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Modelli innovativi di prevenzione ed assistenza medica dalla Florida : efficacia e sostenibilità economica

di Marco Baccanti – 5 aprile 2012

[…] gli USA sono sempre una grande fonte di innovazione: la miscela di imprenditorialità diffusa, mercato di grandi dimensioni, assetto legislativo favorevole fa sì che anche nel complesso e regolamentato settore dell’assistenza sanitaria nascano diverse best practice molto positive, come quella che vi racconto ora. Si tratta del modello di assistenza primaria degli ultrasessantacinquenni ispanici privi di assicurazione medica residenti in Florida. Per sostenerne la prevenzione, la diagnostica e il trattamento farmacologico, lo Stato della Florida e le agenzie governative Medicaid e Medicare si avvalgono di diversi centri privati distribuiti sul territorio, tra di loro concorrenti, ai quali versano una quota fissa di 6000 dollari all’anno per ogni utente.

L’anziano è libero di scegliere il centro al quale accedere e ha periodicamente la possibilità di cambiarlo, così da incentivare i vari concorrenti ad offrire un servizio più gradito possibile. Con queste regole il centro fa profitto se riesce a spendere meno dei 6000 dollari all’anno versati per ogni utente e la competizione di mercato fa sì che sia spontaneamente incentivato a mantenere sano e soddisfatto l’utente per assicurarne la preferenza.

Ho visitato alcuni centri in cui ho trovato una logica molto innovativa e vincente di medicina preventiva attraverso l’esercizio fisico e la socializzazione che ha avuto molto successo sotto tutti i punti di vista: per i dati epidemiologici della comunità di assistiti, molto migliori rispetto alla media nel territorio, per i livelli di consenso e di attrattività degli utenti, e anche in termini di redditività economica per l’investitore privato che ha ideato e gestisce l’iniziativa.

Per comprendere bene l’efficacia del modello bisogna tenere presente che i problemi comuni tipici di questa categoria di utenti sono l’alta pressione, il diabete, la depressione e l’obesita’; sono causati essenzialmente dallo stile di vita, in particolare da sedentarietà, cattiva nutrizione, fumo, scarsa socializzazione, etc.

Nell’organizzazione che ho visitato essi sono stati affrontati non più con il classico approccio farmacologico ma con iniziative radicalmente innovative : ogni centro dispone di palestre di alta tecnologia, con dispositivi per monitorare e incentivare l’attivita’ fisica lungo tutto l’arco di veglia degli utenti, personal trainer in grado di gestire classi di trenta minuti che si alternano senza pausa e con entusiasmo per tutto l’arco delle 12 ore di apertura dei centri.

Vi sono sale per giocare a domino e per socializzare, si organizzano corsi di cucina per imparare a nutrirsi in modo sano, corsi per smettere di fumare, sessioni di ballo, lezioni di internet e di lingua inglese. E via di questo passo.

Più tute da ginnastica che camici bianchi. Decine di ultrasettantenni che riempiono gioiosamente le classi di spinner e di salsa, e che nelle palestre si contendono gli attrezzi con consuetudine e incredibile prestanza.

La strategia e’ chiara e in breve tempo ha già dato i suoi frutti : facendo leva sull’esercizio fisico, sulla nutrizione e sulla socializzazione i medici del centro riescono a tenere sotto controllo l’alta pressione, la glicemia e la depressione, ricorrendo ai farmaci solo quando e’ strettamente necessario.

