Come fa lo Stato italiano a spendere così tanto denaro da far aumentare senza tregua il debito pubblico (proprio in data odierna, 16 luglio 2012, Bankitalia segnala che il debito pubblico ha raggiunto una nuova quota record, il massimo storico di 1.966,3 miliardi di euro), nonostante noi italiani stiamo versando denaro ad un livello altrettanto record di pressione fiscale (vedi tag “pressione fiscale”)? In questo post focalizziamo la nostra attenzione sulle poco nobili capacità scialacquatorie del nostro Stato, che possiamo riassumere in quattro semplici punti:
1) stipendi di politici e dirigenti;
2) privilegi dei politici;
3) numero troppo elevato di dirigenti;
4) denaro speso senza giustificazioni.
Sarebbe bello se la spending review del governo Monti cominciasse da qui…
Vediamo ora più in dettaglio questi tre punti:

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1) stipendi di politici e dirigenti

Quello che vi proponiamo è un esempio tra i tanti che si possono ritrovare: Angela Merkel, Cancelliera tedesca, guadagna 9.000 euro al mese, che raggiungono quota 13.000 con le indennità, e vive in un appartamento di 40 metri quadrati nei pressi della cancelleria, un appartamento di cui è lei stessa a pagare l’affitto. Ma l’ambasciatore italiano in Germania guadagna di più: 20.000 euro al mese! Anche i dirigenti delle società pubbliche in Germania, come c’era da aspettarsi, guadagnano molto meno dei nostri dirigenti pubblici…

Dirigenti tedeschi, niente stipendi d’oro

“Non si diventa ricchi lavorando per lo Stato”

Retribuzioni pubbliche molto più basse di quelle dei colleghi italiani. Infatti anche i politici preferiscono spesso abbandonare le cariche per farsi assumere da una grande azienda privata

di Roberto Giardina

Berlino, 26 febbraio 2012 – IL TERMINE boiardo si traduce nella lingua di Goethe in Boyar, ma pochi sanno che cosa significa, a parte qualcuno che ha studiato storia medioevale. In Germania non si diventa ricchi se si lavora per lo Stato, infatti anche i politici preferiscono spesso abbandonare le cariche per farsi assumere da una grande azienda privata. Per avere un’idea di stipendi e prebende, basta partire da Frau Angela. La Cancelliera, la padrone d’Europa, la donna più potente del mondo guadagna per l’esattezza 15833 euro al mese, meno di un nostro parlamentare. Con qualche benefit supera i ventimila, e giunge a un totale di 261500 euro all’anno, meno del governatore dell’Alto Adige. […]

E in Italia? Leggi l’articolo “Gli stipendi da favola dei dirigenti delle società pubbliche

Potrete trovare molti altri articoli in merito cliccando il tag “stipendi”.

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2) privilegi dei politici

MARTEDÌ 10 LUGLIO 2012

Tagli alla sanità, ma non ai privilegiati medici di Palazzo Chigi

I deputati è risaputo: hanno diritto a rivolgersi gratuitamente (o meglio, a spese nostre) a cliniche private per trattamenti sanitari di ogni tipo, compresi dentista e sedute di agopuntura. Tutto gratis: per loro ed i loro parenti. Ma non tutti sanno che i parlamentari hanno a disposizione anche un “Polo sanitario” a Palazzo Chigi: 12 specialisti, 7 infermieri, 7 impiegati e 5 funzionari, per una spesa di 3 milioni di euro all’anno. Medici che, come da tradizione per tutti coloro che ruotano intorno al Palazzo, dove barbieri e stenografi guadagnano oltre 10.000€ al mese, hanno privilegi che i “medici qualsiasi” non hanno: gli specialisti possono svolgere attività ambulatoriale esterna, vietata agli altri medici. Un “regalino” quest’ultimo che gli ha fatto Romano Prodi nel 2007. Davvero i nostri parlamentari non potevano rinunciare al “Polo sanitario” dedicato? In tempi di tagli come quelli attuali, quei 3.000.000€ potevano essere risparmiati. Potevano esser tagliati in ogni caso, ma visto che oltretutto hanno il privilegio di potersi rivolgere gratuitamente alle cliniche private, questa “sforbiciata” sarebbe stata quanto mai opportuna, anche per rispetto dei cittadini. Evidentemente i nostri parlamentari vogliono essere sicuri al 100% di non doversi mai rivolgere alle strutture pubbliche, dove si fanno curare i cittadini: sanno bene quanti casi di malasanità si verificano, anche grazie ai continui tagli che dispongono… tanto loro ed i loro cari non hanno di questi problemi!

