Proseguimento dell’articolo “Previdenza: chi sono i reietti del welfare italiano?“.

Ci occupiamo qui delle novità, sopraggiunte in questi giorni, sul tema degli esodati.

ESODATI = “lavoratori over 50 espulsi dal mercato dal lavoro e non ancora ammessi in pensione in conseguenza di un innalzamento dell’età o dei requisiti per accedere al trattamento pensionistico. Gli esodati sono pertanto un sottoinsieme dei disoccupati.” (FONTE: www.okpedia.it/esodati)

Il problema è il seguente: l’istituto dell’INPS, presieduto da Mastrapasqua, ha diffuso ad insaputa del ministro Fornero dei nuovi dati sul numero degli esodati. Tali dati non combaciano assolutamente con quelli previamente diffusi dal Ministero, anzi risultano essere piuttosto discordanti: gli esodati sarebbero quasi 400 mila contro i 65 mila considerati dalla Fornero.

Il problema ulteriore è il seguente: tutti i media, senza avere alcuna conoscenza ulteriore sulla veridicità di questi dati, concordano con l’INPS ed accusano la Fornero di aver diffuso dati sottostimati per risparmiare sui costi del welfare.

Cosa se ne può dedurre?

  1. Mastrapasqua non si è comportato onestamente: prima di diffondere i dati, creando scalpore e facendo fare una pessima figura alla Fornero, avrebbe dovuto renderli noti al Ministero e con esso cercare di capire le ragioni della divergenza, allo scopo di trovare insieme il modo più attendibile di stimare il numero effettivo di esodati;
  2. Può darsi che uno dei due stia giocando sporco, ma perchè a priori tutti quanti, cavalcando l’onda del populismo, difendono l’INPS e condannano la Fornero? Non potrebbe essere il contrario, cioè che la Fornero abbia ragione e che invece Mastrapasqua, in buona fede o in malafede, abbia commesso un grave errore nel calcolare tale numero?
  3. La Fornero si basa sui dati certificati in possesso del suo Ministero, i dati di Mastrapasqua non sono stati certificati da nessuno e non si sa come siano arrivati a calcolarli;
  4. Buona fede o malafede? Dovendo necessariamente tirare la cinghia, la Fornero probabilmente ha fatto bene, per il momento, a basarsi sui dati più cauti. Difficile pensare che abbia volutamente escluso e ridotto addirittura a meno di un quarto il numero di persone facenti parte della “categoria” degli esodati. Mastrapasqua cosa ci ha guadagnato? Sicuramente la figuraccia ed il discredito popolare della Fornero. A vantaggio di chi? Chissà, forse a vantaggio di qualche partito politico: non è infatti da escludere la possibilità che questa operazione da parte dell’INPS sia stata “sponsorizzata” da qualcuno che mira a scatenare polemiche contro il governo. Oppure a vantaggio dello stesso istituto dell’INPS: avere più denaro a disposizione potrebbe voler dire avere più possibilità di guadagno sporco per qualcuno. Tutto è possibile, considerando la totale assenza di trasparenza che caratterizza il sistema pubblico italiano e la diffusa amoralità che rende l’italiano degno di tutto…
  5. Ci auguriamo che, invece di affrontare litigiosamente e puerilmente la questione, entrambi si diano da fare per trovare fonti e modalità comuni, in modo da risolvere pacificamente la questione.

N.B. Se la Fornero avesse voluto ingraziarsi sindacati e cittadini avrebbe sganciato subito i soldi, invece così facendo ha dimostrato di agire con serietà e senza la volontà di intercettare consensi popolari, cosa che qualunque politico populista e demagogista avrebbe invece cercato di fare…

N.N.B. Noi ci lamentiamo della Fornero, ma sapete com’è andata in Germania quando è stata allungata l’età di accesso alla pensione? Che gli esodati non ci sono mai stati, ma tutti sono stati costretti a cercarsi un nuovo lavoro! Solo in Italia si pretende di essere mantenuti dallo Stato…

L.D.

