Hollande, neoletto presidente francese, parte in quinta: ha già stanziato tagli agli stipendi di ministri e manager (cosa che il Governo italiano ancora non ha fatto), obbligato i ministri alla riduzione del numero dei loro collaboratori (cosa che il Governo italiano ancora non ha fatto) ed imposto il divieto di accumulare più incarichi (cosa che il Governo italiano ancora non ha fatto).

In Italia, invece, abbiamo dovuto convocare appositamente una commissione governativa sul livellamento retributivo Italia-Europa, la quale non ha però raggiunto nessun risultato, non a causa dell’incapacità dei suoi membri ma per colpa di un sistema talmente ingarbugliato da risultare incomprensibile, inconfrontabile e di conseguenza incorreggibile sulla base del confronto con i sistemi retributivi di altri paesi europei: il tentativo è miseramente fallito ed il presidente della suddetta commissione, Enrico Giovannini, ha dovuto dimettersi (vedi l’articolo “SOS stipendi parlamentari: quanto di vero e quanto di falso???“).

Vogliamo prendere esempio dai francesi, una volta tanto?

L.D.

http://isegretidellacasta.blogspot.it/2012/05/neopremier-francese-ai-suoi-ministri-ci.html?m=1

Neopremier francese ai suoi ministri: “ci tagliamo stipendi, niente voli di stato e divieto altri incarichi”

20 maggio 2012

Appena eletto all’Eliseo, Nicolas Sarkozy si era aumentato lo stipendio del 170%. François Hollande se lo è ridotto del 30%. «Dobbiamo dare l’esempio: in tempi di crisi tutti dobbiamo fare sacrifici», ha commentato. Sarà populismo, demagogia, come ironizzano gli esponenti della destra: si tratta comunque di un segno di civismo e sensibilità politica che va nella buona direzione. La decisione, operativa da subito, è stata ratificata ieri da un decreto del Consiglio dei ministri, il primo dopo la nomina di Hollande: lo stipendio mensile del presidente della Repubblica e del primo ministro scende da 21.300 a 14.910 euro lordi, quello dei ministri da 14.200 a 9.940, sempre lordi. 
Inoltre tutti i ministri sono stati invitati a firmare una «carta deontologica» che prevede:
1) calo del 10% del budget per ogni ministero;
2) riduzione dei collaboratori;
3) divieto assoluto di cumulare mandati e incarichi.
«Fare il ministro deve essere un lavoro a tempo pieno», ha detto François Hollande.
In linea con la politica del rigore e della sobrietà, i ministri sono invitati inoltre a non accettare regali di valore superiore a 150 euro, ad evitare il conflitto d’interessi, ad usare nei limiti del possibile il treno anziché l’aereo; infine — é un pallino di Hollande — a rispettare il codice della strada.
I ministri si preparano dopo l’automutilazione salariale ad usare la mannaia nei confronti di presidenti e direttori generali delle aziende pubbliche, abituati a salari straordinariamente confortevoli. Saranno dolori per tutti: ad esempio Henri Proglio, pdg di EdF (Electricité de France), vedrà decurtata del 69% la sua retribuzione annuale (1,6 milioni), mentre Jean-Paul Bailly (Poste) e Luc Oursel (Areva) perderanno il 40% dei 700 mila euro annui.
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Aggiornamento del 6 marzo 2015:

“Renzi e famiglia a sciare a Courmayeur con un volo di Stato”. Denuncia M5S

 di F. Q. | 3 gennaio 2015
[…] Il premier, afferma Romano, si è spostato da Firenze ad Aosta con un volo di Stato, in particolare un Falcon 900 il cui costo operativo è di “9mila euro l’ora”. […] Renzi risponde qualche ora dopo su twitter, non sui costi ma sull’uso del volo di Stato: “Gli spostamenti aerei, dormire in caserma, avere la scorta, abitare a Chigi non sono scelte ma frutto di protocolli di sicurezza“. In realtà giusto un anno fa il premier Enrico Letta partiva per le vacanze di Capodanno, con famiglia al seguito, con un normalissimo volo di linea e un’auto a noleggio. […]

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