Anche questo è un esempio tra tanti, per trovare altri esempi potete cliccare il tag “politici da vergogna”.

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3) numero troppo elevato di dirigenti

Leggi l’articolo “Il primato dell’Italia? Quello della moltiplicazione delle Agenzie di Stato!

Così, grazie all’elevato numero di società pubbliche, anche il numero di cariche si è moltiplicato dismisura. I più “fortunati” riescono persino a collezionarle, come nel caso, tanto eclatante quanto agghiacciante, di Antonio Mastrapasqua…

I mille incarichi del presidente dell’Inps

di: G. Di G.

[…] Antonio Mastrapasqua. L’uomo dai mille incarichi. L’uomo dei record. L’uomo che siede su decine di poltrone dorate, tra le più importanti del nostro Paese. […]

Antonio Mastrapasqua occupa la poltrona di presidente dell’Inps dal 2008 (quando di incarichi ne aveva 54), è vicepresidente di Equitalia, Equitalia Centro, Equitalia Nord e, non poteva non prendersi l’ultima rimasta, Equitalia Sud. Nel gruppo di Telecom Italia è invece presidente del collegio sindacale di Telecontactcenter, che è una società che gestisce call center, ha una poltrona all’Emsa e a Telenergia. E’ sindaco effettivo di Loquendo, sindaco supplente di Telecom Italia Audit e Telecom Italia Media (quella che gestisce La7). Ha cinque incarichi nel gruppo Eur Spa, controllato dal Tesoro e partecipato dal Comune di Roma in cui è presidente del collegio sindacale, ha una carica anche in Aquadrome, Eur Tel, Eur Power e Eur Congressi. Ma non è tutto. L’uomo della previdenza è anche presidente del collegio sindacale di Adr Engineering del gruppo Aeroporti di Roma, di Quadrifoglio srl, di Fintecna immobiliare (cioè il Tesoro) e di Rete autostrade mediterranee (sempre per il Tesoro). E dopo aeroporti, autostrade poteva mancare il cinema? No. Mastrapasqua è anche sindaco della casa cinematografica “indipendente” Fandango, del Consorzio Elis (che si occupa di formazione professionale superiore) di cui fanno parte aziende come Eni, Telecom (guardacaso) Finmeccanica, Anas, Nokia, Acea, Trenitalia, Poste etc.. E la lista è ancora lunga. C’è anche lo sport nelle sue corde. C’è la poltrona al Coni Servizi e, dopo quelle mediterrane, c’è anche quella la poltrona dorata in Autostrade per l’Italia. Tornando alla prima vocazione, è anche amministratore delegato di Italia Previdenza e presidente del collegio sindacale di Groma srl, società che appartiene alla Cassa previdenziale dei geometri. E come fa allora a trovare il tempo di fornire numeri precisi e salvare dall’orlo del baratro le centinaia di migliaia di italiani esodati che non vengono presi in considerazione dal decreto di prossima presentazione?
Ma sappiamo che in questo caso il Governo non ha certo perso tempo per prendere una decisione in merito […]. Sì, ha già preso una decisione. Si è pensato bene di rinnovare il contratto in scadenza di Mastrapasqua fino al 2014. […]

11 Maggio 2012

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4) denaro speso senza giustificazioni

martedì 10 luglio 2012

Arrivano soldi per il terremoto. Emilia? Abruzzo? No, IRPINIA: accaduto 32 anni fa!

