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Gli “angeli” del microcredito, per famiglie e imprese in crisi

LA BUONA NOTIZIA / Ecco l’associazione Vobis, Volontari bancari per iniziative sociali, organizzazione nazionale formata da ex-dipendenti bancari, che dal 2009 aiutano persone e piccole aziende a trovare credito in banca

Daniele Garavaglia

MILANO – C’è l’artigiano che ha bisogno di acquistare un nuova attrezzatura, c’è il professionista disoccupato che vuole avviare un’attività imprenditoriale, c’è anche la famiglia che ha bisogno di una somma extra per spese mediche straordinarie: sono centinaia le storie che possono raccontare quelli di Vobis – Volontari bancari per iniziative sociali (http://www.associazionevobis.it/), associazione nazionale formata da ex-dipendenti bancari, che dal 2009 aiutano le famiglie e le piccole imprese a trovare credito in banca.

PRESTITO DELLA SPERANZA E MICROCREDITO – In che modo? «Utilizziamo due strumenti: a livello nazionale il Prestito della Speranza, frutto di un accordo tra la Conferenza episcopale italiana e l’Abi (Associazione delle banche italiane) , e a Milano il Microcredito garantito dalla Fondazione Welfare Ambrosiano, nata per iniziativa dei sindacati, del Comune, della Provincia e della Camera di commercio di Milano», spiega Roberto Omegna, segretario nazionale di Vobis, presente con undici sedi territoriali che coprono tutte le regioni. Insomma, anche chi ha problemi di scarsa “affidabilità” bancaria può ora trovare una via agevolata per ottenere un finanziamento: è già successo a più di 600 richiedenti beneficiati. […]

COME E QUANTO – «Abbiamo a che fare con persone in difficoltà, che in qualche caso per ignoranza o estremo bisogno si sono rivolte a soggetti che hanno aggravato la loro situazione debitoria. L’approccio iniziale a volte è complicato perché è difficile raccontarsi, si prova vergogna e ci si sente abbandonati a causa della situazione critica in cui ci si trova», dice Giorgio Brambilla, uno dei volontari attivi a Milano. «Il volontario diventa allora un alleato, crea confidenza e trasparenza senza fare domande pressanti, con l’obiettivo di aiutare la persona a rimettere in sesto la famiglia o riprendere l’attività imprenditoriale o lavorativa». Rispetto ai finanziamenti e alle condizioni di erogazione, questi strumenti di microcredito sono molto vantaggiosi: «I tassi di interesse per le famiglie sono tra il 4 e il 4,50%, mentre per le imprese arrivano al massimo al 6,50%. Non ci sono spese e si comincia a restituire le rate mensili dopo un anno», spiega Omegna. Dal punto di vista delle somme finanziabili, con il Prestito della Speranza le famiglie possono richiedere fino a 6mila euro e gli imprenditori fino a 20mila, mentre il Microcredito della Fondazione Welfare Ambrosiano ha tetti massimi di 10mila euro per le famiglie e 20mila per le imprese.

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http://interplanning.websolute.it/viewdoc.asp?co_id=87

Libro “Le pillole anti crisi – Manuale semiserio di sopravvivenza per imprenditori” di Alessandro Barulli

[…] L’idea è nata qualche mese fa, a cavallo fra ottobre e novembre, quando diversi imprenditori mi chiedevano consigli su come affrontare questi tempi difficili. Ho pensato di raccogliere le idee e di dare dei suggerimenti, utili a chi vuole guardare alla propria impresa con occhi diversi. L’ho fatto cercando di usare un linguaggio diretto, non tecnico, a volte ironico, come si fosse una chiacchierata fra amici.
“Le pillole anti crisi” sono utili sia per l’imprenditore che per chi lavora in azienda e vuole suggerire al proprio titolare un percorso di cambiamento. Il libro non è, purtroppo, la soluzione a tutti i mali, però mi auguro che alcune delle cose scritte servano ad aprire nel lettore dei momenti di riflessione e di cambiamento. […]

