Evviva, grazie ai greci l’Europa è salva. Per ora almeno. Questa volta l’abbiamo scampata bella (vedi l’articolo “Attenti alla Grecia: è partito il conto alla rovescia“), ma i vertici europei devono darsi una mossa: o l’Europa si unirà seriamente dal punto di vista politico-finanziario (vedi l’articolo “Uno Stato Federale Europeo: questa sarebbe la vera soluzione ai problemi dell’Eurozona“), oppure, molto probabilmente, la crisi persisterà a lungo ed anche una volta superata, ammesso che si riesca con le condizioni attuali a superare, i paesi europei saranno sempre visti come dei soggetti economici indipendenti, di conseguenza molto fragili e finanziariamente poco affidabili. Adesso che tutti hanno capito qual è il nostro punto debole, finché questo non verrà risolto i mercati saranno sempre meno disposti a scommettere su di noi…

L.D.

http://politica.excite.it/elezioni-grecia-2012-i-risultati-N124348.html

Elezioni Grecia 2012: Atene sceglie l’Europa

 18/06/2012

L’Europa tira un sospiro di sollievo. Le elezioni in Grecia, infatti, registrano la vittoria del partito conservatore favorevole alla UE e all’euro Nea Dimokratia, di Antonis Samaras, allontanando lo spettro dell’uscita del Paese dall’Unione e rassicurando – almeno per ora – mercati e investitori stranieri.

Oggi i greci hanno scelto di restare legati all’Europa. Questa è una vittoria per tutta l’Europa“, ha commentato Samaras, che poi si è rivolto ai ‘colleghi’ dei partiti “che hanno lo stesso obiettivo, tenere la Grecia in Europa” chiedendo loro “di unirsi per formare un governo solido: rispetteremo le nostre firme e gli impegni presi dalla Grecia e lavoreremo per far uscire il Paese dalla crisi. Non si mette in alcun dubbio l’appartenenza della Grecia all’Europa“. […]

http://www.segretibancari.com/macroeconomia/la-crisi-economica-e-lunione-delle-banche/

[…]

Il problema dell’Europa non è l’Euro

Ti è mai capitato di avere la digestione difficile? Subito la tua mente ripercorre i cibi mangiati durante il pasto precedente, alla ricerca di un colpevole. Salvo poi scoprire che non era l’arrosto la causa dell’indigestione. L’Euro è un capro espiatorio, perché ad essere in crisi è il modello in cui esso è incastonato:

  • abbiamo una pluralità di sistemi bancari indipendenti, ciascuno soggetto alle regole di vigilanza prudenziale stabilite nei Paesi membri sotto il controllo delle Banche Centrali Nazionali
  • abbiamo un’unica Banca Centrale responsabile di una politica monetaria comune.

Esistono gli Stati Uniti d’America ma non esistono gli Stati Uniti d’Europa. Questo è il vero problema. Le logiche nazionalistiche prevalgono sull’interesse comune. […]

Wall Street Journal: La Germania Cede sull’unione fiscale, ma in cambio della Sovranità

Mentre crollano le esportazioni Tedesche verso i partners Europei, il Wall Street Journal svela la strategia di Berlino per stabilizzare la sua egemonia sul continente: unione fiscale a guida Tedesca

4 giugno 2012

BERLINO – La Germania sta inviando segnali forti che, alla fine, sarebbe disposta a sostenere idee come gli eurobonds o un’unione bancaria se i leaders Europei fossero disposti a rinunciare a una maggiore sovranità e a trasferire all’Europa poteri significativi sui bilanci nazionali, un passo che, se intrapreso, sarebbe in grado di riprogettare l’unione monetaria ed essere una delle iniziative più audaci da quando l’euro è stato avviato.

