Dalla puntata di Focus Economia di S. Barisoni del 25 giugno.

Dalla relazione annuale pubblicata dalla BRI (Banca dei Regolamenti Internazionali) risulta che le banche italiane sono piene di titoli italiani mentre quelle europee di derivati (prodotti che amplificano perdite e guadagni). Le grandi banche sono tornate quindi a fare le speculazioni come prima della crisi. In Europa 5854 miliardi sono in derivati: la metà del pil. In America il 36%.
Prima hanno chiesto che gli stati ricomprassero i loro titoli tossici e poi… hanno ripreso le speculazioni!!!
Impressionante l’aumento dei derivati in pancia alle banche: Percentuale di attivo sui derivati:
LLOYDS  6,8%
Bank of Scotland 35%
Banking Barclays 34%
Deutsche Bank 40%

Da condannare è anche, anzi soprattutto, l’incapacità del sistema politico, che avrebbe dovuto imporre sistemi di vigilanza ed invece ha inserito solo regole inefficaci.
Un esempio ne è la tobin tax, che è molto vantaggiosa per farsi pubblicità politica (è di facile comprensione al grande pubblico), ma non ci sono studi che ne dimostrino l’efficacia. Invece nulla è stato fatto per regolare i derivati.
I derivati nascono come polizze assicurative, quindi dovrebbero servire come sistema di protezione del patrimonio. Invece diventano un sistema di scommessa ed incremento dell stesso: possono diventare anche 10 volte il valore del bene da assicurare…
La regolamentazione è stata impedita principalmente nel mondo anglosassone, dove a fare da esempio sono gli spaventosi vantaggi che la City si riserva verso l’economia.

Ma a questo punto ci chiediamo: meglio un derivato o un titolo di stato Portoghese o Greco?

Un derivato nasce basandosi sul principio della scommessa e dell’effetto leva: con soli 1000 euro di investimento si può scommettere su un capitale di 100000 euro.

Il calcolo di incrementi e perdite è fatto sul capitale, non sull’investimento.
Quindi:

  • se riscuoto +10% avrò +10000 euro
  • se perdo  il 10%, perdo 10000 euro (quindi da un investimento di 1000 ne perdo altri 9000)

Dai recenti calcoli, basterebbe una perdita del 10% di derivati su cui hanno investito le prime 20 banche europee per mangiare la metà del loro patrimonio di vigilanza!!!

Ma parliamo di Basilea 3 (inventata dai paesi centroeuropei): una serie di normative che le banche si sono date per controllarsi vicendevolmente.
Per prestare denaro ad aziende o privati (mutui), le regole obbligano le banche ad avere accantonato del capitale (metti che l’impresa fallisca) mentre per i derivati chiedono che sia accantonato molto meno denaro!!!

In pratica imponiamo rigidi controlli sull’economia reale, mettendo paletti che rendono parecchio difficoltosi i prestiti (specialmente alle piccole aziende), mentre sulle speculazioni le imponiamo molto più blande.

Viene da chiedersi …. ma chi scrive le regole? Quanta persuasione ha il potere finanziario verso la politica?
Perchè penalizzare le banche italiane per i loro prestiti ad imprese e stato italiano rispetto a quelle tedesche, che sono invece piene di titoli tossici e obbligazioni salsiccia con relativi mutui integrati?!?

Tags: , , , ,