“La maniera migliore per aver successo in politica è trovare una folla che sta andando da qualche parte e mettercisi davanti.”

Arthur Bloch, Il terzo libro di Murphy

In questo post vorrei esprimere e condividere con voi lettori tutti i miei dubbi e la mia delusione nei confronti di Beppe Grillo e soprattutto dei seguaci del Movimento 5 Stelle. Se dovessi scegliere degli aggettivi per descrivere la mia opinione sul programma del M5S, sceglierei questi: demagogico/populista, ingannevole, superficiale, utopico/surrealista. Ora ve ne spiegherò le ragioni, secondo il mio personale punto di vista, naturalmente.

Ci sono almeno tre ordini di problemi:

1.    Hanno scritto e proposto esattamente tutto quello che avremmo voluto sentirci dire, sull’onda del comune sentimento anti-politico che si sta diffondendo negli italiani. Sono tutte argomentazioni che rispondono ad una certa logica di buon senso (come ad esempio l’eliminazione dei privilegi per i parlamentari, la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati ed il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari), ma che sembrano addirittura sfociare in un eccesso di utopia e surrealismo (come nel caso dei referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum, dell’abolizione di tutte le Authority, dell’accesso alla rete gratuito per i cittadini italiani). Molte cose sono facili da dire a parole, ma sarebbe bello se ci spiegassero anche in quale modo pensano di attuare concretamente tutte queste belle cose, che dette così sembrano uscire magicamente dalla lampada di Aladino: allineamento delle tariffe di energia, connettività (ma non avevan detto che l’accesso alla rete era gratuito?), telefonia, elettricità, trasporti agli altri paesi europei; riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi; garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e gratuito; eliminazione degli inceneritori; riduzione di almeno il 10% in 5 anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziarie per gli inadempimenti, e potrei continuare ma mi fermo qui. Tutto ciò (ad eccezione dei tagli che non sono così semplici e banali da fare, come sta dimostrando in questi giorni il dibattito sulla spending review) implica degli investimenti e necessita di avere delle risorse economiche a disposizione. Avendo tanti bei soldini in cassa a propria disposizione, chiunque sarebbe in grado di far fronte alle spese necessarie per mettere in pratica tutte queste meravigliose proposte. Ma i problemi con cui si sta scontrando questo governo, e con i quali dovranno scontrarsi tutti i governi che si succederanno per molti anni a venire, riguardano il fatto che il debito pubblico è elevatissimo (più del 120% del pil nazionale) e che il bilancio dello Stato attualmente è ancora in passivo, come potete vedere dal contatore del debito pubblico che continua inesorabilmente a salire (sarà già un buon traguardo riuscire ad ottenere il pareggio di bilancio entro il 2013). Ma forse il caro Beppe Grillo, non essendo un economista, queste cose non le sa. Forse il caro Grillo, anziché improvvisarsi politico ed illudere tante persone, dovrebbe farsi un esame di coscienza e limitarsi a fare il suo mestiere di comico. Così facendo, sta mettendo in luce quanto il quadro politico italiano sia fatto di tante chiacchiere e pochi fatti concreti: presentandosi al pubblico con simpatia e belle parole, nonostante la sua inettitudine sia come politico che come economista, sta riuscendo a raccogliere intorno a sé la fiducia ed il consenso di migliaia, forse milioni, di persone. Fossi in voi rifletterei molto attentamente sulle favole che Grillo racconta: a me non va l’idea di esser presa in giro, ma è stata proprio questa la sensazione che ho provato leggendo appunto il programma del M5S. Tante belle frasi messe ben in fila, che si vendono molto bene e che sembrano scritte apposta per estorcere il mio voto. Ma, considerata la superficialità con cui tali proposte vengono dichiarate, sono davvero molto dubbiosa sul fatto che questi “predicatori” del M5S le sappiano poi mettere davvero in pratica. Strategicamente parlando, mi sembra l’esatta copia di quanto ha fatto la Lega Nord fino ad ora: sono sempre stati bravi a predicare e ad appassionare le folle, peccato che, una volta andati in parlamento e al governo, non abbiano fatto assolutamente nulla di quanto avevano sempre predicato ed abbiano anzi generato più danni che migliorie per questo paese. Si sono dimostrati dei veri pirati, che una volta abbordata la nave sotto ingannevoli spoglie, hanno approfittato egregiamente della situazione per farsi i propri interessi, mimetizzandosi alla perfezione con gli altri saccheggiatori che già si trovavano a bordo della nave. Quello che serve in Italia sono delle strategie economiche di medio-lungo periodo, non un’ammucchiata di proposte a breve termine che allo stesso tempo dicono tanto e non dicono niente, che servono solo a confondere le idee ed attirare consensi.

