Trattasi del rapporto, fresco di pubblicazione, dell’assemblea annuale di Confartigianato. Il titolo è “Il coraggio delle imprese“. Già, perchè di coraggio, per fare impresa in Italia, ce ne vuole davvero parecchio. Nonostante ciò, l’Italia è riuscita a posizionarsi e mantenersi, fino ad ora, al secondo posto in Europa dopo la Germania come settore manifatturiero (vedi articolo “Perchè l’Italia è così importante per l’economia europea?“). Ma, allo stesso tempo, la politica è riuscita a farci classificare secondi, dopo la Grecia, come rapporto tra debito pubblico e PIL. Vorrei ricordare, infatti, che la politica italiana è riuscita a farci accumulare un debito pubblico di quasi 2000 miliardi, la cifra che, se riuscite a leggerla, si trova sul contatore (aggiornato ogni 3 secondi) dell’Istituto Bruno Leoni che trovate nella home page di questo blog.

Bisognerebbe stamparlo, questo rapporto di Confartigianato, a caratteri cubitali, ed affiggerlo nelle case dei politici, in modo che ogni giorno, in ogni momento della giornata, ci possano riflettere sopra e possano vergognarsi del pessimo servizio che hanno reso al nostro paese. Bisognerebbe anche farlo leggere nelle piazze e farlo studiare nelle scuole, questo rapporto, affinchè tutti i cittadini siano a conoscenza della nostra situazione, di come siamo ridotti male, grazie alla politica italiana. Affinchè il menefreghismo e l’arroganza dei politici, di qualunque livello essi siano, possano finire, per lasciare spazio ad una politica più intelligente e responsabile. Ho scritto di proposito la frase “di qualunque livello essi siano”, poichè questo discorso non vale, in realtà, solo per la politica centrale, ma anche per la politica locale

Il rapporto sopracitato parla da solo, per chi avrà la volontà di leggerlo, tuttavia una sua brevissima sintesi può essere la seguente:

  • tra il 2000 ed il 2012 la spesa pubblica italiana è aumentata di 250,7 miliardi, arrivando alla cifra astronomica di circa 800 miliardi di spesa pubblica all’anno;
  • la spesa corrente primaria (al netto degli interessi sul debito), dal 1995 al 2012, è quindi notevolmente aumentata, mentre in Francia e Germania è diminuita;
  • dal 2000 al 2011 la spesa per i dipendenti pubblici è aumentata di 0,4 punti (11% del PIL), mentre in Francia e Germania è diminuita nello stesso arco di tempo;
  • la spesa destinata invece ai servizi pubblici è molto bassa, inferiore alla media europea, e rappresenta meno della metà della spesa corrente dello Stato;
  • l’attuale previsione di riduzione della spesa, secondo la spending review che il governo ha intenzione di fare, è di soli 4 miliardi, vale a dire lo 0,57% dell’attuale spesa;
  • quasi l’11% del PIL viene speso per la fornitura di beni e servizi (per due terzi da parte degli enti locali).

Indignarsi è il minimo di fronte a tutto ciò…

Questo è il rapporto che potete scaricare:

IL CORAGGIO DELLE IMPRESE (PDF)

Questo è un articolo del Sole24Ore:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-02/cinque-anomalie-spesa-pubblica-140528.shtml?uuid=AbmAmbWF

Le cinque anomalie della spesa pubblica (2 maggio 2012)

 

 

 

 

 

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