L’Europa è rimasta bloccata nell’adozione di misure coraggiose per arginare la crisi e calmare i mercati finanziari perché i leaders non sono in grado di integrare  due approcci fondamentalmente diversi.
Paesi come la Francia credono che l’Europa deve creare strumenti come gli eurobonds per spartire in tanti il peso del debito.  Altri, in particolare la Germania, dicono che una moneta comune richiede una politica fiscale comune e il trasferimento all’Europa della sovranità nazionale sui bilanci. 
Ora, per la prima volta, la Germania sta mostrando segni di cedimento sulla sua posizione, ma vuole che queste questioni siano oggetto di una più ampia discussione sul futuro dell’Europa e la struttura della zona euro.

“Più gli altri Stati membri partecipano a questa evoluzione e sono pronti a rinunciare ai propri diritti sovrani per coinvolgere maggiormente le istituzioni Europee, tanto più saremo pronti a svolgere un ruolo attivo nello sviluppo di questioni come un’unione bancaria” , un funzionario Tedesco vicino alle discussioni ha detto al Wall Street Journal. “Non si può avere l’uno senza l’altro”.

Molte delle idee in discussione non sono una novità, ma la forte recrudescenza della crisi dell’euro nel corso del mese passato, che sta nuovamente minacciando di far crollare l’unione, sta costringendo i leaders Europei a rendersi conto che il loro approccio frammentario alla soluzione della crisi sta fallendo.

Eppure, non c’è alcuna garanzia che i leaders Europei riescano a superare le differenze che non sono riusciti a colmare in passato. Qualsiasi mossa verso l’abbandono della sovranità sui bilanci nazionali incontrerà una resistenza feroce negli Stati membri, alimentando partiti politici populisti e feroci battaglie costituzionali sui diritti degli stati. Ma l’idea, fortemente sostenuta dal cancelliere Tedesco Angela Merkel, che la crisi deve essere utilizzata come un’opportunità per creare un’unione politica che sostenga la moneta comune,  forse sta guadagnando terreno.

“L’Unione europea deve rafforzare la sua architettura”, ha detto il Primo Ministro Spagnolo Mariano Rajoy durante il fine settimana. “E questo significa un compromesso per creare una nuova autorità Europea di bilancio, che guiderebbe la politica di bilancio nella zona euro, armonizzerebbe la politica fiscale degli Stati membri e consentirebbe un controllo centralizzato delle finanze pubbliche.”

Un alto funzionario Ue ha detto Domenica che erano in corso dei contatti tra i governi per mettere insieme un “grande piano”, come proposto al vertice di maggio dei leaders Europei. Egli ha detto che la Germania era “disposta a cooperare sul grande piano, ma al prezzo di un trasferimento di sovranità in materia fiscale”. Questo, ha detto, è un requisito difficile per quasi tutti gli Stati membri, e può anche richiedere modifiche ai trattati Europei. Il funzionario ha dichiarato che i governi stavano cercando di influire sull’approccio da adottare al prossimo vertice UE, alla fine di giugno. “La sostanza di tutto questo: i giochi sono iniziati”, ha detto.

In occasione del vertice informale del 23 maggio, i leaders europei hanno incaricato Herman Van Rompuy, il Presidente del Consiglio Europeo, José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, Mario Draghi, Presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Juncker, Capo dell’Eurogruppo, di mettere insieme delle proposte per il prossimo vertice del 28-29 Giugno per aiutare i leaders Europei a creare una road map per discutere sulla futura architettura Europea. Le questioni sul tavolo rientrano a grandi linee in due categorie.

Ci sono delle idee comuni come la creazione di eurobonds (rif.articolo “Cosa sono gli Eurobonds e perchè ne abbiamo bisogno?“), l’assicurazione dei depositi a livello Europeo e più in generale una “Banking Union”, che rientrano nella categoria della responsabilità condivisa sul debito sovrano e le banche Europee.

Queste sono idee che vengono sostenute dal Presidente Francese François Hollande, ma sono considerate un anatema dalla signora Merkel, a meno che il potere di imporre la disciplina di bilancio sia trasferito in Europa, il che significherebbe un sacrificio di sovranità.

