Cari fratelli tifosi d’Italia,

mentre tutti eravamo intenti a guardare la semifinale degli Europei di calcio contro la Germania, il nostro primo ministro Mario Monti (che potremmo soprannominare rispettosamente ma ilaricamente “Super Mario Prof”), stava provvedendo a salvarci il fondoschiena in quel di Bruxelles.

Al consiglio europeo tenutosi appunto in Belgio, Mario Monti ha tirato fuori un bel coniglio dal cappello, contribuendo alla messa in campo di una strategia per il rafforzamento dell’unione europea e per maggiori garanzie di sostenimento per i paesi eurodeboli, allo scopo di partire finalmente con l’unificazione dell’impianto economico-bancario dell’Euro-sistema.

Restano due problemi da affrontare:

  • la Merkel che si ostina a rifiutare gli Eurobonds;
  • le resistenze di Finlandia ed Olanda all’applicazione di tale piano di stabilizzazione.

N.B. ricordatevi una cosa: se l’Italia non fosse entrata nell’Euro, con l’elevato debito pubblico, il modestissimo tasso di crescita e le diseconomiche spese dello Stato che la rendono così debole (potete leggere in proposito numerosi articoli pubblicati in questo blog), sarebbe con molta probabilità fallita. Con quanta probabilità? Suppongo tra il 90 ed il 100%, quindi quasi sicuramente. Grazie all’Euro, invece, siamo arrivati fin qui senza cadere in un default economico e, sempre grazie all’Euro, se tutto andrà bene (cosa che non è così scontata), potremo rimettere in sesto le nostre disastrate finanze pubbliche ed il nostro fatiscente ed ultradispendioso apparato amministrativo-burocratico statale.

N.N.B. Davvero idioti e vergognosi i titoli dei quotidiani Libero ed Il Giornale all’indomani della partita di calcio vinta con gran fortuna dall’Italia. All’estero leggono le rassegne stampa italiane: bella figura da stupidi che ci han fatto fare!!!

 L.D.

Riporto frammenti tratti da un’intervista alla Professoressa Ester Faia ascoltata su RADIO 24 (intervistata da Oscar Giannino, Nove in punto la versione di Oscar, Radio24 il 27 giugno 2012, quindi prima che si tenesse il vertice a Bruxelles):

… non è affatto vero che non ci sarebbe spazio per cose come gli euro bond. I paesi che li chiedono non hanno mai definito un piano per gli euro bond. Se Monti domani volesse andare al consiglio europeo e chiedere gli euro bond potrebbe scrivere con i suoi ministri un piano. Al contrario la Germania lo ha fatto. Il piano dei cinque saggi degli euro bond [N.d.ItaliaCheRaglia – piano dei 5 saggi tedeschi: trasferire tutto il debito in eccesso al 60% del PIL in un “contenitore” europeo ed ammortizzarlo su 25-30 anni, con una garanzia proporzionale a quanto apportato al fondo da parte di ciascun paese – in gergo tecnico questo “contenitore” viene chiamato “European Redemption Fund“] è considerato uno dei piani migliori scritti e proposti. In Italia, in Spagna e in Grecia questo piano non è mai stato proposto. In Germania viene discusso quotidianamente e non è interesse della Germania discutere di euro bond.
Spieghiamo perché il piano dei cinque saggi non è discusso in Italia e non sarebbe accettato. Il piano degli euro bond prevede giustamente che, quando si iniziano dei bond comuni, venga offerta una garanzia. Di solito si pensa a garanzia in termini di riserve auree oppure in termini di altre attività reali. Se si vuole mutualizzare il debito, così come si sta chiedendo, non si può chiedere semplicemente alla Germania di pagare … al momento pensi che la Grecia, il Portogallo e l’Irlanda ricevono gli aiuti ma non contribuiscono. E come se lei partecipasse ad un fondo assicurativo non ne paga il premio, però se fa un incidente richiede di essere rimborsato.
Se veramente l’Italia vuole degli euro bond deve fare una cosa molto semplice: domani il Sig. Monti deve mettersi nella sua borsa una garanzia reale offerta dall’Italia, che nel piano degli euro bond dei cinque saggi corrisponde al 20% della richiesta di emissione di euro bond; deve arrivare lì con la sua garanzia reale e dire che accetta il piano degli euro bond, che è un piano assolutamente ragionevole, e molto probabilmente gli verranno concessi.
… per quanto riguarda la banca centrale europea, … , deve fare il prestatore di ultima istanza, e questo lo sta facendo, deve fornire liquidità al mercato quando il mercato è in condizione di stress, ma mai e poi mai una banca centrale deve stampare moneta all’infinito, perché sennò si arriva all’iper-inflazione tedesca e i rischi della FED sono ancora dietro l’angolo, questo è un dibattito molto acceso negli Stati Uniti.
Se abbiamo fatto la banca centrale europea perché volevamo evitare i problemi di monetizzazione del debito, che facevano le singole banche europee centrali, non si capisce perché adesso dobbiamo forzare la banca centrale europea a monetizzare il debito. Deve fornire liquidità in casi di emergenza, non c’è dubbio, lo sta facendo.
… se all’Italia o alla Spagna non piace questo piano di euro bond ne propongano un altro. In Italia abbiamo degli economisti al governo, si possono sedere e proporlo. Il problema è che bisogna proporre delle cose che abbiano un minimo di senso economico, che siano sostenibili. Quando lei partecipa ad un’assicurazione non credo che nessuno mai le fornirebbe un’assicurazione senza che lei paghi il premio. Mi sembra logico. Il free lunch non esiste in economia. Per quanto riguarda le riserve auree: l’Italia può proporre altre garanzie reali se non vuole toccare l’oro. Attualmente l’oro della banca d’Italia, ai prezzi dell’oro attuale, potrebbe coprire quasi l’intero debito. La garanzia che si chiede per gli euro bond è il 20% dell’emissione degli euro bond, che nel caso italiano vorrebbe dire circa il 60%, cioè abbattere metà del debito (pubblico). Si parla di una garanzia. Non si tratta di portare l’oro lì e i tedeschi se lo prendono, no. Si mette l’oro lì e se l’Italia non ripaga gli euro bond, quell’oro fa da garanzia. Assolutamente ragionevole. Se lei chiede un debito alla banca, la banca chiede una garanzia.
Un’ultima cosa sulla FED. Le FED regionali non hanno affatto delle riserve auree e non si capisce perché le banche centrali nazionali in Europa debbano avere le riserve auree. Le possono dare benissimo al fondo salva stati o alla banca centrale europea per fornire una garanzia contro l’emissione di debito comune.