2.    I signori del M5S, inoltre, dimostrano di essere totalmente anti-scientifici, ma sappiamo bene che senza scienza, senza ricerca, senza innovazione non si va da nessuna parte (su questo blog potete trovare numerosi articoli in merito, cliccando sul tag “ricerca” ad esempio). O meglio, da qualche parte si va, ma purtroppo nella direzione sbagliata: si fa marcia indietro, senza alcuna speranza! Dicono di voler finanziare quelli che vengono chiamati “ricercatori indipendenti”. Per chi non ne fosse al corrente, nel mondo scientifico un “ricercatore indipendente” non è altro che un ciarlatano, un imbroglione, una persona che inganna la gente sfruttando la sua ignoranza dal punto di vista scientifico. Nella prima lezione di giornalismo scientifico for dummies di Silvia Bencivelli (silviabencivelli.it/), la regola numero 1 è questa: “lo scienziato sedicente eterodosso, fuori dal coro, non ufficiale, indipendente e via discorrendo, nel 99% dei casi è un ciarlatano”. La regola numero 2 è: “nella scienza, e nella medicina in particolare, i ciarlatani possono essere molto pericolosi”. Regola numero 3: “anche se non sono così pericolosi, i ciarlatani tendono a chiedere soldi: ai cittadini, alle istituzioni, alla politica […]”. Nella seconda lezione di giornalismo scientifico, la Bencivelli scrive: “chi ha un’idea nuova deve confrontarsi con i colleghi scienziati e mettere loro a disposizione tutte le informazioni che servono a ripetere l’esperimento e a verificare se anche a loro dà gli stessi risultati”. Infine, dalla terza lezione: “tutti i grandi scienziati dell’evo moderno si sono confrontati con gli altri scienziati: magari hanno dovuto scontrarsi duramente con le idee del tempo, magari ci è voluto un po’, ma hanno sempre accettato le regole. La differenza è questa: uno scienziato accetta le regole. Un ciarlatano no […]. Sta allo Stato difendere i più deboli (e anche i più ingenui) dalle minacce di santoni e ciarlatani di vario stampo”.

3.    Una cosa molto ma molto grave, citata nel loro programma e che rischia di passare pericolosamente inosservata, riguarda la voce della “eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche”. No, no e poi no: dobbiamo garantire la libertà di parola e soprattutto la diversità di parola. Se le testate giornalistiche di nicchia dovessero chiudere, sarebbe un disastro: l’omologazione del pensiero e delle idee è un grave pericolo, se scompare il pluralismo dell’informazione e si appiattisce la biodiversità culturale, la nostra democrazia rischia la sopravvivenza, considerando che già ora non siamo per niente messi bene (vedi articolo “Finanziamenti all’editoria: come viene “controllata” l’informazione in Italia”). Lo dico scherzando, ma facciamoci attenzione: l’attuale Beppe potrebbe trasformarsi in una sorta di Benito…

Altre questioni che fanno sorgere dei dubbi sull’affidabilità di Grillo e del M5S, sono le seguenti:
–    Rifiuto di partecipare a dibattiti pubblici, impossibilità quindi di interlocuzione e di fare confronti faccia a faccia: Grillo lancia il verbo dall’alto, spesso sottoforma di anatema o di insulto, senza nessuna disponibilità a dialogare e nessuna intenzione di fare dialettica. Si tratta perciò di un modello assolutamente sbagliato, che rasenta appunto il modello fascista;
–    Grillo potrebbe essere in realtà un burattino, la vera mente del M5S sarebbe Roberto Casaleggio;
–    Il M5S non è così onesto come appare, visto che è stato già colto in flagrante nell’uso di espedienti: sembra che più del 50% dei follower di Grillo su Twitter siano FALSI!!!