Il risparmio ottenuto dalla conseguente notevole riduzione dei costi di trattamento farmacologico consente di ripagare gli investimenti infrastrutturali e di fare profitti, con comprensibile grande soddisfazione degli arzilli utenti che si sentono così bene da suscitare l’invidia dei coetanei, che negli altri centri tradizionali subiscono pesanti trattamenti farmacologici in un ambiente medico intimidente e noioso. […]

http://marcobaccanti.nova100.ilsole24ore.com/2012/05/ministero-della-salute-o-piuttosto-ministero-della-malattia.html

Ministero della Salute, o piuttosto Ministero della Malattia?

di Marco Baccanti – 24 maggio 2012

[…] Vi aspettereste pertanto che nei summit globali dei ministri della salute si discuta soprattutto di salute, ovvero di come fare si’ che la maggioranza della popolazione, quella oggi ancora sana, si possa mantenere tale: interventi per la prevenzione, per diffondere la cultura per uno stile di vita sano, per la gestione corretta di alimentazione e attività fisica, etc. Soprattutto ora che c’e’ piena consapevolezza che se tali stili di vita non vengono corretti rapidamente si genereranno le patologie che faranno collassare il sistema per i costi di intervento.

In realtà tutto il budget disponibile e lo sforzo organizzativo sono impegnati per tentare di correre ai ripari quando la malattia è ormai scoppiata e bisogna contrastarne il decorso con sforzi molto costosi e spesso, ahimè, infruttuosi; pochissime le iniziative, e le relative poste nel bilancio, dedicate ad interventi sulla genesi del problema e a prevenirne le cause. La prevenzione sembra una materia estranea alla medicina, alla cultura dei medici, estranea anche alla sfera di intervento dei Ministeri preposti alla salute. […]

In Italia è partita una ricerca sperimentale di assistenza domiciliare innovativa a Bolzano. Di qualità, sicuramente, ma limitata: si tratta appunto di assistenza “domiciliare” che non prende in considerazione l’aspetto psicologico, il quale si traduce molto spesso proprio nel bisogno di socialità degli anziani. Non dimentichiamoci che c’è un grande bisogno, in Italia, di strutture che si occupino sia degli anziani che dei bambini, affinché le donne non siano costrette a rinunciare al lavoro per poterli accudire…

http://www-03.ibm.com/press/it/it/pressrelease/36085.wss

IBM collabora con il Comune di Bolzano per monitorare la salute dei cittadini anziani

Smarter Healthcare si traduce in un miglioramento del 66% dell’attenzione degli anziani ed una previsione di risparmio del 31% per il Comune

Bolzano, Italia – 24 nov 2011: Nell’ambito del progetto Abitare Sicuri – Sicheres Wohnen, frutto di una collaborazione tra Comune di Bolzano, IBM e diversi partner locali, ad alcuni cittadini anziani nella Città di Bolzano è stato fornito accesso all’assistenza e all’intervento medico dalla propria casa. I residenti hanno potuto comunicare direttamente con gli operatori sanitari per monitorare il proprio stato di salute e i propri progressi nelle attività dedicate ad incrementare il proprio livello di attenzione e di abilità motoria. Al contempo, sensori wireless monitoravano l’ambiente domestico, generando allarmi e scenari comportamentali, forniti via SMS, e-mail e Twitter a familiari e professionisti dei servizi sociali.

Come risultato del progetto pilota, l’80% degli anziani si è sentito più sicuro, il 66% ha migliorato la propria mobilità grazie ad esercizi e il 50% ha imparato un nuovo modo per interagire con gli altri attraverso la tecnologia.

IBM, con questo progetto, ha aiutato il Comune a creare un modello di business sostenibile per l’assistenza sanitaria pubblica, in previsione del tendenziale invecchiamento della popolazione. Questo modello dimostra che quando tutti i fattori di scenario sono considerati (includendo anche il costo annuale di emergenza ex-post stimata in caso reale, es. dopo un incidente avvenuto nelle abitazioni della popolazione target) sistemi come Abitare Sicuri, una volta implementati, sono in grado di produrre risparmi economici fino al 31%, migliorando la qualità di vita degli anziani grazie ad una maggiore indipendenza e integrazione nella società.