Sinossi
Come può un imprenditore affrontare con esiti vincenti una crisi economica della portata di quella attuale? Di certo non facendosi prendere dal panico o pensando di poter sopravvivere facendo il “morto a galla”. Occorre prendere il toro per le corna e reagire riorganizzando, ristrutturando e adottando una nuova mentalità e nuove tecniche di gestione aziendale. In un mondo che non sarà più lo stesso per le imprese, costrette a vivere l’evoluzione darwiniana della specie, alcuni spunti di riflessione possono aiutare ad affrontare il cambiamento con un nuovo approccio e metodo di lavoro. Un percorso che viene illustrato attraverso esempi e analogie che spaziano da personaggi come Fred Flinstone – il capofamiglia dei celebri cartoni animati “Gli Antenati” – alle mele del fruttivendolo, passando per il Risiko, il Monopoli, la trasmissione televisiva “Ok il prezzo è giusto” e tanto altro ancora. Soggetti e temi tutt’altro che accademici, utilizzati in virtù della capacità dell’Autore di consigliare sorridendo terapie d’urto che in molti casi hanno molto a che fare con il buon senso, attingendo ad una solida esperienza professionale e ad una empatia con il lettore-imprenditore certo non frequente nei manuali d’uso di strategie aziendali.

Le pillole anti crisi“, suggerite e descritte con un linguaggio informale, ma diretto, da un consulente aziendale che ama fare le cose molto seriamente senza prendersi troppo sul serio, rappresentano gli aspetti tecnici che un imprenditore attento, orientato al mercato, dovrebbe tenere in considerazione per superare l’attuale fase di incertezza.

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AAAIMPRESAFORTE

http://www.aaaimpresaforte.com/

Qual’è il modello di comportamento dell’impresa in crisi? In un momento difficile come questo, quali attenzioni porre nella governance, rispetto a quelle adottate in situazioni di sviluppo? Come gestire il risanamento? Una situazione di emergenza non può essere affrontata con le risorse ed i metodi abituali. E’ indispensabile  farsi assistere da professionisti preparati, (vedi Gruppo multidisciplinare) che abbiano avuto esperienze specifiche nella gestione delle crisi. […]

Molte delle 11.000 imprese  fallite nel 2011 certamente non se lo meritavano! Molti fattori hanno accelerato la loro uscita di scena, provocando la perdita di importanti valori accumulati in anni di lavoro, nonché profondi squilibri sociali. A queste si aggiungono ben 60.000 sofferenze bancarie che di fatto bloccano l’attività di imprese in crisi di liquidità, ma non di posizione sul mercato. Molte di loro si sarebbero salvate, se non avesse prevalso la vecchia politica “liquidatoria e sanzionatoria” verso le imprese in crisi e verso lo stesso imprenditore. Ma davvero le uniche soluzioni per le crisi aziendali sono quelle che necessariamente presuppongono i “libri in tribunale” per un concordato o per il fallimento?

In realtà esiste uno strumento relativamente nuovo – inserito nella riforma della legge fallimentare (2006) – che si pone l’obiettivo di agevolare una soluzione NEGOZIALE tra debitore e creditori, per SALVARE CON OGNI MEZZO L’IMPRESA IN CRISI, a condizione che abbia sempre operato correttamente ed abbia un posizionamento competitivo di successo: in definitiva CHE SE LO MERITI!

Si tratta dei cosiddetti “PIANI ATTESTATI” che consistono essenzialmente nel riscadenziare  il debito dell’impresa in più anni – di solito 7/8 – quando essa presenti un piano industriale “credibile”, attestato da un revisore dei conti, che dimostri che l’impresa ha prospettive di sviluppo e di produzione di flussi di cassa sufficienti a coprire il debito, alle scadenze pattuite. […]

La soluzione della moratoria in realtà è sempre esistita, ma le banche difficilmente erano disposte a correre il rischio che tutti gli atti compiuti per risolvere la crisi dell’impresa, notoriamente insolvente, fossero soggetti a revocatoria. Oggi invece, con la riforma della legge, si è stabilito che “…..non sono soggetti a revocatoria gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore, purchè posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria e la cui ragionevolezza sia attestata da un professionista iscritto nel registro dei revisori contabili…..”