Infine, pensateci su un attimo, ma che figuraccia mondiale faremmo se tale Beppe Grillo, comico di professione, vincesse le elezioni politiche? Dopo aver concesso il ruolo di protagonista, sul palcoscenico della politica, allo showman Berlusconi (che ha fatto ridere il mondo di noi), chissà come parleranno bene all’estero degli italiani, se sul palcoscenico dovesse salire un comico! Con tutto il rispetto per il Sig. Grillo, ma ognuno dovrebbe attenersi a fare il suo mestiere: un conto è esser bravi a mettere in piazza dei problemi (Grillo ha di certo dimostrato di saperlo fare bene), ma ben altro conto è saper risolvere questi problemi…

Vi lascio con la citazione di un film (“Qualunquemente”, con Antonio Albanese), visto che mi sembra che il programma politico di Cetto La Qualunque, protagonista del film, assomigli, nella forma ed anche un po’ nella sostanza, a quello presentato da Grillo. Potremo chiamarlo Beppe Il Qualunque!!!

“Non ci saranno più bollette del gas ed aboliremo anche quelle della luce … aboliremo l’ICI … aboliremo anche la tassa sulla spazzatura, il bollo dell’auto e l’assicurazione … daremo 1000 euro a persona, anzi 2000, e imbianchiamo le case di tutti … GRATIS!!!” .

L.D.

http://italia.panorama.it/politica/Gianroberto-Casaleggio-l-uomo-che-ha-inventato-Grillo

Gianroberto Casaleggio, l’uomo che ha inventato Grillo

Il suo personaggio preferito è Gengis Khan. Ama i gatti. È proprietario di un bosco. È l’ispirato consulente che dal 2009 è l’ombra del comico-politico. Meglio, il suo Richelieu.

di Giacomo Amadori

Il blog di Beppe Grillo con i suoi commenti e approfondimenti giornalieri è considerato uno dei siti internet più influenti del pianeta. Dietro, però, non c’è solo la testa riccioluta e geniale del comico genovese, ma un’altra chioma altrettanto brizzolata e arruffata. È quella del suo superconsulente, considerato l’eminenza grigia del grillismo. Un Richelieu in giacca e cravatta che dal 2004 indirizza Grillo nella sua seconda vita di guru ambientalista e digitale, di profeta della democrazia diretta internettiana. Per molti è lui l’ideologo del Movimento 5 stelle nato nel 2009. Il suo nome è Gianroberto Casaleggio. […] L’uomo, occhialini da professore e parlata simile a quella di Giulio Tremonti, predilige rimanere sullo sfondo: lo si può incrociare solo alle sporadiche convention dei grillini, organizzate direttamente da lui. Negli anni questa immagine sfocata lo ha reso sospetto e indigesto a molti militanti a cinque stelle, che lo criticano online reputandolo in realtà un cerbero della democrazia della rete. […] Dove ci sono informatica e affari, lì c’è Casaleggio. Il quale è riuscito a trasformare la popolarità del sito di Grillo in altro. «Chi spera di trovare un blog in realtà entra in uno splendido negozio con un sistema di vendita che funziona benissimo» dice Edoardo Fleischner, docente di nuovi media e società alla Statale di Milano e coautore del saggio “Chi ha paura di Beppe Grillo?”. […]

 

http://www.lettera43.it/attualita/19863/dietro-il-grillo-parlante.htm

Dietro il Grillo parlante

Chi è Casaleggio, la mente del Movimento a 5 stelle.