http://www.ilgiornale.it/interni/esodati_fornero_sinfuriagrave_diffondere_dativertici_inps_sfiduciare/antonio_mastrapasqua-esodati-pensione-elsa_fornero-inps/12-06-2012/articolo-id=592137-page=0-comments=1

Esodati, la Fornero: “L’Inps ci danneggia, vertici da sfiduciare”

Non è bastato il vertice d’emergenza di ieri sera con Mastrapasqua. Il ministro è ancora furente per le anticipazioni dell’Inps: “C’è chi gioca al massacro”

di Sergio Rame – 12 giugno 2012

Al dicastero del Welfare tira una brutta aria. Dopo lo scontro sui numeri degli esodati, Elsa Fornero ha davvero un diavolo per capello.

Antonio Mastrapasqua e i vertici dell’Inps sono sotto il fuoco incrociato del ministro. “La relazione sugli esodati diffusa ieri è un documento parziale e non spiegato”, ha tuonto la Fornero sottolineando che si è trattato di una mossa “irresponsabile, fatta per danneggiare il governo”.

Il fatto è che i numeri non sono un’opinione. E sugli esodati è in corso un vero e proprio scontro. La relazione dell’Inps sul numero complessivo dei potenziali esodati è stata fatta saltar fuori ieri pomeriggio dall’Ansa. Un’anticipazione che ha letteralmente fatto saltare in aria il dicastero della Fornero, mentre dagli uffici dell’istituto di previdenza, minati da un improvviso black out elettrico, non arrivava alcuna smentita. Il problema sta proprio nei numeri contenuti nella relazione firmata da Mastrapasqua: i lavoratori che, nell’arco dei prossimi anni, rischiano di restare senza pensione sfiora le 400mila unita. Per l’esattezza sono 390mila e 200 contro i 65mila salvati dalla Fornero. Un gap mica da ridere. Ora, qualcuno ha sbagliato. Qualcuno ha fatto male i conti. Delle due una: o la Fornero ha giocato al ribasso o i tecnici di Mastrapasqua hanno esagerato. Anche perché le previsioni dell’Inps sono ben peggiori rispetto a quelle della Cgil.

L’errata corrige che ieri sera è arrivata dagli uffici dell’istituto di previdenza e il vertice d’emergenza notturno non sono certo bastati a far sbollire il ministro del Wefare che oggi è tornata a tuonare contro Mastrapasqua. “Nel settore privato le strutture responsabili della diffusione di un documento parziale e non spiegato come quello dell’Inps sarebbero sfiduciate”, ha detto senza mezzi termini la Fornero sottolineando che, sul tema degli esodati, l’esecutivo ha promesso “serietà e impegno”, mentre c’è “chi preferisce il gioco al massacro”. […]

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Aggiornamento del 20 giugno 2012:

http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=166526

Fornero: sugli esodati non ho mentito, i dati dell’Inps sono fuorvianti

Roma, 19-06-2012

Il ministro del Lavoro Elsa Fornero respinge con forza l’accusa di aver fornito numeri sbagliati o volutamente camuffati sugli esodati e definisce la tabella dell’Inps che parlava di una platea complessiva di 390.200 lavoratori interessati “fuorviante e parziale”, anche se, ammette il ministro, “sono circa 55 mila i soggetti da tutelare oltre i 65 mila esodati già individuati”.

Sono questi, in estrema sintesi, i punti principali della lunga e dettagliata informativa che ha svolto questo pomeriggio in aula al Senato la responsabile del Welfare. “Respingo con forza ogni insinuazione sul fatto che io abbia fornito cifre non vere o che io abbia inteso sottrarre dati alla pubblica conoscenza”, ha detto il ministro nell’Aula di Palazzo Madama, sottolineando che la tabella dell’Inps resa nota nei giorni scorsi è “parziale e fuorviante, così da prestarsi a facili strumentalizzazioni”.

“Si sono voluti salvaguardare lavoratori già usciti dal lavoro e quindi più a rischio di rimanere senza reddito e senza pensione”, ha ribadito Fornero aggiungendo però che i soggetti da tutelare oltre ai 65 mila già previsti “sono circa 55 mila” e “tra questi, 40 mila sono quelli in mobilità ordinaria al 31 dicembre e potrebbero rientrare nello status di salvaguardati”.