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http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/08/31/news/numero_verde_imprenditori-41761833/

Parte il numero verde Ascom per gli imprenditori in crisi

Fortunatamente sono lontani i giorni dei gesti drammatici e disperati dettati da conti che non tornano, debiti che crescono, l’incapacità di far fronte al presente; ma la crisi resta attuale, invadendo anche il tessuto economico bolognese. Per questo l’associazione dei commercianti ha pensato a un numero verde gratuito dedicato al progetto ‘Non sei solo’, rivolto a offrire ascolto e sostegno psicologico ”agli imprenditori che stanno vivendo situazioni di disagio e di sofferenza dovute a crisi economiche e professionali”. Per il progetto Ascom si è associato insieme agli psicologi dell’Istituto Erich Fromm di Bologna.

Il numero verde – 800 193001 – sarà attivato dal 3 settembre fino a dicembre.

31 agosto 2012

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www.parlaimpresa.it

UNA PIAZZA VIRTUALE DEDICATA ALLE IMPRESE CHE VOGLIONO PARLARE APERTAMENTE DEI LORO PROBLEMI.

Uno spazio condiviso da tutti gli imprenditori che vogliono avere risposte, che vogliono dare consigli,
che vogliono confrontarsi su Fisco, Equitalia, previdenza, credito, banche e nuove opportunità di sviluppo.

Una piazza dove incontrarsi e discutere del nostro mondo in modo aperto e costruttivo.

UN DECALOGO DI PETIZIONI PER UN FISCO PIU’ EQUO

  1. Riduzione dell’entità della sanzione in misura fissa in caso di mancato pagamento di un debito tributario regolarmente dichiarato;
  2. Abbattimento immediato dell’aggio di riscossione  di Equitalia introducendo un criterio di proporzionalità.
  3. Unificazione di tutti i tassi di interesse e parificazione dei tassi di interesse a debito ed a credito.
  4. Eliminazione della notifica di cartelle esattoriali per importi non dovuti (cartelle pazze).
  5. Parificazione dei criteri di rateizzazione degli avvisi bonari e delle cartelle esattoriali.
  6. Divieto dell’iscrizione ipotecaria/fermo amministrativo/pignoramento su beni aziendali.
  7. Preventivo tentativo di conciliazione con il debitore per l’iscrizione ipotecaria/fermo amministrativo/pignoramento.
  8. Eliminazione degli interessi di mora su sanzioni iscritte a ruolo.
  9. Sospensione della riscossione delle imposte sino a sentenza della Commissione tributaria Provinciale
  10. Riduzione dei termini di iscrizione a ruolo di tutti i tributi/contributi/entrate enti locali e certezza della notifica al debitore.

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ASSOCIAZIONE SPERANZA AL LAVORO

www.speranzaallavoro.it

Speranzaallavoro nasce in un momento di estrema difficoltà economica e sociale, ma il suo scopo non è soltanto quello di offrire un supporto immediato. La consapevolezza che la diminuzione le difficoltà e i disagi legati all’ambito lavorativo passa attraverso lo sviluppo di strategie e interventi per aumentare le condizioni strutturali di benessere delle persone al lavoro porta alla volontà di promuovere il benessere della persona a diversi livelli.

L’Associazione, in tale prospettiva, sta promuovendo un’analisi delle teorie e delle metodologie per promuovere il benessere della persona in ambito lavorativo, per lo sviluppo organizzativo, economico e sociale. Da questo punto di partenza, Speranzaallavoro si propone di realizzare interventi a diversi livelli.

Obiettivi

L’azione di Speranzaallavoro si muove in diverse direzioni, promuovendo interventi a tre livelli:

1. Livello di assistenza, perché vengano offerte risposte alle richieste emergenti dal mondo del lavoro tramite:
– rapporti con le istituzioni ed enti;
– assistenza specialistica di tipo psicologico, legale, amministrativo;
– supporto alle organizzazioni;
– reti di relazioni e comunicazioni;
– rapporti con gli istituti di credito;
– orientamento nella ricerca di lavoro.

2. Livello di rete, perché siano collegati enti, associazioni, gruppi, centri servizi, aziende, per rispondere e sostenere le necessità emergenti nel mondo del lavoro.

3. Livello di studio e ricerca, perché vengano costituiti un Osservatorio che possa studiare i cambiamenti in atto e un Comitato Scientifico che possa elaborare studi, ricerche e proposte di intervento.

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