Nell’ambito del progetto pilota, trenta anziani (dai 66 agli 80 anni di età), che necessitavano di assistenza domiciliare, sono stati dotati di sensori e apparecchiature di monitoraggio nelle proprie abitazioni. 14 membri del gruppo hanno comunicato con gli operatori sanitari, locati in una stazione di monitoraggio centrale, tramite touch screen; 16 hanno comunicato tramite dispositivi mobili, utilizzando applicazioni sviluppate da Evocare GmbH, fornitore di soluzioni di telemedicina. Questi dispositivi hanno consentito ai residenti di interagire con gli operatori sanitari sulle attività quotidiane programmate, consentendo agli addetti di fornire suggerimenti su una serie di attività, tra cui training fisico guidato, esercizi per allenare le facoltà mentali o di rispondere a domande sanitarie.

Sono stati raccolti e analizzati più di 238.000 dati ambientali sui partecipanti e sono stati rilevati ed elaborati 541 alert. In 128 situazioni di potenziale pericolo, un team dedicato dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano ha monitorato il processo a distanza ed è intervenuto.

Usiamo la tecnologia in modo intelligente, per migliorare la qualità di vita per tutti i cittadini in modo efficace in termini di costi”, spiega Maria Cristina Farioli, Business and Innovation Director IBM Italia. “IBM sta creando un sistema sanitario più intelligente e più connesso, in grado di fornire un’assistenza migliore, di prevenire le malattie e di consentire alle persone di fare scelte migliori. IBM aiuta inoltre i clienti ad applicare la business analytics avanzata per migliorare la ricerca medica, la diagnosi e il trattamento, per fornire assistenza di qualità ai pazienti e contribuire a ridurre i costi della sanità.

Più del 22% dei cittadini di Bolzano ha più di 65 anni e vorrebbe vivere a casa propria il più a lungo possibile. “Il progetto, il primo del suo genere in Alto Adige, sviluppato dalla città di Bolzano con IBM e i partner coinvolti nell’iniziativa, dà agli anziani questa possibilità e assicura i familiari che i loro cari siano sicuri a casa loro”, spiega Michela Trentini, direttrice dell’Ufficio Pianificazione del Comune di Bolzano.

La soluzione è stata sviluppata da IBM con il supporto di TIS Innovation Park, che ha fornito sostegno locale. Il sistema si basa su una rete di sensori integrati, che trasmettono i dati riguardo l’assistito e l’ambiente domestico tramite un’architettura sviluppata su un WebSphere Application Server, DB2 e MQ Telemetry Transport per una messaggistica affidabile. Le informazioni vengono visualizzate su un dashboard nella sala di controllo e sui dispositivi mobili Android dell’operatore via e-mail, SMS o Twitter. La soluzione Abitare Sicuri-Sicheres Wohnen è stata sviluppata anche con il supporto tecnologico di Eurotech, Huawei e PPM.

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Aggiornamento dell’11 maggio 2014:

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2014-05-08/sanita-digitale-cercasi-brusca-frenata-la-spesa-pubblica-nuove-tecnologie–125135.shtml?uuid=ABSdXhGB

Sanità digitale cercasi: brusca frenata per la spesa pubblica in nuove tecnologie

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Aggiornamento del 20 maggio 2016:

Una bellissima iniziativa!!!

http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/20052-casa-di-cura-asilo

LA CASA DI CURA CHE È ANCHE UN ASILO: COSÌ ANZIANI E BAMBINI GIOCANO INSIEME (FOTO E VIDEO)

Scritto da Francesca Biagioli

Casa di cura o asilo? Una situazione davvero particolare è quella che si presenta a chi entra a Seattle nella casa di riposo Providence Mount St. Vincent. […] Spesso la nostra società si dimentica che i nonni, e più in generale le persone anziane, sono una risorsa preziosa, un’ottima occasione di arricchire la nostra esperienza di vita con l’aiuto di chi ne ha decisamente di più. Non è però questo il caso della speciale casa di cura americana dove gli anziani trascorrono del tempo insieme ai bambini che proprio lì frequentano l’asilo.

I benefici sono tanti e per tutti: i residenti anziani, interagendo con i bambini, sono stimolati e si sentono ancora utili. I bambini invece hanno l’opportunità di imparare tanto da questi nonni, molti dei quali hanno circa 90 anni e costante bisogno di assistenza. […]

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