QUESTO E’ INVECE IL NOSTRO “BIANCONIGLIO”, OSSIA GLI ACCORDI CHE IL MINISTRO MONTI E’ RIUSCITO A PORTARE A CASA DA BRUXELLES:

Vertice UE: scudo anti-spread e misure per PMI

Scudo anti-spread e Fondo Salva Stati per proteggere il futuro dell’Euro, ma anche un piano per la crescita e finanziamenti per le PMI: i quattro capitoli dell’accordo UE a 27 sancito a Bruxelles.

Barbara Weisz – 

Al vertice UE a 27 di fine giugno a Bruxelles per definire un accordo salva Euro sono state decise anche nuove misure per le PMI, nonché la scelta di migliore utilizzo dei fondi europei per facilitare la capacità di finanziamento delle piccole e medie imprese comunitarie. Inoltre, Italia e Spagna sono riuscite nel pressing sulla Germania per arrivare a una misura che permette al Fondo Salva Stati di acquistare titoli pubblici dei paesi in difficoltà: non una forma di condivisione del debito ma un meccanismo che coinvolge tutti i paesi nella difesa della moneta unica contro la speculazione.

In generale, sono quattro le misure fondamentali prese dal Consiglio Europeo:

  1. pacchetto crescita da 120 miliardi di euro,
  2. scudo anti-spread,
  3. misure per l’unione bancaria,
  4. integrazione economica.

Pacchetto Crescita

Sul piatto 120 miliardi di euro per rilanciare la crescita Ue attraverso project bond, fondi strutturali e ricapitalizzazione della BEI [Banca Europea degli Investimenti] (10 miliardi), per aumentarne la capacità di prestito di 60 miliardi di euro e liberare fino a 180 miliardi di euro di investimenti supplementari da ripartire in tutta l’Unione Europea, compresi i paesi più vulnerabili. Ai project bond sono destinati 4,5 miliardi: è prevista una fase pilota di prestiti obbligazionari per finanziare progetti in settori chiave come i TrasportiEnergia e Banda Larga. A seconda di come andrà questa fase pilota, si penserà a un rafforzamento di questo strumento. Un miglior utilizzo dei fondi strutturali (con 55 miliardi a disposizione) è finalizzato a sostenere i prestiti BEI per la realizzazione di infrastrutture strategiche rafforzando il sostegno alle PMI e facilitando il loro accesso ai finanziamenti.

Scudo anti-spread

Il Fondo Salva Stati può acquistare sul mercato primario e secondario titoli dei paesi in difficoltà. Di fatto, l’Europa può così intervenire a sostenere paesi in difficoltà sul debito senza l’intervento della cosiddetta Troika (UE, FMI, BCE). Non si tratta però di un meccanismo automatico: il paese in difficoltà deve fare una specifica domanda al Fondo salva Stati e firmare un memorandum.