Pubblicato da admin
Se vi dicono che il governo ha stanziato 33,4 milioni di euro per il terremoto, probabilmente vi viene da pensare all’Emilia… (dove i soldi non sono ancora arrivati e i sindaci sono costretti a rivolgersi alle banche…) NO. Allora al sisma che ha colpito l’Abruzzo? NEMMENO. Hanno stanziato 33.400.000€ per il terremoto IN IRPINIA, del 1980! E a dirla tutta, ce ne sarebbe bisogno, perché ci sono ancora persone che vivono in baracche, container e case di fortuna. Il vero problema sta nel fatto che per la ricostruzione dell’Irpinia è stata stanziata una vera e propria fortuna, finita nelle mani di chissà chi. Sui soldi stanziati per il terremoto negli anni sono state aperte numerose inchieste, sempre finite nel nulla.  “La ricostruzione fu, però, anche uno dei peggiori esempi di speculazione su di una tragedia” si legge sulla scheda riservata al terremoto da Wikipedia: “Il numero dei comuni colpiti, fu alterato per losche manovre politiche e camorristiche lievitando nel corso degli anni. Alle aree colpite, infatti, venivano destinati numerosi contributi pubblici” ne viene parlato “al passato” ma forse è il caso di parlarne al presente. La scheda di Wikipedia descrive molto bene le manovre speculative sul terremoto in Irpinia, dove criminalità organizzata e politici corrotti hanno “mangiato” un vero e proprio tesoretto.

ECCO QUANTO RIPORTATO DALLA GAZZETTA UFFICIALE DEL 4 LUGLIO 2012:
Per la prosecuzione degli interventi di cui all’art. 3, comma 2, della legge n. 32/1992, concernenti la ricostruzione delle zone terremotate delle regioni Campania e Basilicata, si ripartisce l’importo pari a 33,4 milioni di euro a valere sulle risorse assegnate al Dipartimento della protezione civile con la legge fi nanziaria 2000, di cui 23,4 milioni di euro per la Regione Campania e 10,0 milioni di euro per la Regione Basilicata, come da tabella allegata, che fa parte integrante della presente delibera.
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Libro “Spending review. È possibile tagliare la spesa pubblica senza farsi male?” di Luciano Hinna e Mauro Marcantoni

Il buon funzionamento della Pubblica amministrazione è una condizione irrinunciabile e urgente per superare la crisi che stiamo attraversando e per ridare prospettiva al futuro del paese. Con i suoi tre milioni e mezzo di dipendenti, la Pubblica amministrazione è la più grande azienda del paese, ed e, dunque, il luogo dove si concentra ogni possibile “risparmio”: il luogo dove si deve “gestire” e al tempo stesso “subire” la spending review. Parola magica ormai nel vocabolario di tutti, ma di cui pochi conoscono l’effettiva portata. Una revisione efficace delle spese, nei singoli settori, comporta grandissima attenzione nell’analisi e una perfetta consapevolezza dell’efficacia operativa delle proposte che si avanzano. Obiettivo di questo piccolo, “aureo”, instant book – destinato non solo agli addetti ai lavori, ma al pubblico dei lettori civilmente avvertiti – è fare il punto sullo stato dell’arte, partendo dalle esperienze fin qui realizzate, per scendere sul terreno delle proposte realizzabili. Il libro si apre con i contributi di due autorevoli esponenti del governo Monti, impegnati in prima persona sul fronte della revisione della spesa: Dino Piero Giarda (ministro per i Rapporti con il Parlamento) e Filippo Patroni Griffi (ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione).

Potrete trovare molti altri articoli in merito cliccando sul tag “sprechi”.

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