“TAGLIATECI TUTTO, MA NON LA RICERCA” dovremmo dire, ricalcando la frase di una famosa pubblicità. Senza ricerca l’economia di uno Stato ha un solo destino: il declino… lento, agonizzante ed inesorabile…

http://www.legambiente.it/firmate-la-petizione-io-sto-con-la-ricerca

Firmate la petizione “Io sto con la Ricerca”

Appello al Governo Monti: chiediamo che il contributo al trasporto delle merci su gomma sia destinato alla ricerca. La spending review non può compromettere la crescita culturale del Paese.

Il Governo Monti con la spending review taglia in modo indiscriminato i fondi agli enti di ricerca, scientifici umanistici e ambientali, compromettendo importanti progetti di ricerca. I tagli previsti in tre anni ammontano a 210 milioni di euro (33.147.093 nel 2012 e 88.392.247 per il 2013 e 2014). Il Governo però decide di non togliere un solo euro ai generosi aiuti di Stato che da anni vengono elargiti agli autotrasportatori per un costo annuale di 400 milioni di euro a carico della collettività. Anzi, in modo del tutto improprio per la finalità del decreto, questa cifra viene garantita anche per l’anno 2013. Il settore del trasporto delle merci su strada contribuisce non solo all’inquinamento dell’aria e delle nostre città, ma anche alle emissioni di CO2 per le quali dovremo pagare pesanti multe se l’Italia sforerà i limiti dettati dai trattati internazionali. Nel 2010, secondo i dati Ispra, i veicoli pesanti hanno prodotto oltre 22 milioni di tonnellate di CO2. Bisognerebbe invece puntare sulla manutenzione e l’ammodernamento degli attuali 16000 km di rete ferroviaria esistente, per un efficace riequilibrio modale, merci e passeggeri.

Per qualificare non solo a parole la spesa pubblica, chiediamo un emendamento al decreto che sposti alla ricerca una parte dei fondi destinati agli autotrasportatori, annullando così i tagli previsti.  Ne beneficerebbe l’ambiente e farebbe bene alla qualità dello sviluppo tanto invocata.

http://www.ipetitions.com/petition/appello-ricercatori-infn-su-dl-952012-spending/

Appello INFN su DL 95/2012 (spending review)

Il rappresentante dei ricercatori dell’INFN propone il presente documento – elaborato sulla base della mozione approvata dall’assemblea della Sezione di Napoli – riguardo al Decreto Legge del 6 luglio 2012 n.95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica) e invita tutto il personale a sottoscriverlo.

Solidali con il presidente dell’INFN Prof. Fernando Ferroni, sosteniamo il suo impegno nel difendere e garantire l’eccellenza dell’attività di ricerca di tutte le componenti dell’Ente.

Chiediamo che il Presidente rappresenti presso gli organi governativi le istanze della nostra comunità che hanno il solo scopo di sostenere e garantire la qualità del nostro lavoro al servizio della società italiana. 

Riteniamo che i provvedimenti per gli Enti di Ricerca riportati nel DL, riguardanti la riduzione del personale tecnico e amministrativo, l’impossibilità in qualsiasi misura di assumere giovani ricercatori, e il taglio dei fondi ordinari di
ricerca, vadano ritirati.

Tale richiesta si basa su alcune considerazioni fondamentali: 

  • L’attività di ricerca di base è parte integrante e snodo fondamentale del processo di sviluppo del nostro paese. Già da molti anni gli Enti di Ricerca hanno dovuto subire tagli e riduzioni, che hanno provocato una grave crisi degli stessi, oltre a una inarrestabile emorragia del nostro migliore capitale umano verso istituzioni straniere, che se ne avvantaggiano approfittando della miopia di taluni settori della classe dirigente italiana. Questo costituisce, oltre che uno spreco delle risorse investite nella formazione dei giovani, una grave perdita per il nostro paese. Se tale processo non viene arrestato, la Ricerca italiana non potrà continuare a essere uno dei pochi settori di eccellenza del nostro paese, e la comunità dei ricercatori non sarà in grado di rispettare gli impegni assunti nelle collaborazioni internazionali. 
  • I tagli previsti nel DL per gli Enti di ricerca porterebbero la loro crisi a una fase irreversibile di declino. Le competenze in tutti i campi, sia della ricerca scientifica che della tecnologia, progressivamente verrebbero perse per l’impossibilità di trasferirle alle generazioni più giovani. Anche il processo di reperimento di fondi esterni, che avviene tramite la collaborazione con agenzie di ricerca internazionali, diverrebbe impraticabile, a causa del depauperamento delle nostre strutture. 

E’ regola generale, e non solo in Italia, che garanzia di una ricerca di eccellenza sia la possibilità di affidarsi a una programmazione pluriennale basata su finanziamenti certi. 

Il personale e gli associati alla ricerca INFN sono pronti a intraprendere, di concerto con il Presidente e la dirigenza dell’Ente, qualunque azione efficace al sostegno della ricerca di base, che riteniamo sia un impegno etico nei confronti della società italiana.

Troverete altri due importanti appelli in questo articolo “Due appelli per salvare ricerche d’eccellenza in Italia“.

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