di Alessandra Jaromi

[…] La sua Casaleggio Associati, creata a Milano nel 2004, oggi cura tutte le pubblicazioni, in Rete e non, del comico genovese, oltre a parte dell’organizzazione dei suoi tour. Soprattutto, gestisce direttamente il blog, i MeetUp (gli incontri), la comunicazione e la strategia politica del Movimento 5 stelle.
LA MENTE DELL’INTERA ORGANIZZAZIONE. Lo stesso Grillo non solo riconosce che l’enorme impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto soprattutto alla sinergia con questa azienda specializzata in comunicazione e marketing digitale, ma spesso appare come il braccio di una catena di comando la cui mente è Casaleggio. […]

Mercoledì, 29 Giugno 2011

http://www.linkiesta.it/grillo-tv

Grillo prende voti senza la tv e l’Italia della tv impazzisce

Massimiliano Gallo

10 maggio 2012

Beppe Grillo, ancora lui. È sempre in prima pagina. E stavolta non più per l’exploit elettorale, ma per la polemica con i candidati del Movimento cinque stelle sull’opportunità o meno di partecipare alle trasmissioni televisive. Anzi, per attenersi al linguaggio usato dai giornalisti, si è trattato di un vero proprio diktat, un ultimatum: della serie chi partecipa alle trasmissioni televisive è fuori dal movimento.

Questo il testo usato da Grillo sul suo blog dopo la performance del candidato genovese a Ballarò: “Se il MoVimento 5 Stelle avesse scelto la televisione per affermarsi, oggi sarebbe allo zero qualcosa per cento. Partecipare ai talk show fa perdere voti e credibilità non solo ai presenti, ma all’intero Movimento. […] chi partecipa ai talk show deve sapere che d’ora in poi farà una scelta di campo”. […] Un comportamento che, secondo i benpensanti, rivela una concezione antidemocratica della vita del partito, denota una personalità poco incline al dialogo e alla tolleranza che pretende di essere circondato solo da yesman. […] Grillo sostiene la seguente tesi: se evitando il mezzo televisivo e utilizzando solo Internet e i comizi abbiamo raggiunto l’8%, mi spiegate che bisogno c’è di cambiare strategia? In tv non si va – è il concetto – perché il mezzo non consente la distinzione. Alla fine di un dibattito televisivo di trenta minuti nessun telespettatore, nemmeno uno, capirebbe la differenza tra le idee vostre e quelle di un Gasparri o di un Alfano. […] Gioca su un altro terreno. Terreno su cui i nostri politici scivolano. Sono abituati a chiedere lo share, di quanto siano cresciuti i picchi d’ascolto durante le loro comparsate tv, ma non sanno che cosa sia un blog. E si difendono attaccando: Grillo rifiuta la tv perché emergerebbe la pochezza sua e dei suoi candidati. Lui, semplicemente, se ne frega e tira dritto. […]

Beppe Grillo beccato con “le mani nel twitter”

Il 54% dei suoi follower è “quasi certamente falso”. E’ quanto sembra emergere da uno studio condotto dal docente dello Iulm.
19/07/2012

LONDRA Marco Camisani Calzolari, patron della Digital Evaluations, società con base a Londra specializzata nella misurazione del reale valore dei social media per aziende e celebrities, ha eseguito la radiografia dell’account di Beppe Grillo (@beppe_grillo).

Così come ha fatto su tanti altri, in base a una  ampia ricerca, utenti Twitter: partiti e/o leader politici italiani che sarà presentata ufficialmente fra qualche giorno. Secondo questa ricerca, degli oltre 600 mila follower del comico al 19 luglio, ben 327.373 avrebbero caratteristiche riconducibili a quelle di robot, buoni insomma soltanto per fare numero. Quelli sicuri invece, cliccati internauti in carne e ossa, sarebbero 164.751: il 27,4% del totale.

http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/06/il-comunicato-di-anonymous-sullattacco.html