Unione Bancaria ed Economica

La vigilanza bancaria passa alla BCE, primo passo verso una maggior integrazione economica europea che passerà anche attraverso un maggior coordinamento delle politiche di bilancio e fiscali. Il Piano di rafforzamento dell’Unione monetaria – elaborato dal presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, il presidente della Commissione José Manuel Barroso, il numero uno della Bce Mario Draghi e il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker – andrà perfezionato entro fine 2012 con una roadmap per l’integrazione economica e fiscale.

Misure per PMI

Il documento finale del vertice, nella parte sulle politiche per la crescita e l’occupazioneprevede una serie di obiettivi (come il mercato unico digitale entro il 2015) alcuni dei quali specifici per le PMI:

  • sostegno a ricerca e sviluppo e opportunità d’investimento per start-up e PMI innovative grazie al futuro programma per la competitività COSME e al programma Orizzonte 2020, che aiuteranno le PMI innovative ad accedere ai finanziamenti per settori quali nanotecnologia, biotecnologia e materiali avanzati;
  • accordo sul brevetto unitario che mira andare impulso all’innovazione, anche se Italia e Spagna si oppongono perché la scelta del trilinguismo (inglese, francese e tedesco) per il brevetto europeo penalizza le aziende che ad esempio vogliono anche un brevetto italiano dovendo sborsare doppi costi; la sede del brevetto europeo sarà Parigi, ma c’è anche una sede amministrativa a Monaco di Baviera e una a Londra per alcune tipologie (brevetti scientifici).

http://www.pmi.it/economia/mercati/news/52095/esm-ufficiale-il-fondo-ue-salva-stati-permanente.html

Esm: ufficiale il fondo UE salva-Stati permanente

L’UE ufficializza il Fondo salva-Stati permanente Esm, che entrerà in vigore da luglio e sostituirà il fondo temporaneo Efsf: plafond e modalità di accesso ai fondi da parte degli Stati membri.

Francesca Vinciarelli – 

Si chiama European Stability Mechanism, in breve Esm, il nuovo fondo salva-Stati permanente dell’UE, che andrà a sostituire l’omologo temporaneo, ovvero l’Efsf (European Financial Stability Fund). Lo scopo è lo stesso: mettere in campo strumenti di stabilizzazione finanziaria per sostenere e aiutare i Paesi in seria difficoltà economica e contrastare la crisi del debito europea. Ad ufficializzare il Trattato siglato tra i rappresentanti dell’Unione Europea e degli Stati dell’Eurozona è stato il presidente dell’UE, Herman Van Rompuy, sottolineando come questo «contribuirà a ripristinare la fiducia e ad assicurare la solidarietà e la stabilità finanziaria nell’Eurozona». Il fondo Esm dovrebbe entrare in vigore da luglio 2012, ovvero un anno prima rispetto alle previsioni iniziali, avrà sede in Lussemburgo e disporrà di un plafond iniziale di 500 miliardi di euro messi a disposizione dai 17 Stati della zona Euro. In ogni caso, a marzo si terrà un nuovo vertice tra i capi di Stato e di Governo dei Paesi Membri durante il quale l’adeguatezza delle risorse di Efsf e Esm, che verranno attentamente valutate. Il Patto di bilancio stabilisce inoltre che il fondo salva-Stati sarà condizionato, a partire da marzo 2013, alla ratifica del “Fiscal compact” da parte dello Stato membro della zona euro che chiede di farne uso. Per Van Rompuy «i due nuovi trattati sono entrambi elementi della strategia per superare la crisi del debito pubblico nell’Eurozona».

 http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/07/03/Vertice-Ue-Monti-ora-Eurobond-piu-tabu-_7136123.html

Vertice Ue: Monti, ora Eurobond non piu’ un tabu’

03 luglio, 17:30

[…] VERTICE UE: MONTI, PASSO VERSO EUROPA CHE VOGLIAMO – “Guardando oggi ai risultati del vertice europeo possiamo dire che ha costituto un passo in avanti avanti verso un’Europa come noi italiani la vogliamo: più orientata alla crescita e più stabile”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio, Mario Monti, riferendo al Senato sul vertice Ue.

MONTI, CERCHEREMO SUPERARE RESISTENZE FINLANDIA-OLANDA – “Cercheremo di sormontare le opposizioni di paesi come Finlandia e Olanda che hanno una certa insofferenza nei confronti dei meccanismi di stabilizzazione”. Lo ha detto il premier Monti precisando che quanto raggiunto a Bruxelles dovrà essere “cristallizzato e consolidato” all’eurogruppo di del 9 luglio e forse del 20 luglio.

MONTI, UE NON SIA SOLO CORSETTO REGOLE MA INTEGRAZIONE – L’Eruopa “non può rappresentare solo un corsetto di regole, sanzioni, procedure di monitoraggio: deve essere anche integrazione positiva. Siamo soddisfatti da questo consiglio europeo”. Lo detto Mario Monti intervenendo al Senato sull’ultimo Consiglio Ue. […]

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