Tra le soluzioni ipotizzate dal ministro per risolvere questo problema ci sono anche una possibile deroga alla nuova disciplina pensionistica, l’estensione del trattamento di disoccupazione o la partecipazione di queste persone a lavori di pubblica utilità. La questione, comunque, resta “molto complessa” perché non è facile definire un numero preciso dei lavoratori che “nell’arco di numerosi anni” verranno coinvolti in questo fenomeno, ma “il governo e io in prima persona – ha concluso il ministro – siamo molto impegnati a trovare una soluzione e siamo certi che Parlamento e parti sociali non faranno mancare il loro convinto e responsabile sostegno”.

Le reazioni politiche

Dure le reazioni delle opposizioni in aula al discorso del ministro del Lavoro, con la senatrice Giuliana Carlino dell’Idv che ha criticato con forza l’azione del ministro tornando a chiedere le sue dimissioni: “Sulla vicenda esodati il governo è in una posizione indifendibile sotto qualunque punto di vista e in particolare, è emersa in modo netto tutta l’inadeguatezza del ministro del Lavoro a farsi carico di uno dei più gravi ed imbarazzanti problemi sociali del momento”, ha sottolineato la capogruppo Idv in commissione Lavoro. “Per questo l’Italia dei valori ha presentato una
mozione di sfiducia nei suoi confronti – ha aggiunto – e per questo chiediamo con forza le sue dimissioni”.

Non meno dure le parole usate dal vice presidente dei senatori della Lega Nord Sandro Mazzatorta, che ha sottolineato come “la politica ha il compito di guardare uno per uno queste lavoratrici e questi lavoratori e dare una risposta seria, non di quelle che abbiamo sentito n quest’aula”.”Abbiamo presentato una mozione di sfiducia – ha aggiunto Mazzatorta – e le diciamo di applicare quello che potremmo chiamare il metodo Polillo, che ha detto che bisogna tagliare le ferie per avere un incremento del Pil. Noi – ha concluso Mazzatorta rivolgendosi sempre alla Fornero – le diciamo: ‘prenda un periodo di ferie molto lungo, fino a marzo 2013 e in questo modo avremo l’incremento del Pil e magari anche la soluzione al problema degli esodati'”.

Apprezzamento invece per dati e proposte arrivate dal ministro sono stati espressi dal capogruppo al Senato dell’Udc Gianpiero D’Alia, che ha invitato Fornero ad aggiornare di continuo il Parlamento sulla situazione e a confrontarsi con le parti sociali per risolvere al meglio la situazione: “Le chiediamo di darci continuamente informazioni su ciò che avviene e di considerare il rapporto con sindacati come una risorsa perché la platea è difficilmente censibile, altrimenti il rischio è quello di alimentare tensioni sociali perché discutiamo del pane della gente”. “Per noi – ha concluso D’Alia – l’equità è un principio fondamentale e sul tema degli esodati una risposta chiara renderà ancora più forte l’azione del governo”.

Di “un vero e proprio dramma sociale“, ha parlato Nicola Latorre, vicepresidente del Pd al Senato, che ha ricordato come il suo partito, pur riconoscendo l’esigenza di una riforma del sistema pensionistico, aveva “già a suo tempo” sottolineato con forza come “la transizione dal vecchio sistema al nuovo andava gestita senza quelle forzature che hanno prodotto la situazione attuale. Forzature imperdonabili e alle cui conseguenze bisogna immediatamente porre rimedio per fondamentali ragioni di giustizia sociale”. Per Latorre, “non si può partire dalla disponibilità finanziaria per misurarsi con la questione ma si deve partire dal problema e dalla sua natura per dimensionarne l’entità e stabilirne il fabbisogno finanziario così programmandone la soluzione“.

