Ho appena controllato a quanto ammonta lo spread BTP/BUND a 10 anni (lo potete controllare a questo link), e mi è preso un colpo! Questo è il valore che mi è comparso davanti agli occhi:

ULTIMO SPREAD

499.30

ULTIMO AGGIORNAMENTO

17:54

Se il valore di 500 verrà superato e mantenuto per alcune settimane, il destino dell’Italia non sarà dissimile da quello di Grecia e Spagna: anche noi dovremo elemosinare aiuti economici dall’Europa, non senza consegenze per tutti noi, naturalmente…

A Bruxelles sono state trovate soluzioni che devono ancora essere messe in atto, ma nel frattempo la situazione si sta molto aggravando. Cosa accadrà? Nella migliore delle ipotesi verrà applicato il piano dei 5 saggi tedeschi, per ripagare in 10 anni a tassi molto agevolati il debito pubblico eccedente il 60% rispetto al PIL (vedi l’articolo “Super Mario Prof e il bianconiglio di Bruxelles“), mentre nella peggiore delle ipotesi ci sarà la deflagrazione dell’Eurozona, con conseguenze piuttosto devastanti per tutti. Sembra che la Germania sia pronta ad accettare anche questo, mentre gli altri paesi… bé, dovranno cavarsela da soli, e non sarà facile per paesi messi male come il nostro…

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Cosa ci ha portati fin qui? Una politica che ha sempre cercato consensi anzichè realizzare progetti, una politica che ha sempre fatto i propri interessi anzichè gli interessi del paese, una politica che ha saputo fare bene solo una cosa: tassare noi italiani! E noi italiani siamo sempre stati bravi a pagare senza mai protestare. Caso emblematico, citato dallo stesso Oscar Giannino, è quello degli albergatori ed operatori del settore turistico di Cattolica, che hanno deciso di pagare loro la tassa di soggiorno pur di non farla pagare ai turisti! La rassegnazione ci porta ad autotassarci, pur di non protestare contro chi di tasse ne ha sempre aggiunte senza mai toglierne: noi paghiamo e taciamo, come giustamente Giannino ci rimprovera, siamo come dei SUDDITI (vedi articolo “Le tasse sono come i farmaci: dose troppo alte possono uccidere…“). Dal mio punto di vista, invece, una tale assenza di spirito di critica e di protesta si può giustificare solo in due modi: o siamo come dei carcerati affetti, non so per quali ragioni, da sindrome di Stoccolma (vedi articolo “Bugie e verità sulla crisi“) oppure la nostra è pura vigliaccheria, perciò pur di essere lasciati in pace a godere delle nostre misere frivolezze quotidiane, saremmo disposti a dare anche il nostro sangue. In Grecia ed in Spagna ci sono le proteste di piazza mentre da noi ancora no, nonostante le condizioni e le ragioni per protestare ci sarebbero eccome (vedi articolo “In Italia solo una cosa è da record: la pressione fiscale!“)…

N.B.: Le MISURE URGENTI da mettere in atto, per l’Italia, sarebbero queste:

  • migliorare l’efficacia del sistema giudiziario;
  • diminuire le imposte;
  • ridurre i tempi di pagamento delle PA;
  • eliminare il più possibile l’intermediazione della poltica, che riduce l’efficienza e fa aumentare i costi.

L.D.

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Aggiornamento del 7 gennaio 2014:

http://www.investireoggi.it/economia/spread-sotto-200-punti-ma-i-conti-non-tornano/

Spread btp bund sotto 200 punti, ma i conti non tornano

Spread in calo fin sotto i 200 punti. E’ una buona notizia, ma non giustificata dal cattivo andamento dei nostri conti pubblici.

3 gennaio 2014 – di Giuseppe Timpone

Il differenziale di rendimento tra i nostri titoli di stato e i Bund tedeschi, detto anche spread, è sceso sotto i 200 punti base per la scadenza a dieci anni. Si tratta del livello più basso dal 6 luglio del 2011, prima che iniziasse l’attacco dei mercati finanziari contro i nostri BoT e BTp. Attualmente, un titolo decennale rende poco meno del 4%, anche se un rendimento più basso era stato già toccato nel maggio del 2013, quando si sfiorò il 3,8%.

Ma perché lo spread scende quasi verticalmente nelle ultime sedute?

[…] tanto ottimismo è poco giustificabile. Anzitutto, perché il 2014 non sarà affatto un anno facile per i nostri bond, dato che le banche italiane dovranno rimborsare entro i prossimi 13 mesi 237 miliardi di euro circa alla BCE, presi in prestito con le aste Ltro. […]

Le ombre sui conti pubblici italiani

Altro aspetto: i conti pubblici. Uno spread così stringente implicherebbe un processo di risanamento di fatto ben avviato o concluso, ma le cose stanno in maniera profondamente diversa. Sia perché l’economia italiana langue in una crisi senza alcuno sbocco ancora visibile, sia anche perché i conti pubblici dell’esercizio appena chiuso sono tutt’altro che positivi. Il fabbisogno statale è esploso a 79,7 miliardi dai 49,5 miliardi del 2012 (+30,2 miliardi).

Pur escludendo le poste straordinarie, come l’aumento di capitale per la Banca Europea per gli Investimenti, il pagamento dei debiti della PA alle imprese, la sottoscrizione dei Monti-bond e la cessione di Fintecna, i conti non tornano lo stesso. Perché a bilancio sono stati iscritti anche i maggiori acconti straordinari per Irap, Ires e Robin Tax, la riscossione di debiti pregressi IVA e qualche miliardo di spesa è stato spostato sul bilancio 2014.

A naso, il deficit 2013 non sarebbe del 3%, ma forse del 3,5%. E già nei prossimi mesi di vedranno gli effetti di questi magheggi contabili, che prima o poi si mostreranno per quel che sono. 

C’è di fatto che lo spread continua a scendere e la notizia non può che essere positiva, visto che di questo passo risparmieremo qualche miliardo di interessi sul debito. Ma almeno smettiamola di dire che esso rifletta i fondamentali, perché altrimenti rispetto al 2011 dovrebbe impennarsi ancora di più. Tranne che il crollo non fosse legato all’attesa di un “quantitative easing” europeo da parte della BCE.

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