Il comunicato di Anonymous sull’attacco a beppegrillo.it e la risposta di Grillo

SABATO 9 GIUGNO 2012

Il comunicato di rivendicazione di Anonymous sull’attacco al sito www.beppegrillo.it:
Salve Beppe Grillo,
Anonymous oggi ha deciso di regalarti un po della sua attenzione.
Il semplice fatto che l’accesso alle tue liste sia proibito agli stranieri, che tu sia un populista che cerca di raccogliere consensi senza arte né parte e che per più volte (come da foto) ha magistralmente eseguito il saluto romano al tuo seguito e ai media, sostenendo la politica di repressione fascista, basterebbe per giustificare il perché di tanto accanimento.Sfortunatamente altri motivi ci spingono a schierarci contro di te (e sia chiaro, non contro i poveri ignari che credono a tutto ciò che dici prendendolo per oro colato, ergo il tuo movimento).
Il fatto che sostieni la medicina alternativa, chiamata “nuova medicina” dai presunti medici che la praticano, e approvi iniezioni di bicarbonato di sodio in perfusione endovenosa per liberare il corpo dai funghi che provocano il cancro” ha creato taciti consensi che han causato persino morti. Tralasciamo inoltre la devastazione della barriera corallina indotta dalla miseria che è la tua barca e i tuoi inutili tentativi di riparare al danno proponendone la ricostruzione (come se l’equilibrio ambientale fosse rimpiazzabile). Ci chiediamo, in verità, perché non liberi il movimento dal tuo nome.
Il caso più deplorevole riteniamo che tu lo abbia raggiunto con la scomparsa del microscopio elettronico (per cui hai contribuito nella raccolta fondi ai tuoi comizi) che serviva ai ricercatori per dimostrare che il plasma utilizzato negli inceneritori di ultima generazione è peggiore ai metodi precedenti, poiché in grado di produrre nanoparticelle che, per via aerobica quanto per contatto penetrando dall’epidermide, ricerche da prima che hai sostenuto quali veritiere, ma che poi hai tacciato non solo di esser state copiate, ma persino di essere sbagliate, sottraendo il microscopio che (preventivamente) avevi fatto intestare ad una ONLUS ai ricercatori, impedendo così il loro lavoro. Ti ringraziamo per aver fatto tremare la politica italiana (seppur blandamente), ma da bravo cittadino, con la massima deferenza, dovresti dare le chiavi del tuo movimento a chi porta avanti la causa, cioè al cittadino stesso, evitando di speculare e lucrare ancora sui tuoi spettacoli che di candido non hanno nulla ma sono sordidi di ipocrisia e menzogne. Le nostre più sentite scuse agli amministratori del tuo sito e al provider per l’attacco.

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Aggiornamento del 22 novembre 2012:

SE QUESTA NON E’ CAFONERIA….

Federica Salsi insultata dai grillini: “Buttana eri, buttana rimani”

[…] La consigliera grillina è stata infatti presa di mira durante un dietro le quinte di Tgcom24 da alcuni militanti che le hanno detto “Buttana eri, Buttana rimani”. La polemica era scoppiata alcune settimane fa, quando la stessa consigliera comunale di Bologna ha partecipato al programma di approfondimento politico di Raitre Ballarò, condotto da Giovanni Floris. Beppe Grillo ha sempre sconsigliato agli eletti e militanti del M5S di partecipare ai talk show televisivi italiani perché da egli stesso definita informazione spazzatura e perché gli stessi giornalisti e conduttori sono servi della casta e del potere politico. Il leader del movimento ha sempre sponsorizzato la Rete a discapito della Tv poiché vi è un’informazione libera e senza filtri o censure e ha definito la partecipazione ai talk una sorta di punto G per i partecipanti.

Finora era solo un consiglio ma sarà tradotto in una vera e propria norma interna che tutti devono rispettare e coloro che parteciperanno ai talk show televisivi saranno poi espulsi dal M5S. La Salsi dopo la sua partecipazione a Ballarò è stata pesantemente criticata dal leader genovese sul suo blog dichiarando che per lei andare in tv è come avere un orgasmo. Tanti militanti e attivisti l’hanno insultata sul web e i suoi colleghi in Consiglio comunale l’hanno abbandonata quando lei stessa ha dichiarato che in questo modo il M5S rischia di diventare come una setta, paragonandolo a Scientology.

 

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