Insomma per il Pd “la comunicazione di oggi del ministro Fornero è un significativo passo in avanti” “ma “ora bisogna agire per tutelare tutti i lavoratori. E’ un impegno che richiederà la paziente ma indispensabile ricerca di un nuovo patto sociale e di un tavolo governo sindacati che resta il luogo indispensabile per gestire un processo così complesso e così significativo anche per le sue proporzioni“. Un richiamo a un deciso impegno del governo nella risoluzione della vicenda è arrivato infine anche dal capogruppo Pdl Maurizio Gasparri, che nel suo intervento ha sottolineato come “le difficoltà ci sono e nessuno lo nega” e anche per questo “dimostreremo la nostra responsabilità in un momento in cui ci viene chiesta un’altra prova”, “ma il governo faccia altrettanto ” perché “le parti sociali chiedono meno arroganza e più confronto”. Al termine della riunione del minsitro Fornero con i capigruppo, Dario Franceschini del Pd ha dichiarato: “sulla questione degli esodati ci aspettiamo una risposta vincolante e definitiva”. […]

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Aggiornamento dell’1 agosto 2012:

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-04/salvi-altri-55mila-esodati-112350.shtml?uuid=AblRQX2F

Salvi gli altri 55mila esodati

di Davide Colombo

4 luglio 2012

[…] Innanzitutto viene estesa la salvaguardia a tutti coloro che hanno stipulato in sede governativa un accordo per la mobilità o la cassa integrazione straordinaria entro il 31 dicembre anche se, alla data del 4 dicembre, l’ammortizzatore sociale non era stato attivato. […] La seconda ciambella di salvataggio arriva ai lavoratori per i quali era stata autorizzata la prosecuzione volontaria di contribuzione e che maturano i requisiti per la pensione tra il 24° e il 36° mese dal varo del «Salva-Italia», vale a dire entro il 31 dicembre 2014. Tutelati, poi, anche i lavoratori che hanno fatto accordi individuali per l’uscita incentivata dall’azienda e che maturano i requisiti per la pensione entro lo stesso periodo […].   Se il costo stimato per la salvaguardia dei primi 65mila lavoratori è di 5 miliardi nel periodo 2013-2019, non è difficile stimare in almeno altri 4 miliardi il costo di questa ulteriore misure (negli anni 2014-2020). […]

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Aggiornamento del 24 settembre 2012:

http://www.businessonline.it/news/17407/Esodati-al-via-l-esame-dei-requisiti-per-le-pensioni-da-parte-dell-Inps.html

Esodati al via l’esame dei requisiti per le pensioni da parte dell’Inps

[…] Le Commissioni territoriali lavoratori salvaguardati hanno il compito di monitorare il numero di istanze presentate dai lavoratori e valutarne i requisiti, anche se alla fine non spetterà alla commissione approvare o meno le domande dei lavoratori esodati, ma sarà l’Inps ad avere l’ultima parola. […]

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Aggiornamento del 10 ottobre 2012:

http://iusletter.com/?p=25029&utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=esodati-la-ragioneria-boccia-la-proposta-damiano

Esodati, la Ragioneria boccia la proposta Damiano

10 OTTOBRE 2012 DI VALENTINA CONTE / LA REPUBBLICA

ROMA — «Copertura ampiamente insufficiente» e rischio di «compromettere non solo gli effetti della riforma Fornero», ma anche delle altre intervenute «negli ultimi dieci anni». Oltre a quello di «rendere arduo e problematico il rispetto del Fiscal Compact ». E dunque di mettere l’Italia nei guai con l’Europa. La Ragioneria dello Stato boccia il progetto di legge bipartisan 5103 – cosiddetto Damiano, deputato Pd, tra i proponenti – presentato per ampliare la tutela degli “esodati” presenti e futuri. Ma che di fatto rischia di smontare la riforma Fornero, reintroducendo per tutti gli scalini dell’abolita anzianità. Non solo. La Ragioneria bacchetta anche la relazione Inps, trasmessa ieri dal ministero del Lavoro alla commissione Bilancio della Camera. Perché i 30 miliardi nel decennio 2013-2022 calcolati dall’Istituto di previdenza, come costo effettivo del ddl, contro i 5 miliardi difesi da Damiano, e i 186 mila esodati in più da “salvaguardare” (oltre i 120 mila sin qui già protetti dal governo con due decreti) sarebbero addirittura sottostimati. […]
«Il governo faccia qualcosa, non può limitarsi a dire che non c’è copertura per il ddl», chiede Bersani, segretario del Pd. «Nel 2013 avremo migliaia di persone senza salari, senza pensioni e senza ammortizzatori». Il ministro dell’Economia Grilli promette «un fondo ad hoc per gli esodati già nella legge di stabilità». Che in serata arriva. Ma non si tratta di un fondo nuovo, né si aggiungono risorse extra. Il riferimento è al “Fondo Letta” creato nel 2009 e da rifinanziare alla bisogna (nel 2011 furono aggiunti 1,1 miliardi), per esigenze varie. Troppo poco per placare le proteste. […]

