Cosa sono gli Eurobonds? Sono uno strumento che permetterebbe ai paesi “eurodeboli” come l’Italia di poter pagare interessi meno elevati sul proprio debito pubblico, grazie all’aiuto dei paesi “euroforti” come la Germania. Sarebbe un concreto sistema di collaborazione e rinforzo, ma la Germania, per egoismo ed incapacità di vedere il serio pericolo di caduta dell’intero impianto dell’Euro, sta continuando a tenere duro e a non voler cedere all’emissione di Eurobond… Speriamo che Monti ed Holland riescano a convincere la Merkel che, se qualche paese comincia a cedere, rischia davvero di crollare tutto…

L.D.

http://www.ultimenotizie.we-news.com/politica/estera/6288-eurobond-dellunione-europea-cosa-sono-e-come-funzionano

EUROBOND DELL’UNIONE EUROPEA, COSA SONO E COME FUNZIONANO

[…] Gli Eurobonds sono dei titoli obbligazionari di debito pubblico emessi in solido dai 17 paesi dell’eurozona, che verrebbero posti sul mercato da un’apposita agenzia dell’Unione Europea e la cui garanzia ricadrebbe congiuntamente su tutti i paesi dell’Eurozona.

A differenza dell’attuale sistema, che obbliga i paesi a finanziarsi da soli con l’emissione di propri titoli di stato (BTP in Italia, Bund in Germania, Oat in Francia, Bonos in Spagna) e a rimborsare autonomamente i creditori con i propri surplus o avanzi di bilancio, gli Eurobonds sarebbero ancora emessi dai singoli stati, ma qualora uno degli stati dell’eurozona non avesse la liquidità necessaria per rimborsare i possessori dei suoi Eurobonds sarebbero gli altri stati a ripagare i creditori.

Si capisce bene il motivo per il quale la Germania si oppone all’introduzione dei Eurobonds, perchè essendo insieme a Finlandia e Olanda, uno dei pochi paesi dell’eurozona ad avere un basso deficit o addirittura un surplus di bilancio, dovrebbe correre in soccorso dei paesi con più alti disavanzi o deficit dell’area PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia, Spagna) ogni qualvolta questi ultimi non riuscissero a piazzare i propri Eurobonds e a reperire sui mercati la liquidità occorrente per ripagare o rinnovare i titolari degli Eurobonds già emessi.

Tuttavia, spalmando su più stati il rischio di insolvenza, le garanzie per i sottoscrittori degli Eurobonds sarebbero maggiori e di conseguenza il rendimento dei titoli europei sarebbe molto inferiore degli attuali rendimenti dei titoli di debito dei singoli stati, favorendo così il finanziamento degli stati più in difficoltà ad un costo per interessi passivi più sostenibile di quello attuale (intorno al 6%/7% per i PIIGS, mentre con gli Eurobonds scenderebbe al 3%/4%).

Secondo il documento della Commissione Europea di Barroso, chiamato Libro Verde e presentato lo scorso 23 novembre, gli Eurobonds o Stability Bond potrebbero essere di tre diverse categorie, che, in ordine decrescente di solidarietà e garanzia reciproca, possono essere così sintetizzati: Eurobond a sostituzione completa e garanzia congiunta, Eurobond a sostituzione parziale e garanzia congiunta, Eurobond a sostituzione parziale e garanzia separata.

Con la sostituzione completa gli Eurobonds sostituirebbero gradualmente l’intero ammontare del debito pubblico di ogni singolo stato, mentre con la sostituzione parziale soltanto una parte del debito pubblico verrebbe coperto dagli Eurobonds e il resto sarebbe invece a carico del singolo stato con l’emissione dei propri titoli di debito.

La garanzia congiunta obbligherebbe tutti gli stati a rispondere insieme alle richieste inevase dei creditori, mentre con la garanzia separata ogni stato garantisce solo una parte degli Eurobonds emessi e non coperti in base a precisi criteri di suddivisione (principalmente PIL e popolazione del singolo stato).

Written by Piero Valerio

http://www.lettera43.it/economia/macro/eurobond-monti-ci-crede_4367552077.htm

Eurobond, Monti ci crede

Il premier: «Ma serve l’ok di Berlino».

[…] Il premier ha detto che a ottobre 2011 il rischio è stato quello di non poter pagare gli stipendi degli statali. Anche se ancora «l’Italia deve scontare un passato un po’ esuberante e senza riforme, si potrà uscire dal tunnel abbastanza presto». Servono però decisioni comuni con i partner europei e «al vertice di Bruxelles del 28 giugno ne verranno prese di forti, all’insegna della crescita e non solo della disciplina», ha annunciato Monti.
AVREMO GLI EUROBOND. E riguardo all’Europa «Se salta un Paese è un problema per tutti», ammonisce Monti. «Gli sforzi di ciascuno rischiano di essere vani se cresce la sfiducia nell’Euro, e anche la ‘Cara Merkel’», alla quale il premier italiano si rivolge direttamente dicendo: «deve comprendere che l’Europa unita è interesse della Germania non meno che dei paesi più deboli. Interrogato sugli eurobond il premier ha assicurato: «Avremo gli eurobond, ma serve l’ok di Berlino». […]

25 Maggio 2012

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