La Germania sta spingendo di nuovo per un approfondito controllo Europeo sui bilanci nazionali, una politica fiscale comune, che obbligherebbe gli Stati membri a cedere il controllo sui bilanci nazionali ad una futura autorità fiscale Europea, un’idea a cui la Francia si oppone strenuamente. Ci sono poche probabilità di una svolta nel mese di giugno, ma i funzionari Tedeschi hanno detto che il processo è iniziato.

“Non ci sarà nessun big bang al vertice di giugno”, ha detto un funzionario Tedesco. “Ma sarebbe un grande passo avanti per l’Europa, se riuscissimo a creare una struttura per la trattativa, a stabilire un metodo, a porre le domande giuste e inserire il tutto in un calendario certo. Sarebbe importante per l’Europa.” Parlando ai giornalisti al vertice dei leaders del Mar Baltico la scorsa settimana, la signora Merkel ha detto di essere disposta a discutere qualsiasi idea  sul tavolo. “Certo, è possibile riflettere su come ci stiamo apprestando ad evolverci nei prossimi cinque o 10 anni”, ha detto. “Ma se continuiamo sempre a censurare le idee, non funzionerà.”

I funzionari Tedeschi sostengono che una singola idea non può essere adottata da sola. Per vedere l’intero quadro dell’aspetto che l’Europa assumerà nel futuro, dicono, sono necessari tutti i pezzi del puzzle. Per i Tedeschi, questo significa che non sarà mai possibile per qualsiasi leader Tedesco accettare eurobonds o un’assicurazione dei depositi bancari dall’Irlanda alla costa Iberica, a meno che Berlino non abbia la sicurezza di avere voce in capitolo nelle politiche di bilancio nazionali in Europa. La Germania sta offrendo all’Europa una sorta di quid pro quo e forse sta ponendo le basi per un enorme passo avanti nella costruzione Europea. Un pezzo del puzzle che ancora manca è la Francia. Ora che tutte le idee vengono messe sul tavolo, non è ancora chiaro se il signor Hollande ammorbidirà la sua opposizione ad una severa unione fiscale, in stile Tedesco. Un alto funzionario Francese ha dichiarato: “Le istituzioni Europee hanno iniziato a lavorare e siamo mobilitati per assicurare che al vertice di fine giugno questo processo produca risultati”.

Articolo originale: Germany Gives Ground on Crisis Plan

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Vi consigliamo infine un interessante libro sugli scenari economici che potrebbero realizzarsi in Europa nei prossimi mesi:

Libro “Se va bene, andrà peggio. Scenari sulla crisi dell’euro” – Istituto Bruno Leoni

L’area dell’euro è sotto scacco. Cosa accadrebbe se la Grecia uscisse dalla moneta unica? L’euro potrebbe sopravvivere? O sarebbe scontato il ritorno alle vecchie valute nazionali? E quali sarebbero per l’Italia le conseguenze di un ritorno alla lira? Le nostre classi dirigenti sembrano non volerci nemmeno pensare. Questo e-Book cerca invece di esaminare gli scenari possibili, nel progressivo avvitarsi della crisi dell’euro. Negli otto capitoli scritti da economisti e autorevoli studiosi (Alberto Bisin, Forrest Capie, Natale D’Amico, Antonio Foglia, Carlo Lottieri, Pietro Monsurrò, Antonio Polito, Vito Tanzi e Geoffrey Wood) troverete analisi della situazione bancaria e degli squilibri economico-finanziari nell’Europa di oggi, ipotesi di lavoro su cosa accadrebbe a inflazione, crescita e produttività in caso di uscita italiana dall’euro, indagini sui precedenti storici di break up monetari così come scenari più centrati sulla situazione politica e finanziaria italiana. Un arsenale di argomenti per capire cosa potrebbe succedere di qui a pochi mesi. E per capire che, come scrive Oscar Giannino nella sua prefazione,

«l’Italia ha un serissimo problema. Un problema che è suo. Che pre-esiste all’euro. Che si è aggravato ulteriormente in questi anni, non per colpa dell’euro. E che di conseguenza va affrontato comunque, qualunque cosa avvenga dei vincoli esterni, monetari e politici»

 

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