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Aggiornamento del 6 giugno 2013:

Il governo Letta sta pensando di apportare modifiche alla riforma Fornero, ad esempio tramite la cosiddetta “staffetta generazionale”: i lavoratori più anziani avrebbero la possibilità di andare in pensione prima, magari con una pensione leggermente ridotta, per lasciare il posto a persone più giovani. Come dimostrano gli studi citati nel seguente articolo, sembra che non sia un’idea troppo geniale ed efficace…

La riforma Fornero ha fatto ciò che andava fatto, ciò che tutta Europa ha fatto e sta facendo, ovverossia aumentare l’età pensionabile in virtù dell’aumento della vita media della popolazione. C’è solo un piccolo problema, dal mio punto di vista: che alcuni lavori si possono fare anche in età più avanzata, mentre ci sono lavori particolarmente pesanti o impegnativi che è difficile portare avanti quando si supera una certa età.

Quindi la soluzione non sarebbe quella di mandare in pensione i più anziani allo scopo di far lavorare i più giovani, ma quella di dare la possibilità ai lavoratori più anziani, in età prossima alla pensione (ad esempio per gli ultimi 5 anni di lavoro), che svolgono lavori pesanti, di svolgere lavori meno pesanti, aumentando la produttività grazie all’ingresso di forza lavoro più giovane e fresca. I lavoratori che invece uscirebbero, anticipatamente e facoltativamente, dal mercato del lavoro, potrebbero essere reclutati per lo svolgimento retribuito di lavori socialmente utili all’interno delle strutture pubbliche, ad esempio come addetti alle stazioni ecologiche o al servizio scuolabus, oppure come postini o altri lavori di questo tipo.

Niente staffetta generazionale: la crescita economica rappresenta il solo ed unico strumento per la creazione di nuovi posti di lavori. Ripeto: con la CRESCITA ECONOMICA, ovvero con le IMPRESE che danno lavoro, non con i CENTRI COMMERCIALI, che ora stanno crescendo come funghi nelle nostre città ma che nulla producono a livello di PIL!!! Questo meccanismo permetterebbe solamente di ottimizzare la produttività sul lavoro, alleggerendo il lavoro ai più anziani (che diventerebbero una sorta di “categoria protetta”) e sostituendoli con lavoratori più giovani.

L.D.

http://www.libertiamo.it/2013/06/06/la-staffetta-generazionale-la-vecchia-illusione-del-lavorare-meno-lavorare-tutti/

La staffetta generazionale? La vecchia illusione del ‘lavorare meno, lavorare tutti’

Posted on 06 giugno 2013 – di PIERCAMILLO FALASCA

Il mito del “lavorare meno, lavorare tutti” non sembra tramontare mai, nella sua forma classica o in versioni più sofisticate come quella della “staffetta generazionale”, evocata da qualche settimana dal premier Enrico Letta e dal ministro Enrico Giovannini come misura pubblica per ridurre l’enorme disoccupazione giovanile.

Nello specifico, ai lavoratori dipendenti ormai a pochi anni dalla pensione verrebbe offerta su base volontaria la possibilità di continuare a lavorare part-time, mentre lo Stato si farebbe carico di pagare figurativamente la quota di contributi pensionistici previsti per il tempo pieno (in modo da evitare un taglio dell’assegno pensionistico maturato dal lavoratore) a una condizione: che l’impresa assuma un lavoratore giovane, da affiancare all’anziano. Tutti contenti, all’apparenza, soprattutto se la staffetta generazionale dovesse prendere (come è probabile) la forma di un subentro di un figlio nel lavoro del padre o di uno scambio tra parenti o affini. Ma l’apparenza inganna.

