Ora è chiaro: il nostro ministro Monti ed il suo governo non sono completamente liberi di fare le riforme coraggiose di cui l’Italia necessiterebbe urgentemente. Purtroppo sembrano avere le mani legate, così sono costretti a scendere a compromessi per accontentare chi fin’ora è riuscito solo nel compito di rovinare l’Italia. Monti è una persona intelligente e colta, penso che conosca bene i problemi dell’Italia e che, se fosse libero di agire, saprebbe anche quali sarebbero le misure da adottare e gli sprechi da tagliare. Ma non può metterle in pratica. Penso che sia cosciente, molto più di tutti gli altri politici messi insieme, della situazione economico-finanziaria dell’Italia, che sappia perfettamente che la nostra crisi ha come cause principali proprio l’eccesso di spesa pubblica e lo spreco di denaro pubblico. Ma evidentemente gli strumenti che ha disposizione sono limitati. E’ vero, la continuità della sua azione di governo con le politiche messe in atto dai precedenti governi, ovvero l’ulteriore aumento del peso del fisco su noi contribuenti, rappresenta una vera raccapricciante delusione: da almeno vent’anni a questa parte i vari governi non hanno fatto altro che aumentare le tasse, per questo dal governo di Monti ci si aspettava una svolta. Che però non c’è stata.

Ora è chiaro: o Monti si fa coraggio e denuncia apertamente i vincoli che lo costringono oppure…

…oppure l’Italia è destinata a morire, agonizzando lentamente, sempre più schiacciata sotto il peso del suo opprimente e pachidermico apparato pubblico. In altre parole: qui si riforma o si muor.

N.B. Perchè non fare un bel referendum per dare pieni poteri al governo Monti e toglierci dai piedi una classe politica inutile, irresponsabile ed egoista?

L.D.

 

http://www.chicago-blog.it/2012/06/17/e-alla-fine-anche-monti-disse-meno-stato-di-enrico-zanetti/#comment-35361

E alla fine anche Monti disse: meno Stato

di Enrico Zanetti

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Enrico Zanetti.

Più ancora che le misure contenute nella bozza di DL Sviluppo approvata venerdì dal Consiglio dei Ministri, quello che induce a timido ottimismo sul prosieguo dell’azione del Governo sono le dichiarazioni del Premier Monti: non solo più crescita, ritornello ormai stantio, ma anche meno Stato.

Quante volte, in questi mesi, abbiamo ripetuto che non avrebbero potuto esservi speranze di soluzione fino a quando il Governo non avrebbe capito (o non avrebbe smesso di fingere di non capire) che il modo più efficace per consentire al Paese di tornare a crescere era di occuparsi della decrescita dello Stato?

Per sentirlo dire anche a Monti ed ai suoi abbiamo dovuto aspettare che lo spread tornasse stabilmente a ridosso dei livelli che aveva quando il Governo Berlusconi dovette gettare la spugna e che il Movimento 5 Stelle di Grillo arrivasse nei sondaggi ad essere quasi il primo partito.

È troppo tardi?

Non è mai troppo tardi per incamminarsi nella giusta direzione. Due sono però le verità che questo colpevole ritardo ci lascia. La prima: dopo l’ottima partenza (per altro messa quasi per intero in conto ai cittadini), nei mesi da gennaio ad aprile questo Governo ha fatto poco meno pena dei precedenti, barcamenandosi tra una melina da quattro soldi (prima le pseudo-liberalizzazioni, poi le pseudo-semplificazioni) e roboanti dichiarazioni prive di ragionevolezza (era fine febbraio quando Monti disse con viva soddisfazione che lo spread, allora ridottosi, non sarebbe più risalito).

La seconda: chi si incammina per la strada giusta di malavoglia e non per convinzione, la percorrerà con il freno a mano tirato e, alla fine, giungerà a risultati meno significativi di quelli che altri, a parità di tempo, potrebbero conseguire.

Questo però è ciò che passa il convento e, visti i tempi e le immediate alternative, teniamocelo stretto.

Inutile sperare ancora, come all’inizio era lecito sperare, che questo Governo possa essere una soluzione.

Questo Governo può essere al massimo una dignitosa transizione. Se verso la rinascita o il definitivo naufragio, lo scopriremo tra meno di un anno.

 17 giugno 2012

http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1037426/Monti-ad-Alfano–Bersani-e-Casini–nuovo-patto–serve-mandato-pieno.html

Monti ad Alfano, Bersani e Casini: nuovo patto, serve mandato pieno

Roma, 12 giu. (Adnkronos) – Il premier Mario Monti ha convocato a sopresa stasera a palazzo Chigi il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il leader Udc, Pier Ferdinando Casini. A loro il premier avrebbe chiesto un mandato forte per presentarsi in Europa e chiedere misure per la crescita. Sarebbe questa infatti l’ipotesi alla quale lavorano i leader dei partiti, convocati questa sera a Palazzo Chigi. […] Una convocazione “a sorpresa”, quasi “emergenziale”. Cosi’ viene definita da ambienti parlamentari la convocazione del premier Mario Monti del vertice Abc a palazzo Chigi di stasera. La riunione non era in agenda e la chiamata alle segreterie di Pdl, Pd e Udc è arrivata nel pomeriggio di oggi.

12/06/2012

RAPPORTO SULL’ATTIVITA’ DEI PRIMI CENTO GIORNI DEL GOVERNO MONTI (pdf)

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