evitato, quindi, è pari a 7 euro su base annua). Infatti, grazie al nuovo meccanismo, il prezzo della materia prima gas (ovvero la Qe) è stato determinato con un mix di contratti di importazione di lungo periodo e una quota crescente di mercato spot, attualmente piu’ favorevole per i consumatori. […]

Sull’incremento totale dell’1,1% per la bolletta del gas hanno inciso: per lo 0,6% circa l’aumento della materia prima e il bilanciamento del sistema gas, valore comunque dimezzato rispetto a quello che sarebbe stato con il vecchio metodo di aggiornamento; per lo 0,5% circa l’aggiornamento della componente tariffaria UG1 a copertura del fabbisogno dei sistemi di perequazione per la distribuzione, per effetto della sentenza del Consiglio di stato avversa all’Autorita’. Per lelettricità sull’incremento totale dell’1,4% hanno inciso per lo 0,7% circa la materia prima; per lo 0,6% circa l’aggiornamento della voce A3; lo 0,1% è dovuto al corrispondente adeguamento delle imposte (Iva).

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Aggiornamento del 3 aprile 2013: 

Primo calo delle bollette… bella fatica però far calare il costo di gas ed energia in primavera, non avrebbero potuto farlo prima dell’arrivo dell’inverno invece che alla fine?!? Restiamo comunque in allerta, potrebbe rivelarsi uno specchietto per allodole… vedremo se in autunno manterranno le tariffe oppure se le aumenteranno di nuovo!!!

http://www.blitzquotidiano.it/economia/bollette-gas-luce-tariffe-calo-1516684/

Bollette gas e luce: tariffe in calo da aprile, risparmio da 60 euro

Pubblicato il 28 marzo 2013

Dal primo aprile le tariffe del gas scenderanno del 4,2% (primo calo da 3 anni) e quelle della luce dell’1%. Il doppio calo nelle bollette per un risparmio complessivo di circa 60 euro su base annua per una famiglia media. […]

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Aggiornamento del 31 maggio 2013: 

http://www.repubblica.it/economia/2013/05/27/news/bolletta_luce_gas-59733042/

Aumenti record per le bollette: l’Italia doppia l’Unione europea

Tra la seconda metà del 2011 e il 2012 i prezzi sono aumenti dell’11,2% per la luce (+6,6% nella Ue) e del 10,6% per il gas (+10,3%). In termini assoluti il prezzo dell’elettricità è salito a 23 euro per 100 kWh

27 maggio 2013

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Aggiornamento del 23 marzo 2014: 

http://www.soldiblog.it/post/69415/confcommercio-sangalli-dal-1990-le-tasse-locali-sono-aumentate-del-650

Confcommercio, Sangalli: “dal 1990 le tasse locali sono aumentate del 650%”

Scritto da: Daniele Particelli – 

[…] Negli ultimi anni, tra il 2008 e il 2013, le manovre correttive di finanza pubblica hanno provocato un aumento delle tasse per oltre 56 milioni di euro con un aumento della pressione fiscale sulle spalle delle famiglie italiane dell’1,6% medio annuo, “più del triplo di quanto sarebbe stato necessario”.

Le famiglie italiane, ha precisato Sangalli, hanno subito in media un prelievo aggiuntivo annuo di circa 10 miliardi. A questi si devono aggiungere altri 11 miliardi di perdita del potere di acquisto causato dell’aumento dell’inflazione. In definitiva, dal 2008 ad oggi, le risorse a disposizione degli italiani si sono ridotte di oltre 70 miliardi.

I dati più allarmanti, però, arrivano dal prelievo locale, aumentato del 650% rispetto al 1990:

Nell’affollata arena fiscale i tributi locali hanno fatto la parte del leone. Il prelievo è cresciuto nel 2012 del 7,8% sul 2011, e del 650% rispetto al 1990

E la situazione non è destinata a migliorare, almeno sul fronte locale. Molti comuni, ha spiegato Sangalli, si vedranno costretti ad aumentare ulteriormente le tasse per trovare quei 2,2 miliardi di euro necessari a far tornare i conti nel passaggio dall’Imu alla Tasi. […]

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Aggiornamento del 3 dicembre 2014: 

http://www.ilgiornale.it/news/economia/tasse-sulle-famiglie-sono-cresciute-doppio-dei-redditi-1071488.html

Le tasse sulle famiglie sono cresciute il doppio dei redditi

29/09/2015

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