Anzitutto, la staffetta generazionale costa al bilancio dello Stato, cioè ai contribuenti italiani sui quali graverebbero i contributi figurativi di cui godrebbe il lavoratore anziano: perché la totalità dei lavoratori italiani, in particolare i più giovani, dovrebbe sussidiare fiscalmente chi decide di ridurre il proprio orario di lavoro (magari avendo già come beneficio l’assunzione del proprio figlio)?

Se pure il costo dei contributi figurativi fosse coperto finanziariamente da una corrispondente riduzione di spesa pubblica, la misura alimenterebbe lo squilibrio nella distribuzione di risorse di welfare, come hanno scritto Tito Boeri e Vincenzo Galasso su lavoce.info: sarebbe decisamente meglio investire ogni euro risparmiato negli strumenti di formazione professionale e di tutela dei redditi dei disoccupati. […]

C’è un’evidenza empirica (si legga l’analisi di Andrea Moro su noisefromamerika.org) contro la tesi che sottintende la staffetta generazionale, e cioè che la riduzione dell’occupazione dei più anziani crei lavoro per i più giovani. È una convinzione molto radicata, esemplificata dalla comunissima domanda “Se gli anziani non possono andare in pensione, quando lavoreranno i giovani?”. Eppure – contrariamente a quanto si pensa dell’aumento dell’età pensionabile statuito dalla riforma Fornero – non solo non c’è una correlazione negativa tra età pensionabile e occupazione giovanile: Moro mostra invece una correlazione positiva tra il tasso di occupazione dei 55 – 64enni e quello dei 15-24enni. Non c’è necessariamente un rapporto causa-effetto, ma c’è quantomeno la prova che l’aumento dell’occupazione degli over 55 non inibisce l’occupazione giovanile. I posti di lavoro non sono in numero fisso, come si provava a spiegare su Libertiamo.it tempo fa. […]

In conclusione, ripartire le ore lavorate tra anziani e giovani, senza che aumenti la dimensione della “torta” dell’economia italiana, si finisce per spartire miseria, non per produrre nuova ricchezza. Eppure è a quello che il governo dovrebbe guardare: la crescita economica, l’unica via per creare posti di lavoro concreti e stabili. La staffetta generazionale è una pia illusione, che rischierebbe molto rapidamente per trasformarsi in una cocente e (e costosa per i contribuenti) delusione.

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Aggiornamento del 2 febbraio 2014:

Ed ecco che salta fuori che Mastrapasqua NON è decisamente onesto ed affidabile come dovrebbe essere chiunque rivesta ruoli amministrativi così importanti:

http://www.online-news.it/2014/02/01/scoop-di-libero-falsa-la-laurea-di-mastrapasqua-e-condannato-al-carcere/#.Uu9Movl5Ohs

Scoop di Libero, falsa la laurea di Mastrapasqua e condannato al carcere

sabato, febbraio 1st, 2014

Il re degli incarichi (siede su almeno 25 potrone) e indagato dalla procura di Roma per una truffa da 85 milioni di euro nell’ambito Inps, avrebbe avuto la laurea annullata per aver comprato alcuni esami presso l’università romana La Sapienza alla facoltà di Economia e Commercio. E per questa ragione fu condannato a dieci mesi di carcere

http://www.corriere.it/cronache/14_gennaio_25/rimborsi-gonfiati-cartelle-cliniche-truccate-il-presidente-dell-inps-mastrapasqua-indagato-56081848-859f-11e3-97a7-e7402e9bb91d.shtml

Rimborsi gonfiati e cartelle cliniche truccate «Indagato il presidente Inps Mastrapasqua»

Truffa allo Stato da 85 milioni di euro. L’Ospedale israelitico, di cui Mastrapasqua è direttore generale, nella bufera

25 gennaio 2014

 

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